19/06/2026
Volete cambiare il mondo?
Che ne dite di cominciare da voi stessi?
Che ne dite di ve**re trasformati per primi?
Ma come si ottiene il cambiamento?
Attraverso l'osservazione, attraverso la comprensione.
Senza interferenze o giudizi da parte vostra, perché quel che si giudica non si può comprendere.
Come potrete mai capire quel che disapprovate, o anche quel che approvate?
Nessun giudizio, nessun commento, nessun atteggiamento: semplicemente, si osserva, si studia, si guarda, senza il desiderio di cambiare ciò che è.
Perché se si desidera cambiare ciò che è in ciò che dovrebbe essere, si cessa di comprendere.
Il giorno in cui riuscirete ad assumere un atteggiamento simile, assisterete al miracolo.
Cambierete, senza sforzo, correttamente.
Il cambiamento si verificherà, non dovrete andarlo a cercare.
(Anthony De Mello)
Il risveglio progressivo alla consapevolezza della nostra Vera Natura e del significato più profondo della vita porta con sé il dono dell'accettazione del fatto - banale quanto essenziale - che ciò che è è ciò che è.
Possiamo festeggiare ed applaudire, oppure possiamo alzare la guardia e sferrare dei pugni nel vuoto, ma ciò che è rimane impassibilmente ciò che è.
Le persone si comportano come si comportano, le situazioni sono come sono, che noi le approviamo o meno.
Quando approviamo o disapproviamo una situazione - che sia il comportamento del compagno, del figlio o della madre oppure la situazione lavorativa, oppure ancora la casa in cui abitiamo - stiamo opponendo alla consapevolezza del fatto che ciò che è è ciò che è le pretese arroganti e immature del nostro "piccolo io", del nostro ego e della nostra personalità.
Quando approviamo siamo euforici, quando osteggiamo, lottiamo o disapproviamo siamo in preda a risentimento e rabbia.
In ogni caso, perdiamo l'asse dell'equilibrio e della distanza.
Veniamo immersi dagli stati emotivi e invece di essere "nel mondo" diveniamo "del mondo".
In quel modo, non comprendiamo più.
In quel modo non vediamo più la perfezione di tutto dal punto di vista della nostra evoluzione, spirituale e di riflesso personale.
Il paradosso è che, se non giudichiamo ma semplicemente accettiamo la situazione di partenza, è molto più agevole apporre i cambiamenti per raggiungere condizioni di pace, prosperità, abbondanza, gratitudine, gioia e condivisione.
Allora, inizia ad allenare questa capacità, questa virtù: osserva le cose, senza giudizio.
Osserva e accetta quello che è per quello che è.
Solo se rimani con lo sguardo al di sopra delle valutazioni del tuo ego, della tua mente inferiore e alle conseguenti reazioni della tua sfera emotiva, puoi comprendere realmente ciò che è.
La maggioranza delle persone applaude o fischia, approva o rigetta, crea divisioni e si schiera, da una parte e dall'altra.
La loro condizione perenne è comunque quella di lotta e competizione, sostegno e ripudio.
In questo modo, la loro impronta vibrazionale li allineerà a condizioni in cui tali emozioni di rabbia, divisione, lotta avranno modo di replicarsi ed ampliarsi.
Non ti sembra che questa sia proprio una fedele descrizione di quello che sembra proporci il mondo in questi tempi?
Se queste parole ti fanno un qualche effetto, potresti essere pronto per fare un passo decisivo di evoluzione.
Parti dall'accettazione di quello che è.
Questo non significa farsi andare bene tutto, significa semplicemente partire da uno stato di accettazione che permette di procedere con la giusta condizione vibrazionale.
Se una cosa non ti va bene, accettala prima di tutto.
Accettala perché c'è, e se c'è è stata accettata nella sua esistenza da qualcosa di ben più infinito e saggio del tuo ego, con le sue pretese e le sue valutazioni su cosa è giusto e cosa è sbagliato.
Accettala, perché che tu lo faccia o meno, essa c'è comunque.
Accetta e fatti da parte per il momento.
Questa accettazione ti permette di capire il senso profondo, l'insegnamento, l'opportunità di cambiamento.
Non potresti orientarti verso qualcosa di migliore, se non avessi un punto di partenza da cui iniziare il tuo percorso.
Che traguardo potrebbe mai raggiungere un maratoneta se non avesse una linea di partenza su cui appoggiare i piedi?
È meglio la linea di arrivo o quella di partenza?
Nessuna delle due, tutte due sono essenziali nella dinamica di funzionamento della maratona, tutte e due sono.
Dunque, accetta e osserva la situazione di partenza, osserva le esperienze che ti trovi a vivere.
A quel punto, potresti provare una sensazione particolare: vedi le cose svolgersi attorno a te, ma tu, pur essendo lì fisicamente, ti senti come se fossi in un'altra parte, più in alto, più in profondo.
Allora comprendi.
Comprendi che le persone agiscono e reagiscono sulla base di quello che sono loro, e non risenti più emotivamente di come si comportano con te.
Comprendi che l'ambiente di lavoro è un aggregato di persone con la stessa qualità vibrazionale, e se qualcosa ti sta stretto potrebbe essere il momento per proporre quel cambiamento che hai in testa da tempo, oppure ancora di guardarti attorno per cambiare contesto.
Senza giudizio, senza lotta, senza opposizione, senza rabbia.
Se nevica, guarda i fiocchi scendere, ascolta il silenzio ovattato.
Se piove, ascolta il rumore sul tetto, guarda le gocce appoggiarsi sulle finestre.
Accarezza il tuo gatto pigramente disteso sul divano e fai anche tua la sua pace assoluta nel momento.
Parti dall'accettazione di Quello che È.
Non lo fai per la vita, lo fai per te.
È tutto nelle tue mani.