14/11/2015
Conviene lavorare in coworking?
Bella domanda, che merita una risposta adeguata e approfondita. Prima di farlo, però, forse è necessario spiegare cos’è il coworking e a cosa serve.
Iniziamo dalla definizione reperibile su Wikipedia:
“Il coworking è uno stile lavorativo che coinvolge la condivisione di un ambiente di lavoro, spesso un ufficio, mantenendo un’attività indipendente. A differenza del tipico ambiente d’ufficio, coloro che fanno coworking non sono in genere impiegati nella stessa organizzazione.”
Quando si parla di coworking, le parole chiave sono due: condivisione e collaborazione, due perni della sharing economy, che da qualche anno sta finalmente prendendo piede anche in Italia, nonostante i soliti ritardi amministrativi e giuridici.
Com’è organizzato un coworking
Un coworking è essenzialmente uno spazio di lavoro molto ampio, all’interno del quale sono disposte scrivanie, sale riunioni, aule di formazione, uffici, tutti ambienti e postazioni che è possibile noleggiare per un certo periodo di tempo.
Affittando uno spazio in un coworking, si ha a disposizione una scrivania con delle sedie, una connessione ad internet, con cavo ethernet o WI-FI, prese della corrente e accesso ai servizi igienici.
Ogni spazio coworking è organizzato in modo diverso, ma di solito si tratta di ambienti molto belli, esteticamente curati nel dettaglio, con arredi moderni e design accattivanti, perché è dimostrato che il luogo di lavoro influisce sul rendimento dei lavoratori. Ecco perché le grandi aziende hanno spazi dedicati al relax, stanze all’interno delle quali è possibile conversare con gli altri dipendenti, sorseggiando un buon caffè.
Lo sappiamo, questo scenario fa molto film americano, ma sta diventando una prassi comune anche in Italia, in particolare nelle grandi città, ma non solo. Sono numerose, in effetti, le realtà create in periferia, dove c’è meno caos.
Per chi è utile uno spazio in coworking
Come puoi immaginare, questi spazi di coworking sono particolarmente indicati per i freelance, che, per questioni di carattere economico o per scelte professionali, non possono o non vogliono permettersi il mantenimento di una sede fisica, ma necessitano comunque di uno spazio di rappresentanza dove poter accogliere i clienti. Farlo nella cucina di casa, diciamolo, non è proprio il massimo.
Spesso vengono anche adoperati dalle grandi aziende per i dipendenti assunti con contratti di telelavoro, che, come riportato da una ricerca condotta nel 2007, amano l’idea di lavorare da casa, ma si sentono un po’ fuori dal mondo. Questa sensazione di solitudine comporta un calo della produttività ed è per questo motivo che, in molti casi, si è optato per uno spazio di coworking da noleggiare per gli operatori in telelavoro, che possono in questo modo lavorare in un ambiente vivo e stimolante.
Anche molte Startup, in attesa di essere accettate all’interno di un Incubatore d’impresa, sfruttano la soluzione del coworking per poter avere una sede fisica nella quale lavorare in team, con costi sostenuti e a contatto con altre realtà.
Perché scegliere un coworking
Le ragioni che dovrebbero spingere un freelance, una azienda o una startup a affittare uno spazio in coworking sono essenzialmente tre:
1.Ridurre i costi di gestione di un ufficio, che presuppone un canone mensile, il pagamento delle utenze, la manutenzione e la pulizia degli ambienti, determinate tasse, come ad esempio quelle sui rifiuti solidi urbani, senza contare gli arredi e le attrezzature tecnologiche, come un centralino telefonico (a proposito, hai mai pensato di passare a VoIP?), dei terminali, stampanti, fotocopiatrici, server, router e così via.
2.Avere una sede esteticamente molto gradevole – di solito ben collegata con i mezzi pubblici – nella quale accogliere i clienti ed i fornitori.
3.Lavorare a stretto contatto con altri freelance, startup e aziende, con cui, magari, potrebbero nascere delle interessanti collaborazioni. Quante volte, in ambito professionale, capita di aver bisogno di qualcuno che possa risolverci un problema o effettuare quel determinato compito che tu non sei in grado di svolgere? Bene, lavorare in coworking vuol dire anche chiedere al vicino di scrivania se può darti una mano e risolvere il problema in tempi molto rapidi (e, perché no, individuare talenti di altre aziende e portarli nel tuo team).
Quanto costa uno spazio in coworking
Come puoi immaginare, i prezzi variano a seconda della città nella quale si trova la struttura, ma anche in base alla tipologia di spazio e di servizi ad esso associati.
In linea di massima, però, ti possiamo dire che, in media, uno spazio in noleggio può costare dai 100,00/150,00 Euro al mese per una singola postazione, quindi una scrivania con corrente elettrica, connessione ad internet e servizi condivisi, mentre per un ufficio chiuso si arriva a 450,00/500,00 Euro al mese; nel prezzo, in questo caso, sono inclusi molti più servizi, senza contare la privacy derivante dall’avere uno spazio circoscritto e chiuso.
Ogni coworking che si rispetti offre anche servizi a tempo, come la sala meeting o l’area eventi: in quel caso si paga con una tariffa oraria generalmente molto conveniente.
Insomma, se sei un freelance oppure hai avviato una startup, la soluzione del coworking potrebbe essere quella giusta per te.
Un ambiente confortevole, “coinquilini” stimolanti, prezzi ragionevoli. Che vuoi di più dalla vita?