10/08/2024
Anche in questo numero di CoachMag, il Magazine del Coaching trovate un mio articolo che parla di neuroscienze, e di questo sono sempre molto orgogliosa.
👉🏻 Ma l'articolo di questa edizione per me è molto speciale e spero vogliate dedicare qualche momento a leggere il perché.
Quando si parla di relazioni, non bastano poche righe per raccontare tutto quello che le neuroscienze applicate ci hanno insegnato finora e ci stanno svelando quotidianamente con l'avanzare velocissimo della ricerca scientifica.
📌 Eppure, quello che vi racconto in questo articolo è una pietra angolare nella gestione delle interazioni umane e la consapevolezza che ne consegue ha preservato negli anni moltissime relazioni, personali e professionali!
Tradizionalmente, ci sono state due principali scuole di pensiero riguardo le origini del comportamento umano: il determinismo biologico e il determinismo ambientale.
🔸Il determinismo biologico sostiene che i comportamenti sono principalmente il risultato di fattori genetici e fisiologici.
🔸 Il determinismo ambientale, influenzato da teorie come il comportamentismo e la sociologia, sostiene che i comportamenti sono appresi e modellati dall'ambiente sociale.
Negli ultimi decenni, si è posta un'enfasi crescente sulle variabili ambientali e sociali, tendendo ad attribuire certi comportamenti all'educazione ricevuta, alle esperienze vissute, al contesto sociale e al patrimonio genetico e/o culturale di genere.
Tuttavia, queste attribuzioni non spiegano perché, a parità di condizioni, esistano in alcuni casi fondamentali differenze individuali che si manifestano a livello comportamentale, ma che tradiscono sostanziali diversità a livello di processo cognitivo.
✅ Oggi sappiamo, perché ne abbiamo le prove scientifiche, che tali diversità originano dalla struttura profonda cerebrale e dalle modalità individuali, uniche e speciali, con cui ognuno usa il proprio cervello nel gestire l'informazione che riceve dall'ambiente esterno e interno.
E non è cosa da poco, pur essendo solo l'inizio del percorso che ci porta a comprendere come funzioniamo e come possiamo interagire al meglio con noi stessi e con le persone che ci circondano!
NB Per quanto mi riguarda, in una corretta pratica di coaching e mentoring, i due approcci - biologico e ambientale - devono essere 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗴𝗿𝗮𝘁𝗶 e non considerati in contrapposizione l'uno all'altro. E, per poterlo fare, ritengo ci si debba attrezzare con adeguati strumenti di valutazione che supportino una altrettanto solida formazione ed esperienza professionale.
🧠 COME IL NEURO-DESIGN® INFLUENZA LA FELICITÀ DI UNA RELAZIONE 😊
“Il nostro cervello tratta l’informazione con una sua specifica modalità.”
Quando una relazione va in crisi la naturale tendenza è quella di chiedersi il perché.
Lo fanno spesso anche i nostri Coachee, mentre si lamentano dei comportamenti degli altri, che non sanno spiegarsi.
È comprensibile che i Coachee non comprendano l'origine comportamentali altrui.
Noi Coach e Formatori dobbiamo invece sapere che alcune dinamiche comportamentali sono dettate dal neuro-design® individuale.
Questo permette di accompagnare i Coachee a comprendere più profondamente loro stessi e gli altri di riflesso, generando in loro la capacità di essere più flessibili e aperti alla diversità, creando così relazioni più felici.
Elena Re Coaching , Coach esperta in NeuroAgilità™ nell’ultimo numero di CoachMag ci spiega l’impatto che il neuro-design® può avere su una relazione e come utilizzarlo per elevare il livello di consapevolezza dei nostri Clienti.
Il nuovo numero di CoachMag dal focus:
“Relazioni Felici: strategie di Coaching per crearle e mantenerle” è uscito!
L’articolo di Elena ti aspetta a pagina 30!