08/11/2021
In concomitanza con la 26esima a Glasgow, il Programma Artico del ha lanciato il suo ultimo film in stop-motion concepito e prodotto dall'azienda di animazione Londinese .
Un corto della durata di 45 secondi, frutto della combinazione di stampe 3D, stampini e ghiaccio scolpito che ha necessitato un anno 1000 litri di acqua e ben 500 orsi polari per la realizzazione: una metafora visiva per ricordare ai leader mondiali che "once the Arctic ice melts, we can't get it back".
L' Artico si sta riscaldando ad un ritmo tre volte superiore rispetto al resto del mondo, cambiando per sempre gli ecosistemi artici e causando distruzione in tutto il pianeta. Per questo è urgente mantenere il limite della temperatura globale ad 1,5 gradi.
"Animations are powerful tools to tell stories with emotion in a simple, effective way" sostiene Andrea Norgen, Senior Communication Manager del Programma Artico del WWF.
E' così che si è sviluppata la storia di un orso polare di ghiaccio, nella sua struggente lotta contro il tempo, contro lo scioglimento dei ghiacci e contro i disastri ambientali.
Un progetto di grande impatto per chiunque lo visioni ed emotivamente difficile, poichè ogni scultura sciolta ed ogni girato distrutto ha rammentato a tutto il team di Nomint quanto questo devastante problema sia a portata di mano e quanto sia facile sottovalutarlo.
The story of a young polar bear which tries to survive in the increasingly melting Arctic environment. In the film, as in real life, Arctic sea ice is meltin...