S'Omu 'e S'Orcu - o "Sa Domu de s'Orcu" - significa La Casa dell'Orco, nome molto utilizzato in Sardegna per descrivere nuraghi ed altri luoghi antichi e misteriosi, probabilmente legato al concetto di "orcus" nell'accezione di "oltretomba" che i Romani ereditarono dagli Etruschi. In Sardegna, in ogni caso, i monumenti chiamati in questo modo sono tutti di epoca nuragica: nuraghi, e tombe dei giga
nti sono infatti di gran lunga i più numerosi di una lista di almeno 50 siti. Descrizione del nuraghe da "Sardegna Archeologica dal Cielo" di Alberto Moravetti e Gianni Alvito:
"Il nuraghe è di tipo complesso e comprende una torre antica circondata da un bastione di forma irregolare contenente un cortile e, più all'esterno, un antemurale con cinque torri. La torre principale, svettata all'altezza di m 4,50 sul piano di campagna, si articola un andito con scala elicoidale che porta al piano superiore, ora totalmente distrutto, ed una camera svettata e marginata da due nicchie. Non vi sono elementi per stabilire la successione cronologica delle varie parti del complesso che tuttavia potrebbero essere state costruite in tre momenti diversi: in una prima fase si potrebbe collocare la torre principale, seguita dalla realizzazione del rifascio con torre e cortile e, per ultima, dalla costruzione dell'antemurale con le sue cinque torri". Vista questa descrizione un pò ingenerosa, a chiunque si stia chiedendo se valga la pena ve**re fino a Domusnovas per vedere questo nuraghe, posso garantire che S'Omu 'e S'Orcu, che già vale da solo la visita, non è che la "punta dell'iceberg" di un sistema geologico, storico e naturalistico che non teme confronti. Domusovas infatti è un paradiso per arrampicatori, amanti del trekking, bikers ma anche per geologi, naturalisti, raccoglitori di funghi, appassionati di storia mineraria. Dal nuraghe in meno di mezz'ora a piedi (in macchina due minuti) si arriva alle monumentali Grotte di San Giovanni, antico passaggio dei minatori e porta naturale verso il Marganai (908 metri), la valle di Oridda, i Monti del Linas. Centinaia di chilometri quadrati di boschi, torrenti, cascate, dirupi, selvaggina e gallerie fino a Villacidro, Gonnosfanadiga, Fluminimaggiore ed Iglesias. Anche in questo caso chiunque è libero di avventurarsi come vuole ma il rischio è di perdere tempo per la non conoscenza della zona. Per prenotare una visita al sito ed organizzare escursioni in tutto il territorio potete contattare il Consorzio Natura Viva Sardegna. www.consorzionaturaviva.it