16/02/2026
Perdere la pensione
Lavorare, versare i contributi per la pensione e non maturarla significa perdere tutto, significa aver versato decine di migliaia di euro inutilmente.
Si tratta di una possibilità che riguarda sempre più lavoratori come evidenziato nell'articolo di Anna Maria Angelone sulla Stampa di oggi.
L'Osservatorio sulla previdenza della CGIL ci dice che sono oltre cinque milioni i lavoratori dipendenti che non riescono a maturare 52 settimane di anzianità contributiva in un anno, quasi un lavoratore su tre! La causa? Principalmente salari troppo bassi e la presenza di un minimale contributivo, infatti per avere un accredito di un anno pieno la retribuzione lorda non deve essere inferiore ad un importo soglia stabilito annualmente, nel 2026 pari a 12.726,00 euro, se la retribuzione risulta inferiore l'accredito si riduce in proporzione. Ipotizzando una retribuzione annua di 10.000,00 euro le settimane accreditate non saranno 52 bensì 41 e se questo dovesse ripetersi sempre, per raggiungere i 20 anni di contribuzione minima richiesta sarebbe necessario lavorare per oltre 25 anni.
Mentre l'inflazione aumenta l'importo del minimale, altrettanto non fa con gli stipendi che restano fermi e che, al di sotto dell'importo soglia, non garantiscono le 52 settimane per avere un anno intero di contribuzione.
Questo non significa perdere la pensione ma certamente la mette in pericolo soprattutto per i giovani con salari bassi e lavori discontinui e per le donne spesso costrette a lavori part time.
Questo meccanismo di riduzione proporzionale del periodo accreditato ancora peggio per gli iscritti alla gestione separata, in questo caso infatti il compenso/reddito minimo per avere riconosciuti 12 mesi di accredito è di 18.808,00 euro, al di sotto del quale scatta la riduzione. Sempre secondo la Stampa, si stima che meno del 10% di collaboratori coordinati e continuativi riesca a maturare i 12 mesi pieni.
Meno peggio invece per i lavoratori autonomi nelle cui gestioni è presente un minimale su cui calcolare la contribuzione dovuta, 18.808,00 euro, se il reddito è inferiore comunque il contributo da versare è determinato su questo importo minimo, questo si traduce nella garanzia di avere sempre un accredito pieno di 12 mesi.
Per maturare il diritto alla pensione di vecchiaia servono 20 anni di contribuzione al disotto dei quali si entra nell'area dei così detti "contributi silenti". A quanto ammontano? Non si sa il motivo (lo si può immaginare....) ma l'ultimo dato messo a disposizione dell'INPS risale al 2014 e parla di oltre 10 miliardi di contributi silenti e diversi milioni di lavoratori coinvolti.
Ci troviamo ormai in un regime di calcolo sempre più contributivo, sarebbe sufficiente garantire a tutti una pensione sulla base del montante accumulato indipendentemente dagli anni lavorati, si tratta di soldi versati realmente dal lavoratore, non si capisce con quale diritto restino nelle casse dell'Istituto!