22/04/2020
EMERGENZA COVID 19
Sentiamo parlare di mascherine ogni minuto, ma cerchiamo di fare un pò di chiarezza:
Mascherine FFP1: filtri a bassa efficienza
La prima tipologia di mascherine è adatta per il filtraggio di particelle fini e polveri non tossiche, come silice, lana di vetro, grafite, cemento, zolfo, carbone, metalli ferrosi o legno tenero.
Utilizzate spesso anche per i semplici lavori di bricolage, sono perlopiù richieste nell’industria tessile, nell’artigianato, nella metallurgia, nella falegnameria o nell’industria alimentare.
Mascherine FFP2: per filtrare sia particelle nocive solide che liquide
I modelli FFP2 hanno una capacità maggiore di filtraggio polveri e sono specificatamente progettati per filtrare le particelle fini, anche tossiche (levigatura di parti metalliche, resina, funghi...) o per proteggere da virus influenzali.
Questi modelli di maschere facciali filtranti con strato ai carboni attivi le consigliamo in particolar modo a chi ha a che fare quotidianamente con lavorazioni di sabbiatura e saldatura, abrasione di vernici, taglio del marmo o allamatura di parquet.
Mascherine FFP3: vasta protezione contro sostanze liquide e solide tossiche, radioattive, cancerogene, virus e batteri
La classe più alta di tutte offre un’altissima protezione contro le particelle molto fini e particolarmente pericolose (piombo, amianto, fibre ceramiche, spruzzi di cemento ...).
Questo tipo di mascherine è riutilizzabile ed è particolarmente adatta in caso di lavoro a contatto con l’amianto (in concentrazione inferiore a 1 fibra/cm3 in 1 ora) o con la legionella (intervento di breve durata).
Utilizzabile anche come maschera antismog, è molto efficace in caso di allergia al polline.
A differenza degli altri modelli, le mascherine FFP3 devono obbligatoriamente possedere una valvola, la quale, oltre a facilitare la respirazione, evita la formazione della condensa interna e dona un maggiore comfort.
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