Progetto Castrum Hennensis

Progetto Castrum Hennensis e la Soprintendenza ai BB.CC. ed AA. di Enna.

La pagina è dedicata alle attività di ricerca archeologica nell'ambito dell'accordo quadro fra il Comune di Enna, l'Università di Siena, Dipartimento di Scienze Storiche e dei BB.CC.

02/02/2025
02/02/2025

Il Grande Raffaele Licinio!

Un volume, un corposo volume non basterebbe a scrivere di questa lunga storia che, per capirci, voglio semplicemente chi...
21/06/2024

Un volume, un corposo volume non basterebbe a scrivere di questa lunga storia che, per capirci, voglio semplicemente chiamare "del castello".
Erano gli anni '90 e Legambiente ebbe a presentare alla città una sua idea, da alcuni considerata esagerata e balzana, di un "Parco dell'Acropoli". Un parco che, a partire dalla villetta delle rimembranze, detta dagli ennesi "monumento ai caduti" giungesse sino al massiccio roccioso della Rocca di Cerere per garantire quel compendio di storia della città che, mi permetto di sottolineare, non avrebbe nulla da invidiare a tanti altri ben più celebrati monumenti d'Italia e non solo.
Passarono gli anni e nel tempo si ottenne l'acquisizione di gran parte delle aree private poste tra il castello e la Rocca al demanio comunale, il restauro dei fabbricati tardo ottocenteschi e novecenteschi che, solo dopo una lunga serie di vicissitudini divennero il Museo del Mito. Nel frattempo diversi pezzi del puzzle si persero, come gli accessi alle grotte cisterna poste ai piedi del maniero ed altre cose vennero scoperte come l'interessantissimo complesso di Santa Ninfa e la piccola area artigiana medievale.
Allora avemmo a dire che era stato un grave errore non acquisire anche i terreni e gli edifici posti a valle della strada che dai bagni pubblici porta alla rocca, compresa la Pizzeria. Acquisirli avrebbe chiuso il cerchio ed avrebbe consentito persino di chiudere l'area durante la notte, per intero, evitando danneggiamenti ed usi impropri, invece nel frattempo ci fu persino chi pensò bene di ascrivere ad altre mode il perizoma del bronzeo eroe Euno.
Poi la sorpresa, ad un paio di anni dalla elezione della prima giunta Dipietro fui invitato a vedere i piani di un gigantesco progetto sul castello, castello che, lo dissi allora e continuo a ribadirlo ha bisogno di ben altro. Il progetto mi mise letteralmente angoscia, un'immensa serie di interventi pesanti, per materiali, per forma, per scarsa o inesistente congruità con l'area monumentale. Ebbi modo di confrontarmi con l'allora responsabile della sezione archeologica della Soprintendenza, la valida Dottoressa Marchese, che sebbene in modo meno accorato e più tecnico, ebbe in fondo la stessa identica impressione della progettualità che, infatti, rimandò al progettista con una lunga serie di osservazioni.
Così di proposta in proposta sino ai giorni nostri.
La, a mio avviso, pesantissima serie di elementi, la torre, la passerella, il teatro a va e vieni, vennero finalmente e decisamente bocciati da un coraggioso e tecnicamente ineccepibile intervento della Soprintendenza oggi diretta dall'Architetto Di Franco che non posso che ringraziare per aver sottolineato come il bene sia di gran lunga più importante dell'uso che di volta in volta la comunità possa immaginare di volerne fare, regola, questa, che se fosse valsa in altri tempi ci avrebbe salvato da una lunga sequela di porcherie delle quali paghiamo oggi il duro scotto, rimase, invece, uno stralcio di intervento per il Viale Savarese e la villetta delle rimembranze.
Le aree, voglio sottolinearlo, ancorché a mio avviso interessate da presenze archeologiche che avrebbero dovuto essere indagate prima di qualsivoglia altro intervento, sono state sino a pochi giorni prima dell'apertura del cantiere utilizzate come pessimo sedime stradale, pavimentate in brutto asfalto e, sui marciapiedi, con delle lastre in cemento e ciotolini di gneiss e filladi di Furci Siculo.
Questo uso stradale fa diventare più complesso l'intervento di enti preposti alla tutela del monumento perché, appunto, il progetto non interviene sul monumento stesso ma su di una strada comunale. Ciò non ostante la Soprintendenza, con grande dedizione, ha dimostrato di saper intervenire e, facendo seguito ad alcune imperfezioni nella presentazione degli elaborati, ha ordinato la parziale demolizione di alcuni alzati considerati eccessivi e poco consoni (il famoso muro in cemento armato).
Ora, polemiche a parte, mi piacerebbe tornare al nocciolo della questione ovvero il significato stesso di questo immenso "pupituni" che chiamiamo castello. Se esso castello e quindi monumento deve e dovrà essere va come tale pensato, tutelato valorizzato.
Oggi il castello necessita ricerca, con la definitiva indagine di quelle aree che, sottoposte a scavo, rimasero indisponibili o quasi alla comprensione del grande pubblico.
Necessita ridefinizione degli spazi interni con la giusta sistemazione ed implementazione del sistema didattico ed informativo che, con una fortunata operazione tra Rocca di Cerere Geopark, Comune di Enna e Soprintendenza di Enna, riuscimmo a creare oramai quasi una decina di anni addietro.
Necessita la riapertura in sicurezza di aree importantissime per la sua comprensione soprattutto nel cortile di San Martino dove le ultime ricerche hanno delineato la probabile presenza di resti della antica acropoli oltre che del grande Palatium reale.
Insomma la dovremmo finire con la muffosa litania del come era bello il castello quando non era castello, perché era teatro, ed invece lavorare per una definitiva rinascita del bene con il suo netto uso come “bene culturale”.
Per far questo bisogna di certo passare da processi partecipati maturi tipici di una comunità che sebbene non coesa dovrà partire di certo dalla convinzione che il confronto non è fatto di offese, vituperi, sicumere, strali.
Forse è un sogno ma personalmente è questo che continuo ad immaginare per la città nella quale vivo e, soprattutto del bene che più la caratterizza.

05/04/2022

Il Rocca di Cerere Geopark ha superato con esito positivo la verifica per il mantenimento dello status di Geopark UNESCO. La decisione, assunta nel corso della 9^ Conferenza Internazionale degli UNESCO Global Geopark tenuta a metà dicembre scorso in Corea, è stata resa nota in questi giorni.

È una conferma del percorso intrapreso volto a realizzare un modello in rete di turismo sostenibile integrato in grado di assicurare un'efficiente valorizzazione delle risorse
ambientali e culturali, capace di innescare virtuosi processi di crescita di lungo periodo.

28/07/2021

Nel momento in cui la città brucia dobbiamo tutti essere uniti nell"affermare il valore della cultura e dell'orgoglio di una comunità che non si piega ai sordidi interessi di chi incendia se stesso.

We are about to end our work. Thanks to the agreement signed with the Regional Heritage Service and the County of Enna w...
23/07/2021

We are about to end our work. Thanks to the agreement signed with the Regional Heritage Service and the County of Enna we could work on this great deposit of history. Thanks to all the participants who gave their enthusiastic contribute. Thanks in particular to Valentina Di Natale, Andrea Patacchini, Sabrina Grassi and Sara Uboldi.

Stiamo per finire il nostro lavoro. Grazie all'accordo siglato con la Soprintendenza ai Beni Ambientali e Culturali di Enna e con il Comune di Enna abbiamo potuto lavorare su questo grande deposito di storia. Grazie a tutti i partecipanti che hanno dato il loro contributo con grande entusiasmo e un grazie in particolare a Valentina Di Natale, Andrea Patacchini, Sabrina Grassi e Sara Uboldi.

At work
23/07/2021

At work

Archeologi Arcieri, grazie a Compagnia Arcieri del Castello di Enna.
17/07/2021

Archeologi Arcieri, grazie a Compagnia Arcieri del Castello di Enna.

Indirizzo

Via
Enna
94100

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