16/10/2026
📊 Avere più libertà nell’uscita dal fondo pensione sembra sempre un vantaggio. Quando arriva con un’aliquota più alta, diventa una scelta da pesare prima di firmare.
Dal 31 ottobre 2026 si aggiunge l’erogazione frazionata del montante, in rate su un periodo minimo di 5 anni (L. 199/2025 e D.L. 62/2026). Il confronto con le altre formule si gioca su tre punti:
⚖️ 𝗗𝘂𝗲 𝘀𝗰𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗲: capitale, rendita e prelievi liberi partono dal 15% e scendono di 0,30 punti per ogni anno oltre il quindicesimo, fino al 9%. La frazionata parte dal 20% e scende di 0,25 punti, con un taglio massimo di 5 punti, quindi si ferma al 15%.
📐 𝗨𝗻𝗮 𝗳𝗼𝗿𝗯𝗶𝗰𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗮𝗿𝗴𝗮: lo scarto parte da 5 punti e con 35 anni di iscrizione arriva a 6. Su 100.000€ di parte imponibile sono 5.000€ di imposta in più con 15 anni di iscrizione, 6.000€ con 35.
🗓️ 𝗧𝗲𝗺𝗽𝗶 𝗲 𝗱𝗲𝘀𝘁𝗶𝗻𝗮𝘁𝗮𝗿𝗶: la norma vale dal 31 ottobre, ma i fondi hanno tempo fino al 31 dicembre per attivare tutte le opzioni. Restano esclusi i dipendenti pubblici iscritti ai fondi di categoria del pubblico impiego, salvo trasferimento a un fondo aperto o a un PIP. Conviene verificare cosa offre il proprio fondo.
Va ricordato che rendita a durata definita e prelievi liberi, in vigore dal 1° luglio, offrono già una parte della flessibilità con l’aliquota più bassa. Prima di scegliere la frazionata conviene chiedersi che cosa aggiunge rispetto a queste, e se il vantaggio vale la differenza di imposta.
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