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Il Sabato del Libro (17/10/2026)Il Vangelo e Atti degli ApostoliAA.VV.Oggi si provoca. A forza di sentire le motivazioni...
17/10/2026

Il Sabato del Libro (17/10/2026)
Il Vangelo e Atti degli Apostoli
AA.VV.

Oggi si provoca. A forza di sentire le motivazioni, per le quali i genitori iscrivono i loro figli all’ora di religione (cattolica), mi sono reso conto della mia ignoranza. Siamo un popolo di cristiani: confusi, superficiali, inconsapevoli, impreparati, rassegnati, riduttivi, semplificatori, distratti, incostanti, approssimativi, rabbiosi, colpevoli, ignoranti. Abbiamo assunto una posizione di comodo, ci siamo costruiti non un dio ben diverso dal vitello d’oro: il nostro dio è come vorremmo fosse, al nostro servizio e aderente ai nostri desideri, nei giorni e negli orari che non interferiscano con i nostri interessi supremi legati sia al nostro lavoro e al nostro tempo libero; non bastasse, possiamo nominarlo invano e bestemmiarlo senza nessun senso di colpa, nessuna recriminazione morale, nessun dubbio sull’insulto gratuito a un essere.
Ma siamo tutti cristiani, abbiamo una tradizione cristiana, siamo l’occidente (trascuriamo il fatto che il cristianesimo nasce nel vicino oriente), dobbiamo difendere le nostre radici. Cristiane. Non possiamo transigere sul difendere qualcosa, siamo sempre pronti a difendere, noi difendiamo la pace, il benessere, la democrazia, la libertà, la salute, la natura. Ma Dio no, insieme a tutta la sua famiglia non ha bisogno di difensori: “se ha salvato gli altri, che adesso salvi sé stesso”.
C’è una soluzione per tutti i difensori della tradizione patria: leggete i Vangeli, cominciate un periodo di silenzio e riflessione, smettete di insultare il vostro creatore, e non fate niente; già non fare niente sarebbe positivo. Ma soprattutto fate silenzio, o difensori delle patrie tradizioni. E magari, lavorate per diventare cristiani: confessione, eucaristia, Santa Messa la domenica. Poi ne riparliamo, sempre con la mente aperta e ispirandoci alla misericordia divina. Altrimenti, spendete poco più di un euro, zitti e a leggere!
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Il Sabato del Libro (10/10/2026)La formula più bella del mondoPaolo Gangeni-Francesco C. UgoliniIo e la matematica, nell...
10/10/2026

Il Sabato del Libro (10/10/2026)
La formula più bella del mondo
Paolo Gangeni-Francesco C. Ugolini

Io e la matematica, nelle sue declinazioni estese di aritmetica, algebra, geometria, non è mai stata la mia passione. Ricordo ancora con inquietudine i problemi legati ai segmenti (“un segmento mi sura x, la somma di due segmenti x+z è y, quanto misura y?”), che in seconda media fornirono materiale per odiare questa branca della conoscenza umana. Stessa cosa quando incontrai la fisica: avrei preferito sollevare quei pesi senza pensare a leve e fuochi. Poi arrivò la quinta liceo (scientifico): scoprii una matematica nuova e bellissima, che mi permetteva di calcolare aree e angoli, superfici e volumi, velocità ed effetti speciali che nella realtà non avrei mai immaginato di trovare. Anche la fisica divenne una meravigliosa avventura, e le stelle da me amate si presentavano come luci non più cosa lontane e misteriose. Mi ero innamorato follemente di questa materia, i miei quaderni erano diventati una miniera di operazioni e calcoli, di curve colorate e aree finalmente misurabili: ancora oggi ho quei quaderni, così ordinati e belli che non sembravano nemmeno miei. L’esame scritto di matematica andò benissimo, tra lo stupore paterno e la mia felicità. Poi non ebbi il coraggio: scelsi Giurisprudenza, e a parte l’esame di Economia politica, Istituzioni di Diritto Romano (con Numerio Negidio e Aulo Agerio che si contendevano schiavi, terreni e otri di olio e vino) e Diritto Costituzionale con la mitica Professoressa Carlassare, non mi divertii e tutto finì senza laurearmi. Non ascoltai il mio cuore e la mia passione nata al Liceo.
Oggi non potrei mai riprendere in mano il mio passato amore: la mente è stanca, il ragionamento si fa ogni giorno più lento e farraginoso, ogni riga pesa sulle pupille molto più di una passeggiata sulle ginocchia. Per fortuna, ci sono questi piccoli volumi appassionati ed appassionanti, che colmano i momenti di tristezza per il senso di mancanza di ciò che poteva essere e non è stato. Trovare la bellezza in una formula – o meglio in questa “Identità di Eulero” – è un viaggio bellissimo nella storia dei numeri, della filosofia, della storia e della geografia; ed anche della matematica. Già l’introduzione porta due esempi di cose da me amate: «La matematica è un po’ come le ostriche e la musica di Wagner: o la ami o la odi. […] Se si cercano su Google Immagini le parole chiave “bellezza” e “matematica”, i primi risultati sono tipicamente una conchiglia, i girasoli e i frattali: tutte figure che rispondono a precise leggi matematiche e allo stesso tempo appaiono esteticamente gradevoli.» (p. 9).
Il sottotitolo di questo volumetto gradevole ed intelligente, recita: Quando su Eulero si posò la mano di Dio. Se volete trascorrere qualche ora in relax, col sorriso sulle labbra, e scoprire perché la bellezza vi appare per quello che è, e cioè un dono che solo all’uomo è concesso, leggete questo libro; vi lascio con la formula, o identità:
𝑒𝑖𝜋+1=0
https://www.google.it/books/edition/La_formula_più_bella_del_mondo/sQaHEQAAQBAJ?hl=it&gbpv=0

Il Sabato del Libro (03/10/2026)Il Giuoco delle perle di vetroHermann Hesse (1877-1962)«La verità esiste, mio caro, ma n...
03/10/2026

Il Sabato del Libro (03/10/2026)
Il Giuoco delle perle di vetro
Hermann Hesse (1877-1962)

«La verità esiste, mio caro, ma non esiste la dottrina che tu desideri, la dottrina assoluta, perfetta, che sola dà la saggezza. E tu, amico, non devi neanche desiderare una dottrina perfetta, bensì il perfezionamento di te stesso. La divinità è in te, non nei concetti e nei libri. La verità si vive, non s’insegna. Preparati a combattere, Josef Knecht, vedo che la lotta è già incominciata.» (La vocazione, p.82).
È stata una grande e gioiosa fatica, leggere e comprendere (spero) questo testo di Hermann Hesse. Denuncio pubblicamente la mia mancanza: è una delle poche opere di Hermann Hesse che non avevo ancora letto. Ma nulla è mai per caso: l’impegno che mi ha richiesto il testo di HH, cominciato in giugno e terminato lunedì scorso, è stato importante e costoso in termini di concentrazione e comprensione. Posso dire che ne è valsa la pena: l’attualità del testo, la contemporaneità degli argomenti trattati in questo libro composto da vari stili narrativi – poesia compresa – è talmente forte e pervasiva, da lasciare senza fiato. Di attualità è intrisa in ogni pagina, il senso critico si affaccia in continuo: «Già durante gli studi nelle scuole superiori il medico, il giurista, il tecnico sono costretti in corsi molto rigidi che terminano con una serie di esami. Superati questi, lo studente riceve il suo diploma e può, sempre in libertà apparente, esercitare la sua professione. Sennonché diventa schiavo di potenze inferiori, viene a dipendere dal successo, dal denaro, dalla sua ambizione, dalla sua sete di gloria, dal compiacimento che trova o non trova presso gli altri. Deve sottoporsi ad elezioni, guadagnare denaro, partecipare alla gara senza scrupoli tra le caste, le famiglie, i partiti, i giornali.» (Saggio biografico sul magister ludi Josef Knecht, p. 73).
La mia contemporanea sperienza nell’insegnamento, mi fa vedere che la debolezza non è negli occhi delle ragazze e dei ragazzi, ma nelle mani dei docenti; una debolezza fatta di frustrazioni provocate da burocrati ignoranti che, sembra certo, lavorano per rendere sempre più fragile chi ha il difficile e meraviglioso compito della formazione dei più giovani: «Per vie senza pericoli si mandano soltanto i deboli.» (ibid., p.81). Ecco i docenti che invece si fanno forti, e percorrono le vie pericolose della crescita delle menti a loro affidate, con coraggio e determinazione, alla faccia di chi vorrebbe demolirli.
Fa molto comodo fingere di comprendere ciò che si narra, ciò che si legge, ciò che si ascolta: un grande sistema acritico e formalmente corretto; è ciò che il mainstream ordina con la dolcezza del veleno, a volte sorridendo e sornione nei suoi atti, a volte urlando e distribuendo esche avvelenate per infiammare d’odio le menti e le anime. Ma non funziona, riscrivere la storia – o la sua lettura – non è sufficiente: «Voi matematici e giocatori di perle» diceva talvolta padre Jacobus «avete distillato per vostro uso e consumo una storia universale che consta solamente di storie dello spirito e dell'arte; la vostra storia è priva di sangue e di realtà; conoscete esattamente la decadenza della sintassi latina nel secondo terzo secolo e non avete un'idea di Alessandro o di Cesare o di Gesù Cristo. Voi trattate la storia come il matematico tratta la matematica, dove non ci sono che leggi e formule ma niente realtà, niente bene e male, niente tempo, né ieri né domani, solo un presente perpetuo, piatto, matematico.» (Due ordini, p. 171). Siamo nel luogo peggiore, oggi: non abbiamo una provincia Castalia dove si astrae, ma non si ha contezza del reale; e non abbiamo una vita “ordinaria”, che possegga e amministri regole per gestire le idee della storia. Abbiamo in locale governanti – impreparati ed incolti – che giocano con le parole, in perfetto stilema fascista. Abbiamo nel globale, politici che giocano con le vite vere, di bambini e bambine, da Gaza alla violenza dell’ICE in USA, ai regimi assassini di Iran e Afghanistan. In ogni caso, nessun statista, nessun riformatore, nessun idealista, nessuno. Noi vecchi non possiamo proseguire, dobbiamo abbandonare per lasciare aria fresca e leggera. E buona vita a tutti, soprattutto al nostro senso critico!
«So che esiste un gran numero di castalii integri e preziosissimi che in verità non vogliono altro che servire: sono gli insegnanti allevati da noi, specie quelli che fuori, in campagna, lontano dal clima ameno e dalle raffinatezze spirituali della nostra Provincia, svolgono nelle scuole un servizio pieno di abnegazione, d’importanza inestimabile. A rigore quei bravi insegnanti sono gli unici di noi adempiano realmente il fine di Castalia e col cui lavoro noi contraccambiamo al paese e al popolo i loro grandi benefici. Il nostro compito più alto e più sacro consiste nel Conservare al paese e al mondo il fondamento spirituale che ha dato buona prova anche come elemento morale di estrema efficacia: il senso della verità sul quale si fonda tra l'altro anche il diritto; Queste cose le sa benissimo ognuno di noi confratelli, ma un esame di coscienza dovremmo per la maggior parte confessare che il bene del mondo, conservazione dell'onestà e purità spirituale anche fuori dalla nostra provincia così bella e pulita virgola non è per noi la cosa più importante, anzi non conta affatto virgola e che ben volentieri lasciamo a quei valorosi insegnanti là fuori il compito di espiare con la loro opera appassionata la nostra colpa verso il mondo e di giustificare in qualche maniera a noi, giocatori di perle, astronomi, musicisti matematici, il godimento dei nostri privilegi.» (Il memoriale, pp.362, 363)
https://www.google.it/books/edition/Il_giuoco_delle_perle_di_vetro/514aBAAAQBAJ?hl=it&gbpv=0

26/09/2026

Il Sabato del Libro (26/09/2026)La democrazia(H. Kelsen, 1881-1973)Non è un autore contemporaneo, e questo non è un inst...
26/09/2026

Il Sabato del Libro (26/09/2026)
La democrazia
(H. Kelsen, 1881-1973)
Non è un autore contemporaneo, e questo non è un instant book o un volume da ombrellone: se cercate questo tipo di testo, cercate l’ultimo volume di Bruno Vespa.
Insieme a Carl Schmitt, Kelsen ci aiuta a capire come la scienza, o meglio l’applicazione di metodi scientifici nell’analisi e nell’approccio dei sistemi di organizzazione del potere, possano guidare, prevedendo e prevenendo, le distorsioni o gli errori che tali organizzazioni possono subire.
Se l’economia è centrale nella nostra contemporaneità, se la finanza ha distorto la percezione del valore di ricchezza, con questo testo forse riusciamo a recuperare ciò che DIRITTO deve realmente significare nel nostro organismo costituzionale, politico, aziendale.
“Senza la fede delle masse nella potestà e nella missione divina del dittatore, nessuna dittatura può resistere a lungo all’indistruttibile anelito verso la libertà, e questa finirà sempre per averne ragione. Ma non già la libertà dell’anarchia che altro non è che il riscontro della dittatura, bensì la libertà della democrazia, cioè la libertà del compromesso e della pace sociale”. (Il problema del parlamentarismo, pp. 186–187)
https://www.google.it/books/edition/La_democrazia/ffNfNQAACAAJ?hl=it

Il Sabato del Libro (19/09/2026)La più grande organizzazione del mondo (Cose Spiegate bene)Domande che ci facciamo sulla...
19/09/2026

Il Sabato del Libro (19/09/2026)
La più grande organizzazione del mondo (Cose Spiegate bene)
Domande che ci facciamo sulla Chiesa cattolica, i suoi funzionamenti e le sue trasformazioni
Con testi di Matteo Bordone-Gabriella Caramore-Jovannotti-Mariapia Veladiano e altri

Ci sono informazioni sulla chiesa cattolica, che nemmeno i più assidui frequentatori delle celebrazioni domenicali conoscono. A volte non sono nemmeno dei dettagli trascurabili; addirittura l’ignoranza sulla composizione o sulla struttura stessa della chiesa (già la differenza sull’uso della minuscola o della maiuscola nel termine ha un peso notevole) determina confusione e a volte imbarazzo, soprattutto quando ci troviamo di fronte a chi procede a slogan e frasi fatte, e si rimane senza argomenti razionali e soprattutto veritieri.
Questo volume è veramente fatto bene, e non per niente fa parte di una collana che spiega bene le cose. Consiglio vivamente l’acquisto e una attenta lettura a tutti, cattolici praticanti, agnostici, atei e soprattutto a coloro i quali si dichiarano cristiani ma “a modo loro”.
Invito alla lettura, in modo attento e con un quadernino a latere per prendere appunti, ai cristiani cattolici praticanti tanto tradizionalisti (qualsiasi cosa voglia dire) quanto progressisti (qualsiasi cosa voglia dire): infatti la Chiesa – con la “C” maiuscola – si basa su un Vangelo che ha una caratteristica incredibilmente straordinaria: la testimonianza che un mondo diverso si può costruire. Grazie a Dio!
Non riporto qui di seguito un estratto del libro: sono tanti i capitoletti che contiene, che sarebbe un vero peccato (e chi mi confesserebbe?) lasciarne fuori qualcuno a scapito di un altro. Riporto solo una frase riportata sul capitolo dedicato a Papa Leone XIV (“Non è poi così cauto Leone XIV”): «Troppe persone innocenti vengono uccise. E penso che qualcuno debba alzarsi e dire: “C’è un modo migliore”». (pag. 241). Sii quel qualcuno, non lasciare solo il Papa.
https://www.ilpost.it/2026/09/09/nuovo-cose-spiegate-bene-chiesa-cattolica/

Il Sabato del Libro (12/09/2026)PensieriMarco Aurelio (121-180)Stiamo vivendo un presente duro, difficile, angosciante. ...
12/09/2026

Il Sabato del Libro (12/09/2026)
Pensieri
Marco Aurelio (121-180)

Stiamo vivendo un presente duro, difficile, angosciante. Quando cadde il muro di Berlino, speravamo di offrire al futuro un mondo diverso, senza muri e senza confini, in un’economia post-consumistica e post-collettivista. Ed ora abbiamo solo guerre e dolori.
Pur non condividendo il periodo imperiale dello stoicismo, si deve riconoscere a Marco Aurelio una grande capacità di sintesi del pensiero antico. Potere e filosofia, un mix sempre interessante, nella politica come nell’economia:
“Adattati alla sorte che ti è toccata, e ama gli uomini tra cui ti è toccato vivere, ma amali veramente”.
(Libro VI)
https://www.google.it/books/edition/Pensieri_Testo_greco_a_fronte/Q6UEMQAACAAJ?hl=it&source=post_page-----8dfdcc2e4ae5-----------------------------------------

Il Sabato del Libro (05/09/2026)Educare alla libertà(Maria Montessori)Ci sono cresciuto con un’altra trentina di bambine...
05/09/2026

Il Sabato del Libro (05/09/2026)
Educare alla libertà
(Maria Montessori)
Ci sono cresciuto con un’altra trentina di bambine e bambini.
Sono diventato adulto nella libertà.
Ho imparato, leggendo e rileggendo questo libro, della mia grande fortuna, del dono che ho ricevuto per aver trovato ina insegnante fantastica, che mi ha fatto da mamma per cinque anni, perché trascorrevo più tempo a scuola con lei che a casa. E ciò che ho imparato, oggi ritorna importante nelle mie lezioni alle ragazze e ai ragazzi che tra poco incontrerò nuovamente. E rileggere certi testi, aiuta ad affrontare la bellezza di queste anime e di queste menti, così forti e così fragili. Condividere le idee di libertà, democrazia, ribellione alla bruttura e alle ingiustizie, a costo di rimanere isolati da un potere che oggi pervade l’indifferenza delle persone. Gettare un seme che potranno far germogliare in loro e nelle loro famiglie, spesso disastrate, abbandonate ed abbandonanti.
Leggetelo, e chi ha figli, lo legga pensando a loro.
Agli adulti, non giocate con i sentimenti dei bambini, perché loro se ne ricorderanno, da adulti.
https://books.google.it/books?id=Sb0IHwAACAAJ&dq=editions:0OIJRHqXPfwC&hl=it&sa=X&redir_esc=y

Il Sabato del Libro (29/08/2026)La MandragolaNiccolò Macchiavelli (1469-1527)Un doppio salto mortale carpiato con avvita...
29/08/2026

Il Sabato del Libro (29/08/2026)
La Mandragola
Niccolò Macchiavelli (1469-1527)

Un doppio salto mortale carpiato con avvitamento, trampolino da un metro. Questa è la miglior presentazione di questo testo, che è in realtà una tra le più belle commedie del Cinquecento italiano ed europeo. Credo che in pochi, che per mestiere non facciamo i docenti di italiano, o i ricercatori universitari, abbiamo letto la commedia di Macchiavelli, divertendoci anche!
Perché consigliare la lettura di un testo teatrale? Sembra essere una contraddizione in termini: un’opera nata per essere vista ed ascoltata, non viene forse maltrattata per la sua natura di lettura altra, con altri sensi? Sono convinto che assistere dal vivo, in un teatro possibilmente non troppo grande, possa essere la miglior condizione di fruizione: ricordo di aver acquistato il libro nel 1980, dopo aver assistito alla sua rappresentazione teatrale in televisione, credo nel 1978 o 1979 (ebbene sì, allora la RAI trasmetteva anche “prodotti” così!). Non avrei mai pensato di riprendere in mano dopo così tanti anni il volume. La sua attualità è pari alla modernità dell’argomento; rapido riassunto per chi non conosce la commedia: si svolge a Firenze nel 1504. Callimaco è innamorato di Lucrezia, moglie dello sciocco dottore in legge messer Nicia, che si cruccia per la mancanza di figli. Con l'aiuto del servo Siro e dell'astuto amico Ligurio, Callimaco, in veste di famoso medico, riesce a convincere messer Nicia che l'unico modo per avere figli sia di somministrare a sua moglie una pozione di mandragola (da qui il titolo della commedia), ma il primo che avrà rapporti con lei morirà. Ligurio quindi propone a Nicia una geniale soluzione, cioè che a morire sia un semplice garzone: Nicia si tranquillizza in parte, ma rimane comunque perplesso, visto che qualcuno dovrà giacere con sua moglie, che però è l'unica a farsi scrupoli (non se li fanno né la madre né il frate confessore di Lucrezia). Naturalmente Ligurio ha pensato all'amico Callimaco, che spasima per Lucrezia: infatti non vi sarà nessun garzone come vittima predestinata, bensì sarà lo stesso Callimaco a travestirsi da tale. In una famosa e molto divertente scena, il garzone-Callimaco viene colpito, portato a casa di Nicia e poi infilato nel letto insieme a Lucrezia. Questa, che nel frattempo è stata convinta a consumare il rapporto adulterino da fra' Timoteo, accetta, e nel momento in cui scopre la vera identità di Callimaco, passa con lui una piacevolissima notte e decide di diventare sua amante. Dopo la notte degli inganni, assunte nuovamente le sembianze del medico, Callimaco ottiene dall'inconsapevole Nicia, contento della futura paternità, il permesso di abitare in casa sua e quindi di godere, non visto, delle grazie di Lucrezia. (Fonte: Wikipedia).
Tralascio naturalmente le considerazioni sulla bellezza dell’italiano/fiorentino usato nel testo, che si intende facilmente, ma che diventa ancor più chiaro se si utilizza un buon accompagnamento di note e di analisi critica. Dove sta la modernità e l’attualità dell’argomento? L’inganno, ecco il vero protagonista. Ed è proprio l’inganno ciò che lega la concezione politica rinascimentale all’epoca contemporanea, dove pur di raggiungere i risultati desiderati, oltre a calpestare il diritto e l’etica, si premia la scaltrezza e l’ignoranza altrui. Nel nostro mondo contemporaneo, dalla politica alla gestione della cosa pubblica, assistiamo al prevalere della feccia sulla capacità intellettuale, e alla ricerca del facile consenso utilizzando slogan (“saper di latino”) capaci di irretire la massa acritica della popolazione (Nicia), disposta a tutto pur di soddisfare un proprio desiderio di presunto status. C’è una differenza però: a noi mancano i Principi ai quali Macchiavelli si rivolgeva con i suoi trattati e le sue ambasciate. Come pubblico, cerchiamo di capire quanto ci dicono i protagonisti della commedia, e usiamo il nostro spirito critico!
Frate: «Io voglio tornare a quello che io dicevo prima: Voi avete, quanto alla conscienza, a pigliare questa generalità, che, dove è un bene certo e un male incerto, non si debbe mai lasciare quel bene per paura di quel male. Qui è un bene certo, che voi ingraviderete, acquisterete una anima a Messere Domeneddio; il male incerto è che, colui iacerà, doppo la pozione, con voi, si muoia: ma è si truova anche di quelli che non muoiono. Ma perché la cosa è dubbia, però è bene che messer Nicia non corra quel periculo. Quanto all'atto, che sia peccato, questa è una favola, perché la volontà è quella che pecca, non el corpo; e la cagione del peccato è dispiacere al marito, e voi li compiacete; pigliarne piacere, e voi ne avete dispiacere. Oltre di questo, el fine si ha a riguardare in tutte le cose: el fine vostro si è riempire una sedia in paradiso, contentare il marito vostro. Dice la Bibbia che le figliuole di Lotto, credendosi essere rimase sole nel mondo, usorno con el padre; e, perché la loro intenzione fu buona, non peccorno.» (Atto terzo, scena undicesima)
https://www.google.it/books/edition/_/t2m6BQAAQBAJ?hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwj7-L-J2r6WAxW1RkEAHRO6ElUQ7_IDegQICxAI

Il Sabato del Libro (22/08/2026)Il deserto dei TartariDino Buzzati (1906-1972)Lo scorso sabato, ho consigliato la lettur...
22/08/2026

Il Sabato del Libro (22/08/2026)
Il deserto dei Tartari
Dino Buzzati (1906-1972)

Lo scorso sabato, ho consigliato la lettura dell’Enciclica di Papa Leone XIV Magnifica humanitas. Sarà la mia guida per le lezioni delle classi terze delle secondarie di primo grado che mi saranno affidate. Una lettura corale, alla ricerca dei significati delle parole ed alla lettura del tempo e dei tempi; una parte delle lezioni sarà sicuramente segnata come Educazione Civica. So con certezza che sarà complicato catturare l’attenzione di queste creature preadolescenziali, ma non ho alternative per “giocare con le parole”, per avere la speranza che nel futuro un germoglio – forse – possa nascere da un ricordo di questo tempo trascorso insieme. Perché allora oggi parlo di un libro letto e riletto da sempre? Ero proprio in terza media, usavo senza ritegno la biblioteca scolastica, e questo libro fu una delle prime rivelazioni sul mio carattere, e che ancor oggi un caro amico mi ricorda: il “facile entusiasmo” del tenente di prima nomina Giovanni Drogo, mi si cuce addosso come una camicia su misura.
Il deserto dei Tartari venne pubblicato nel 1940, e consegnato per i tipi di Longanesi nel 1939, l’anno di inizio della Seconda guerra mondiale. È la storia di vita di un uomo solo, del quale il “facile entusiasmo” va e viene per tutta la durata della sua vita adulta, che da quattro mesi di prevista permanenza alla fortezza Bastiani (omonimo nome di un mitico produttore di vini di Cormons non più esistente) farà trascorrere quarant’anni di presenza e di presidio, di attese e di rimandi, di drammi amplificati dalla lontananza, dal silenzio, dalla solitudine, dallo squallore dei regolamenti esistenti in una comunità piccola o dagli eventi tragici – la morte del soldato Lazzari o quella del tenente Augustina – con un crescendo di vacuità nel cuore del protagonista.
Romanzo bellissimo scritto da un pittore e giornalista, a me particolarmente caro per le sue origini e per l’amore per le montagne dolomitiche (c’è il bellissimo sentiero attrezzato 721 a lui dedicato che porta al rifugio Velo della Madonna), è caratterizzato da un racconto di una vita che viene scandita nelle sue pagine in modo quantitativamente originale: si può dire che ci accorgiamo che sono trascorsi anni e anni solo al XXV capitolo su ### totali. L’augurio che mi faccio, e che faccio a tutti i miei cari, è di riuscire a non aspettare le ultime giornate della nostra vita, per apprezzare ciò in cui abbiamo creduto, sperato, desiderato, nel corso della terrena esistenza.
«A poco a poco la fiducia si affievoliva. Difficile è credere in una cosa quando si è soli, e non se ne può parlare con alcuno. Proprio in quel tempo Drogo si accorse come gli uomini, per quanto possano volersi bene, rimangano sempre lontani; che se uno soffre il dolore è completamente suo, nessun altro può prenderne su di sé la minima parte; che se uno soffre, gli altri per questo non sentono male, anche se l’amore è grande, e questo provoca la solitudine della vita.» (cap. XXIV)
https://www.google.it/books/edition/Il_deserto_dei_Tartari/8mn06ymSh8kC?hl=it&gbpv=0

Indirizzo

Ferrara

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

Telefono

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