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dott.ssa Chiara Baratelli Psicoterapeuta - Psicoanalista - Sessuologa clinica

In un tempo in cui il corpo si fa spesso teatro di disagi più profondi, i disturbi alimentari ci interrogano su una soff...
14/10/2026

In un tempo in cui il corpo si fa spesso teatro di disagi più profondi, i disturbi alimentari ci interrogano su una sofferenza che fatica a trovare parole e che nel rapporto con il cibo e con la propria immagine prende forma.

Ne parleremo con Laura Dalla Ragione, da anni impegnata nella cura dei disturbi alimentari, in occasione della presentazione del libro “Attacco al corpo”. Un incontro per riflettere su ciò che il corpo esprime e su come accogliere e ascoltare la sofferenza di chi lo vive come un campo di battaglia.

Vi aspettiamo giovedì 5 novembre alle ore 18, alla CGIL di Ferrara, nell’ambito della rassegna “Ascolto e corpo”, organizzata dall’Istituto Gramsci di Ferrara e da me.

L’OBESITÀ, UN FENOMENO DA INTERROGAREAll’interno della rassegna “Ascolto e corpo”, organizzata dall’Istituto Gramsci di ...
13/10/2026

L’OBESITÀ, UN FENOMENO DA INTERROGARE

All’interno della rassegna “Ascolto e corpo”, organizzata dall’Istituto Gramsci di Ferrara e da me, presenteremo il libro di Michele Rugo, psichiatra e psicoanalista, direttore della clinica per i disturbi alimentari Villa Miralago, in provincia di Varese.

Un libro molto ricco di spunti di riflessione, che invita a interrogare l’obesità nella sua complessità, aprendo domande sul rapporto con il cibo, con il corpo e con gli altri.

Che posto occupa il cibo nella vita di una persona? Quale funzione può assumere? Che cosa trova espressione nel corpo e fatica a trovare parole?

Interrogare l’obesità significa dare spazio alla storia singolare di chi la vive, ascoltare la sofferenza e riconoscere quanto il giudizio degli altri possa renderla ancora più difficile da raccontare.

La presentazione sarà un’occasione per discuterne insieme e lasciare spazio alle domande che questo libro sa suscitare.

Vi aspetto oggi alle 18 presso la CGIL di Ferrara.

Oggi è la Giornata mondiale della salute mentale. Una giornata che dovrebbe richiamarci a prestare maggiore attenzione a...
10/10/2026

Oggi è la Giornata mondiale della salute mentale. Una giornata che dovrebbe richiamarci a prestare maggiore attenzione alla sofferenza psichica e alla possibilità di offrire un sostegno a chi la vive.

I fatti di cronaca e le manifestazioni di un’aggressività diffusa, che appare sempre più frequente, ci interrogano su un disagio che sembra sempre meno arginabile. Senza ricondurre ogni gesto violento a una patologia psichica, occorre chiedersi quanto spazio trovi la sofferenza prima di esplodere, chi possa ascoltarla e quali possibilità ci siano di intervenire prima che una situazione precipiti.

Sono ancora troppi i pregiudizi che accompagnano la scelta di rivolgersi a un professionista. C’è chi si vergogna, chi teme di essere giudicato, chi pensa di dovercela fare da solo. Così il dolore viene taciuto, minimizzato, trascinato finché diventa difficile da sostenere.

Conoscersi non significa avere una spiegazione per tutto. Significa poter dare parola a ciò che ci accade, riconoscere quello che ci fa soffrire e interrogarci su ciò che continuiamo a ripetere, anche nostro malgrado. Quello che non riconosciamo di noi può continuare a condizionare le nostre scelte e i nostri legami, lasciandoci esposti a una sofferenza di cui fatichiamo a cogliere il senso.

Occorre anche rivolgere maggiore attenzione alle famiglie in cui vive una persona con un forte disagio psichico. Famiglie spesso lasciate sole a gestire situazioni complesse e pesanti, nella paura, nella stanchezza e nel senso di impotenza. A volte questa solitudine diventa disperazione e può condurre a scelte drastiche. Anche chi sta accanto a una persona che soffre ha bisogno di essere ascoltato, accompagnato e sostenuto, prima di arrivare allo stremo.

La salute mentale riguarda la vita quotidiana delle persone, i loro legami e la possibilità di trovare qualcuno a cui rivolgersi. Una giornata dedicata ha senso se ci porta a interrogarci su quanto siamo capaci di riconoscere questa sofferenza e di farcene carico, anche quando è difficile da comprendere.

La mia analisi sull’accoltellamento avvenuto al Liceo Ariosto di Ferrara oggi sul quotidiano La Nuova FerraraBuona lettu...
06/10/2026

La mia analisi sull’accoltellamento avvenuto al Liceo Ariosto di Ferrara oggi sul quotidiano La Nuova Ferrara
Buona lettura!

Titolo: Reggere senza comprendere

“Raptus”: una parola che sembra spiegare l’aggressione al liceo Ariosto e rischia di interrompere ogni domanda. Il fatto che un gesto ci sorprenda non significa che non abbia una storia. Prima, apparentemente, nulla. Poi, la violenza. Che cosa viene cancellato in quel prima?

Resta l’adolescente aggredito. Le ferite non misurano il terrore di trovarsi esposto alla morte nella propria scuola. Un luogo familiare diventa estraneo; tornarvi può significare incontrare ancora quella paura. Va preso sul serio ciò che dovrà attraversare.

Accanto alla vittima, c’è l’enorme disagio dell’aggressore, che non cancella la sua responsabilità ma ci interroga: dove sono gli adulti? Quali presenze, parole e limiti ha incontrato? Chi si è accorto di lui nella scuola? Ferire e volersi uccidere possono intrecciarsi: il male inflitto potrebbe diventare un’accusa contro di sé, una ragione per autorizzare la propria fine, oppure un modo terribile di essere visto quando ci si sente senza valore. Ipotesi da esplorare, non spiegazioni su questo ragazzo.

“La scuola deve essere sicura” diventa una formula vuota se non interroghiamo come la abitiamo. La scuola mostra come funziona la società, nelle sue assenze. Avvicinarsi a qualcuno e chiedergli chi sia, che cosa faccia lì, rende presente una funzione adulta. Il limite deve essere incontrato prima della violenza.

Il controllo serve soprattutto a chi lo esercita: tratta l’angoscia suscitata dal gesto e restituisce una presa su ciò che ha sconvolto le certezze. Sentirsi rassicurati non significa aver ridotto il pericolo. Un metal detector può ostacolare un’arma; chi vuole fare del male può cercare altre strategie. La paura del diverso alimenta il tentativo di arginarlo, espellerlo, eliminarne la presenza, come se così scomparisse il problema.

Il controllo non può sostituire l’ascolto. Si invita ad ascoltare i ragazzi, ma prestare orecchio non basta. L’ascolto psicoanalitico si orienta verso le sfumature dissonanti, una parola che ritorna, una contraddizione, lo scarto tra ciò che viene detto e come viene pronunciato. Si sofferma dove il discorso inciampa, senza affrettarsi a comprenderlo o ricondurlo a un significato rassicurante. Sa reggere ciò che non comprende e sostenere una domanda senza saturarla con una risposta.

Intanto tutti diventano esperti, pronti a giudicare senza conoscere una storia. Leggendo della madre che avrebbe convinto il figlio a presentarsi ai carabinieri, posso solo immaginarne la disperazione. Incontro ogni giorno famiglie esasperate da un disagio difficile da gestire, che si sentono lasciate sole dai servizi. Chi sostiene loro? Essere presi in carico non esaurisce la domanda sulla continuità della cura.

La responsabilità adulta richiede di entrare in relazione, sostenere un limite e reggere anche senza comprendere. Restare quando la sofferenza dell’altro non trova posto nelle nostre spiegazioni, facendo dialogare sguardi e strumenti diversi. Lasciarsi interrogare, anziché cercare rassicurazione.

Questo articolo è un omaggio a Monterosso, la terra della mia infanzia e della mia adolescenza.Ci torno da anni, e ogni ...
24/09/2026

Questo articolo è un omaggio a Monterosso, la terra della mia infanzia e della mia adolescenza.

Ci torno da anni, e ogni volta ritrovo qualcosa: un luogo, un volto, un legame che ha attraversato il tempo. Ma incontro anche la distanza tra la ragazza che ero e la donna che sono diventata.

Ho scelto di raccontarla all’alba, quando il paese si sveglia e la luce cambia poco alla volta. È un momento in cui mi piace fermarmi a guardare Monterosso per quella che è oggi, senza chiedere ai ricordi di restituirmela com’era.

La Suggestione degli Inizi: Monterosso, l’alba e dopo Adoro seguire il movimento del sole, all’alba e al tramonto. Sono due passaggi che sembrano parlare lingue opposte: il tramonto raccoglie ciò che è stato, mentre l’alba contiene ciò che ancora non ha preso forma. L’uno torna sul giorno...

Vi aspetto oggi alle 18 presso la CGIL di Ferrara con Nicola Alessandrini direttore dell’istituto Gramsci di Ferrara e F...
18/09/2026

Vi aspetto oggi alle 18 presso la CGIL di Ferrara con Nicola Alessandrini direttore dell’istituto Gramsci di Ferrara e Fabio Galimberti, autore del libro che presenterò, Ascolto. L’orecchio tagliato dello psicoanalista.
Vi aspetto!

La scuola non è soltanto il luogo in cui si imparano delle cose, ma quello in cui, a volte, un incontro o una parola pos...
16/09/2026

La scuola non è soltanto il luogo in cui si imparano delle cose, ma quello in cui, a volte, un incontro o una parola possono cambiare il modo in cui un ragazzo guarda se stesso e il proprio futuro.

Buona lettura!

LA SCUOLA CHE FA LA DIFFERENZA La scuola è iniziata. Le aule hanno ripreso a riempirsi di voci, passi, attese, esitazioni. Sono tornati i quaderni ancora intatti, gli orari da imparare, i nomi nuovi, i compagni ritrovati. Ma l’inizio di un anno scolastico non coincide soltanto con il suono della ...

Settembre è il mese della ripresa: ricominciano le attività, si riaprono gli spazi d’incontro e tornano le occasioni per...
11/09/2026

Settembre è il mese della ripresa: ricominciano le attività, si riaprono gli spazi d’incontro e tornano le occasioni per ascoltare, interrogarsi e condividere pensieri. Riprende anche il mio calendario di appuntamenti, tra libri, fiabe e temi che attraversano il nostro tempo.

PROSSIMI APPUNTAMENTI

18 SETTEMBRE | ORE 18.00
CGIL Ferrara
Presentazione del libro di Fabio Galimberti
“ASCOLTO. L’ORECCHIO TAGLIATO DELL’ANALISTA”

19 SETTEMBRE | ORE 15.45
Ferrara in Fiaba
“LE FIABE SUL LETTINO DELLO PSICOANALISTA: PINOCCHIO”

27 SETTEMBRE | ORE 15.30
Ferrara in Fiaba
“LE FIABE SUL LETTINO DELLO PSICOANALISTA: CENERENTOLA”

13 OTTOBRE | ORE 18.00
CGIL Ferrara
Presentazione del libro di Michele Rugo
“OBESITÀ. ASPETTI PSICOSOCIALI E TRATTAMENTO”

5 NOVEMBRE | ORE 18.00
CGIL Ferrara
Presentazione del libro di Laura Dalla Ragione e Renata Nacinovich
“ATTACCO AL CORPO. FERITE E MUTAMENTI IN ETÀ EVOLUTIVA”

PRIMA CHE IL GIORNO PRENDA PIEDEAdoro seguire il movimento del sole, all’alba e al tramonto. Sono due passaggi opposti: ...
07/09/2026

PRIMA CHE IL GIORNO PRENDA PIEDE

Adoro seguire il movimento del sole, all’alba e al tramonto. Sono due passaggi opposti: il tramonto raccoglie ciò che è stato, l’alba sembra contenere ciò che ancora non è cominciato.

Stamattina ho voluto vederla a Monterosso, uno dei luoghi che mi sono più cari. Un luogo che custodisce la mia infanzia, la mia adolescenza e legami che resistono al tempo e nel tempo.

All’alba il paese si risveglia lentamente. Alcuni turisti se ne vanno, altri arrivano. C’è già chi occupa un posto sulla spiaggia striminzita che tra poche ore sarà gremita e chi entra in acqua per godersi la calma, prima che il mare venga preso dal movimento e dal rumore.

C’è chi fa sport dentro una cornice particolarmente suggestiva: chi corre e chi semplicemente cammina, come me, cercando nel frattempo di cogliere ogni sfumatura di ciò che cambia.

I bagnini aprono gli ombrelloni. Il sole illumina una parte dopo l’altra, come se restituisse progressivamente le cose alla vita. Le increspature del mare, lo sguardo che si perde all’orizzonte, la montagna che sembra sprofondare nell’acqua. Per un po’ si sente soltanto il rumore delle onde; poi, lentamente, quel suono viene coperto dalla vita che prende piede.

Passano persone delle quali si colgono soltanto frammenti di discorsi: un disagio, un problema amoroso, una lite con un’amica. Storie sconosciute che per pochi istanti si lasciano ascoltare e poi proseguono altrove.

Intanto il paese si riempie. Gli abitanti, pur sapendo che il turismo rappresenta la sua risorsa principale, sembrano sempre più privati dei propri spazi e stremati da una presenza che non concede tregua. Anche questo appartiene al risveglio di Monterosso: la bellezza e la fatica di essere continuamente attraversata.

È bello osservare lo stupore sui volti di chi la vede per la prima volta: il mare, la montagna, le case colorate ammassate le une sulle altre. Da lontano ci si domanda come sia possibile passare in mezzo a quell’intreccio; poi, entrando, si aprono vie, viuzze, archi e negozi.

Le Cinque Terre sono anche questo: luoghi che sembrano non avere spazio e che, una volta dentro, continuano ad aprirne.

Forse per questo amo l’alba. Perché non promette che tutto sarà diverso. Mostra semplicemente il momento in cui qualcosa ricomincia a prendere vita.

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Ferrara
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