dott.ssa Chiara Baratelli

dott.ssa Chiara Baratelli Psicoterapeuta - Psicoanalista - Sessuologa clinica

“Ti amo” o “ti voglio bene”?Nelle ultime settimane una semplice espressione rivolta ai figli ha acceso un dibattito acce...
04/06/2026

“Ti amo” o “ti voglio bene”?

Nelle ultime settimane una semplice espressione rivolta ai figli ha acceso un dibattito acceso tra professionisti, genitori e opinione pubblica.

Ma davvero una parola può confondere i confini di una relazione?

O il punto decisivo si trova altrove?

Nel nuovo articolo una riflessione sul linguaggio, sull’amore e su ciò che realmente costruisce o confonde i legami familiari.

Non è il “ti amo” Perché i confini non si confondono a causa di una parola In queste settimane il dibattito pubblico si è acceso attorno a una questione apparentemente semplice: è giusto o sbagliato dire “ti amo” ai propri figli? La discussione è nata dalle dichiarazioni di una nota psi...

Ci sono luoghi che non sono soltanto spazi da attraversare.Sono depositi di memoria, di affetti, di lutti, di appartenen...
04/06/2026

Ci sono luoghi che non sono soltanto spazi da attraversare.

Sono depositi di memoria, di affetti, di lutti, di appartenenze. Luoghi che una comunità abita anche simbolicamente, prima ancora che fisicamente.

In questo articolo provo a riflettere sul valore simbolico dei luoghi: su ciò che custodiscono, su ciò che rappresentano e su cosa accade quando il loro significato viene dimenticato, trasformato o consumato.

Un invito alla lettura per chi pensa che una città non sia fatta solo di strade, parchi ed edifici, ma anche dei segni invisibili che li attraversano.

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Forse non tutti i cittadini di Ferrara sanno che il Parco Urbano è oggi l’unico luogo individuato dal Comune per la dispersione delle ceneri dei defunti.

GIORNATA MONDIALE DEI DISTURBI ALIMENTARIDa oltre ventisei anni incontro persone che soffrono di disturbi alimentari.In ...
02/06/2026

GIORNATA MONDIALE DEI DISTURBI ALIMENTARI

Da oltre ventisei anni incontro persone che soffrono di disturbi alimentari.

In questo tempo ho imparato che un disturbo alimentare non è mai soltanto un problema di cibo, di peso o di immagine corporea.

Il cibo diventa spesso il luogo in cui prende forma qualcosa che non trova altre parole per essere detto.

L’anoressia, la bulimia, il binge eating e le molte forme che oggi il disagio può assumere non sono capricci, scelte o semplici errori di comportamento. Sono tentativi, spesso dolorosi, di rispondere a un’angoscia, a un vuoto, a una domanda di riconoscimento, a una sofferenza che riguarda il rapporto con sé stessi e con gli altri.

Per questo la cura non può limitarsi a correggere un sintomo o a normalizzare un comportamento alimentare.

Ogni persona porta una storia diversa.
Ogni sintomo ha un significato singolare.
Ogni percorso richiede ascolto, tempo e rispetto.

In una società che misura continuamente il valore delle persone attraverso l’immagine, la prestazione e il controllo, i disturbi alimentari ci ricordano qualcosa di essenziale: che nessun essere umano può essere ridotto a un numero sulla bilancia, a una taglia o a un ideale di perfezione.

In questa Giornata Mondiale dei Disturbi Alimentari, l’invito è a guardare oltre il sintomo e oltre il corpo visibile.

Perché dietro ogni disturbo alimentare c’è sempre una persona.
E dietro ogni persona c’è una storia che merita di essere ascoltata.

Cosa significa oggi diventare uomini? È stata questa la domanda al centro dell'incontro con Leonardo Mendolicchio, svolt...
30/05/2026

Cosa significa oggi diventare uomini? È stata questa la domanda al centro dell'incontro con Leonardo Mendolicchio, svoltosi la scorsa settimana presso IBS+Libraccio Ferrara in occasione della presentazione del libro Diventerai uomo. Di seguito una riflessione sui principali temi affrontati nel corso dell’incontro

Di Chiara Baratelli

DIVENTERAI UOMO Il maschile contemporaneo tra crisi, immagini e ricerca di identità Il libro di Leonardo Mendolicchio (Diventerai uomo. Crescere un figlio oltre il mito della virilità, Mondadori, 2026) arriva in un momento storico in cui il maschile sembra oscillare continuamente tra due estremi: ...

Corpi esposti ovunque, ma sempre meno abitati.In un’epoca dominata dalle immagini e dalla ricerca continua di conferme, ...
29/05/2026

Corpi esposti ovunque, ma sempre meno abitati.

In un’epoca dominata dalle immagini e dalla ricerca continua di conferme, la danza resta uno dei pochi luoghi in cui è ancora possibile fare esperienza del corpo reale, del limite, della fatica, dell’errore e dell’incontro con l’altro.

A partire da Shakespeare in New York – Urban Story 9, in scena il 4 giugno alle 20.30 al Teatro Comunale di Ferrara, una riflessione sul valore della danza come spazio di crescita, appartenenza e costruzione dell’identità.

Buona lettura!

Il 4 giugno alle ore 20:30, nella cornice altamente suggestiva del Teatro Comunale di Ferrara, andrà in scena Shakespeare in New York – Urban Story 9, spettacolo della a.s.d. Dance Nation

Oggi alle ore 18, presso IBS+Libraccio Ferrara, parleremo del libro di Leonardo Mendolicchio Diventerai uomo.“Diventerai...
22/05/2026

Oggi alle ore 18, presso IBS+Libraccio Ferrara, parleremo del libro di Leonardo Mendolicchio Diventerai uomo.

“Diventerai uomo” è una frase che per secoli è sembrata avere un significato quasi ovvio.

Oggi non più.

Perché il maschile contemporaneo appare spesso sospeso:tra fragilità e bisogno di potenza, tra paura del fallimento e ricerca continua di conferme, tra ritiro e acting out.

E allora la domanda diventa inevitabile:
che cosa trasmettiamo oggi ai figli maschi?
Che rapporto stanno costruendo con il limite, con il desiderio, con il corpo, con le emozioni, con l’altro?

In un tempo che chiede continuamente performance, immagine e visibilità, forse diventa ancora più difficile costruire uno spazio interno capace di sostenere frustrazione, separazione e desiderio.

Sarà un’occasione per aprire riflessioni e domande su un tema che riguarda non soltanto gli uomini, ma i legami, la famiglia, la scuola e la società intera.

Vi aspettiamo oggi alle 18 da IBS+Libraccio Ferrara.

Oggi, tra la Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia e la Giornata delle Famiglie, forse v...
17/05/2026

Oggi, tra la Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia e la Giornata delle Famiglie, forse vale la pena fermarsi su un punto.

Esistono differenze che il discorso contemporaneo celebra volentieri, purché restino consumabili, estetiche, innocue.
E differenze che invece continuano a generare paura, perché mettono in crisi l’illusione che esista un modo giusto e universale di essere umani, di amare, di desiderare, di abitare il proprio corpo e i propri legami.

Forse è anche per questo che il simbolo dell’arcobaleno resta così potente.
Perché non cancella le differenze tra i colori, non ne impone uno come corretto o superiore agli altri, ma li tiene insieme senza esclusione.

Eppure ciascuno di noi porta in sé una propria forma di differenza.
Qualcosa che non coincide perfettamente con le aspettative, con gli ideali, con le immagini rassicuranti che la società produce.

Per questo ogni volta che qualcuno si erge a giudice della diversità altrui, forse dimentica un punto essenziale: chi può davvero stabilire quale differenza sia accettabile e quale no?
Quale modo di esistere sarebbe “migliore” e quale “peggiore”?
Su quale presunta normalità assoluta potrebbe fondarsi questo giudizio?

È spesso lì che nasce il pregiudizio.

Non soltanto dall’odio verso l’altro,
ma dalla fatica di tollerare ciò che sfugge alle categorie rigide, ciò che non si lascia ordinare facilmente, ciò che ricorda che l’essere umano non coincide mai fino in fondo con una norma.

Nel mio lavoro incontro ogni giorno persone che portano sulle spalle il peso di sguardi, esclusioni, ironie violente travestite da normalità.

Persone che, prima ancora di poter capire chi sono, hanno dovuto imparare a difendersi.

E incontro anche famiglie che cercano, tra paure, inciampi, domande e trasformazioni, un modo possibile di restare legame senza trasformare la differenza in rifiuto.

Perché nessuna famiglia reale è costruita sulla perfetta adesione a un modello.
Ogni famiglia incontra la differenza.
Ogni legame incontra qualcosa che eccede le aspettative iniziali.

La differenza non è una minaccia da neutralizzare.
È ciò che rende umano ogni soggetto, ogni amore, ogni famiglia.

Domani alle ore 18, presso la CGIL di Ferrara in Piazzetta Verdi, ultimo appuntamento del ciclo Geografie dei legami – G...
14/05/2026

Domani alle ore 18, presso la CGIL di Ferrara in Piazzetta Verdi, ultimo appuntamento del ciclo Geografie dei legami – Genitorialità in trasformazione.

Insieme ad Alide Tassinari affronteremo un tema tanto centrale quanto complesso:

“Tra donna e madre: confini, intrecci e differenze”

Essere madre non coincide mai totalmente con l’essere donna.
E proprio quando questi due piani si confondono senza possibilità di separazione, qualcosa può irrigidirsi nei legami, nel desiderio, nella coppia e nel rapporto con i figli.

Parleremo della funzione materna oltre gli stereotipi: non della “madre perfetta”, non della madre idealizzata o colpevolizzata, ma di ciò che, per ciascuna donna, significa trovare un proprio modo singolare di abitare la maternità.

Perché una madre non è solo colei che accudisce.
È anche una donna attraversata da desideri, mancanze, conflitti, limiti e possibilità.

E forse è proprio questo — non la perfezione — a rendere possibile per un figlio crescere senza dover occupare tutto lo spazio del desiderio materno.

📍 CGIL Ferrara – Piazzetta Verdi
🕕 Ore 18.00
🎙 Ingresso libero

Venerdì 22 maggio alle ore 18, presso la IBS+Libraccio Ferrara, parleremo del libro di Leonardo Mendolicchio “Diventerai...
12/05/2026

Venerdì 22 maggio alle ore 18, presso la IBS+Libraccio Ferrara, parleremo del libro di Leonardo Mendolicchio “Diventerai uomo”.

Un tema oggi più che mai necessario.

Perché crescere un figlio maschio non significa semplicemente accompagnarlo verso l’età adulta, ma confrontarsi con ciò che oggi appare sempre più fragile e confuso: il rapporto con il limite, con il desiderio, con il corpo, con l’aggressività, con le emozioni e con l’incontro con l’altro.

In un tempo in cui il maschile oscilla spesso tra smarrimento, esibizione, ritiro e acting out, interrogarsi su cosa significhi diventare uomo diventa una questione che riguarda famiglie, scuola, relazioni e società intera.

Sarà un’occasione per aprire domande, riflettere insieme e provare ad attraversare senza semplificazioni un tema tanto delicato quanto centrale.

Vi aspettiamo venerdì 22 maggio alle 18 da IBS+Libraccio Ferrara.

Il significante “mamma” occupa gran parte del tempo di ogni percorso psicoanalitico.Su di esso si può dire tutto e il co...
10/05/2026

Il significante “mamma” occupa gran parte del tempo di ogni percorso psicoanalitico.

Su di esso si può dire tutto e il contrario di tutto.

Madri accoglienti, presenti, capaci di sostenere senza intrudere.
E madri intrusive, sadiche, anaffettive, autocentrate.

Madri che hanno desiderato profondamente occupare questo posto e madri che ci si sono ritrovate senza sapere davvero come abitarlo.
Madri che provano a fare il meglio possibile e madri che trasmettono anche il proprio irrisolto.

Perché la madre non è solo una persona.
È una funzione.

E proprio per questo continua ad agire anche quando non c’è più.

Nel bene e nel male interiorizziamo qualcosa del suo sguardo, del modo in cui ci ha introdotti al mondo, accolti, respinti, nominati, protetti o lasciati soli.

La parola “mamma” non riguarda soltanto l’infanzia.
Riguarda il modo in cui ciascuno costruirà il proprio rapporto con l’amore, con il desiderio, con il limite, con il sentirsi degno oppure no di occupare un posto.

La madre è anche generatività.
Per questo una parte di essa si ritrova in tutto ciò che scegliamo di mettere al mondo: figli, progetti, legami, desideri.

Un pensiero anche alla mia mamma, che continua ad abitare parti di me, del mio modo di stare al mondo e anche del mio modo di essere madre, funzione che ciascuno attraversa e interpreta in maniera assolutamente singolare.

E forse è proprio questa una delle cose più profonde della maternità: continuare a lasciare tracce anche quando non si è più presenti.

E oggi un augurio anche a me, che ho la possibilità straordinaria di essere madre di creature meravigliose e che ogni giorno provo, nel mio modo inevitabilmente imperfetto, ad accompagnarle nell’incontro con il mondo.

Venerdì, nell’ultimo incontro del ciclo “Geografie dei legami”, che si terrà alle 18 presso la CGIL di Ferrara affronteremo proprio il tema della funzione materna.

Indirizzo

Ferrara
BOLOGNA

Telefono

+393388790489

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