Davide G. Zanetti - PLD Ferrara

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Davide G. Zanetti - PLD Ferrara Davide G. Zanetti
Ferrara, Segretario Prov. Partito Liberaldemocratico

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11/10/2026

All’inizio del nuovo anno scolastico, nel dibattito sulla proposta del governo Meloni di introdurre un tetto del 30% alla presenza...

29/09/2026

🏠 BOLOGNA, LA CASA NON PUÒ DIVENTARE UN LUSSO
L'inchiesta pubblicata oggi dal Corriere di Bologna accende i riflettori su un fenomeno che sta cambiando rapidamente il mercato della casa nella nostra città: la diffusione dei cosiddetti studentati di lusso, grandi strutture gestite da operatori finanziari e rivolte soprattutto a studenti internazionali con elevata capacità di spesa.
Parliamo di stanze che possono superare 1.200 euro al mese e di un mercato che, secondo quanto ricostruito nell'articolo, potrebbe arrivare a circa 2.500 posti nelle diverse strutture previste in città.
Non abbiamo nulla contro gli investimenti privati, né tantomeno contro gli studenti internazionali: Bologna deve essere una città aperta, universitaria e internazionale. Ma dobbiamo chiederci quale modello di città stiamo costruendo.
Se l'offerta abitativa destinata agli studenti si concentra progressivamente sulle fasce di prezzo più alte, il rischio è che Bologna diventi accessibile soprattutto a chi può permettersela. E questo rischia di contribuire a spingere ulteriormente verso l'alto le aspettative di rendimento del mercato immobiliare.
Il problema, quindi, non riguarda soltanto gli studenti.
Riguarda la capacità della città di trattenere i giovani dopo la laurea, trasformando studenti in nuovi cittadini, lavoratori, professionisti e imprenditori.
E riguarda le giovani coppie e le famiglie, sempre più spinte verso la periferia o i comuni dell'area metropolitana quando acquistare o affittare una casa in città diventa proibitivo.
Il risultato può essere una progressiva trasformazione del centro: meno residenti giovani e famiglie, più turismo e popolazione anziana. Una città bellissima da visitare, ma sempre più difficile da abitare.
Il PLD ritiene che la risposta non debba certamente essere combattere il mercato, ma farlo funzionare meglio aumentando l'offerta di abitazioni.
Nelle nostre linee programmatiche presentate pubblicamente il 3 giugno al Baraccano, abbiamo indicato una strada precisa: favorire la costruzione e il recupero di nuovi alloggi; rimettere sul mercato gli immobili oggi inutilizzati; utilizzare maggiormente il patrimonio pubblico disponibile; incentivare attraverso garanzie efficaci i proprietari a concedere gli appartamenti in locazione; favorire accordi pubblico-privato per edilizia convenzionata e housing a prezzi accessibili; semplificare procedure e tempi per gli interventi di recupero e rigenerazione urbana.
Perché i contributi economici possono aiutare chi è in difficoltà, ma non risolvono strutturalmente il problema se il numero delle case disponibili rimane insufficiente.
La questione fondamentale resta quindi una: aumentare l'offerta e diversificarla, affinché Bologna abbia case per studenti, giovani lavoratori, famiglie e ceto medio, non soltanto residenze premium per chi può permettersi 1.200 euro al mese per una stanza.
Una città universitaria non deve soltanto attirare studenti.
Deve permettere loro di viverci, crescere e, se lo desiderano, costruirci il proprio futuro.

23/09/2026

In un momento in cui la politica sembra capace solo di dividere, noi scegliamo di unire. 🤝

Sabato 26 settembre a Palmanova, le comunità di Azione, ORA, Partito Liberaldemocratico e Radicali del Friuli Venezia Giulia si siederanno allo stesso tavolo.

Dopo mesi di collaborazione, iscritti e dirigenti si riuniscono per tracciare il futuro dell'area liberale e riformista nella nostra regione.

Vogliamo ripartire da qui: dalle competenze reali di chi ogni giorno affronta e risolve problemi concreti nel lavoro, nelle imprese e nelle amministrazioni locali. Un patrimonio di esperienze da mettere al servizio del per costruire una proposta politica seria e credibile. 💡

📍 L'incontro di sabato è dedicato ai lavori interni di iscritti e dirigenti, ma continuate a seguirci: al termine condivideremo con voi le decisioni prese e i prossimi passi!

22/09/2026
15/09/2026

A tutti voi vogliamo rivolgere un augurio: abbiate curiosità, fate domande, sbagliate, provate ancora. Abbiate il coraggio di scoprire ciò che sapete fare e di immaginare ciò che ancora non sapete di poter diventare.

Perché la scuola non è soltanto il luogo in cui si imparano nozioni. È il luogo in cui si costruisce il futuro. È uno degli strumenti più potenti che abbiamo per dare a ogni ragazzo, indipendentemente dalla famiglia in cui nasce, la possibilità di scegliere la propria strada.

Ed è proprio per questo che non possiamo accontentarci di una scuola che troppo spesso deve fare i conti con burocrazia, strutture inadeguate, servizi frammentati e un’offerta formativa che fatica a stare al passo con un mondo che cambia velocemente.

Noi crediamo in una scuola che non lasci indietro nessuno e non metta limiti al talento.

Una scuola che accompagni bambini e ragazzi dai 3 ai 18 anni, con più tempo pieno e maggiori opportunità, soprattutto nei primi anni di crescita.

Una scuola che dia solide conoscenze di base, ma insegni anche le competenze necessarie per il mondo di oggi: lingue, materie STEAM, educazione civica ed economica e un uso consapevole dell’IA.

Una scuola libera dalla burocrazia, con istituti realmente autonomi e capaci di organizzarsi in base alle esigenze dei propri studenti.

E soprattutto una scuola che riconosca il valore di chi ogni giorno la rende possibile: gli insegnanti. Formazione, qualità, merito e percorsi di carriera devono tornare a dare dignità e valore a una professione che ha una responsabilità enorme: accompagnare la crescita delle nuove generazioni.

E non possiamo dimenticare chi attraversa la scuola portando con sé fragilità o disagi. Per questo servono più psicologi e specialisti, capaci di lavorare insieme a famiglie, studenti e docenti per prevenire dispersione scolastica e disagio giovanile.

Investire nella scuola significa investire nelle persone. Significa credere che il futuro di un ragazzo non debba essere deciso dal suo punto di partenza, ma dalle opportunità che gli sappiamo offrire.

A tutte le studentesse e gli studenti, alle famiglie, ai docenti, ai dirigenti e a tutto il personale scolastico: buon anno!

14/09/2026
12/09/2026

Piercamillo Falasca 🇮🇹🇪🇺 ()

Perché in Italia è diventato pressoché impossibile partecipare alle elezioni, tranne se ti chiami Maurizio Lupi.

Spiegone per farvi capire quanto è scandalosa e antidemocratica la norma che ha aumentato il numero delle firme cartacee autenticate necessarie per presentare una lista alle elezioni.

🖊️ Quante firme sono? Tra 6000 e 7000 per ognuno dei 49+26 collegi plurinominali di Camera e Senato: tra 450.000 e 525.000 firme. Per chi fa la raccolte firme, è bene non tenersi al limite minimo, per evitare che tra firme annullate o raccolte male si scenda sotto il minimo.

🧑‍💼 Si tratta di firme da raccogliere su liste di candidati già compilate, per le quali l’atto di sottoscrizione del cittadino deve avvenire in presenza di un pubblico ufficiale. Mentre per i referendum è ormai possibile raccogliere firme digitali, per la presentazione delle liste alle elezioni non è possibile.

🗳️ La forbice 450.000/525.000 è uno sproposito. Un paragone: alle elezioni del 2022, Noi Moderati ha raccolto tra Camera e Senato 502435 voti (lo 0,9% del totale), ma grazie ai collegi uninominali della coalizione ha eletto deputati e senatori. Accadrebbe lo stesso con la nuova legge, perché nella coalizione di centrodestra sarebbe “la migliore delle liste sotto il 3%”.

🚧 Insomma, da domani per partecipare alle elezioni servono più firme di quanti voti prende Noi Moderati per eleggere i suoi rappresentanti, cosa che può continuare a fare perché il partito di Lupi è già dentro il sistema.

✂️ Chi gode dello “sconto di firme”? Le liste che hanno o avranno almeno una componente del gruppo misto, che potranno raccogliere “solo” 1500/2000 firme per collegio plurinominale (dunque 112.500/125.000, comunque tante). Ciò significa che da oggi le nuove formazioni politiche potranno nascere solo col mercato delle vacche, grazie al prestito di parlamentari da parte di partiti alleati o alla fuoriuscita di eletti dai gruppi di elezione.

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Ferrara
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