S.G.M. Geologia e Ambiente S.r.l.

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S.G.M. Geologia e Ambiente S.r.l. Da più di 25 anni, S.G.M. Geologia e Ambiente opera in tutta Italia e all'estero. Si occupa di ind LA NOSTRA AZIENDA

S.G.M. Geologia e Ambiente S.r.l.

Geologia e Ambiente S.r.l. è stata fondata nel 1994 da professionisti provenienti da diverse esperienze lavorative in campo ambientale, petrolifero e geotecnico. Grazie all’esperienza maturata in questi anni, alla disponibilità di attrezzature di altissimo livello e alla presenza di uno staff qualificato, dinamico ed efficiente, S.G.M. Geologia e Ambiente S.r.l. è diventata un punto di riferimento nel campo delle indagini ambientali, degli interventi di bonifica terreni e acque di falda e nel recupero di siti industriali in tutta Italia. Conscia dell’importanza del fattore umano, S.G.M. rivolge molta attenzione alla formazione del proprio personale sia per tematiche strettamente ambientali sia per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro, tramite aggiornamenti su procedure, tecnologie e “best practices” del settore. Nell’ottica di offrire un servizio migliore ai propri Clienti, S.G.M. ha implementato un sistema di gestione integrato qualità - ambiente - sicurezza nel rispetto delle norme UNI EN ISO 9001 – UNI EN ISO 14001 – UNI ISO 45001. È iscritta all’Albo Nazionale Gestori Ambientali alle categorie: 10 classe D, 9 classe B, 8 classe F, 5 classe E e Trasporto rifiuti propri. Ha ottenuto inoltre l’attestazione di qualificazione SOA per la categoria OG12 Classe IV Bis e la categoria OS20-B classe II. Con lo sviluppo costante e continuo delle tecniche e delle attrezzature utilizzate, S.G.M. Geologia e Ambiente S.r.l. è il referente ideale per enti, aziende e privati che cercano un partner affidabile, competente e costantemente aggiornato sulle tematiche ambientali. Nel 2012 S.G.M. si è trasferita nella nuova sede, composta da due edifici dotati di ampi spazi per le attrezzature e per il personale. Per contattare S.G.M. Geologia e Ambiente S.r.l., richiedere una consulenza o un preventivo gratuito, potete scrivere al seguente indirizzo di posta elettronica oppure compilare il modulo sottostante. Non esitate a contattarci! Amministrazione e informazioni generali
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Dott. Giovanni Rossi
Amministratore Unico
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Geom. Marco Lupi
Direzione Tecnico/Commerciale
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Cell. 334 6267738

Tel 0532.977899
Fax 0532.906907
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P.IVA 01299560381

SGM GEOLOGIA E AMBIENTE PREMIATA CON IL BOLLINO CASSA EDILE AWARDS 2026Siamo lieti di condividere un riconoscimento che ...
12/10/2026

SGM GEOLOGIA E AMBIENTE PREMIATA CON IL BOLLINO CASSA EDILE AWARDS 2026
Siamo lieti di condividere un riconoscimento che valorizza l’impegno di SGM Geologia e Ambiente per il rispetto delle regole, dei contratti collettivi e dei principi di correttezza nel settore edile.
Il Bollino Cassa Edile Awards 2026, assegnatoci su segnalazione della Cassa Edile di Ferrara, rappresenta per noi uno stimolo a proseguire il nostro percorso con serietà, responsabilità e attenzione alla qualità del lavoro.
Un ringraziamento alla Cassa Edile di Ferrara per questo riconoscimento.

GLI EFFETTI DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI SUL TERRITORIO: PREVENZIONE, MONITORAGGIO E SICUREZZAI cambiamenti climatici non s...
23/09/2026

GLI EFFETTI DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI SUL TERRITORIO: PREVENZIONE, MONITORAGGIO E SICUREZZA
I cambiamenti climatici non sono solo una questione atmosferica: stanno già modificando in modo misurabile il territorio, la stabilità dei versanti, il comportamento dei corsi d’acqua, la disponibilità delle risorse idriche e la sicurezza delle infrastrutture. Per amministrazioni pubbliche, progettisti, imprese e gestori di reti, la priorità non è “spiegare il fenomeno”, ma leggere correttamente i suoi effetti sul suolo e sul sottosuolo per ridurre il rischio e aumentare la resilienza.

Un territorio più esposto
Le istituzioni italiane ed europee convergono su un dato di fondo: l’intensificazione degli eventi estremi e la variabilità del clima stanno amplificando i fenomeni di dissesto idrogeologico, erosione e vulnerabilità delle opere. Il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici indica l’Italia come hotspot mediterraneo, quindi un’area particolarmente vulnerabile, in cui l’aumento delle temperature e l’acuirsi di siccità, piogge intense e ondate di calore accentuano i rischi naturali già presenti.

Sul piano nazionale, ISPRA segnala che nel 2024 il 94,5% dei comuni italiani risulta esposto ad almeno una fra frane, alluvioni, erosione costiera o valanghe, mentre la superficie del territorio italiano classificata a pericolosità per frane nei Piani di Assetto Idrogeologico è passata da 55.400 km² nel 2021 a 69.500 km² nel 2024, pari al 23% del territorio nazionale. Sono numeri che confermano un punto essenziale: la gestione del territorio deve essere sempre più basata su conoscenza, prevenzione e monitoraggio.

Frane e versanti instabili
Tra gli effetti più evidenti dei cambiamenti climatici sul territorio vi sono le frane e l’instabilità dei versanti. Piogge intense concentrate in tempi brevi, alternanza di lunghi periodi secchi e precipitazioni improvvise, incremento della saturazione dei terreni e variazioni delle condizioni idrauliche interne possono ridurre la stabilità di pendii naturali e artificiali.

Le coltri superficiali, i terreni sciolti e i depositi di versante rispondono in modo molto sensibile alla combinazione tra assetto geologico, pendenza, drenaggio, uso del suolo e sollecitazioni meteorologiche. Per questo, il rischio non è mai solo “climatico”: è il risultato dell’interazione tra forzanti esterne e caratteristiche locali del territorio. In presenza di versanti già fragili, un singolo evento piovoso estremo può innescare colate, scivolamenti o crolli localizzati.

Alluvioni, erosione e falda
Le piogge intense producono anche effetti idraulici e geomorfologici rilevanti. L’aumento della portata di piena, la riduzione della capacità di infiltrazione dei suoli urbanizzati, l’impermeabilizzazione e l’alterazione del reticolo minore amplificano il rischio di alluvioni e ruscellamento superficiale. In ambito urbano e infrastrutturale, il tema non riguarda solo l’esondazione dei corsi d’acqua, ma anche il rigurgito delle reti, l’erosione delle sponde, il dilavamento dei rilevati e l’instabilità delle opere di difesa.

Le informazioni ISPRA sul dissesto idrogeologico e sulla piattaforma IdroGEO sono centrali proprio perché permettono di leggere il perimetro della pericolosità da frana e alluvione in modo territoriale e operativo, con dati consultabili e aggiornabili utili alla pianificazione e alla progettazione. Per i soggetti tecnici, questo significa poter integrare le analisi di rischio nella fase preliminare e non solo a valle di un problema già emerso.

Siccità e subsidenza
Non tutti gli impatti si manifestano con acqua in eccesso. Le fasi siccitose prolungate incidono sulla disponibilità idrica, sulla vegetazione e sulla risposta meccanica dei terreni, con effetti che possono riflettersi su manufatti, fondazioni e opere in terra. Il PNACC richiama esplicitamente le criticità legate a risorse idriche, degrado del territorio e dissesto geologico, idrologico e idraulico, evidenziando come l’adattamento debba agire sulla base conoscitiva e sulla programmazione delle misure.

In aree costiere o di pianura, la riduzione delle ricariche, i prelievi e il progressivo stress delle matrici geologiche possono contribuire a fenomeni di subsidenza, con ricadute su reti, canalizzazioni, piste, argini e infrastrutture sensibili. Anche in questo caso, il tema è tecnico prima che emergenziale: sapere come è fatto il sottosuolo e come evolve nel tempo consente di ridurre le incertezze progettuali.

Costa e litorali
L’erosione costiera è un altro effetto rilevante e sempre più osservato. Nel Rapporto ISPRA sul dissesto idrogeologico 2024 si segnala che, sul fronte costiero, risultano più tratti in avanzamento che in erosione, ma il quadro resta dinamico e disomogeneo, con aree vulnerabili che richiedono attenzione continua. L’arretramento della linea di costa, la perdita di sedimenti e l’innalzamento del livello marino possono compromettere insediamenti, infrastrutture turistiche, porti e opere di difesa.

Per gli enti locali e i gestori di infrastrutture, questo implica la necessità di integrare dati geomorfologici, idraulici e meteomarini nelle scelte di pianificazione, evitando interventi puntuali scollegati dalla dinamica complessiva del sistema litoraneo.

Progettare con il territorio
La progettazione di opere civili e infrastrutturali deve partire dalla conoscenza geologica e geotecnica del sito. Il territorio non è un supporto neutro: è un sistema fisico che reagisce ai carichi, alle escursioni idriche, alle vibrazioni, ai cicli termo-igrometrici e alle modifiche del drenaggio. Le indagini geologiche e geotecniche servono a ricostruire stratigrafia, litologia, proprietà meccaniche, condizioni idrogeologiche, possibili superfici di scorrimento e vulnerabilità locali.

Questa conoscenza è essenziale per definire fondazioni, opere di sostegno, drenaggi, regimazioni idrauliche, movimenti terra e soluzioni di stabilizzazione. In assenza di dati adeguati, aumenta il rischio di scelte sovradimensionate, inefficaci o non compatibili con il contesto. La prevenzione del rischio, quindi, coincide spesso con una migliore qualità progettuale.

Il valore del monitoraggio
Il monitoraggio ambientale e geologico è uno degli strumenti più efficaci per trasformare la conoscenza del territorio in prevenzione concreta. Le reti di monitoraggio permettono di osservare nel tempo i parametri che descrivono lo stato di un versante, di una falda, di un corso d’acqua o di un’area di trasformazione: spostamenti, deformazioni, livelli piezometrici, precipitazioni, umidità, portate e segnali di instabilità.

ISPRA evidenzia il ruolo della propria banca dati climatica e meteorologica, che consente la consultazione di dati storici, monitoraggi e modelli previsionali relativi al clima e ai parametri meteomarini. In parallelo, la Piattaforma IdroGEO consente di consultare mappe, report e indicatori di rischio su frane e alluvioni, offrendo un supporto informativo utile alla pianificazione e alla gestione del territorio. Il monitoraggio non sostituisce il progetto: lo rende più sicuro e più adattabile.

Dati e modelli previsionali
L’efficacia della prevenzione dipende dalla capacità di integrare dati, monitoraggi e modelli previsionali. Il PNACC sottolinea la necessità di una base conoscitiva condivisa, di governance multilivello e di strumenti per l’adattamento fondati su evidenze scientifiche e aggiornamenti periodici. In pratica, la gestione del rischio richiede di combinare osservazioni in situ, telerilevamento, serie storiche, cartografia tematica e scenari previsionali.

Per una pubblica amministrazione o un gestore di rete, questo approccio permette di:
- localizzare le aree più sensibili.
- anticipare le criticità stagionali.
- programmare manutenzioni e opere di mitigazione.
- ridurre l’esposizione di persone, beni e servizi essenziali.
- ottimizzare tempi e costi degli interventi.

La prevenzione, in altre parole, è tanto più efficace quanto più il dato territoriale è continuo, confrontabile e aggiornato.

Il contributo tecnico di SGM
In questo quadro, il contributo di società specializzate come SGM Geologia e Ambiente consiste nell’integrare competenze geologiche, geotecniche e ambientali a supporto di decisioni più consapevoli. Il valore aggiunto non è commerciale, ma tecnico-operativo: lettura del sito, impostazione delle indagini, interpretazione dei dati, supporto al monitoraggio e accompagnamento delle fasi di progettazione e controllo.

Per amministrazioni, progettisti, imprese e gestori infrastrutturali, questo significa disporre di un interlocutore capace di tradurre la complessità del territorio in informazioni utili alla sicurezza, alla durabilità delle opere e alla riduzione del rischio. In un contesto in cui i cambiamenti climatici rendono più frequenti gli stress sul territorio, la qualità della conoscenza preliminare diventa un fattore decisivo di resilienza.

Gli effetti dei cambiamenti climatici sul territorio sono già visibili e misurabili: frane, alluvioni, erosione, siccità, instabilità dei versanti ed erosione costiera stanno ridefinendo il quadro di rischio in cui si muovono opere e infrastrutture. Le evidenze ISPRA, il quadro del PNACC e gli strumenti di monitoraggio nazionale mostrano che la risposta più efficace non è solo reattiva, ma preventiva: conoscere il territorio, monitorarlo e intervenire prima che la criticità diventi emergenza.

REMTECH EXPO 2026 – SI CHIUDE L’EDIZIONE 2026Si chiude oggi RemTech Expo 2026.Tre giorni intensi di incontri, confronto ...
18/09/2026

REMTECH EXPO 2026 – SI CHIUDE L’EDIZIONE 2026

Si chiude oggi RemTech Expo 2026.
Tre giorni intensi di incontri, confronto e nuove connessioni, che ci hanno permesso di ritrovare clienti e partner e di incontrare nuove realtà con cui condividere idee, esperienze e progetti.
Grazie a tutti coloro che sono passati dal nostro stand e hanno dedicato tempo a incontrarci e confrontarsi con noi.
Torniamo da questa edizione con nuovi spunti, nuovi propositi e tante occasioni di collaborazione da sviluppare.

Arrivederci a RemTech Expo 2027!

SICUREZZA, PREVENZIONE E SINERGIA: QUANDO LA COMPLESSITÀ DI UN CANTIERE RICHIEDE UN LAVORO DI SQUADRA.Nella seconda gior...
17/09/2026

SICUREZZA, PREVENZIONE E SINERGIA: QUANDO LA COMPLESSITÀ DI UN CANTIERE RICHIEDE UN LAVORO DI SQUADRA.
Nella seconda giornata di RemTech Expo 2026, SGM Geologia e Ambiente ha avuto l’opportunità di presentare, insieme a Jacobs, un caso studio sviluppato a partire dall’esperienza maturata in un complesso sito di Milano.
Al centro dell’intervento, un tema fondamentale: la sicurezza come elemento integrato nella gestione del cantiere, non come semplice attività di controllo.
In un contesto caratterizzato da elevata complessità, numerosi operatori e differenti attività contemporanee, la prevenzione del rischio richiede infatti il coinvolgimento e il coordinamento di tutti i soggetti che operano sul campo.
Il caso presentato ha evidenziato proprio questo approccio: anticipare le criticità, individuare i possibili rischi prima che si trasformino in problemi e costruire una gestione condivisa della sicurezza.
Un lavoro di squadra nel quale competenze diverse, coordinamento e attenzione continua contribuiscono a creare le condizioni per ridurre il rischio il più possibile, con l'obiettivo di arrivare a una gestione del cantiere sempre più sicura e consapevole.
Un’esperienza concreta che racconta anche il valore della sinergia tra SGM e Jacobs, mettendo a fattor comune competenze e professionalità per affrontare la complessità dei grandi progetti.

DOMANI INIZIA REMTECH EXPO 2026Domani, 16 settembre, prende il via l’Edizione 2026 di RemTech Expo a Ferrara. Per tre gi...
15/09/2026

DOMANI INIZIA REMTECH EXPO 2026
Domani, 16 settembre, prende il via l’Edizione 2026 di RemTech Expo a Ferrara. Per tre giornate saremo presenti insieme ai principali protagonisti del settore ambientale, in un appuntamento dedicato al risanamento, alla rigenerazione e allo sviluppo sostenibile dei territori. SGM Geologia e Ambiente vi aspetta:
STAND C17 – PADIGLIONE 6

Sarà l’occasione per incontrarci, presentarvi le nostre attività, confrontarci sulle vostre esigenze e parlare di nuovi progetti e opportunità.
E naturalmente torna anche il nostro Lounge del Gusto nell’area esterna, uno spazio che abbiamo pensato per i nostri ospiti per vivere RemTech anche attraverso un momento di incontro e convivialità. Per accedere all’area esterna riservata, ricordiamo ai nostri ospiti di recarsi prima presso lo stand SGM Geologia e Ambiente per effettuare l’accredito.

VI ASPETTIAMO DOMANI A REMTECH EXPO 2026.

Se non hai ancora effettuato la registrazione, puoi ottenere il tuo biglietto attraverso il portale ufficiale: https://ticket.remtechexpo.com/ticket/register

REMTECH EXPO 2026: CI SIAMO QUASIL’appuntamento con RemTech Expo si avvicina. Tre giornate dedicate al confronto sui gra...
11/09/2026

REMTECH EXPO 2026: CI SIAMO QUASI
L’appuntamento con RemTech Expo si avvicina. Tre giornate dedicate al confronto sui grandi temi che riguardano il futuro dei nostri territori: risanamento ambientale, bonifiche, rigenerazione, innovazione e sviluppo sostenibile. Per SGM Geologia e Ambiente sarà un’occasione importante per incontrare di persona chi ogni giorno lavora insieme a noi e per conoscere nuove realtà, professionalità e opportunità di collaborazione.

SGM GEOLOGIA E AMBIENTE
STAND C17 – PADIGLIONE 6
16–17-18 SETTEMBRE 2026
FERRARA EXPO

E per chi vorrà condividere anche un momento di convivialità, vi aspettiamo nel nostro Lounge del Gusto nell’area esterna. Ricordiamo ai nostri ospiti di passare dallo stand SGM Geologia e Ambiente per l’accredito necessario all’accesso all’area esterna.

PARTECIPA A REMTECH EXPO Se non hai ancora effettuato la registrazione, puoi ottenere il tuo biglietto attraverso il portale ufficiale: https://ticket.remtechexpo.com/ticket/register
Vi aspettiamo a Ferrara.

SGM GEOLOGIA E AMBIENTE A REMTECH EXPO 2026Dal 16 al 18 settembre saremo presenti all’Edizione 2026 di RemTech Expo, l’H...
03/09/2026

SGM GEOLOGIA E AMBIENTE A REMTECH EXPO 2026
Dal 16 al 18 settembre saremo presenti all’Edizione 2026 di RemTech Expo, l’Hub Tecnologico Ambientale di riferimento per il risanamento, la rigenerazione e lo sviluppo sostenibile dei territori.
Un appuntamento importante che ogni anno riunisce imprese, professionisti, istituzioni, mondo della ricerca e operatori del settore per confrontarsi sulle principali sfide ambientali e sulle soluzioni per il futuro dei territori.
SGM Geologia e Ambiente sarà presente per incontrare clienti, partner e professionisti, condividere esperienze e parlare concretamente di ambiente, territorio e progettazione.

VI ASPETTIAMO ALLO STAND C17 – PADIGLIONE 6

RemTech per noi è anche un momento di incontro e convivialità: saremo infatti presenti anche quest’anno con il nostro Lounge del Gusto nell’area esterna, uno spazio dedicato ai nostri ospiti per condividere un momento informale in un contesto piacevole e riservato. Per accedere all’area esterna, chiediamo ai nostri ospiti di recarsi preventivamente presso lo stand SGM Geologia e Ambiente per effettuare l’accredito.
Tre giornate per incontrarsi, confrontarsi e costruire nuove opportunità.
Vi aspettiamo a Ferrara dal 16 al 18 settembre 2026.

SICUREZZA SUL LAVORO: LA PREVENZIONE INIZIA DALLA CONOSCENZA DEL TERRITORIOLa sicurezza in cantiere non comincia con l’i...
24/08/2026

SICUREZZA SUL LAVORO: LA PREVENZIONE INIZIA DALLA CONOSCENZA DEL TERRITORIO
La sicurezza in cantiere non comincia con l’ingresso degli operai, ma molto prima, quando si studia il sito e si comprende come il terreno reagirà alle opere previste. In questa prospettiva, le indagini geologiche, geotecniche e ambientali non sono un passaggio accessorio: sono la base tecnica della prevenzione, della qualità progettuale e della sostenibilità dell’intervento.

La prevenzione parte prima
Nel D.Lgs. 81/2008, la logica della prevenzione è impostata sulla valutazione dei rischi e sulla programmazione delle misure di tutela sin dalla fase di progettazione e organizzazione del lavoro; per i cantieri temporanei o mobili, il Titolo IV disciplina in modo specifico scavi, fondazioni e opere provvisionali. Questo significa che la sicurezza non si esaurisce nella scelta dei DPI o nella formazione del personale, ma richiede una conoscenza preventiva delle condizioni del sottosuolo, delle acque e delle possibili interferenze con l’ambiente circostante.

Le Linee tecniche e i documenti INAIL sugli scavi richiamano proprio la necessità di valutare prima dell’avvio delle lavorazioni i fattori organizzativi e ambientali che possono trasformare uno scavo in una criticità: coesione del terreno, stabilità delle pareti, falda, presenza di servizi interrati, vicinanza di manufatti e modalità esecutive. In altre parole, il “rischio cantiere” nasce spesso da ciò che non si vede.

Cosa chiede la normativa
Le NTC 2018 sono molto chiare: il progetto delle opere che interagiscono con il terreno si articola in fasi che comprendono caratterizzazione e modellazione geologica del sito, programmazione delle indagini geotecniche, definizione delle modalità costruttive, verifiche di sicurezza e monitoraggio. La relazione geologica e la relazione geotecnica non sono allegati formali, ma parte integrante del progetto.

La norma definisce inoltre il concetto di “volume significativo” di terreno, cioè la porzione di sottosuolo che influenza l’opera e ne è influenzata: è lì che vanno concentrate le indagini. Questo approccio è essenziale anche per la sicurezza dei lavoratori, perché consente di anticipare i comportamenti del terreno durante scavi, paratie, fondazioni, consolidamenti e opere in sotterraneo.

I principali rischi nascosti
Nei cantieri, molti eventi gravi derivano da una sottovalutazione del sottosuolo. Tra i casi tipici ci sono:
• Crolli di pareti di scavo per terreni incoerenti, acqua interstiziale o vibrazioni indotte dalle lavorazioni.
• Cedimenti differenziali di fondazioni o piani di lavoro su terreni eterogenei o compressibili.
• Interferenze con falda e infiltrazioni che riducono la stabilità degli scavi e aumentano il rischio di sifonamento.
• Presenza di rifiuti interrati, materiali contaminati o serbatoi dismessi, con conseguenti rischi chimici e ambientali.
• Contatto accidentale con sottoservizi, con possibili conseguenze elettriche, gas, incendio o allagamento.

Questi rischi non si gestiscono bene “a vista”. Si gestiscono con dati, misure e modelli interpretativi affidabili.

Indagini e sicurezza
Le indagini geologiche e geotecniche servono a costruire un quadro conoscitivo utile a progettisti, imprese e coordinatori della sicurezza. In pratica permettono di definire stratigrafia, proprietà meccaniche, regime delle pressioni interstiziali, condizioni idrogeologiche e possibili instabilità del sito. Le NTC 2018 stabiliscono che i valori caratteristici dei parametri geotecnici derivino da prove in sito e di laboratorio, eseguite da laboratori qualificati, e che il progettista sia responsabile del piano delle indagini.

Dal punto di vista della prevenzione, questo si traduce in scelte operative più sicure: un fronte di scavo può richiedere armature o scarpate più dolci; una falda superficiale può imporre drenaggi o abbassamenti temporanei; un terreno molto variabile può richiedere fasi esecutive più prudenti e monitoraggio continuo. La sicurezza, quindi, non è solo “protezione del lavoratore”, ma anche corretta impostazione del metodo costruttivo.

Esempi concreti
Un esempio classico è quello di uno scavo per sottoservizi in area urbana. Se le indagini preliminari evidenziano riporti antropici eterogenei, falda alta e sottoservizi fitti, il progetto può orientarsi verso tecniche no-dig, tratti più brevi, blindaggi, monitoraggi e limitazione delle permanenze in scavo. In questo caso la conoscenza del terreno riduce sia il rischio di seppellimento sia quello di danneggiare infrastrutture esistenti.

Altro esempio: una fondazione profonda in prossimità di un pendio. Le NTC 2018 richiedono di verificare la stabilità globale del pendio e di valutare gli effetti dell’opera su manufatti attigui e sull’ambiente circostante. Se il modello geotecnico mostra livelli deboli o variazioni significative delle pressioni interstiziali, la soluzione progettuale può cambiare: tipo di palo, lunghezza, interasse, sequenza di esecuzione e programma di controllo diventano parte integrante della prevenzione.

Il ruolo del monitoraggio
Un altro aspetto decisivo è il controllo in corso d’opera. Le NTC 2018 prevedono il ricorso al metodo osservazionale nei casi complessi e richiedono un adeguato sistema di monitoraggio quando permangono incertezze risolvibili solo in fase esecutiva. Il monitoraggio del complesso opera-terreno serve a confrontare il comportamento reale con quello previsto, misurando spostamenti, pressioni, tensioni e variazioni nel tempo.

Per la sicurezza sul lavoro questo è cruciale: significa poter intercettare precocemente movimenti anomali, variazioni piezometriche o instabilità progressive prima che si traducano in un incidente. In un cantiere ben impostato, il monitoraggio non è un costo aggiuntivo, ma un sistema di allerta tecnica.

Cantieri, ambiente e HSE
Per i responsabili HSE, il valore delle indagini preliminari va oltre la sola stabilità geotecnica. La caratterizzazione ambientale del sito consente di ridurre esposizioni a sostanze pericolose, di gestire correttamente terre e rocce da scavo e di prevenire impatti su acque superficiali e sotterranee. Questo è particolarmente importante nei contesti industriali dismessi, nelle aree ex produttive e nei siti urbani storicamente stratificati.

La conoscenza del terreno permette anche di migliorare il coordinamento tra sicurezza, tempi e costi. Un progetto fondato su dati incompleti genera varianti, ritardi, interferenze e lavorazioni correttive, con aumento dell’esposizione al rischio. Al contrario, un quadro geologico e ambientale affidabile migliora la sequenza delle lavorazioni e rende più efficace il PSC, il POS e la pianificazione delle emergenze.

Un investimento che dura nel tempo
Le fonti istituzionali convergono su un principio semplice: nei lavori che interagiscono con il terreno, la sicurezza dipende dalla qualità della conoscenza preliminare. Il D.Lgs. 81/2008 impone la valutazione e la prevenzione dei rischi; le NTC 2018 impongono una modellazione geologica e geotecnica del sito, indagini adeguate e monitoraggio; INAIL ribadisce, per gli scavi, l’importanza di conoscere in anticipo le caratteristiche del terreno e le condizioni operative.

Per imprese, progettisti, studi di ingegneria ed enti pubblici, questo significa assumere una visione più evoluta della sicurezza: non come adempimento finale, ma come processo tecnico che inizia dal territorio. Conoscere il sottosuolo non serve solo a evitare incidenti; serve a progettare meglio, costruire con maggiore affidabilità e realizzare opere più durature e sostenibili.

IMPIANTO SVE COMPLETATO: UN INTERVENTO CHE HA RICHIESTO COMPETENZE MULTIDISCIPLINARI E UNA GESTIONE INTEGRATA DEL CANTIE...
10/08/2026

IMPIANTO SVE COMPLETATO: UN INTERVENTO CHE HA RICHIESTO COMPETENZE MULTIDISCIPLINARI E UNA GESTIONE INTEGRATA DEL CANTIERE
Con la conclusione delle attività e l'avvio delle fasi successive del progetto, condividiamo una carrellata fotografica che racconta il lavoro svolto da S.G.M. Geologia e Ambiente per la realizzazione delle opere di campo a servizio dell'impianto SVE (Soil V***r Extraction).
L'intervento ha visto il nostro team impegnato in tutte le principali fasi operative:
✔️ Prescavi e preparazione delle aree di lavoro
✔️ Perforazione e installazione dei pozzi SVE
✔️ Realizzazione delle tracce e degli scavi per i collegamenti
✔️ Posa delle tubazioni di captazione e convogliamento
✔️ Collaudo delle linee e verifica della tenuta del sistema
✔️ Realizzazione dei collegamenti elettrici e idraulici dell'impianto
✔️ Ripristino finale delle aree interessate e riasfaltatura della sede stradale
Dalla fase iniziale di scavo fino al completo ripristino della viabilità, l'intervento è stato eseguito garantendo il coordinamento delle lavorazioni, la gestione delle interferenze e il mantenimento delle condizioni di sicurezza in un contesto urbano complesso.
Le immagini testimoniano il percorso che ha portato alla realizzazione dell'opera, evidenziando l'impegno quotidiano di tecnici e operatori che hanno contribuito al raggiungimento dell'obiettivo finale.
🌍 Un risultato che conferma la capacità di SGM di gestire direttamente tutte le fasi esecutive di interventi ambientali complessi, trasformando progettazione e competenza tecnica in opere concrete al servizio della bonifica e della riqualificazione del territorio.
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🚧 SGM GEOLOGIA E AMBIENTE IN PRIMA LINEA NELLE ATTIVITÀ DI MONITORAGGIO AVANZATO PRESSO IL SIN DI BUSSI SUL TIRINOProseg...
15/07/2026

🚧 SGM GEOLOGIA E AMBIENTE IN PRIMA LINEA NELLE ATTIVITÀ DI MONITORAGGIO AVANZATO PRESSO IL SIN DI BUSSI SUL TIRINO
Proseguono le attività all'interno del cantiere Edison Regea nel SIN di Bussi sul Tirino, dove SGM Geologia e Ambiente è impegnata nella realizzazione delle opere di monitoraggio e caratterizzazione a supporto del campo prova basato sulla tecnologia Groundwater Circulation Wells (GCW).
Nell'ambito di queste attività, SGM Geologia e Ambiente sta curando l'installazione dei piezometri multilivello MLSW (Multi-Level Sampling Well) sviluppati da IEG Technologie, una soluzione innovativa che consente il campionamento e il monitoraggio delle acque sotterranee a differenti profondità all'interno di un unico foro di perforazione.
L'impiego di questa tecnologia permette di ottenere una caratterizzazione verticale ad alta risoluzione dell'acquifero, grazie all'isolamento dei diversi livelli di monitoraggio mediante sigillature dedicate e a un sistema di campionamento che riduce il rischio di interferenze tra gli orizzonti investigati.
La corretta installazione di sistemi MLSW richiede competenze specialistiche, precisione esecutiva e una profonda conoscenza delle problematiche idrogeologiche e ambientali. In questo contesto, l'esperienza di SGM Geologia e Ambiente rappresenta un elemento chiave per garantire l'acquisizione di dati affidabili e di elevata qualità, indispensabili per:
✅ definire con precisione la distribuzione dei contaminanti nella colonna acquifera;
✅ comprendere le dinamiche di flusso della falda;
✅ monitorare l'efficacia delle tecnologie di bonifica;
✅ supportare le future scelte progettuali e operative.
L'integrazione tra le attività di campo svolte da SGM Geologia e Ambiente, la tecnologia di monitoraggio MLSW di IEG Technologie e le soluzioni innovative di bonifica messe in campo da Edison Regea rappresenta un importante passo avanti verso una gestione sempre più efficace e sostenibile dei siti contaminati complessi.

Indirizzo

Via Maria Majocchi Plattis 21
Ferrara
44124

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