03/08/2021
IL GREEN PASS CHE VERRA’, TRA POCHE LUCI E MOLTE OMBRE
“Caro associato di questa nostra grande famiglia, il 6 agosto è ormai dietro l’angolo, data spartiacque della vita di ognuno di noi; una vita destinata per l’ennesima volta a ‘differenziare’, ‘dividere’. Fino a poco tempo fa ci catalogavano in “essenziali” e “inessenziali”, ora sarà la volta tra chi si è messo in regola e chi no.
Non discuto in merito all’opportunità-efficacia della decisione in termini medico-sanitari, noi non siamo politici, nè immunologi. Discuto però su impostazioni e organizzazione, questo sì.
Trovo abbastanza “sui generis” la volontà di avviare questo percorso coinvolgendo quasi esclusivamente solo la sfera del nostro tempo libero (sport e momenti conviviali, cultura e arte), parcheggiando nel limbo quelli che invece rappresentano i capisaldi del nostro vivere quotidiano come scuola, trasporti, uffici pubblici e mondo delle imprese, quindi del lavoro. La fotografia della situazione attuale dice in maniera inequivocabile “al ristorante al chiuso devi, alla posta no”, “per uno spettacolo all’aperto devi, per prendere la metro no”.
Come se ciò non bastasse, reputo inoltre molto discutibili diversi punti messi già nero su bianco.
Hanno stabilito le sanzioni per chi trasgredisce ma non ci hanno spiegato con quale qualifica il titolare di un bar o il direttore di un museo possa pretendere i documenti di un cliente o un visitatore, nè hanno pensato (o hanno voluto appositamente?) a fare il debito distinguo tra titolare di attività che vuole fare il furbo e titolare che invece sbaglia – o viene raggirato - per mancanza di esperienza in materia di controllo di codici e documenti.
Penso al settore degli eventi, che sta cercando lentamente di ripartire, ma che è caricato di ulteriore burocrazia.
Tutto questo mentre nessuno sa cosa accadrà nei corridoi e nelle aule scolastiche frequentate dai nostri figli, nè è dato di sapere da cosa sarà regolato il rapporto tra datori di lavoro e dipendenti di queste attività soggette a green pass: come dovrà comportari il primo qualora quest’ultimo non vorrà a che saperne del Green Pass? Come dovrà comportarsi nel caso di dipendenti impossibilitati a fare il vaccino? Dovrà pretendere tre tamponi a settimana? Ma soprattutto, chi e come tutelerà il titolare da eventuali contenziosi con i dipendenti? E da eventuali ‘capricci’ dei clienti?
Dispiace dover constatare che ancora una volta il Governo abbia preso decisioni sgravandosi da ogni responsabilità scaricandole sui cittadini e soprattutto sulle imprese, e abbia deciso di avviare un percorso tra poche luci e molte ombre”.
Il Segretario Nazionale, Vito Frijia