Novella Rosania - Orientatrice ASNOR e Formatrice

Novella Rosania - Orientatrice ASNOR e Formatrice Io, come consulente, sono la bussola. Scegliere un consulente è un atto di fede. Senza questi, il matrimonio non può durare. Senza scendere a compromessi.

“Non provare a vendere ciò che hai prodotto ma produci ciò che puoi vendere.” Per capirlo, un imprenditore non può seguire solo il “secondo me” ma ha bisogno di una base di dati che gli facciano da rotta. Fiducia, rispetto, reciproca stima, la condivisione di valori e visione: sono questi i pilastri sui quali costruire, anno dopo anno, un solido rapporto tra consulente e cliente. Ecco il mio Manifesto

Credo nel Sud, nelle sue aziende, nelle enormi potenzialità delle persone che le hanno costruite. Credo nei talenti dei giovani che ogni anno, a migliaia, abbandonano la nostra terra. Credo che possiamo costruire insieme un futuro e dare una scelta diversa rispetto all’ “andare via”. Credo nell’etica: del lavoro, delle persone, delle relazioni. Credo che la felicità venga prima dei soldi: il che mi permette di scegliere prima i progetti in cui credo, poi quelli che mi faranno diventare “ricca”. Credo nelle potenzialità del commettere errori: perché è l’unico modo per migliorare imparando. Credo nel chiedere scusa perché non mi toglierà valore ma ne aggiungerà. Credo che il marketing possa essere un meraviglioso strumento al servizio del bene. Credo nell’innovazione, nella tecnologia, nella scienza. Ma amo trascorrere il mio tempo libero nella natura, rispettandone i tempi e imparando da essa. Credo nei fatti, poi nelle promesse. Credo nelle persone di spessore, impegnandomi ogni giorno per essere una di quelle.

👉 Hai mai pensato di fare un focus group su te stess*? “Imparziale” è l’aggettivo che useresti quando dai un giudizio su...
20/07/2026

👉 Hai mai pensato di fare un focus group su te stess*?

“Imparziale” è l’aggettivo che useresti quando dai un giudizio sul te stess* nel lavoro?

Nessuna narrazione del sé è oggettiva, questo lo sappiamo.

🧭 Ma se vogliamo ri-nascere professionalmente da dove partiamo? Cosa prendi e cosa lasci: delle tue competenze, del tuo passato, di ciò che ti racconti?

Da qualche mese sto seguendo in un* coachee nel mezzo del suo personalissimo processo di reinvenzione. La base di partenza: molteplici titoli, decennale esperienza come manager, profilo tecnico. Tutto da riposizionare.

👉 In un percorso di life design, la più grande difficoltà che affrontiamo è la mancanza di obiettività. In una SWOT analysis, andrebbe nel quadrante “minacce”.

Siamo miopi, in crisi, a volte così in frattura con le vecchie versioni di noi da volerle letteralmente annientare. Il rischio è buttare il bambino e l’acqua sporca.

Dorie Clark, relatrice e autrice di bestseller, nel suo libro “Reinventing you” propone una soluzione prendendola dal marketing.

Quando vuoi posizionare un brand, devi partire da cosa pensano di te i tuoi clienti.

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PARTE PRATICA*
Ciò che ho fatto io e che potresti fare anche tu.

1️⃣ Scegli le 5 persone da cui hai imparato di più. Proponigli un’intervista.
2️⃣ Mettiti in ascolto, in posizione non giudicante.
3️⃣ Fatti aiutare da un* mediator*
4️⃣ Crea un elenco di domande guida che ti possano aiutare a costruire un quadro chiaro. Chiedi ad esempio:

- Come mi descriveresti a una persona che non mi conosce?
- Quali sono le caratteristiche che rispetti in me?
- Quali competenze mi riconosci o hai apprezzato?

In questo modo saprai come puoi mettere a leva le competenze del tuo attuale lavoro per prepararti a ciò che realmente vuoi.

Quando vogliamo costruire una nuova versione di noi, tendiamo a considerarci un foglio bianco, in una sorta di rifiuto globale di ciò che siamo stati. Bolliamo le nostre esperienze precedenti come irrilevanti, inefficaci nell’essere applicate in nuovi contesti. In realtà è proprio grazie ad esse che portiamo qualcosa di nuovo sul tavolo.

Se penso alla mia storia:

É la laurea in giurisprudenza che poi, mi ha fatto lavorare come marketing manager per due anni in una startup, trasformandola nella migliore startup legal tech d’Italia secondo la IE Business School.

Sono gli anni da e-commerce manager che mi hanno permesso di insegnare come far comprare meglio i propri talenti offline.

È la nostra storia che ci permette di costruire i nostri punti di unicità sul mercato del .

LinkedIn è la patria dei narcististi Vero o falso? La definizione tecnica di narcisista è: “persona caratterizzata da un...
27/05/2026

LinkedIn è la patria dei narcististi

Vero o falso?

La definizione tecnica di narcisista è: “persona caratterizzata da un bisogno patologico di ammirazione e grandiosità.” Il/la narcisista è convinta che la sua unicità vada comunicata, testimoniata, raccontata.

Riccardo Scandellari diceva in Dimmi chi sei
“Se non si ricordano di te è un contenuto inutile”

⚠️ Ma, allora, che differenza c’è tra questa pratica e il ?

Lo scopo, la missione, il perché comunichi il tuo lavoro. Se il valore che dai è maggiore di quello che prendi allora stai utilizzando eticamente lo strumento.

Non stropicciare l’attenzione altrui.

In un mondo bulimico di informazioni e sempre meno allenato a riconoscerne il valore, avere delle linee guida per comunicare efficacemente il nostro lavoro di orientatori e orientatrici diventa imprescindibile.

Come la traccia quando iniziano un cammino.

Io, Silvana Macri e Ilaria morandi proveremo a creare una mappa per orientarci al meglio nel magico mondo del social professionale per eccellenza, ospiti di Asnor e orchestrati da Davide Patruno!

⏰Quando: oggi alle 19
👉🏻 Chi può partecipare: Orientatori e borsisti Asnor.
Come partecipare: https://asnor.it/comunicare-lorientamento-su-linkedin-strategie-e-contenuti-che-funzionano/

🙅‍♀️ “E se le persone   sono nella mia famiglia, come faccio?”A. ha 21 anni, sogna di fare la pasticcera. È al terzo ann...
14/05/2026

🙅‍♀️ “E se le persone sono nella mia famiglia, come faccio?”

A. ha 21 anni, sogna di fare la pasticcera. È al terzo anno di un Istituto tecnico alberghiero. Nel frattempo frequenta un corso per operatore della ristorazione tenuto da Università di Foggia e Istituto dei Salesiani a .

❌ Non ha mai fatto un CV ma ha lavorato da quando aveva 14 anni.

Le racconto di quanto le persone che mi sono state accanto nella vita hanno:
▶️ Contribuito a costruire l’immagine di me nel mondo
▶️ Influenzato le mie scelte di e , a volte senza una reale competenza (sul mercato del ad esempio) alle spalle che potesse supportare le loro affermazioni
▶️ Impattato negativamente, nutrendo degli aspetti del mio carattere disfunzionali

Faccio un esempio pratico: ho scelto giurisprudenza grazie a mia cugina che dopo una lite con i miei genitori mi ha detto: “Se vuoi scrivere puoi farlo come giornalista. Per questo ti conviene avere una cultura solida. Anche Travaglio ha fatto giurisprudenza.”
Motivazioni tutt’altro che solide per una scelta così importante.

👉 Dellagiulia & Gambini, nella loro ricerca pubblicata su Orientamenti Pedagogici, hanno studiato 344 preadolescenti e le loro relazioni con le famiglie. Sono partiti dall’assunto che una buona comunicazione familiare favorisce un'immagine positiva di sé.

Ma hanno messo in evidenza che le relazioni problematiche in famiglia danneggiano la costruzione del sé più di quanto le relazioni buone riescano a proteggerla.

👉🏻 In altre parole: crescere in un ambiente critico, svalutante o ansioso lascia un'impronta più profonda. Il negativo pesa di più.

E qui torniamo ad A.
Cosa facciamo se le persone depotenzianti sono nella nostra famiglia?
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PARTE PRATICA*
Ciò che ho fatto io e che potresti fare anche tu

1️⃣ Se riconosci il meccanismo, lo scardini
Cerca di capire da chi stai cercando validazione e perché proprio loro. Se sono persone a te molto vicine, probabilmente ti stanno parlando o per amore o per paura. Ascoltali, comprendili, tranquilizzali. Ma rimani consapevole che le loro osservazioni non sono frutto di una visione oggettiva o di competenze sul tema.

2️⃣ Cerca un gruppo dei pari
Che possa farti vedere ciò che ancora tu non vedi. Sfrutta la rete, apriti, fai domande a chi c’è già passato. Prototipa!

3️⃣ Reframe: riformula
Invece di chiederti "come li faccio smettere?", sostituisci con "cosa mi insegnano le loro sulla mia?"
Le resistenze che proiettano su di te sono spesso le stesse che non sono stat* ancora in grado di superare.
Ecco, è lì che c’è il vero : nel tuo esempio, nel coraggio di affrontarle.

Qual è la frase che ti hanno detto e che ti è rimasta addosso più a lungo?

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Ultreya di #15
*Ogni post di questa rubrica è composto da una prima parte di racconto e una con consigli più pratici. Se hai “poco tempo” vai direttamente in fondo.

N. ha 30 anni. Pulisce le scale per 2 € l’ora. É cresciuta a Cerignola. La sua vita non è facile e nemmeno la città in c...
25/04/2026

N. ha 30 anni. Pulisce le scale per 2 € l’ora. É cresciuta a Cerignola.
La sua vita non è facile e nemmeno la città in cui vive.

Sui telegiornali Cerignola si fa riconoscere. Se ti rubano la macchina, 9 su 10 la trovi lì, smontata per i pezzi di ricambio. Nel centro - quello dove noi tutti il venerdì ci prendiamo una birra con gli amici - il Prefetto di Foggia ha istituito una “zona rossa”: “divieto di intrattenimento per quei soggetti che assumano atteggiamenti aggressivi, minacciosi o insistentemente molesti.”

Ma ha anche una delle cattedrali neogotiche più grandi del mezzogiorno.

Se vuoi lavorare e non hai una qualifica, a Cerignola, ti devi aspettare una paga che va dai 100 € ai 150 € a settimana, dai 2 ai 4 € l’ora. Puoi fare il meccanico, la panettiera, il cameriere, il venditore ambulante, la bracciante, la paninara e così via... C’è una vasta scelta nel mondo del precariato.

In questo contesto, c’è un’isola di resistenza in città: l’istituto Salesiano Don Bosco.

Un luogo in cui lo spaccio di droga è sostituito da quello della buona educazione; alle corse dopo la spaccata in un tabacchino, quelle verso i campi da calcio o per raggiungere gli amici in oratorio.

▶️ Un luogo in cui la formazione torna ad essere realmente azione che dà nuova forma alla vita.

Con l’Università degli Studi di Foggia, io e Davide Patruno stiamo accompagnando chi non studia e non lavora in un percorso di orientamento e consapevolezza del sé. Il progetto SEEDS ha come obiettivo creare futuri operator* agricoli della transizione verde e della ristorazione.

In un uno dei moduli, portiamo l* ragazz* a progettare come sarebbe la loro vita se non avessero limiti di né di soldi né del giudizio degli altri.

Le loro risposte sono una pagina bianca e un “che lo facciamo a fare, non ho nemmeno gli occhi per piangere.”

É amaro vedere come il significato di cambi a seconda del luogo in cui cresci.
una vita diversa non è un diritto a loro riconosciuto, come un muscolo atrofizzato dopo una lunga convalescenza.

Cosa mi porto a casa da questa esperienza

▶️ Il ha fame di sogni, ma dobbiamo sentirci autorizzati a farli.

▶️ Dietro i ci sono storie di sfruttamento e disuguaglianza che dobbiamo trasformare in rivalsa. Il nostro compito di orientatori e orientatrici è far vedere che una vita diversa è possibile, che si può pianificare, progettare combattendo per costruirla.

▶️ La è la nuova emancipazione sociale. Letteralmente, ti tira fuori dalla strada.

▶️ L’ che generiamo come educator* è direttamente proporzionale al luogo in cui operiamo.

Più è complesso, più dobbiamo seminare. É questa la nostra missione.

“Tu sei terra buona”Da un 2 anni coltivo un orto, da 6 faccio la formatrice. Con l' Università di Foggia e diversi   pug...
01/04/2026

“Tu sei terra buona”

Da un 2 anni coltivo un orto, da 6 faccio la formatrice.

Con l' Università di Foggia e diversi pugliesi ho l’opportunità di insegnare in +40 scuole l’anno, incontrando oltre 500 ragazz* tra i 15 e i 18 anni.

Da quando ho iniziato, ho capito il legame profondo che c’è tra educare e coltivare.

Entrambi hanno in comune il seme, il tempo, l’attesa, il concime, la cura.

Entrambi richiedono pazienza, costanza e fatica.

A volte le piante rimangono piccole perché l’acqua non è abbastanza o il sole è troppo forte.

Altre non arrivi perché un tik toker, dal quel telefono sul banco, parla a voce più alta della tua.

Educare, in latino, vuol dire trarre fuori, far emergere.

Le persone sono come le piante, si fanno spazio tra le erbacce per rafforzare le proprie radici.

Oggi le erbe cattive sono tante.

▶️ Pensare di conoscere già le risposte: facili e immediate come la risposta a un prompt dell’AI.

▶️ La mentalità del consumo: per cui posso scartare una relazione, una opportunità, un lavoro perché ce ne sarà sempre un’altra migliore dopo

▶️ Lo scrolling infinito di un algoritmo che ti propone sempre ciò che ti piace: ma questo la vita non lo fa, sei tu a dover cercare e faticare per scoprire ciò che ami.

▶️ I soldi sono la felicità, quando invece è “la felicità che fa fare i soldi” per citare Davide Francesco Sada

Qual è, dunque, la pacciamatura che evita il proliferare delle erbacce?

🌱 La terra si concima con le domande.

Il nostro compito più arduo è educarli a farsene sempre di più, spingerli nella loro personale ricerca di significato, di profondità: un antidoto alla superficialità di cui troppo spesso siamo circondati.

Costruire una consapevolezza del sè che parte dalla sua narrazione, stimolandoli a cercare le risposte alla quanto mai complicata domanda “chi sei?”

É da quel seme che nasce un piccolo germoglio. É con le nostre parole che cresce in loro la fame di futuro, di autoaffermazione.

Non smettiamo mai di ripetergli

“Tu sei terra buona”

“Non mi ero mai fermata a progettare il mio futuro così nel dettaglio”“Non sapevo di avere così tante convinzioni limita...
24/03/2026

“Non mi ero mai fermata a progettare il mio futuro così nel dettaglio”
“Non sapevo di avere così tante convinzioni limitanti che mi impedissero un cambiamento”

Ieri una carissima amica mi ha chiesto un parere su un cambio di professione importante.
Da una no profit a una profit. Dall’estero all’Italia. Da una vita lontano da casa a un ritorno in patria.

“Come fai ad essere sicura di fare la scelta giusta?” mi ha chiesto.

La verità è che non lo si è mai fino in fondo, e questo fa parte della magia della vita.

Eppure ci sono delle “tecniche di navigazione” che si possono applicare quando il mare è in tempesta e la direzione sembra non essere poi così chiara.

Sono gli attrezzi del lifedesign
👉 Trovare la tua bussola: la visione della vita, del lavoro, i tuoi valori irrinunciabili.
👉 Indagare qual è la tua intrinseca: ciò che ti fa sorridere poco prima di chiudere gli occhi anche se sei esausta e col mal di testa.
👉 Individuare le tue convinzioni limitanti, il pesetto che tira giù le ali dei sogni
👉 Prototipare gli scenari di vita più coraggiosi, con il benestare di Pareto (80% sforzo/ 20% risultato)

È in questo mare che abbiamo navigato io e 55 ragazzi dell’ di Foggia nel corso Gestione della Carriera - Uploading Career Skills.

Puoi essere sicuro di fare sempre la scelta giusta?
No, ma puoi costruire una vita che valga la pena di essere vissuta.

Grazie a Nadia Cascioli, Severo Cardone, Mariangela Caroprese, Daniela Dato, una squadra di professionist* con i quali l’orientamento diventa valore indiscusso.

👉🏻 Ma è vero che possiamo fare   solo in USA? Basta accedere al paradiso di silicio per raccogliere milioni in fase di s...
19/03/2024

👉🏻 Ma è vero che possiamo fare solo in USA?

Basta accedere al paradiso di silicio per raccogliere milioni in fase di seed?

Nel libro “California: la fine del sogno”, Francesco Costa fa una lucida analisi di come dietro la crescita economica e i più bassi livelli di disoccupazione si nascondino migliaia di lavoratori del digitale che vivono in macchina nei parcheggi e una forchetta sociale estrema tra chi si può permettere una formazione d’eccellenza (di solito maschi, bianchi e informatici) e chi non riesce nemmeno ad accedere alle high school.

👉🏻 E da questo contesto, cosa può imparare Sestre, una startup di nutraceutica tutta al femminile?

Ne parliamo con le founders Sabrina Fiorentinoe Sonia Elicio
📍Mercoledì 20 a , l’appuntamento che dà voce ai talenti del meridione.

⏰ Ci vediamo alle 20 da Caffe portineria a

Antonio Padolecchia Davide Angiulli Luca Pagliara

Il tuo ruolo di     è cruciale Per abbattere le barriere che limitano il progresso e l'uguaglianza nei vertici aziendali...
22/12/2023

Il tuo ruolo di è cruciale

Per abbattere le barriere che limitano il progresso e l'uguaglianza nei vertici aziendali

Per un ambiente di lavoro inclusivo

Per valorizzare ogni voce, anche quelle diverse

Per creare modelli a cui le giovani donne possano ispirarsi

Per permettere a noi stesse di essere donne, madri e manager.

Grazie CUOA Business School per essere al nostro fianco

Leggi qui 👉🏻 https://lnkd.in/dg84fc7v

✨ Sale a bordo della nostra mongolfiera Circolo 1901, brand di moda made in Puglia indossato in tutto il mondo con oltre...
18/12/2023

✨ Sale a bordo della nostra mongolfiera Circolo 1901, brand di moda made in Puglia indossato in tutto il mondo con oltre 430 dipendenti tra Romania e Italia.

Quando nel 2008, ancora non esisteva il concetto di Easy Jacket, il CEO Gennaro Dargenio inventa un capo iconico: la giacca in felpa.

La missione di Circolo è da sempre creare capi eleganti che non rinunciano alla comodità.

✏️ La nostra è progettare per loro una nuova identità attraverso , , e

Circolo sceglie il scientifico di The Brand Identity

Indirizzo

Foggia
71122

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