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19/06/2022

Poesia di Emily Dickinson per iniziare una giornata più lieve e intensa oggi a Nuoro
Grazie Vincenza Zefferino :-*

Io vivo nella Possibilità,
una casa più bella della Prosa,
di finestre più adorna,
e più superba nelle sue porte.

Ha stanze simili a cedri,
impenetrabili allo sguardo,
e per tetto la volta
perenne del cielo.

L' allietano visite dolcissime.
E la mia vita è questa:
allargare le mie piccole mani
per accogliervi il Paradiso.

19/06/2022

❤🙏❤ NON TESTARLO. NON FARLO

La cocaina è meravigliosa, niente ti fa sentire meglio, tanto che non hai nemmeno bisogno di sesso, perché quando la consumi hai una sensazione orgasmica che dura molto più a lungo dell'orgasmo sessuale. Non ti stanchi mai, non provi stanchezza, né sonno, né fame, né sete, né dolore, né preoccupazione.

Ma il prezzo che paghi è davvero molto alto. Se la scegli, devi rinunciare a tutto il resto. I tuoi amici, il tuo partner, la tua famiglia, le tue finanze personali, le tue capacità cognitive progressivamente ridotte, la tua salute, la tua sanità mentale, la tua volontà, il tuo stato fisico, la tua capacità di decidere, LA TUA LIBERTÀ.

Il prezzo è l'assoluta solitudine e una vita grigia, un mondo in cui i colori diventano grigi, dove i suoni della musica non risvegliano più nulla in te. Niente ti piace, niente ti riempie, niente ti soddisfa, perché in aggiunta, è MAI abbastanza.

La cocaina è una trappola, un lupo travestito da Cappuccetto rosso e mangerà gradualmente la cosa più preziosa che hai nella vita: la tua PACE. E quando realizzi e vuoi scappare sarà troppo tardi, sarai intrappolato dietro quelle barre invisibili che hai creato tu stesso, facendo cose che non ti lasceranno dormire la notte, perché per riposare non c'è cuscino migliore di una coscienza pulita. E non ce l'avrai, perché oltre a farti del male, farai molto danno a quelli che ami e ami di più, causerai molto dolore ... e attraverserai posti strani, trattando con persone che non si preoccupano della tua vita, solo i tuoi soldi.

E vedrai con nostalgia e angoscia e dolore, colpa e vergogna tutto ciò che una volta ha arricchito la tua vita e dato significato ai tuoi giorni, e hai perso per questo. E sarai solo con lei, amandola e odiandola e quando deciderai di recuperare la tua vita, non sarai più in grado di liberarti dalle loro catene.

La cocaina è la migliore trappole. Devi sapere.

E lo dico perché ovunque il numero di rivenditori e di nuovi consumatori cresce ogni giorno. Non lasciarti trasportare dalla curiosità, non seguire i tuoi amici se sono in quello ..

NON TESTARLO. NON FARLO

Non importa quanto sia dura la tua vita, valuta quanto poco hai, il che probabilmente vale molto più di quanto pensi.

E se hai commesso l'errore di entrare in quel mondo di spavento, CHIEDI AIUTO, perché non sarai in grado di andartene. Lei non ti lascerà scappare .. MAI.

Con lei al tuo fianco, la tua storia può finire solo in 3 modi: morto, imprigionato o in un manicomio.

VI PREGO 🙏♥️🙏

IVAN COSTANTINI

30/05/2022

LA VITA SECONDO EPICURO
Nasciamo una sola volta, non è possibile nascere due volte. E' inevitabile che la vita finisca. Tu, pur non essendo padrone del domani, rimandi l'occasione di oggi. La vita se ne va nell'attesa di ciò che sarà e ciascuno di noi, affannandosi, giunge al termine della sua esistenza. Γεγόναμεν ἅπαξ, δὶς δὲ οὐκ ἔστι γενέσθαι· δεῖ δὲ τὸν αἰῶνα μηκέτι εἶναι· σὺ δὲ οὐκ ὢν τῆς αὔριον κύριος ἀναβάλλῃ τὸ χαῖρον· ὁ δὲ βίος μελλησμῷ παραπόλλυται καὶ εἷς ἕκαστος ἡμῶν ἀσχολούμενος ἀποθνῄσκει. (Epicuro, Gnomol. Vat. 14)

06/03/2022

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02/03/2022

L’infezione da Coronavirus aumenta il rischio di problemi di salute mentale

(Reuters) – Secondo un nuovo studio pubblicato dal British Medical Journal, coloro che hanno contratto il COVID-19 sono esposti a un rischio molto più elevato di ulteriori problemi di salute mentale rispetto ai soggetti che sono riusciti a evitare il virus.

I ricercatori hanno confrontato quasi 154.000 persone sopravvissute da almeno un mese a una diagnosi di SARS-CoV-2 con oltre 5,6 milioni di controparti che non avevano contratto l’infezione.

Nell’arco di un anno, i sopravvissuti all’infezione presentavano un rischio superiore del 35% di nuovi disturbi d’ansia, del 39% di nuovi disturbi depressivi, del 55% di nuova assunzione di antidepressivi, del 34% di un nuovo disturbo da uso di oppioidi e del 20% di un nuovo disturbo da uso di sostanze non oppioidi.

Inoltre, presentavano un rischio dell’80% superiore di deterioramento neurocognitivo di nuova diagnosi e del 41% superiore di nuova diagnosi di disturbi del sonno.

I rischi per questi problemi “risultavano aumentati anche tra le persone che non erano state ricoverate in ospedale”, ma raggiungevano il picco tra i soggetti ospedalizzati per COVID-19.

Fonte: The BMJ

Reuters Staff

13/02/2022
14/01/2022

IL LAVORO, LA RINASCITA,LA RICCHEZZA
Si chiama Leonardo Del Vecchio ed è attualmente l’uomo più ricco d’Italia.
Lo è adesso, decine di miliardi (non milioni) di euro di patrimonio personale, ma quando nacque a Milano non era così.
È partito praticamente da zero. Era figlio di un fruttivendolo proveniente da Barletta che ebbe la malaugurata idea di andare al Creatore prima che lui nascesse, lasciando la famiglia praticamente in povertà assoluta.
La madre, presa dalle necessità, prima gli da il nome del padre morto e poi lo affida al famoso orfanotrofio milanese Martinitt. Un rifugio per i poverissimi, gli ultimi.
Cresce negli stenti e dalla parte sbagliata della vita, però non si piange addosso, fa esperienza ed impara velocemente.
A 15 anni viene assunto a Milano come garzone in una ditta di medaglie e coppe, ma lo notano subito e gli consigliano di studiare: la sera ovviamente perché doveva portare innanzitutto il pane a casa.
Lui lo fa con determinazione e ferrea volontà finché a 22 anni si trasferisce in Trentino, prima come operaio, poi come proprietario di una ditta di minuterie metalliche per occhiali.
Ma è solo l’anno successivo, nel 1958, nel piccolo centro di Agordo nel Veneto, che trova finalmente la sua “casa” definitiva.
Da lì è tutta un’ascesa verso la nascita della Luxottica e la creazione di un impero che conta 150.000 dipendenti in tutto il mondo.
Adesso è proprietario di marchi americani mitici come Ray-Ban, Oakley. Marchi italiani storici come Persol e titolare di tanti altri marchi prestigiosi in licenza (D&G, Prada, Bulgari, ecc...). La sua azienda è quotata allo Stock Exchange di New York oltre che a Piazza Affari a Milano.
Ma non ha dimenticato da dove viene, la miseria e la fatica per arrivare lassù in cima. E nei momenti difficili della vita lui si immedesima negli ultimi, perché nessuno debba essere lasciato indietro, perché ognuno è importante, ognuno può avere le potenzialità per trasformarsi in una storia di successo celata, solo temporaneamente, dalle difficoltà del momento.
Lui lo sa...
Ci è passato, ha combattuto e vinto e adesso vuole dare una mano.
Già qualche settimana fa ha donato ben 10 milioni di euro e 6 respiratori all’ospedale della Fiera a Milano.
Non pago, ha deciso di integrare la Cassa Integrazione Guadagni per tutti i suoi dipendenti in Italia (stiamo parlando di oltre 10.000 persone) in modo che nessuno abbia decurtazioni di stipendio, e di donare un bonus di €500 (netti, non lordi) per chi sta ancora lavorando in Italia.
Ma la cosa più straordinaria è che questo grandissimo esborso sarà ripianato con una decurtazione del 50% dello stipendio di tutti i dirigenti, compreso lui...
Perché nei momenti duri della vita sono i più fortunati che devono fermarsi, voltarsi indietro ed allungare un braccio, porgere una mano a chi ne ha più bisogno.
Un Imprenditore italiano “solidale”, come amo definire, che guarda alla globalità della sua azienda, dove ognuno è importante, dal singolo operaio che lavora alla catena di montaggio, su, su... fino a salire al vertice della scala gerarchica, al CEO.
Perché non è detto che si debba fare impresa asservendola esclusivamente al Dio Profitto, ma è moralmente “cosa buona e giusta” modellarla anche alla meravigliosa Dea Giustizia Sociale. Perché non è detto che un “Martinitt” non possa diventare l’uomo più ricco d’Italia ed il 50mo al mondo, se messo nelle condizioni di diventarlo.
Un imprenditore ”etico” stile Olivetti, per intenderci...
Solo per farvi capire il personaggio... lui è sempre così...
Alle cene aziendali di Natale organizza delle feste separate: una per gli operai degli stabilimenti di Serico ed Agordo e un’altra per i manager di Milano. Quelle destinate agli operai sono NETTAMENTE più fastose di quelle per i Manager.
Pensate che ha costruito appositamente il PalaLuxottica per contenerli tutti, le cene sono preparate da Chef prestigiosi e noti come Oldani e cantano personaggi come Robbie Williams...
Quelle di Milano sono “solo” organizzate allo spazio Armani in Via Manzoni in centro.
Lo si vede spesso al bar del paese con i vecchi amici di un tempo oppure a prendere un caffè negli stabilimenti con gli operai, i magazzinieri, gli autisti. Come se fosse uno di loro.
Perché lui È uno di loro, perché non ha dimenticato le sue umili origini, e questo lo fa un vero gigante; imprenditoriale, ma sopratutto umano...
Insomma, un italiano per il quale essere “Proud of Italy”...
Se alla ripartenza da questo incubo non capiremo che i Media dovranno parlare più di questi italiani piuttosto che dei vari Tronisti, Uomini e Donne, calciatori, veline, la D’Urso, Grandi Fratelli, Pupe e secchioni vari, avremo perso una grande occasione tutti. Avremmo perso due volte: perché oltre ad aver perso tantissimo della nostra vita, avremmo perso anche la conseguente lezione..."

Dal web

05/12/2021

La lettera di Paolo Sorrentino alla madre.
Da Oscar.

“Chissà se, nell'aldilà, è consentito andare al cinema. Così mia madre potrebbe vedere la lettera che le ho scritto, attraverso questo film. La lettera che sosta tutti i giorni nell'anima dei figli diventati grandi. Dove scriviamo, col pensiero e con le parole che non abbiamo detto, quella meraviglia che è stata o non è stata, ma che sempre rimarrà nella nostra vita sentimentale, l'idea di meraviglioso.
Abbiamo avuto madri meravigliose e da ragazzi non lo sapevamo. Coltivavano pedagogie traballanti, fameliche di sensi di colpa. Mia madre, per esempio, nei momenti di conflitto, era solita dire: "Quando non ci sarò più, soffrirete tantissimo". Non volevamo crederci, perché rifiutavamo il concetto di scomparsa. Invece, naturalmente, è stato così.
Come poteva essere altrimenti. Era uno squarcio di cattiveria gratuita e in buona fede. D'altronde la cattiveria tende a essere sempre gratuita. Ma era un altro mondo. Mia madre era sbrigativa ma molto affettuosa. L'ironia era il sollievo per qualsiasi problema. Ai primi sintomi di adolescenza, quando si cominciava a frequentare, con quella gravosità affranta, la profondità, mia madre ricorreva a uno strumento irritante: minimizzava. Da adulto, ho compreso.
Mi è parsa l'unica strada. Minimizzare. Non è utile, ma è difficile rintracciarne altre. Oggi l'educazione dei figli è una missione. Per la generazione di mia madre era solo un altro fardello che la vita imponeva. Eppure, era tutto amore. Ma l'ho capito dopo. E quando ho avuto le parole per dirglielo, lei non c'era più. Per questo mi piace pensare, con un'ingenuità da bambino profondo, che nell'aldilà si possa vedere un film. Per dire quello che non ho potuto dire.
E per chi può, ho un solo consiglio: ditelo.
A costo di essere ridicoli, sentimentali e pieni di lacrime. È necessario, per diventare grandi, passare attraverso le porte del ridicolo e del pianto. Il pianto degli adulti. L'unico modo, per una madre, di ritrovare, davanti a sé, il bambino meraviglioso che tutti siamo stati.”

Indirizzo

Foggia
71121

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