I vitigni da cui provengono i vini di Massimo Leone, affondano le
loro radici in una necropoli Dauna , "Arpi" , fondata da Diomede re dell’Etolia. Le scelte varietali di Fiano, Falanghina e Aglianico, derivano dalla decisione di riportare primordiali vitigni introdotti dagli antichi greci. Non lontano dai vigneti e stata fatta un'importante scoperta archeologica:l'Ipogeo di Ganimede, detto " ll
coppiere degli Dei" da qui il nome che e stato dato al blend. Quest'anno Massimo Leone ha partecipato e vinto la gran menzione al concorso enologico internazionale tenutosi al Vinitaly del 2010 con il proprio vino "Fiano Orme". I metodi di coltivazione delle viti si rifanno ad antiche usanze, tra le quali, quella di condurre a spalliera il vigneto, di apportare azoto organico tra le file coltivando il favino e di usare esclusivamente rame e zolfo per il contenimento delle malattie crittogame. La produzione ad ettaro viene contenuta in 70 quintali per le uve bianche e nientemeno a 50 quintali per quelle rosse, ciò per ottenere degli uvaggi con concentrazioni zuccherine ed antocianiche considerevoli. Particolare attenzione viene fatta durante la raccolta, con l'uso di ghiaccio secco, e nella premitura soffice delle uve, con conseguente fermentazione a temperatura controllata sia nei bianchi che nei rossi. Solo queste tecniche (non sempre economiche ed ispirate da profonda passione), consentono di ottenere i nostri vini.