02/11/2018
Ripenso ad un colloquio fatto nei giorni scorsi con un papà arrabbiato e deluso.
Ricordo il tono alto della sua voce mentre mi racconta le sue difficoltà nel riuscire a vedere la figlia come vorrebbe.
In realtà quasi sempre i genitori che arrivano nel mio studio sono arrabbiati.
Hanno i visi segnati dalla fatica del cambiamento; hanno gli occhi tristi di chi vorrebbe fare di più e fare meglio.
Arrivano demoralizzati e sfiduciati sulla riuscita del percorso.
Ma la voglia di trovare pace, dopo mesi di litigi, a volte anni, per i figli, per loro stessi, per la serenità di tutti, prevale.
Il lavoro in studio non è facile.
Richiede impegno, volontà, pazienza.
I toni spesso si alzano.
Si ricordano cose piacevoli e più spesso cose meno piacevoli.
I volti si fanno cupi.
Ma stiamo concentrati su ora, sul domani.
Li riporto alla concretezza del percorso.
I loro bisogni. I bisogni dei loro bambini.
Nomino i loro bambini.
I loro occhi si illuminano.
L'orgoglio del loro essere genitori fa' capolino sulle lacrime che a volte arrossano gli occhi.
E allora succede la magia.
Messi davanti alla immaginaria presenza dei loro bambini si spogliano di rabbia e rancori.
Iniziano a proporre soluzioni, alternative, percorsi mai esplorati.
Si alzano dalle sedie provati.
Andranno a casa con "compiti da svolgere" di cui parleremo al prossimo incontro.
Quel piccolo passo fatto verso la serenità...
Quel volerci provare...
Ecco io amo questo lavoro.
www.silviaerbacci.wordpress.com