22/03/2020
Il primo giorno di questa insolita primavera si è portato via Attilio Paci, grande fotografo di una dinastia di fotografi di Fossombrone, che come nessun altro ha saputo raccontare con splendide immagini la storia e la bellezza della cittadina metaurense. Passeggiare per Corso Garibaldi non sarà più la stessa cosa, senza ascoltare il suo vocione e la sua risata contagiosa riempire l’aria e senza scorgere da lontano la sua inconfondibile sagoma e la sua candida chioma fluente.
L’aspetto di Attilio che vorrei qui evidenziare è il suo sconfinato amore per l’archeologia e per l’antico, che lo aveva portato a radunare un’interessantissima collezione di materiali, in particolare pertinenti al villaggio dell’età del Bronzo di Ca’ Balzano, presso Ghilardino, alla confluenza tra Tarugo e Metauro. Frutto di anni di camminate e di paziente ricerca di superficie, la sua collezione venne tempo fa donata al Museo Archeologico di Fossombrone, segno dell’altissimo senso civico che lo animava. Da qualche tempo mi aveva chiesto di provare ad allestire una mostra con tali reperti, mostra che purtroppo, per una serie di motivi, non siamo riusciti ancora a realizzare. Ma sarà nostro obbligo farlo nel prossimo futuro.
Era frequente ospite del Parco Archeologico di Forum Sempronii, che aveva immortalato in decine di fotografie che spesso ornavano il suo studio e il suo negozio nel Corso. Insieme a suo figlio Carlo aveva anche realizzato splendide riproduzioni della bellissima statua di bronzo di Vittoria, trovata a Fossombrone nel 1660 e ora conservata in Germania, nel museo di Kassel, in occasione del ritorno a casa della splendida scultura nel 2014. Lo voglio ricordare così, camminare sorridente e felice lungo il lastricato romano di Forum Sempronii, con in mano un vassoio di paste per festeggiare con gli amici archeologi di Entraigues e noi italiani la festa nazionale francese del 14 luglio, nell’ormai lontano 2005. Ci mancherà, ma nulla di quello che ci ha donato in tutti questi anni andrà perso.