27/08/2023
Nel 2004 la LEGO, famosa industria danese specializzata nella produzione di mattoncini giocattolo colorati stava fallendo. I motivi del fallimento erano spiegabili: i mattoncini colorati erano sempre meno interessanti data la presenza dei nuovi videogiochi, dei cartoni animati diffusi dalle TV ad ogni ora, e la sempre maggiore disponibilità di giocattoli affascinanti e “intelligenti”. Queste alternative avevano pian piano catturato i desideri di qualsiasi bambino degli inizi anni 2000, e ormai costruire con i mattoncini colorati sembrava sempre più inutile e noioso.
Tuttavia, nel momento più buio, fu avviata una innovazione che inverti le sorti e rilanciò totalmente l’azienda fino a farla diventare il colosso da 8,7 Miliardi di euro di oggi. Il fautore del “miracolo” fu il neo CEO Jorgen Vig Knudstorp che capì che non era il costo del mattoncino o le sue forme che potevano o dovevano essere migliorate o aggiornate per essere più competitivi sul mercato ma che bisogna cambiare profondamente.
La sua intuizione era che non era il giocattolo sofisticato che i bambini cercavano quando compravano i giochi più moderni, ma la capacità che essi davano di poter aumentare la loro capacità di immaginare. Decise quindi di trasferire la presenza dei mattoncini dalla realtà all’immaginazione inserendoli in una linea dedicata di cartoni animati e film appositamente pensati e finanziati da LEGO.
In questi film di animazione si creavano storie fantastiche piene di personaggi, dove i semplici mattoncini componevano i mondi incredibili e anche i personaggi, protagonisti di queste storie avventurose e divertenti, erano essi stessi degli oggetti disegnati e prodotti dalla LEGO.
Le costruzioni LEGO furono addirittura inserite in versioni animate di trame di film molto diffusi e popolari come E.T, Star Wars o Harry Potter e la loro risonanza crebbe ancora di più. Una volta che questa trasposizione aveva nuovamente attirato l’attenzione dei bambini fu rilanciata sul mercato la possibilità di comprare i loro mattoncini. Questa volta però non più visti come semplici oggetti da utilizzare singolarmentema come componenti, in immaginari mondi, di ogni tipo di personaggio, costruzione o macchina che avevano visto durante i film e, finalmente, nella loro stessa immaginazione.
Questo legame costante tra realtà e animazione ha caratterizzato da quel momento, e per i successivi anni, tutte le realizzazioni della azienda danese rendendoli leader assoluti non solamente della produzione di giocattoli ma anche autori e produttori di serie di animazione dedicate ai bambini, creando un nuovo mercato.
L’innovazione non è quindi da ricercare nella capacità di migliorare un processo industriale o una tecnica di costruzione ma è in effetti la capacità stessa di immaginare, di vedere un mondo o un mercato diverso dove gli altri vedono ancora una realtà ferma e statica. L’innovazione, rompe la visione corrente, costruita con le attuali regole, e porta un vantaggio in termini economici perché induce, a tendere, la creazione di un nuovo mercato, con nuove regole, dove si è, per definizione, i primi. L’immaginazione e l’innovazione sono quindi legate e spesso l’una diventa la conseguenza dell’altra perché portano con loro una visione in grado di spingere e influenzare gli altri facendo crescere l’economia e la società stessa.
L' anormalità è che rispetto alle altre creazioni del pensiero umano, l’innovazione, non dovrebbe essere molto protetta da copyright, che ne rallenta la diffusione, ma anzi si basa proprio sulla apertura e condivisione del nuovo modello, perché tramite esso si arriva ad ulteriori e più complesse forme di produzione. L’economia basata sulla innovazione si poggia in definitiva sulla consapevolezza che per superare i vincoli della marginalità relativa,dove si è costretti a modelli di efficientamento sempre più spinti dei costi, è necessario dare spazio e vita a modelli alternativi. Parafrasando Peter Schwartz, la conoscenza diventa ricchezza, e si moltiplica, solo se divulgata gratuitamente.
R. D. F.