24/11/2020
Questo è un chiaro esempio del vantaggio fiscale nel decidere di trasferire il proprio TFR dall'azienda in un fondo di previdenza.
Abbiamo preso come caso ipotetico un lavoratore dipendente con 30 anni di età e 5 anni di contributi già versati e con un reddito annuo lordo pari a 25.000€ (1.800€ circa, mensili).
L'età di pensionamento è dai 65 ai 67 anni circa. Anche scegliendo un basso profilo di rischio e quindi una linea garantita che permette un rendimento costante e sicuro vediamo che possiamo arrivare ad avere fino a 26.000€ in più senza correre alcun rischio e a costo zero.
Dato però che l'asse temporale è pressoché a lungo termine (35 anni per arrivare all'età di pensionamento) è preferibile scegliere una linea di investimento con una parte azionaria che nel lungo periodo garantisce di avere alti rendimenti e quindi una rivalutazione maggiore.
Inoltre, puoi godere anche di altri vantaggi, ovvero:
- TASSAZIONE AGEVOLATA:
15% per i primi 15 anni dopodiché và in diminuzione dello 0,30 fino ad arrivare a una tassazione pari al 9% CONTRO le aliquote IRPEF a cui si va incontro lasciando il TFR in azienda (dal 23% fino ad arrivare al 43%
- RENDIMENTI MAGGIORI:
Tasso di rendimento pari al 3% CONTRO l'1,7% (1,5% + 0,70% di inflazione) in azienda
- CONTROLLO VERSAMENTO CONTRIBUTI:
Molto spesso capita che il datore di lavoro trattenga il TFR dei lavoratori dipendenti come capitale a lungo termine e quindi al momento di un'eventuale liquidazione i tempi potrebbero essere molto lunghi. Inoltre, se l'azienda dovesse fallire, non gli verrà erogata alcun tipo di prestazione, perdendo quindi l'intero ammontare del proprio TFR.
- DISPONIBILITÀ LIQUIDA QUANDO VUOI:
In qualsiasi momento puoi richiedere il 75% del capitale per spese mediche e, inoltre, è previsto anche il riscatto totale immediato per perdita di lavoro.
È IL MOMENTO DI FARE LA SCELTA GIUSTA!
Per maggiori delucidazioni sono a vostra disposizione.