02/06/2026
Il counseling individuale è un percorso che due persone compiono in modo dialogico. Può anche essere un cammino? Intendo dire: può anche svolgersi, questo dialogo, camminando in un ambiente naturale?
Io ritengo di si. Dico anche che questo, per certi aspetti aiuta il dialogo, rende più fluida la comunicazione. Il racconto di cose "pesanti" da dire viene "assorbito e diluito" dalla natura in cui ci si muove.
Di più: l'ambiente naturale offre spunti e metafore in cui leggersi.
Ancora: viene aiutata la consapevolezza del proprio corpo, il contatto con le sensazioni e con le emozioni.
Inoltre: Nell'esperienza in natura può accadere qualcosa che smuove, riporta al presente, rimanda a cose che sono, magari, state importanti e da cui ora occorre prendere distanza.
e tuttavia...
altre volte (quasi sempre) seduti comodamente uno di fronte all'altro ci si può parlare e ascoltare in modo concentrato, senza rumori e fattori esterni.
C'è un momento in cui è importante fermarsi, rielaborare "a tavolino". Magari spiegarsi e spiegare con un foglio, una lavagna, una sabbiera (per dire).
Camminare in natura non è per tutti, non sempre. Spesso manca il tempo.
e allora...
allora per fortuna una cosa non esclude l'altra. Anzi, iniziare conoscendosi in studio, uscire nella natura, tornare a parlarne seduti, alternare o accostare due momenti diversi di counseling è forse la cosa migliore.
Andare in natura, per quanto bello e utile, non è sempre necessario. Si fa, come noto, dell'ottimo counseling in studio, guardandosi negli occhi, trovandosi di fronte alle vertigini e alle profondità dell'altra donna o uomo che abbiamo vicino.
e quindi...
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