FutureFly - Coaching per Volare

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FutureFly - Coaching per Volare Programmi per la tua centratura personale e per la tua autodeterminazione professionale

Siamo professioniste capaci di accompagnarti nel tuo cammino di centratura e di autodeterminazione valoriale.

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Ogni programma è formato da 8 sessioni da 90 minuti ciascuna.

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15/10/2026
NESSUNO PUÒ SCEGLIERE PER TE, NÉ SI AZZARDA A DIRTI QUALCOSA. «Se non lo capisce da solo, perché devo dirglielo io?» La ...
31/08/2026

NESSUNO PUÒ SCEGLIERE PER TE, NÉ SI AZZARDA A DIRTI QUALCOSA.

«Se non lo capisce da solo, perché devo dirglielo io?»

La tua scelta passa da qui...

LA SCELTA ADULTA DI FARSI ACCOMPAGNARE.

Arriva un momento in cui sei grande abbastanza per sapere di cosa hai bisogno e decidere cosa vuoi senza che qualcuno interferisca.
Tant’è che, quando qualcuno ci dice qualcosa che ci infastidisce, arrivano pure le cosiddette reazioni scomposte…

Con l’esperienza aumentano responsabilità, persone da coordinare, risultati da portare e decisioni da prendere, sapendo che hai un impatto sul lavoro e anche sulle performance delle altre persone che lavorano con te.

Eppure, davanti a certe decisioni, glissare, procrastinare o aspettare che qualcosa cambi da sé è una modalità piuttosto diffusa.

Come mai?

Forse consuetudine, pigrizia, insicurezza, indecisione.
Da piccoli era semplice. A casa i tuoi genitori e a scuola i professori, ciascuno decideva per te e per la tua crescita. A me capitava anche dopo, quando da giovane c'erano i capi a decidere se mandarmi a un corso, affidarmi un progetto, farmi fare un’esperienza nuova, regalarmi il coaching. Da parte mia avevo altre opzioni: potevo rifiutare, eseguire e lamentarmi, oppure accettare e ringraziare.

Poi succede che cambio impresa, ruolo, responsabilità.

Sono così impegnata a fare, e a fare sempre meglio, che a questa storia della crescita e dello sviluppo quasi non ci faccio caso. Va da sé che utilizzo tutta l’esperienza, l’intelligenza e il mestiere per risolvere problemi sempre più complessi con modi e strumenti costruiti a mia misura.

«Del resto, se ancora funzionano bene mentre gli anni passano, è merito mio!»

È come dirti? Sei nel presente, eppure in qualche modo continui a lavorare con riferimenti costruiti nel passato. Guardi avanti e hai talmente tante cose a cui pensare che ti dici che ora non hai tempo per pensare a come costruire il tuo nuovo passo, il successivo e quello dopo ancora.

Finché qualcosa comincia a funzionare meno bene.
Arriva il disagio e poi la noia. Hai la sensazione di non imparare più nulla e avverti quella strana irrequietezza, quasi un senso di depauperamento, come se qualcosa di davvero importante ti stesse sfuggendo.

È spesso così che accade la scelta non scelta. Piuttosto che chiedere, continuiamo. Controlliamo di più, riempiamo l’agenda e torniamo esecutori al 100%. E magari ora l’impresa è pure la nostra.

Poi arriva la vera volontà di fermarci, per capire dove siamo, dove stiamo andando e come possiamo recuperare il tempo perduto.

Nasce la necessità di un dialogo adulto e sincero per tornare a vedere ciò che, da soli, in quel momento, ci sfugge. Di volersi fare accompagnare, tenendo salda la propria scelta. Il cui significato più profondo sta nella consapevolezza di avere la responsabilità adulta di volere e saper avviare una nuova svolta.

L'esperienza, la competenza e la professionalità di chi scegli contano, così come conta ciò che porti nella relazione. È un mix importante fatto di fiducia, disponibilità, curiosità, responsabilità e volontà concreta di agire su ciò che hai compreso.

Si sa, a una certa,
ciò che fai di te, della tua stessa storia e della tua vita professionale resta in capo a te.

A presto, ciao Lorena Bullo

AGLI ADULTI NON PIACCIONO LE SORPRESE, e tanto meno gli eroi.Il cliente ideale: come connettersi?Parliamo di senior come...
29/08/2026

AGLI ADULTI NON PIACCIONO LE SORPRESE, e tanto meno gli eroi.

Il cliente ideale: come connettersi?

Parliamo di senior come noi, persone oneste, professionisti di esperienza, capaci di organizzare un'azienda intera per portarla a essere un riferimento importante di business e di benessere per le persone che ci lavorano e la comunità intera.

Eppure, quando ci viene chiesto o capiamo che per raggiungere questo obiettivo dobbiamo esporci senza essere diversi da come siamo, sembra un'impresa fuori dal nostro core.

Se facessimo un po' di conti con noi stessi, andando a vedere chi sono le persone che vorremmo sempre più vicine, rispetto a quelle che preferiremmo ancora più lontane, troveremmo già una parte della risposta. Più abbiamo intorno persone con cui ci piace stare e lavorare, più è probabile che anche il nostro modo di costruire relazioni funzioni. Al contrario, può darsi che il nostro modo di avvicinarci agli altri sia un po' ambivalente o, semplicemente, poco efficace.

Tra umani, si sa, c'è la risposta che c'è, anche quando ci sembra che manchi.

Fatto sta che, quando ho davanti un professionista capace di essere nelle relazioni com'è, senza veli, capace di fare come ha annunciato di saper fare e delegare con precisione e risultato, più capisco che piace averlo intorno, anche se ci sta antipatico.

Perché? Perché agli adulti non piacciono le sorprese!

Cosa significa?

Significa che più ci conosciamo tra noi, meno sorprese ed eroismi ci saranno e più coesione avremo, anche nell'essere sinergici, integrati, produttivi e d'esempio per gli altri.

Lo stesso vale per i clienti che vorremmo incontrare e con cui vorremmo fare business.

Più frequenteremo i luoghi dove ci sentiamo a nostro agio, più ci muoveremo per come siamo, più avremo occasione di incontrare persone come noi, clienti come noi, fornitori come noi.

Per il resto hai la tua storia, che ti testimonia meglio di quanto la mia oggi possa fare per te. Nessuna prescrizione magica: sii come sei, fai come sai fare. Nulla di più e nulla di meno.

E per farlo con senso e coerenza, è logico che anche la scelta di affidarti a un esperto che funzioni, a patto che vi siano fiducia e una promessa di risultato reciproco.

Anche i senior, capaci, scelgono qualcuno con cui confrontarsi proprio perché sanno che responsabilità, esperienza e autonomia non escludono il bisogno di uno sguardo esterno. A volte lo rendono ancora più utile. Per esempio, in ogni episodio della storia di Giovanni come in quella di Edda, il punto non è ricevere una soluzione, è creare lo spazio giusto per vedere, focalizzare, scegliere e agire in prima persona.

Nella storia di Giovanni c’è un imprenditore esperto che, dentro a ogni sessione, si ferma su qualcosa che da solo stava trattando come un’interferenza e che invece è il punto da guardare e da cui partire per trovare la soluzione che merita. Le mie domande e le sue risposte gli consentono di mettere a fuoco il nodo della questione e decidere come agire.

In Edda succede qualcosa di analogo, seppure posto sul piano del ruolo: io osservo, restituisco e domando; lei assume responsabilità e pienezza nel ruolo di CEO e decide.

Entrambi miei clienti, entrambi ora lavorano con altri loro clienti (*)

Questione di approccio, professionalità, essenza: un modo di essere anche nel proprio fare che attrae e allontana, senza sorprese, con onestà e trasparenza.

A presto, ciao Lorena

[email protected]

(*) Puoi leggere gli episodi della storia di Giovanni, di Edda, la neo-CEO, e altri nei miei articoli precedenti nella newletters: Capisci e Agisci che trovi sul profilo di Lorena Bullo su linkedin

IL CLIENTE IDEALE, DOVE LO TROVO? APPURATO CHI SIA IL MIO CLIENTE IDEALE, la domanda nasce da sé.DOVE TROVO IL MIO PROSP...
27/08/2026

IL CLIENTE IDEALE, DOVE LO TROVO? APPURATO CHI SIA IL MIO CLIENTE IDEALE, la domanda nasce da sé.

DOVE TROVO IL MIO PROSPECT?

Me lo chiedo spesso anch'io e oggi, meglio di allora, le prime risposte mi arrivano quasi spontanee. Anche a te?

Per me significa ascoltare i miei sensi, soprattutto quando partecipo alle conferenze, agli eventi di networking, quando conosco CHI partecipa con me nelle associazioni, ai tavoli che organizzo per FlyClub Belle Teste, CHI incontro agli eventi di beneficenza e nelle relazioni costruite insieme ad altre persone.

Sembra facile e, in parte, lo è.

Dipende da come decidi di esporti, perché accade pure che entri in una stanza, incontri professioniste e professionisti preparati, ascolti conversazioni interessanti e, mentre tutto sembra al posto giusto, l'unico fuori posto sembri proprio tu.

È in quel momento che avverti dentro di te una leggera stonatura, qualcosa "a pelle" che chiede tempo e attenzione, mentre tu decidi che è fuori discussione ascoltarla, perché ora sei lì con una missione da compiere: fare business.

Così, senza quasi accorgertene, ti sovraesponi e, in men che non si dica, ti scotti e vai fuori gioco.

È come convincerti che il modo migliore, più rapido ed efficace per ottenere un'abbronzatura intensa sia restare sotto il sole rovente giusto un'oretta in più. All'inizio ti sembra una buona idea, magari ti porta qualche attenzione in più del solito e anche qualche nuovo zecchino-aperitivo, salvo poi rientrare la sera con una bella ustionata e il desiderio che il tempo passi in fretta, cancellando il dolore e il ricordo di quell'esperienza, dalla pelle alla testa.

A che pro?

Forse per scoprire che, dopo esserti scottato più volte, la tua sensibilità si è affinata e, anche quando provi a metterla da parte, continua a esserci. Chiede solo di essere ascoltata e accolta con un po' di discernimento.

La buona notizia è che oggi puoi farti accompagnare a conoscerla e a viverla con maggior senso. Anche in questo puoi fare la tua scelta migliore.

E torniamo alla domanda iniziale.

IL CLIENTE IDEALE… DOVE LO TROVO?

Nei luoghi che mi incuriosiscono, che amo, che scopro e in quelli che continuo a frequentare per mille ragioni, forse perché li sento miei anche quando, in realtà, non lo sono.

Mah…

Direi che è più una negoziazione interna nella quale mi permetto di essere io stessa la mia prima cliente e mi concedo il tempo di esserlo anche nel business.

Sin da piccola ero affascinata dalle relazioni che conducevano al successo delle persone nel gioco di squadra e, più tardi, nelle organizzazioni e nell'impresa.

A quarant'anni di distanza porto nel cuore i miei affetti e, nel resto del corpo, tutte le relazioni e le storie che mi hanno attraversata e mi hanno fatto stare bene. Le altre, semplicemente, le ho lasciate andare.

Ed è così che ho scoperto dove trovare i clienti migliori: nei luoghi che piacevano anche a me, nelle relazioni costruite insieme a persone presenti, rispettose e responsabili, dove la conversazione inizia guardandosi negli occhi, si apre con naturalezza e, poco alla volta, converge verso una stessa direzione.

È in quel frangente che ci si accorge se quel percorso merita davvero di essere condiviso.

Certo servono anche competenza, corrispondenza e consapevolezza professionale, perché ogni progetto ha bisogno di solide fondamenta. Il resto nasce dalla qualità della relazione.

È proprio in quell'incontro che il business cambia forma e iniziano a prendere vita collaborazioni, progetti e nuove possibilità.

In un tempo in cui tutto si somma e si moltiplica, tornare a costruire una relazione fiduciaria e di senso, prima di tutto con noi stessi, è ciò che ho visto proteggere meglio il tempo, l'energia e la qualità del lavoro che desideriamo realizzare insieme agli altri.

È la qualità della relazione umana che fa la differenza.

Forse è anche per questo che oggi amo il mio lavoro più di prima, perché è già esso stesso il luogo nel quale incontro i miei clienti migliori.

Uno spazio fatto anche di presenza concreta: ai tavoli di FlyClub Belle Teste, alle conferenze che scelgo di seguire, agli incontri di beneficenza e nelle relazioni che coltivo insieme ad altre persone.

Poi, prima di firmare, ci si confronta, ci si ascolta e, quando nasce una corrispondenza autentica e una reciproca soddisfazione, si decide di proseguire insieme.

Sembra facile e forse lo è davvero.

Quando c'è il sole basta mettersi la crema e, nella vita come nel lavoro, farsi accompagnare anche fin sotto l'ombrellone può fare la differenza.

Dimmi tu.

A presto, ciao Lorena

Lorena Bullo

Leadership Advisor - Executive Coach

[email protected]

IL CLIENTE IDEALE? CHI SARÀ MAI?Fa caldo, fuori ci sono 40 gradi e noi Belle Teste siamo qui al fresco, in uno splendido...
21/08/2026

IL CLIENTE IDEALE? CHI SARÀ MAI?

Fa caldo, fuori ci sono 40 gradi e noi Belle Teste siamo qui al fresco, in uno splendido spazio a noi riservato, in un albergo nella zona di Milano Centrale. Un posto elegante, internazionale che, per quanto mi risulti kitsch all’impatto, di fatto non lo è.

Infatti, basta un passo oltre la reception perché subito si riveli un luogo sobrio, accogliente e luminoso, che odora di concretezza.

È qui che si fanno gli affari e il networking.

È qui che ci ritroviamo anche noi per costruire la nostra rete, fare business e relazione. Lo facciamo insieme, riunendoci circa otto volte l’anno. Giornate in cui ci conosciamo e diventiamo leader di noi stessi e professionisti d’impresa, sviluppando capacità e competenze che talvolta si attorcigliano tra la voglia di coerenza e quella di superare la managerialità.

Nel nostro FlyClub Belle Teste impariamo a essere noi stessi anche nelle relazioni più delicate, e lo facciamo insieme, volta per volta. Pure in questo splendido posto dove tutti sembrano sapere esattamente cosa fare, a chi rivolgersi e dove arrivare, ci occupiamo di noi.

Il tema che ci accompagna è la ricerca e l'identificazione dell'ormai famoso CLIENTE IDEALE. Uno di quei quesiti semplici, fin quando non ti ci metti a rispondere...

È arrivata l'ora e, terminate le presentazioni, entro nel vivo, domandando:

«Chi è il tuo cliente ideale?»

Ecco che le prime risposte arrivano, un po’ alla chetichella, più o meno di questo tipo:

"Beh... potendo scegliere, io vorrei lavorare con...
.. Le PMI.».. Le grandi multinazionali.».. Le società del territorio.»

Risposte che ascolto, lasciandomi un po’ perplessa.

Ci penso un attimo e decido di ripetere la domanda. Forse è meglio.

«Potessi descrivere il tuo cliente ideale, chi sarebbe?»

E via, altre risposte che suonano diverse, più o meno in questo modo:

«Società che vogliono ingegnerizzarsi.»
«Imprese che vogliono internazionalizzarsi e crescere.»
«Aziende in crisi.»

E siccome la mia faccia resta più o meno uguale, ecco altre risposte ancora:

«Società che vogliono vendere.»
«Che cercano investitori.»
«Nuovi capitali.»

La mia faccia resta così, senza che io dica nulla.
Perciò attendo un attimo e dico: «Ok, ok...»

«In sintesi, chi è il tuo cliente ideale?» E la risposta arriva.

«Qualcuno che abbia bisogno di me.» Silenzio.

Anch’io resto in silenzio.
Guardo in basso a destra e poi alzo lo sguardo.

---

Ora, prima di continuare, offro a te questa domanda:

Chi è il tuo cliente ideale?
Ci hai mai pensato veramente?

Davvero si tratta di avere a che fare con un COSA invece che con un CHI?

Perché, a rigor di logica e di significato, questo dicono quelle risposte. Non sembra anche a te?

Ed io? Io chi sono?

Hai ragione, non l’ho detto. Magari sono io il tuo cliente ideale e forse anche tu lo sei per me. Che ne dici? Scopriamolo insieme!

Ok, inizio io.

Mi presento: sono Lorena Bullo e affianco e supporto chi vuole essere davvero leader, a prescindere dal fatto che abbia o meno una propria azienda.

Tra i diversi programmi di sviluppo manageriale, generazionale e imprenditoriale, facilito anche un gruppetto indipendente di imprenditori e professionisti esperti che, in modo riservato, vogliono costruire relazioni di fiducia sane, positive ed efficaci.

Ok, tocca a te. Ti va?

Fammi sapere. Se poi vorrai, potremo anche approfondire il tema.

La storia continua...

A presto, ciao Lorena

mailto: [email protected]

ARE YOU READY FOR IL QUIZZONE DELL'ESTATE? ☀️Tra le domande più calde e turbolente dell'estate troviamo:🥇 1° posto: Dove...
22/07/2026

ARE YOU READY FOR IL QUIZZONE DELL'ESTATE? ☀️

Tra le domande più calde e turbolente dell'estate troviamo:

🥇 1° posto: Dove possiamo trovare i nostri clienti ideali?
🥈 2° posto: Come possiamo metterci in contatto con loro?
🥉 3° posto: E chi saranno mai 'sti clienti ideali?

Ebbene sì, quest'anno niente oroscopi né gavettoni: solo clienti!
Il podio è presieduto dai clienti.

E sarà proprio questo il tema del nostro Quizzone dell'Estate, dove, partendo dal terzo quesito, proveremo a dare una risposta sabato con la newsletter Capisci e Agisci.

Ti aspetto, ciao, Lorena


Visual by Paolo Schianchi

ORA VADO IN VACANZA, me lo merito!Come?Dopo un anno di lavoro questo è il premio che mi merito.Quando mi sono sentita st...
31/05/2026

ORA VADO IN VACANZA, me lo merito!

Come?

Dopo un anno di lavoro questo è il premio che mi merito.

Quando mi sono sentita stanca, avevo sottovalutato il rischio di ammalarmi come poi è successo. Ce n’è voluto poi per guarire davvero e per riuscire a riposare, chiedere permesso a me stessa e prendermi il tempo necessario per tenermi bene in salute.

Cosa è cambiato?

Ho scelto di essere me stessa.

Mi affido al mentore giusto per me e capisco che il tema dell’accettazione è relativo, è stato per me più un tema di “perfezione relazionale” che essendo imperfetta per natura, mi faceva sentire “in qualche modo meno anziché alla pari proprio perché consapevole della mia umana diversità”.

Ritrovo la gioia di esserci, anche quando il momento è difficile, triste, delicato.

Cambia il mio modo di essere e con lui anche il senso del mio lavoro e del mio stare qui, in vita.

"Senza di me nessun stipendio arriva."

Ora, i risultati iniziano ad arrivare e così invece di rischiare di nuovo e di raccontarmi che “il lavoro non aspetta”, scelgo di investire ancora un po’ su di me.

Così faccio, continuo e vado pure in vacanza, me lo merito!

A che pro?

A che pro andare al risparmio su sé stessi fino a stare male?

E magari nascondersi in un falso senso di responsabilità quando manca l’amor proprio?

Me lo sono chiesta spesso, perché a volte restiamo anche quando siamo stanchi, svuotati o malati, per il timore di essere messi da parte, isolati o sommersi da pratiche e urgenze che sembrano importanti.

Poi scelgo di prendermi cura di me stessa e di praticarlo ogni giorno.

Siamo interconnessi, se cade uno, l’impatto è anche sugli altri.

È inevitabile.

Tra adulti possiamo scegliere in autonomia e indipendenza, possiamo fermarci, possiamo continuare ad evolvere e, con noi, anche le persone che ci stanno accanto.

A volte cambiano le priorità, le relazioni e allora anche la vacanza recupera il suo senso.

Mai fatta una vacanza?

Neanche dopo un anno di scuola?

A presto,

Lorena

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