Consulente Del Lavoro Gianluca Di Girolamo

Consulente Del Lavoro Gianluca Di Girolamo Lo studio offre servizi di elaborazione paghe, contributi e assistenza nella gestione dei rapporti d

29/03/2022

Comunicazione per lavoro autonomo occasionale: da maggio l'e-mail va in pensione
Nota INL 28 marzo-2022-n.-573
Sul portale Servizi Lavoro del ministero del Lavoro è operativa la nuova applicazione che consente di effettuare, tramite SPID e CIE, la comunicazione obbligatoria dei rapporti di lavoro autonomo occasionale (art. 14 D.Lgs. 81/2008; art. 13 DL 146/2021 conv. in L. 215/2021).
Fino al 30 aprile 2022 sarà comunque possibile continuare ad effettuare la comunicazione in questione anche a mezzo e-mail: dal 1° maggio 2022, l'unico canale valido per assolvere a tale obbligo sarà quello telematico.
Conseguentemente, da maggio, non saranno ritenute valide, e pertanto sanzionabili, le comunicazioni effettuate a mezzo e-mail direttamente alle sedi degli Ispettorati territoriali del lavoro.
Si ricorda, infine, che il modello per effettuare la comunicazione permette di scegliere, con riferimento al termine entro il quale sarà conclusa l'opera o il servizio, tre differenti ipotesi:
entro 7 giorni;
entro 15 giorni;
entro 30 giorni.
Nell'ipotesi in cui l'opera o il servizio non sia compiuto nell'arco temporale indicato, come già chiarito, sarà necessario effettuare una nuova comunicazione.
art. 13, c. 1 lett. d), DL 146/2021 conv. in L. 215/2021

19/03/2022

Decreto Legge del 17 Marzo 2022 - COVID.

Green pass rafforzato

Dal 1 aprile via l'obbligo di Super green pass sui luoghi di lavoro per gli over 50. A chi ha superato questa soglia d'età, per cui in linea generale l'obbligo resterebbe in vigore, sui luoghi di lavoro sarà richiesto solo il certificato base, fino al 30 aprile. "E' una scelta che abbiamo fatto", ha spiegato Speranza. Il Green pass rafforzato rimarrà, invece, obbligatorio fino al 30 aprile per i servizi di ristorazione al banco o al tavolo al chiuso, per le piscine, per i centri benessere, per le sale gioco, sale scommesse e casinò, le discoteche, i convegni e congressi e gli eventi sportivi al chiuso.

Green pass base
Dal primo aprile non sarà più obbligatorio avere almeno il Green pass base per entrare negli uffici pubblici, nei negozi, nelle banche, alle poste o dal tabaccaio. E nemmeno nei ristoranti all'aperto non sarà necessaria l'esibizione del Green pass. Ma fino al 30 aprile occorrerà posserlo invece su trasporti a lunga concorrenza, per i concorsi pubblici e l'accesso ai luoghi di lavoro: su richiesta, esibire il Green pass bass.

Cambiano, invece, le regole per gli stranieri: dovranno esibire il Green pass base - e non più quello rafforzato -, per poter consumare nei ristoranti al chiuso. Stando a fonti governative, l'allentamento sarebbe stato ottenuto su insistenza del ministro leghista del Turismo Massimo Garavaglia, che aveva chiesto di togliere ogni obbligo al chiuso dal 15 aprile per agevolare il settore durante le vacanze di Pasqua.

Obbligo vaccino
L'obbligo vaccinale fino al 15 giugno varrà per il "personale scolastico", il "personale del comparto della difesa, sicurezza e soccorso pubblico, della polizia locale, personale dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale", il "personale che svolge a qualsiasi titolo la propria attività lavorativa alle dirette dipendenze del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria o del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, all'interno degli istituti penitenziari per adulti e minori". Fino a metà giugno vale l'obbligo vaccinale anche per il "personale delle università, delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica e degli istituti tecnici superiori, nonché al personale dei Corpi forestali delle regioni a statuto speciale". L'obbligo rimarrà, invece, fino a fine anno solo per il personale del mondo sanitario e per le visite nelle Rsa., la categoria che "riteniamo più a rischio", ha specificato il ministro della Salute.

Mascherine
E un altro step verso la normalità riguarda le mascherine: non sono più obbligatorie all'apero dal 10 febbraio scorso, mentre resteranno obbligatorie fino al 30 aprile al chiuso. Sarà necessario, quindi, indossare le Ffp2 per l'accesso ai mezzi di trasporto: aerei, navi e traghetti interregionali; treni interregionali, Intercity Alta Velocità, autobus interregionali e a noleggio con conducente, trasporto pubblico locale o regionale. E ancora: funivie, cabinovie e seggiovie. Ma sarà necessario avere anche per assistere a spettacoli in teatri, sale da concerto, cinema, locali di intrattenimento e musica dal vivo, eventi e competizioni sportivi. Lo stesso vale in tutti gli altri luoghi al chiuso, tra cui le sale da ballo e discoteche e locali assimilati al chiuso, 'ad eccezione del momento del ballo'. Esentati sempre dall'indossare le mascherine i bambini di età inferiore ai sei anni, le persone disabili e le persone che stanno svolgendo attività sportiva.

Isolamento e autosorveglianza
Su isolamento delle persone risultate positive al Covid e sull'autosorveglianza dei "contatti stretti" il decreto detta una serie di nuove indicazioni, di cui spetterà a una circolare del ministero della Salute definire le modalità. Si apprende che dal 1 aprile le regole varranno per tutti, senza distinzione tra chi ha fatto il vaccino e chi no. Basta quarantene da contatto, infatti, anche per i no vax con un caso positivo al Covid: dovrà rimanere isolato a casa solo chi ha contratto il virus, mentre chi ha avuto un contatto dovrà applicare il regime dell'autosorveglianza. Anche se non si è vaccinati. Ricordiamo che per autosorveglianza si intende l'obbligo di indossare mascherine Ffp2, al chiuso o in presenza di assembramenti, fino a dieci giorni dopo la data dell'ultimo contatto stretto e a effettuare un test antigenico rapido o molecolare alla prima comparsa dei sintomi e, se ancora sintomatici, al quinto giorno successivo alla data dell'ultimo contatto.

Scuola e gite
Addio alla didattica a distanza, meglio nota con l'acronimo dad. Nel dl sulle riaperture è infatti previsto che dal 1 aprile restino a casa solo gli studenti contagiati da Covid, mentre coloro che hanno avuto contratti stretti con chi è alle prese col virus potranno continuare ad andare a scuola, seppur in regime di autosorveglianza superati i 4 casi in classe. E tornano le gite scolastiche messe al bando dal Covid, ennesimo duro colpo per i ragazzi alle prese con due anni di pandemia.

Capienza stadi
Nel mondo dello sport, la capienza degli stadi tornerà al 100% dal primo aprile e per accedervi sarà richiesto solo il Green pass base.

Stato di emergenza
Come anticipato, lo stato di emergenza per la pandemia da Covid 19 scade il 31 marzo e non sarà rinnovato. Di conseguenza, non sarà più in vigore la struttura commissariale né il Cts. A gestire la pandemia sarà una struttura del Ministero della Salute. Nonostante questo, per preservare potranno "essere adottate una o più ordinanze" - su richiesta motivata delle amministrazioni competenti - che "possono contenere misure derogatorie" purchè "individuate nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico e delle norme dell'Unione europea, con efficacia limitata fino al 31 dicembre 2022". Le ordinanze "sono adottate nel limite delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente e sono comunicate alle commissioni parlamentari competenti per materia entro sette giorni dalla data della loro adozione".

Smart working
La possibilità di ricorrere allo smart working nel settore privato senza l'accordo individuale tra datore e lavoratore, e quindi ancora con un regime semplificato, è prorogata al 30 giugno 2022. Alla data del 30 giugno viene prorogato anche lo svolgimento del lavoro agile per i lavoratori fragili.

15/01/2022
30/11/2021

DA MEMENTO LAVORO GIUFFRE'
Green Pass rafforzato e obbligo vaccinale: quali sono le ultime novità?
È approdato in Gazzetta Ufficiale il DL 172/2021, concernente «Misure urgenti per il contenimento dell'epidemia da COVID-19 e per lo svolgimento in sicurezza delle attività economiche e sociali».
Obbligo vaccinale e terza dose
A decorrere dal 15 dicembre 2021, si prevede che per adempiere all'obbligo vaccinale previsto per alcune catgorie di lavoratori (esercenti le professioni sanitarie e operatori di interesse sanitario) debba essere effettuata la somministrazione della terza dose, con esclusione della possibilità di essere adibiti a mansioni diverse.

Il provvedimento stabilisce, inoltre, l'estensione dell'obbligo vaccinale a ulteriori categorie:

personale amministrativo della sanità;
docenti e personale amministrativo della scuola;
militari, forze di polizia locale compresa la polizia penitenziaria;
personale del soccorso pubblico.
Green Pass
La durata di validità del Green Pass viene ridotta dagli attuali 12 a 9 mesi.
Dal 6 dicembre 2021, l'obbligo di Green Pass viene esteso a ulteriori settori (alberghi, spogliatoi e docce per l'attività sportiva, servizi di trasporto ferroviario regionale e interregionale, servizi di trasporto pubblico locale).

Per i mezzi di trasporto pubblico locale o regionale le verifiche possono essere svolte a campione.

A decorrere dal 6 dicembre 2021 fino al 15 gennaio 2022, viene introdotto il Green Pass rafforzato, valido solo per coloro che sono o vaccinati o guariti.

Il nuovo Certificato, anche in zona bianca, consentirà l'accesso a determinate attività, che altrimenti sarebbero oggetto di restrizione, nei seguenti ambiti:

spettacoli;
spettatori di eventi sportivi;
ristorazione al chiuso;
feste e discoteche;
cerimonie pubbliche.
In caso di passaggio in zona arancione, le restrizioni e le limitazioni non scattano, ma alle attività possono accedere i soli detentori del Green Pass rafforzato.

DL 172/2021: GU 26 novembre 2021 n. 282

10/08/2021

Da oggi e per le prossime settimane il Portale inPA – sviluppato dal Dipartimento della Funzione pubblica con Almaviva - funzionerà in modalità sperimentale

09/07/2021

Norme e Tributi
Il Sole 24

Lavoro a termine, arriva la deroga: sulle causali più spazio ai contratti collettivi

Con un emendamento della maggioranza arriva la proposta di modifica al decreto Dignità

Spazio ai contratti collettivi per disciplinare i contratti a tempo determinato. Sotto la spinta degli ultimi dati Istat sull’occupazione, che hanno indicato chiaramente come i contratti a termine siano oggi il motore della ripresa, il Governo ha aperto alla prima, vera, modifica al decreto Dignità, che da luglio 2018 ha irrigidito la disciplina del lavoro a tempo (somministrazione inclusa) assoggettandolo a rigide causali legali. La novità è contenuta in un emendamento al decreto Sostegni bis, condiviso dall’Esecutivo, e approvato il 7 luglio dal Parlamento.

La nuova previsione

La disposizione cambia l’articolo 19 del Dlgs 81 del 2015, rivisto, come detto, dal Dl 87, aggiungendo la possibilità per i «contratti collettivi di cui all’articolo 51 del Dlgs 81» (quindi contratti nazionali, territoriali e aziendali) di poter disciplinare i contratti a termine. Oggi il decreto dignità è stato appena scalfito dagli ultimi provvedimenti emergenziali, che consentono i rinnovi per una sola volta senza causali fino a dicembre. Con questo emendamento, il Dl 87 si modifica in modo strutturale.
La novità cambia il quadro normativo in questo modo. I contratti a termine restano di durata di 24 mesi, ma dopo i primi 12 mesi “liberi”, se si vogliono prolungare, scattano le rigide causali legali: a) esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività, ovvero esigenze di sostituzione di altri lavoratori; b) esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell’attività ordinaria. Se non si rispettano tali condizioni, scatta la conversione del rapporto a termine in contratto a tempo indeterminato (dalla data di superamento del termine ),
Le specifiche esigenze
Ebbene, con la modifica approvata dal Parlamento, con una larghissima maggioranza, si introduce un nuovo comma all’articolo 19, che prevede che si possano attivare contratti a tempo anche per le «specifiche esigenze previste dai contratti collettivi di cui all’articolo 51». D’ora in avanti, quindi, si consente alle parti sociali, che meglio conoscono le singole realtà produttive, di individuare le ipotesi in cui è possibile apporre un termine al contratto.
Il passo avanti è significativo, come spiegano gli esperti.
Con l’emendamento messo a punto dalla maggioranza e condiviso dal Governo «si restituisce alla contrattazione collettiva (anche aziendale) la regolazione dei rinnovi e delle proroghe dei contratti a termine - ha detto Arturo Maresca, ordinario di diritto del lavoro all’università la «Sapienza» di Roma -. Finalmente il legislatore ha dovuto prendere atto che la norma legale sulle causali del decreto Dignità creava problemi alla corretta occupazione a tempo determinato che, peraltro, oggi con le incertezze dovute alle conseguenze della pandemia è l’unica che è in grado di promuove occupazione di qualità».

La certificazione dell’Istat sul lavoro
I numeri dell’Istat, del resto, parlano chiaro. Da gennaio a maggio l’occupazione è cresciuta di 180mila unità, tutti contratti a termine. I contratti a tempo indeterminato a maggio sono pressoché stabili, +6mila unità su aprile, complice anche una ripresa economica che sta partendo (ma i cui contorni non sono ancora chiarissimi).
«Per questo imprese e lavoratori hanno bisogno di flessibilità buona e tutelata - sottolinea la sottosegretaria al Lavoro, Tiziana Nisini (Lega) -. Con l’ok del Parlamento del 7 luglio viene, di fatto, smontato il decreto Dignità, che ha presentato da subito molte criticità, acuite dalla crisi, per via di norme assurde. Viene inoltre conferma la linea che ha sempre portato avanti la Lega, cioè dare un’opportunità alle persone di uscire dalla disoccupazione seppur con un contratto a termine. Anche in questo frangente il governo Draghi si è dimostrato di assoluto buon senso».
Soddisfazione è stata espressa anche dal Pd. «Si tratta di un lavoro che viene da lontano e che è il frutto della presa d’atto della situazione nella quale a causa della pandemia viviamo - evidenzia la capogruppo Dem alla Camera, Debora Serracchiani, che assieme al professor Antonio Viscomi della commissione Lavoro della Camera hanno fortemente spinto per la norma -. Giusto poi, come abbiamo sempre sostenuto, affidare il tema delle causali alla sede naturale, e cioè alla contrattazione collettiva».

La novità in pillole
Come è ora
Le rigide causali
I contratti a termine restano di durata di 24 mesi, ma dopo i primi 12 mesi “liberi”, se si vogliono prolungare, scattano le rigide causali legali: a) esigenze temporanee e oggettive, estranee all'ordinaria attività, ovvero esigenze di sostituzione di altri lavoratori; b) esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell'attività ordinaria. Se non si rispettano tali condizioni, scatta la conversione del rapporto a termine in contratto a tempo indeterminato (dalla data di superamento del termine di 12 mesi).

Come sarà
Più potere ai contratti
Con la modifica approvata dal Parlamento, con una larghissima maggioranza, si introduce una nuova norma che prevede che si possano attivare contratti a tempo anche per le «specifiche esigenze previste dai contratti collettivi». Si consente in sostanza alle parti sociali, che meglio conoscono le singole realtà produttive, di individuare le ipotesi in cui è possibile apporre un termine al contratto. Con l'emendamento si restituisce quindi alla contrattazione collettiva (anche aziendale) la regolazione dei rinnovi e delle proroghe dei contratti.

Indirizzo

Via A. Palumbo, 58
Giugliano In
80014

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
14:30 - 18:30
Martedì 09:00 - 13:00
14:30 - 18:30
Mercoledì 09:00 - 13:00
14:30 - 18:30
Giovedì 09:00 - 13:00
14:30 - 18:30
Venerdì 09:00 - 13:00
14:30 - 18:30

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