24/08/2026
La resilienza è una parola che negli ultimi anni abbiamo sentito e usato così tante volte da rischiare di svuotarla del suo significato. Eppure, quando penso alla Vigna, credo che non ci sia aggettivo più azzeccato.
Ogni annata è una sfida nuova. Il meteo, sempre più imprevedibile e spesso avverso, mette alla prova le piante; malattie e insetti nocivi sono sempre in agguato; la fauna trova nei nostri grappoli un banchetto irresistibile. E poi ci sono quei tre mesi in cui la Vigna si ritrova nascosta dentro il mais, immersa in un microclima tutto particolare, che aggiunge un’altra difficoltà a un lavoro già tutt’altro che semplice.
Eppure, anno dopo anno, la Vigna resiste. Noi con lei.
Arrivare al giorno della vendemmia, guardare quei grappoli e finalmente raccogliere il frutto di mesi di lavoro è una soddisfazione difficile da raccontare. È la soddisfazione di tutto il gruppo, perché dietro ogni cassetta ci sono ore di lavoro, fatica, preoccupazioni, imprevisti e tanta passione.
Ma poi arriva quel momento in cui tutto sembra avere un senso. La Vigna riesce ancora una volta a regalarci qualcosa di prezioso: la consapevolezza che, nonostante tutto, ce l’abbiamo fatta.
E per qualche istante riesce persino a farci dimenticare quanto sia stato duro arrivare fin lì.
Forse è proprio questa la sua più grande forza: cadere sotto il peso delle difficoltà, rialzarsi, resistere e, alla fine, continuare a regalarci soddisfazioni.
Questa è la Vigna. Resiliente, testarda e, soprattutto, capace ogni anno di sorprenderci ❤️🍇