OCF srl - Orientamento Consulenza Formazione

OCF srl - Orientamento Consulenza Formazione OCF S.R.L., società di consulenza direzionale e formazione integrata, qualità aziendale, sicurezza su

OCF S.R.L., società di consulenza direzionale e formazione integrata, si propone come “partner” delle principali imprese nazionali e internazionali offrendo servizi nell'ambito della consulenza strategica, organizzativa, per la gestione ed il miglioramento dei processi, con particolare riferimento alla conformità alle normative nazionali ed internazionali e per l’innovazione tecnologica, creando v

alore con il talento dei propri Consulenti. Offriamo alle Aziende la nostra assistenza nella definizione delle strategie, ma soprattutto nella realizzazione dei cambiamenti organizzativi, operativi, commerciali e tecnologici, richiesti da tali strategie o semplicemente dal contesto di mercato e competitivo. Si evidenzia che OCF S.r.l. è:

-Centro di formazione accreditato Ente Bilaterale Generale Sicurezza e Lavoro
-Convenzionato con Casartigiani Provincia di Napoli;
-Convenzionato presso il Fondo Interprofessionale FONTER;
-Associato all'Unione Industriali della Provincia di Napoli;
-Associato presso l'Associazione delle Piccole e Medie Industrie di Napoli e Provincia;
-Accreditato presso Forma. Temp.;
-Fornitore diretto ADECCO TRAINING;
-Accreditato UNI EN ISO 9001:2008 URS ITALIA per i settori EA35 ed EA37.
-Associato ASSOCONSULT Regione Campania.

Regione Campania: contributi finoall’80% per i progetti del Terzo SettoreLa Regione Campania sostiene nuovi progetti di ...
01/09/2026

Regione Campania: contributi fino
all’80% per i progetti del Terzo Settore
La Regione Campania sostiene nuovi progetti di rilevanza locale promossi dagli Enti del Terzo Settore. L’Avviso è rivolto alle Organizzazioni di Volontariato, alle Associazioni di Promozione Sociale e alle Fondazioni iscritte al RUNTS, che devono partecipare attraverso un partenariato.
La dotazione finanziaria complessiva ammonta a 4.772.609 euro. Il contributo pubblico può coprire fino all’80% del costo complessivo del progetto, mentre almeno il 20% deve essere assicurato dai soggetti partecipanti.
Le domande possono essere presentate esclusivamente online fino alle ore 17:00 del 24 settembre 2026.
Cos’è il nuovo Avviso Terzo Settore della Regione Campania
L’Avviso finanzia iniziative e progetti di rilevanza locale coerenti con le attività di interesse generale previste dal Codice del Terzo Settore.
L’obiettivo è sostenere interventi capaci di rispondere ai bisogni delle persone, delle famiglie e delle comunità, valorizzando il ruolo delle organizzazioni radicate sul territorio.
Non sono finanziabili progetti costituiti esclusivamente da eventi, campagne di comunicazione o attività promozionali dell’ente. Le proposte devono prevedere servizi e interventi concreti, collegati a una o più attività di interesse generale effettivamente svolte dal capofila e dai partner.
Chi può partecipare
Possono presentare progetti, esclusivamente in partenariato:
• Organizzazioni di Volontariato – OdV;
• Associazioni di Promozione Sociale – APS;
• Fondazioni iscritte al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore.
Ogni soggetto partecipante deve:
• essere iscritto al RUNTS alla data di presentazione della domanda;
• mantenere l’iscrizione per tutta la durata del progetto;
avere sede legale in Campania oppure una sede operativa stabile, organizzata e riconoscibile nel territorio regionale;
• svolgere attività statutarie coerenti con le azioni previste dal progetto.
Il requisito dell’iscrizione al RUNTS deve essere posseduto sia dal capofila sia da
ciascun partner.
Quali soggetti non possono ricevere il contributo
Non possono partecipare come beneficiari:
• i Centri di Servizio per il Volontariato;
• le imprese sociali;
• le cooperative sociali;
• gli enti non appartenenti alle categorie espressamente ammesse dall’Avviso.
Le imprese sociali e le cooperative sociali possono tuttavia essere coinvolte come soggetti collaboratori, senza ricevere quote del finanziamento.
Come deve essere formato il partenariato
Il partenariato varia in base alla dimensione territoriale del progetto.
Progetti comunali o sovracomunali
Devono essere presentati da:
• un soggetto capofila;
• almeno un partner.
Progetti interprovinciali o regionali
Devono essere presentati da:
• un soggetto capofila;
• almeno due partner.
I soggetti collaboratori, anche quando partecipano attivamente alle iniziative, non vengono conteggiati per raggiungere il numero minimo di partner.
Ogni ente può partecipare a un solo partenariato. Il capofila può presentare una sola proposta e ogni partner può aderire a una sola iniziativa. Inoltre, ciascun ente può partecipare soltanto a una delle due linee progettuali previste dall’Avviso.
Le due tipologie di progetto finanziabili
Linea A: progetti comunali o sovracomunali
Sono progetti collegati alle esigenze di uno specifico Comune, di più Comuni o di un territorio provinciale.
Il costo complessivo deve essere:
• non inferiore a 25.000 euro;
• non superiore a 49.999 euro.
Per questa linea è prevista una riserva finanziaria di 1.400.000 euro.
Linea B: progetti interprovinciali o regionali
Sono interventi che rispondono a bisogni sociali presenti in un’area più ampia e coinvolgono territori appartenenti a più province o all’intera regione.
Il costo complessivo deve essere:
• non inferiore a 50.000 euro;
• non superiore a 170.000 euro.
Una quota di cofinanziamento superiore al 20% può attribuire un punteggio aggiuntivo. Per ogni punto percentuale di cofinanziamento oltre il minimo può essere riconosciuto un punto, fino a un massimo di 10 punti.
Quali progetti possono essere presentati
Le proposte devono perseguire uno o più obiettivi generali individuati dall’Avviso.
1. Contrasto alla povertà
Sono ammesse, tra le altre, iniziative per:
• contrastare la marginalità e l’esclusione sociale;
• sostenere persone e famiglie vulnerabili;
• recuperare eccedenze alimentari, farmaci e beni sanitari;
• prevenire la povertà minorile;
• rafforzare reti di prossimità e mutuo aiuto.
2. Agricoltura sostenibile e agricoltura sociale
Possono essere sviluppati interventi di:
• inclusione socio-lavorativa attraverso l’agricoltura;
• educazione ambientale e alimentare;
• valorizzazione della biodiversità;
• sviluppo sostenibile dei territori rurali;
• inserimento di persone con disabilità o in condizioni di svantaggio.
3. Salute e benessere
Rientrano, a titolo esemplificativo:
• prevenzione sanitaria e oncologica;
• attività sportive;
• sostegno alle persone con disabilità;
• contrasto alle dipendenze;
• benessere psicologico e sociale;
• servizi domiciliari e territoriali.
4. Educazione inclusiva
Possono essere sostenute attività riguardanti:
• contrasto alla povertà educativa;
• educazione alla legalità;
• sviluppo delle competenze digitali e STEM;
• contrasto al bullismo e al cyberbullismo;
• uso etico e consapevole dell’intelligenza artificiale;
• inclusione scolastica e sociale. 5. Uguaglianza di genere
Sono previste iniziative rivolte a:
• prevenzione della violenza;
• parità tra donne e uomini;
• conciliazione tra vita e lavoro;
• empowerment delle donne;
• sviluppo di competenze digitali e tecnologiche tra ragazze e giovani donne.
6. Crescita economica e lavoro dignitoso
Gli interventi possono favorire:
• inclusione socio-lavorativa;
• attivazione dei giovani NEET;
• contrasto allo sfruttamento;
• formazione linguistica e civica;
• orientamento al lavoro;
• sviluppo dell’economia sociale.
7. Riduzione delle disuguaglianze
Tra le attività ammesse figurano:
• accompagnamento ai servizi;
• sviluppo delle competenze digitali;
• sostegno scolastico;
• inclusione delle persone con disabilità;
• contrasto alle solitudini involontarie;
• welfare generativo di comunità.
8. Città e comunità sostenibili
I progetti possono riguardare:
• rigenerazione di spazi;
• cittadinanza attiva;
• tutela dei beni comuni;
• valorizzazione dei beni confiscati;
• sport come strumento di aggregazione;
• turismo sociale e accessibile.
9. Produzione e consumo responsabili
Sono previste attività per:
• economia circolare;
• riuso e riciclo;
• riduzione degli sprechi;
• consumo sostenibile;
• recupero delle eccedenze alimentari e farmaceutiche;
• uso responsabile delle risorse naturali. 10. Contrasto al cambiamento climatico Possono essere realizzati:
• percorsi educativi nelle scuole;
• attività formative sui cambiamenti climatici;
• iniziative di sensibilizzazione;
• azioni per favorire comportamenti responsabili;
• attività sulla mitigazione e sull’adattamento climatico.
L’elenco completo delle aree prioritarie deve essere verificato nell’articolo 3 dell’Avviso.

Le cose più belle della vita non si guardano con gli occhi ma si sentono con il cuore.Un caloroso augurio di buon Ferrag...
15/08/2026

Le cose più belle della vita non si guardano con gli occhi ma si sentono con il cuore.
Un caloroso augurio di buon Ferragosto Da OCF
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Se la vacanza fosse un libro non sarebbe rilegato, non avrebbe pagine numerate… poggiato sul davanzale di una finestra a...
08/08/2026

Se la vacanza fosse un libro non sarebbe rilegato, non avrebbe pagine numerate… poggiato sul davanzale di una finestra aperta, racconterebbe le storie del vento e del mare. (CIT.)
Buone ferie dallo Sta di OCF - Ci Rivediamo il 31 Agosto

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Regione Campania: contributi finoall’80% per i progetti del Terzo SettoreLa Regione Campania sostiene nuovi progetti di ...
07/08/2026

Regione Campania: contributi fino
all’80% per i progetti del Terzo Settore

La Regione Campania sostiene nuovi progetti di rilevanza locale promossi dagli Enti del Terzo Settore. L’Avviso è rivolto alle Organizzazioni di Volontariato, alle Associazioni di Promozione Sociale e alle Fondazioni iscritte al RUNTS, che devono partecipare attraverso un partenariato.
La dotazione finanziaria complessiva ammonta a 4.772.609 euro. Il contributo pubblico può coprire fino all’80% del costo complessivo del progetto, mentre almeno il 20% deve essere assicurato dai soggetti partecipanti.
Le domande possono essere presentate esclusivamente online fino alle ore 17:00 del 24 settembre 2026.

Cos’è il nuovo Avviso Terzo Settore della Regione Campania
L’Avviso finanzia iniziative e progetti di rilevanza locale coerenti con le attività di interesse generale previste dal Codice del Terzo Settore.
L’obiettivo è sostenere interventi capaci di rispondere ai bisogni delle persone, delle famiglie e delle comunità, valorizzando il ruolo delle organizzazioni radicate sul territorio.
Non sono finanziabili progetti costituiti esclusivamente da eventi, campagne di comunicazione o attività promozionali dell’ente. Le proposte devono prevedere servizi e interventi concreti, collegati a una o più attività di interesse generale effettivamente svolte dal capofila e dai partner.
Chi può partecipare
Possono presentare progetti, esclusivamente in partenariato:
• Organizzazioni di Volontariato – OdV;
• Associazioni di Promozione Sociale – APS;
• Fondazioni iscritte al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore.
Ogni soggetto partecipante deve:
• essere iscritto al RUNTS alla data di presentazione della domanda;
• mantenere l’iscrizione per tutta la durata del progetto;
avere sede legale in Campania oppure una sede operativa stabile, organizzata e riconoscibile nel territorio regionale;
• svolgere attività statutarie coerenti con le azioni previste dal progetto.
Il requisito dell’iscrizione al RUNTS deve essere posseduto sia dal capofila sia da
ciascun partner.
Quali soggetti non possono ricevere il contributo
Non possono partecipare come beneficiari:
• i Centri di Servizio per il Volontariato;
• le imprese sociali;
• le cooperative sociali;
• gli enti non appartenenti alle categorie espressamente ammesse dall’Avviso.
Le imprese sociali e le cooperative sociali possono tuttavia essere coinvolte come soggetti collaboratori, senza ricevere quote del finanziamento.
Come deve essere formato il partenariato
Il partenariato varia in base alla dimensione territoriale del progetto.
Progetti comunali o sovracomunali
Devono essere presentati da:
• un soggetto capofila;
• almeno un partner.
Progetti interprovinciali o regionali
Devono essere presentati da:
• un soggetto capofila;
• almeno due partner.
I soggetti collaboratori, anche quando partecipano attivamente alle iniziative, non vengono conteggiati per raggiungere il numero minimo di partner.
Ogni ente può partecipare a un solo partenariato. Il capofila può presentare una sola proposta e ogni partner può aderire a una sola iniziativa. Inoltre, ciascun ente può partecipare soltanto a una delle due linee progettuali previste dall’Avviso.
Le due tipologie di progetto finanziabili
Linea A: progetti comunali o sovracomunali
Sono progetti collegati alle esigenze di uno specifico Comune, di più Comuni o di un territorio provinciale.
Il costo complessivo deve essere:
• non inferiore a 25.000 euro;
• non superiore a 49.999 euro.
Per questa linea è prevista una riserva finanziaria di 1.400.000 euro.
Linea B: progetti interprovinciali o regionali
Sono interventi che rispondono a bisogni sociali presenti in un’area più ampia e coinvolgono territori appartenenti a più province o all’intera regione.
Il costo complessivo deve essere:
• non inferiore a 50.000 euro;
• non superiore a 170.000 euro.
Una quota di cofinanziamento superiore al 20% può attribuire un punteggio aggiuntivo. Per ogni punto percentuale di cofinanziamento oltre il minimo può essere riconosciuto un punto, fino a un massimo di 10 punti.
Quali progetti possono essere presentati
Le proposte devono perseguire uno o più obiettivi generali individuati dall’Avviso.
1. Contrasto alla povertà
Sono ammesse, tra le altre, iniziative per:
• contrastare la marginalità e l’esclusione sociale;
• sostenere persone e famiglie vulnerabili;
• recuperare eccedenze alimentari, farmaci e beni sanitari;
• prevenire la povertà minorile;
• rafforzare reti di prossimità e mutuo aiuto.
2. Agricoltura sostenibile e agricoltura sociale
Possono essere sviluppati interventi di:
• inclusione socio-lavorativa attraverso l’agricoltura;
• educazione ambientale e alimentare;
• valorizzazione della biodiversità;
• sviluppo sostenibile dei territori rurali;
• inserimento di persone con disabilità o in condizioni di svantaggio.
3. Salute e benessere
Rientrano, a titolo esemplificativo:
• prevenzione sanitaria e oncologica;
• attività sportive;
• sostegno alle persone con disabilità;
• contrasto alle dipendenze;
• benessere psicologico e sociale;
• servizi domiciliari e territoriali.
4. Educazione inclusiva
Possono essere sostenute attività riguardanti:
• contrasto alla povertà educativa;
• educazione alla legalità;
• sviluppo delle competenze digitali e STEM;
• contrasto al bullismo e al cyberbullismo;
• uso etico e consapevole dell’intelligenza artificiale;
• inclusione scolastica e sociale. 5. Uguaglianza di genere
Sono previste iniziative rivolte a:
• prevenzione della violenza;
• parità tra donne e uomini;
• conciliazione tra vita e lavoro;
• empowerment delle donne;
• sviluppo di competenze digitali e tecnologiche tra ragazze e giovani donne.
6. Crescita economica e lavoro dignitoso
Gli interventi possono favorire:
• inclusione socio-lavorativa;
• attivazione dei giovani NEET;
• contrasto allo sfruttamento;
• formazione linguistica e civica;
• orientamento al lavoro;
• sviluppo dell’economia sociale.
7. Riduzione delle disuguaglianze
Tra le attività ammesse figurano:
• accompagnamento ai servizi;
• sviluppo delle competenze digitali;
• sostegno scolastico;
• inclusione delle persone con disabilità;
• contrasto alle solitudini involontarie;
• welfare generativo di comunità.
8. Città e comunità sostenibili
I progetti possono riguardare:
• rigenerazione di spazi;
• cittadinanza attiva;
• tutela dei beni comuni;
• valorizzazione dei beni confiscati;
• sport come strumento di aggregazione;
• turismo sociale e accessibile.
9. Produzione e consumo responsabili
Sono previste attività per:
• economia circolare;
• riuso e riciclo;
• riduzione degli sprechi;
• consumo sostenibile;
• recupero delle eccedenze alimentari e farmaceutiche;
• uso responsabile delle risorse naturali. 10. Contrasto al cambiamento climatico Possono essere realizzati:
• percorsi educativi nelle scuole;
• attività formative sui cambiamenti climatici;
• iniziative di sensibilizzazione;
• azioni per favorire comportamenti responsabili;
• attività sulla mitigazione e sull’adattamento climatico.
L’elenco completo delle aree prioritarie deve essere verificato nell’articolo 3 dell’Avviso.

Bando Volontariato 2026Rivolto a organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale di Basilicata, Cala...
23/07/2026

Bando Volontariato 2026
Rivolto a organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, il bando mette a disposizione 4 milioni di euro per sostenerne le attività ordinarie. Scade il 30 settembre.

La Fondazione con il Sud promuove una nuova edizione del bando dedicato al volontariato, rivolto a organizzazioni di volontariato (odv) e associazioni di promozione sociale (aps) di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

L’iniziativa è rivolta ai piccoli comuni delle aree interne del Mezzogiorno con popolazione residente non superiore a 5000 abitanti, dove si intende valorizzare il ruolo del volontariato come presidio sociale di prossimità.

Il sostegno non è legato alla presentazione di una proposta progettuale, ma intende consolidare e sviluppare le attività ordinarie di volontariato, favorendo anche il coinvolgimento di giovani e donne sia nella base associativa sia negli organi di governance delle organizzazioni.

L’iniziativa mette a disposizione 4 milioni di euro e per partecipare c’è tempo fino al 30 settembre 2026. Le richieste di sostegno dovranno essere presentate esclusivamente online attraverso la piattaforma Chàiros.

Saranno selezionate le organizzazioni più valide e capaci di generare valore sociale ed impatto sul territorio.

La Regione Campania ha approvato due bandi del CSR Campania 2023-2027 rivolti al settore agricolo: SRE01 – Insediamento ...
13/07/2026

La Regione Campania ha approvato due bandi del CSR Campania 2023-2027 rivolti al settore agricolo: SRE01 – Insediamento giovani agricoltori e SRD03 – Azione C – Attività educative/didattiche. Le misure intervengono su due ambiti distinti ma complementari: il ricambio generazionale nelle aziende agricole e lo sviluppo delle fattorie didattiche come forma di diversificazione dell’attività agricola.

Finalità del bando
Il bando SRE01 sostiene l’avvio dell’attività imprenditoriale da parte di giovani agricoltori che si insediano per la prima volta in un’azienda agricola. L’obiettivo è favorire l’ingresso di nuove generazioni nel settore primario e accompagnare la realizzazione di piani aziendali orientati allo sviluppo dell’impresa agricola.

Il bando SRD03 – Azione C sostiene invece investimenti destinati alla diversificazione delle aziende agricole attraverso attività educative e didattiche. La misura è collegata allo sviluppo delle fattorie didattiche e mira a rafforzare la funzione sociale, formativa e territoriale dell’impresa agricola.

SRE01: insediamento di giovani agricoltori come capo azienda.
SRD03 – Azione C: investimenti per attività educative e didattiche nelle aziende agricole.
Beneficiari
Per l’intervento SRE01 possono presentare domanda i giovani agricoltori che si insediano, o si sono insediati nei ventiquattro mesi precedenti il rilascio della domanda di sostegno, per la prima volta in un’azienda agricola. L’insediamento può avvenire come titolare di impresa individuale oppure come rappresentante legale di una società agricola.

Per l’intervento SRD03 – Azione C i beneficiari sono imprenditori agricoli, singoli o associati, che svolgono attività agricola ai sensi dell’articolo 2135 del Codice civile e che risultano iscritti all’Albo regionale delle Fattorie didattiche, sezione A, alla data di rilascio della domanda di sostegno.

Soggetti non ammessi
Le fonti ufficiali indicano specifiche esclusioni per l’accesso alle misure. Le esclusioni riguardano sia la natura del soggetto proponente sia alcune condizioni pregresse dell’impresa o dell’insediamento.

Per SRD03 – Azione C sono esclusi gli imprenditori che esercitano esclusivamente attività di selvicoltura o acquacoltura.
Per SRD03 – Azione C non sono ammessi i soggetti che, alla data di pubblicazione del bando, non abbiano ancora presentato domanda di saldo finale per progetti finanziati sulla Misura 6.4.1 del PSR Campania 2014-2022.
Per SRE01 non è ammissibile l’insediamento in aziende costituite attraverso frazionamenti o passaggi non consentiti secondo le condizioni previste dal bando.
Per SRE01 non può accedere chi abbia già beneficiato, direttamente o indirettamente, di un premio di primo insediamento.
Agevolazione prevista
Le due misure prevedono forme di sostegno differenti. L’intervento SRE01 riconosce un premio forfettario di primo insediamento, mentre l’intervento SRD03 – Azione C prevede una sovvenzione in conto capitale sugli investimenti ammissibili.

SRE01: dotazione finanziaria pari a 30.000.000 euro.
SRE01: premio di 45.000 euro per insediamenti nelle macroaree A e B.
SRE01: premio di 50.000 euro per insediamenti nelle macroaree C e D.
SRE01: erogazione in due rate, con acconto del 60% e saldo del 40%.
SRD03 – Azione C: dotazione finanziaria pari a 1.443.600 euro.
SRD03 – Azione C: contributo in conto capitale pari al 60% della spesa ammissibile.
SRD03 – Azione C: spesa minima ammissibile pari a 15.000 euro.
SRD03 – Azione C: spesa massima ammissibile pari a 150.000 euro.
SRD03 – Azione C: contributo massimo concedibile pari a 90.000 euro.
SRD03 – Azione C: applicazione del regime de minimis ai sensi del Regolamento UE 2023/2831.
Spese ammissibili
Per l’intervento SRE01 il sostegno è erogato come premio forfettario di primo insediamento e non è collegato alla rendicontazione analitica di spese, operazioni o investimenti sostenuti dal giovane agricoltore.

Per l’intervento SRD03 – Azione C sono ammissibili investimenti collegati allo sviluppo di attività educative e didattiche nelle aziende agricole. Le spese devono essere coerenti con il progetto presentato e con le finalità della misura.

Interventi di edilizia libera e opere non strutturali connesse alle attività didattiche.
Acquisto di nuovi macchinari, impianti, arredi e attrezzature funzionali alle attività educative.
Sistemi e microimpianti con finalità didattiche, dimostrative o educative.
Spese generali direttamente collegate all’operazione finanziata.
Software, piattaforme digitali, strumenti interattivi e soluzioni per la promozione digitale delle attività educative e didattiche.
Le spese non direttamente riconducibili alle finalità del progetto, gli acquisti non previsti dal bando e le operazioni non conformi ai requisiti indicati non sono considerate ammissibili.

Scadenze e modalità di presentazione
Le domande di sostegno per entrambi i bandi devono essere presentate in modalità telematica tramite il portale SIAN. L’apertura è fissata al 6 luglio 2026 e la scadenza al 15 settembre 2026 alle ore 14:00.

La presentazione può avvenire tramite un Centro di Assistenza Agricola accreditato, tramite un libero professionista delegato e accreditato ai servizi regionali oppure direttamente dal beneficiario come utente qualificato. Per entrambi i bandi è prevista la possibilità di inviare quesiti agli indirizzi PEC indicati negli avvisi fino a dieci giorni prima della scadenza.

La relazione tecnica o la documentazione progettuale richiesta deve essere predisposta tramite l’applicativo SIARC, secondo le modalità indicate dai bandi.

Requisiti e condizioni
Per il bando SRE01, il richiedente deve avere compiuto 18 anni e non avere ancora compiuto 41 anni alla data di rilascio della domanda di sostegno. Deve inoltre insediarsi per la prima volta come capo azienda, possedere o acquisire adeguate competenze professionali e presentare un piano aziendale.

Costituzione e aggiornamento del fascicolo aziendale.
Possesso dei requisiti di formazione e competenza professionale richiesti.
Presentazione del piano aziendale insieme alla domanda di sostegno.
Avvio del piano aziendale entro 6 mesi dal provvedimento di concessione.
Completamento del piano aziendale entro 18 mesi dal provvedimento di concessione.
Conduzione dell’azienda come capo azienda per almeno 5 anni dal saldo del premio.
Mantenimento di posizione previdenziale INPS, partita IVA e iscrizione alla CCIAA per almeno 5 anni dal saldo del premio.
Per il bando SRD03 – Azione C, il beneficiario deve risultare iscritto al Registro delle Imprese con codice ATECO 01, essere iscritto all’Albo regionale delle Fattorie didattiche, sezione A, e disporre di un fascicolo aziendale aggiornato. Gli investimenti devono essere realizzati nel territorio regionale e all’interno dei beni fondiari nella disponibilità dell’impresa.

Spesa ammissibile non inferiore a 15.000 euro.
Progetto coerente con le finalità educative e didattiche della misura.
Operazioni non completate prima della presentazione della domanda, salvo le attività preparatorie ammesse.
Regolarità contributiva e rispetto dei requisiti di affidabilità.
Stabilità dell’investimento per almeno 5 anni dalla liquidazione del saldo finale.
Completamento del progetto entro 12 mesi dalla concessione.

Bando Turismo 2026FORMA TECNICA E INTENSITÀContributo a fondo perduto + finanziamento agevolato. Fondo perduto max 30% e...
30/06/2026

Bando Turismo 2026
FORMA TECNICA E INTENSITÀ
Contributo a fondo perduto + finanziamento agevolato. Fondo perduto max 30% e max € 4,5 mln; finanziamento agevolato max 70%.
BENEFICIARI
FORMA TECNICA E INTENSITÀ
Contributo a fondo perduto + finanziamento agevolato. Fondo perduto max 30% e max € 4,5 mln; finanziamento agevolato max 70%.
Operatori turistici con codici ATECO ammessi: alloggio e ristorazione, servizi termali, parchi e divertimento, discoteche/sale da ballo, stabilimenti balneari, convegni, fiere e congressi. Ammesse anche imprese attive da almeno 3 anni con fatturato prevalentemente turistico e proprietari delle strutture, alle condizioni previste.
FINALITÀ E SPESE
Piani di investimento per sviluppo dell’offerta turistica, destagionalizzazione dei flussi, digitalizzazione dell’ecosistema turistico, filiere turistiche, rispetto dei criteri ESG e turismo sostenibile. Ammessi investimenti in efficienza energetica, rinnovabili, digitalizzazione, riqualificazione di strutture e software/know-how.
TEMPI DI REALIZZAZIONE
Investimenti da concludere entro 18 mesi dalla concessione e comunque non oltre il 30/09/2028, salvo termine più breve previsto da risorse UE.
DIMENSIONE PROGETTO
Interventi avviati dopo la domanda, con importo minimo € 1.000.000 e massimo € 15.000.000. Consulenze PMI: max 4% del progetto.
SPESE AMMISSIBILI
DIMENSIONE PROGETTO
Interventi avviati dopo la domanda, con importo minimo € 1.000.000 e massimo € 15.000.000. Consulenze PMI: max 4% del progetto.
Efficienza energetica di immobili e impianti; fonti rinnovabili e accumulo; tetti verdi e sistemi per acqua piovana; apparecchiature per digitalizzazione, IA e infrastruttura dati; riqualificazione di piscine, impianti termali, wellness, centri congressi o strutture per eventi; software, brevetti, licenze, know-how e tecnologie.
PROCEDURA
Domanda tramite piattaforma informatica. Allegati: dichiarazioni sui requisiti, competenze e risorse, documento progettuale asseverato da tecnico abilitato, piano economico-finanziario, cronoprogramma e dichiarazioni su rating di legalità e certificazione parità di genere.

Siamo orgogliosi di annunciare il conseguimento della certificazione UNI/PdR 125:2022 – Sistema di Gestione per la Parit...
17/06/2026

Siamo orgogliosi di annunciare il conseguimento della certificazione UNI/PdR 125:2022 – Sistema di Gestione per la Parità di Genere, rilasciata da un organismo accreditato.

Questo importante riconoscimento attesta il nostro impegno concreto nella promozione di un ambiente di lavoro inclusivo, equo e rispettoso delle pari opportunità, valorizzando il talento e le competenze di ogni persona.

Per OCF, la formazione non significa soltanto crescita professionale, ma anche diffusione di una cultura aziendale fondata su rispetto, inclusione e valorizzazione delle diversità.

Continueremo a lavorare ogni giorno per costruire un'organizzazione sempre più attenta alle persone e ai valori che guidano uno sviluppo sostenibile e responsabile.

✅ Certificazione UNI/PdR 125:2022
✅ Impegno per la Parità di Genere
✅ Valorizzazione delle persone
✅ Formazione e crescita professionale

L’Iperammortamento 5.0 entra nella fase operativa.Da domani, 12 giugno 2026, alle ore 12, le imprese potranno presentare...
12/06/2026

L’Iperammortamento 5.0 entra nella fase operativa.

Da domani, 12 giugno 2026, alle ore 12, le imprese potranno presentare le comunicazioni preventive attraverso il portale del Gestore dei Servizi Energetici, accedendo alla piattaforma GSE (www.gse.it) con SPID o carta d’identità elettronica.

La misura riguarda gli investimenti in beni strumentali effettuati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028 e prevede una maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto, secondo specifici scaglioni di investimento.

L’obiettivo è sostenere le imprese nei percorsi di innovazione, efficientamento produttivo e transizione verso modelli industriali più evoluti.

Le aliquote dell’Iperammortamento 5.0
Il beneficio è articolato in tre scaglioni, calcolati su base annua:

180% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
100% per la quota oltre 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro;
50% per la quota oltre 10 milioni e fino a 20 milioni di euro.
La corretta individuazione dello scaglione applicabile dipende dall’importo complessivo degli investimenti effettuati nell’anno e dalla loro ammissibilità alla misura.

Come funziona la procedura
Per accedere al beneficio, le imprese devono seguire un percorso articolato in più fasi.

Il primo passaggio è l’invio di una o più comunicazioni preventive, riferite a ciascuna struttura produttiva interessata dagli investimenti.

Dopo la notifica dell’esito positivo da parte del GSE, l’impresa dovrà trasmettere, entro 60 giorni, la comunicazione di conferma dell’investimento. In questa fase dovranno essere indicati la data e l’importo del pagamento relativo all’ultima quota dell’acconto, fino al raggiungimento del 20% del costo di acquisizione.

Al completamento degli investimenti e dopo l’avvenuta interconnessione dei beni, l’impresa dovrà inviare una o più comunicazioni di completamento, entro il termine previsto del 15 novembre 2028.

Il mancato invio delle comunicazioni richieste può impedire il perfezionamento della procedura e compromettere la fruizione del beneficio.

Comunicazioni di monitoraggio annuali
Rispetto al precedente piano 5.0, sono previste anche due comunicazioni di monitoraggio.

La prima deve essere trasmessa entro il 20 gennaio di ciascun anno e riguarda gli investimenti effettuati.

È inoltre prevista una comunicazione integrativa, da inviare entro il successivo 30 giugno, con indicazione del piano di ammortamento e delle quote di incentivo imputate in ciascun esercizio.

Obblighi documentali e certificazioni
La misura prevede specifici obblighi documentali a carico delle imprese.

Tra questi rientrano:

la perizia tecnica asseverata, richiesta anche per investimenti inferiori ad 300.000 euro (niente più DSAN);
la certificazione contabile, rilasciata da un revisore legale dei conti, che attesti l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la loro corrispondenza con la documentazione contabile predisposta dall’impresa.
La documentazione assume quindi un ruolo centrale in tutte le fasi della procedura: dalla prenotazione iniziale fino al completamento dell’investimento.

Investimenti in energia da fonti rinnovabili
Una delle novità riguarda gli investimenti in beni finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili.

La nuova misura prevede che tali investimenti possano accedere autonomamente all’agevolazione, senza essere necessariamente collegati all’acquisto di beni strumentali.

Si tratta di un elemento rilevante per le imprese che intendono ridurre i costi energetici e migliorare l’efficienza dei propri processi produttivi.

Software in cloud esclusi dalla misura
Restano invece esclusi gli investimenti in software in modalità cloud, inizialmente considerati nella fase di definizione della misura, ma successivamente eliminati dal testo definitivo.

Le imprese dovranno quindi verificare con attenzione la tipologia dei beni oggetto di investimento, distinguendo tra spese ammissibili e spese escluse dal beneficio.

Perché è importante una verifica preventiva
L’Iperammortamento 5.0 rappresenta una misura di rilievo per le imprese che stanno pianificando investimenti produttivi, tecnologici o energetici.

Prima di procedere con la comunicazione preventiva, è opportuno verificare l’ammissibilità dei beni, il rispetto delle tempistiche, la corretta determinazione degli importi, la disponibilità della documentazione tecnica e contabile e la coerenza tra investimento, struttura produttiva e requisiti previsti dalla misura.

Una gestione corretta fin dalle prime fasi consente di ridurre il rischio di errori e di impostare in modo ordinato l’intero percorso di accesso al beneficio.

Indirizzo

Via Castellammare, 134
Gragnano
80054

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