OCF srl - Orientamento Consulenza Formazione

OCF srl - Orientamento Consulenza Formazione OCF S.R.L., società di consulenza direzionale e formazione integrata, qualità aziendale, sicurezza su

OCF S.R.L., società di consulenza direzionale e formazione integrata, si propone come “partner” delle principali imprese nazionali e internazionali offrendo servizi nell'ambito della consulenza strategica, organizzativa, per la gestione ed il miglioramento dei processi, con particolare riferimento alla conformità alle normative nazionali ed internazionali e per l’innovazione tecnologica, creando v

alore con il talento dei propri Consulenti. Offriamo alle Aziende la nostra assistenza nella definizione delle strategie, ma soprattutto nella realizzazione dei cambiamenti organizzativi, operativi, commerciali e tecnologici, richiesti da tali strategie o semplicemente dal contesto di mercato e competitivo. Si evidenzia che OCF S.r.l. è:

-Centro di formazione accreditato Ente Bilaterale Generale Sicurezza e Lavoro
-Convenzionato con Casartigiani Provincia di Napoli;
-Convenzionato presso il Fondo Interprofessionale FONTER;
-Associato all'Unione Industriali della Provincia di Napoli;
-Associato presso l'Associazione delle Piccole e Medie Industrie di Napoli e Provincia;
-Accreditato presso Forma. Temp.;
-Fornitore diretto ADECCO TRAINING;
-Accreditato UNI EN ISO 9001:2008 URS ITALIA per i settori EA35 ed EA37.
-Associato ASSOCONSULT Regione Campania.

Siamo orgogliosi di annunciare il conseguimento della certificazione UNI/PdR 125:2022 – Sistema di Gestione per la Parit...
17/06/2026

Siamo orgogliosi di annunciare il conseguimento della certificazione UNI/PdR 125:2022 – Sistema di Gestione per la Parità di Genere, rilasciata da un organismo accreditato.

Questo importante riconoscimento attesta il nostro impegno concreto nella promozione di un ambiente di lavoro inclusivo, equo e rispettoso delle pari opportunità, valorizzando il talento e le competenze di ogni persona.

Per OCF, la formazione non significa soltanto crescita professionale, ma anche diffusione di una cultura aziendale fondata su rispetto, inclusione e valorizzazione delle diversità.

Continueremo a lavorare ogni giorno per costruire un'organizzazione sempre più attenta alle persone e ai valori che guidano uno sviluppo sostenibile e responsabile.

✅ Certificazione UNI/PdR 125:2022
✅ Impegno per la Parità di Genere
✅ Valorizzazione delle persone
✅ Formazione e crescita professionale

L’Iperammortamento 5.0 entra nella fase operativa.Da domani, 12 giugno 2026, alle ore 12, le imprese potranno presentare...
12/06/2026

L’Iperammortamento 5.0 entra nella fase operativa.

Da domani, 12 giugno 2026, alle ore 12, le imprese potranno presentare le comunicazioni preventive attraverso il portale del Gestore dei Servizi Energetici, accedendo alla piattaforma GSE (www.gse.it) con SPID o carta d’identità elettronica.

La misura riguarda gli investimenti in beni strumentali effettuati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028 e prevede una maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto, secondo specifici scaglioni di investimento.

L’obiettivo è sostenere le imprese nei percorsi di innovazione, efficientamento produttivo e transizione verso modelli industriali più evoluti.

Le aliquote dell’Iperammortamento 5.0
Il beneficio è articolato in tre scaglioni, calcolati su base annua:

180% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
100% per la quota oltre 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro;
50% per la quota oltre 10 milioni e fino a 20 milioni di euro.
La corretta individuazione dello scaglione applicabile dipende dall’importo complessivo degli investimenti effettuati nell’anno e dalla loro ammissibilità alla misura.

Come funziona la procedura
Per accedere al beneficio, le imprese devono seguire un percorso articolato in più fasi.

Il primo passaggio è l’invio di una o più comunicazioni preventive, riferite a ciascuna struttura produttiva interessata dagli investimenti.

Dopo la notifica dell’esito positivo da parte del GSE, l’impresa dovrà trasmettere, entro 60 giorni, la comunicazione di conferma dell’investimento. In questa fase dovranno essere indicati la data e l’importo del pagamento relativo all’ultima quota dell’acconto, fino al raggiungimento del 20% del costo di acquisizione.

Al completamento degli investimenti e dopo l’avvenuta interconnessione dei beni, l’impresa dovrà inviare una o più comunicazioni di completamento, entro il termine previsto del 15 novembre 2028.

Il mancato invio delle comunicazioni richieste può impedire il perfezionamento della procedura e compromettere la fruizione del beneficio.

Comunicazioni di monitoraggio annuali
Rispetto al precedente piano 5.0, sono previste anche due comunicazioni di monitoraggio.

La prima deve essere trasmessa entro il 20 gennaio di ciascun anno e riguarda gli investimenti effettuati.

È inoltre prevista una comunicazione integrativa, da inviare entro il successivo 30 giugno, con indicazione del piano di ammortamento e delle quote di incentivo imputate in ciascun esercizio.

Obblighi documentali e certificazioni
La misura prevede specifici obblighi documentali a carico delle imprese.

Tra questi rientrano:

la perizia tecnica asseverata, richiesta anche per investimenti inferiori ad 300.000 euro (niente più DSAN);
la certificazione contabile, rilasciata da un revisore legale dei conti, che attesti l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la loro corrispondenza con la documentazione contabile predisposta dall’impresa.
La documentazione assume quindi un ruolo centrale in tutte le fasi della procedura: dalla prenotazione iniziale fino al completamento dell’investimento.

Investimenti in energia da fonti rinnovabili
Una delle novità riguarda gli investimenti in beni finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili.

La nuova misura prevede che tali investimenti possano accedere autonomamente all’agevolazione, senza essere necessariamente collegati all’acquisto di beni strumentali.

Si tratta di un elemento rilevante per le imprese che intendono ridurre i costi energetici e migliorare l’efficienza dei propri processi produttivi.

Software in cloud esclusi dalla misura
Restano invece esclusi gli investimenti in software in modalità cloud, inizialmente considerati nella fase di definizione della misura, ma successivamente eliminati dal testo definitivo.

Le imprese dovranno quindi verificare con attenzione la tipologia dei beni oggetto di investimento, distinguendo tra spese ammissibili e spese escluse dal beneficio.

Perché è importante una verifica preventiva
L’Iperammortamento 5.0 rappresenta una misura di rilievo per le imprese che stanno pianificando investimenti produttivi, tecnologici o energetici.

Prima di procedere con la comunicazione preventiva, è opportuno verificare l’ammissibilità dei beni, il rispetto delle tempistiche, la corretta determinazione degli importi, la disponibilità della documentazione tecnica e contabile e la coerenza tra investimento, struttura produttiva e requisiti previsti dalla misura.

Una gestione corretta fin dalle prime fasi consente di ridurre il rischio di errori e di impostare in modo ordinato l’intero percorso di accesso al beneficio.

La Regione Campania ha approvato il Bando Cultura Campania 2026, destinato al sostegno di progetti di promozione cultura...
04/06/2026

La Regione Campania ha approvato il Bando Cultura Campania 2026, destinato al sostegno di progetti di promozione culturale realizzati sul territorio regionale. La misura prevede una dotazione complessiva di 2 milioni di euro e contributi fino al 50% o 60% dei costi ammissibili, in base alla tipologia di intervento.

Cos’è il Bando Cultura Campania 2026
Il Bando Cultura Campania 2026 è una misura regionale finalizzata a sostenere iniziative culturali realizzate in Campania nell’anno 2026, ai sensi della L.R. Campania n. 7/2003.

L’obiettivo è favorire la promozione culturale attraverso progetti divulgativi, eventi, mostre, incontri, seminari e iniziative capaci di valorizzare il patrimonio culturale, artistico, storico e scientifico del territorio.

Richiedi una verifica preliminare di ammissibilità con Gruppo ABT.

Chi può presentare domanda
Possono presentare domanda di contributo:

associazioni e fondazioni iscritte nell’Albo regionale disciplinato dall’art. 6 della L.R. Campania n. 7/2003;
istituzioni di Alta Cultura iscritte nella sezione speciale dell’Albo prevista dall’art. 7 della L.R. Campania n. 7/2003;
associazioni e fondazioni non iscritte all’Albo regionale, purché in possesso di specifici requisiti.
Per le associazioni e fondazioni non iscritte all’Albo regionale, il bando richiede che il soggetto proponente:

abbia tra le proprie finalità statutarie prevalenti la promozione della cultura nel territorio campano, secondo quanto previsto dalla normativa regionale di riferimento;
abbia già svolto attività culturali coerenti con quelle ammissibili a contributo;
abbia sede in Campania;
operi senza scopo di lucro.
Il bando prevede inoltre la possibilità di coinvolgere, come partner qualificati, gli Enti locali e gli altri Enti pubblici situati nel territorio della Regione Campania.

Non possono invece accedere al contributo:

le imprese e, più in generale, i soggetti che perseguono finalità lucrative;
le associazioni pro loco;
gli altri soggetti già destinatari di una dotazione dedicata su specifici capitoli di bilancio di competenza degli uffici della Direzione Generale Politiche Culturali e Turismo della Regione Campania.
Sono inoltre escluse le domande relative a:

attività di arti performative, quali spettacoli dal vivo, teatro, musica e danza;
festival, premi e rassegne di cinematografia;
interventi già finanziabili attraverso altre leggi regionali.
Il bando precisa, infine, che non è possibile ottenere più contributi regionali per la medesima iniziativa. Per questo motivo, prima di procedere con la candidatura, è necessario verificare con attenzione la natura del soggetto richiedente, lo statuto, le attività svolte, l’eventuale presenza di altri contributi regionali e la coerenza del progetto con le finalità della misura.

Risorse disponibili e tipologie di contributo
La dotazione finanziaria complessiva è pari a € 2.000.000,00, così ripartita:

€ 550.000,00 per contributi ordinari annuali;
€ 650.000,00 per contributi ordinari annuali e contributi speciali;
€ 800.000,00 per contributi destinati a eventi culturali.
Il contributo può arrivare:

fino al 50% dei costi ammissibili, con massimo € 40.000,00, per i contributi ordinari annuali;
fino al 60% dei costi ammissibili, con massimo € 30.000,00, per i contributi speciali;
fino al 60% dei costi ammissibili, con massimo € 15.000,00, per i contributi straordinari per eventi culturali.
Il costo complessivo minimo del progetto deve essere pari ad almeno € 5.000,00.

Progetti culturali finanziabili
Sono finanziabili progetti di promozione culturale realizzati in Campania nel 2026, tra cui:

festival, rassegne ed eventi espositivi;
iniziative culturali;
convegni, seminari e incontri divulgativi;
eventi relativi a studi e ricerche sui beni e sulle attività culturali;
mostre di pittura, scultura e fotografia.
La valutazione avviene con procedura a graduatoria, sulla base dei criteri previsti dal bando. Il contributo non è automatico e dipende dall’ammissibilità formale, dal punteggio ottenuto e dalle risorse disponibili.

Spese ammissibili
Le spese devono essere direttamente collegate al progetto e coerenti con le attività previste. Tra le principali categorie ammissibili rientrano:

costi di realizzazione del progetto;
affitto spazi, allestimenti e noleggio attrezzature;
costi di ospitalità;
costi del personale nei limiti previsti;
costi di promozione e comunicazione;
costi di funzionamento riferiti specificamente al progetto.
Non tutte le spese sono ammissibili. È quindi opportuno verificare preventivamente il piano economico, la documentazione di supporto e la corretta imputazione dei costi.

Scadenze e modalità di presentazione
Le domande devono essere presentate esclusivamente online tramite la piattaforma dei servizi digitali della Regione Campania.

La finestra temporale prevista è:

dalle ore 10:00 di lunedì 11 maggio 2026 alle ore 16:00 di lunedì 15 giugno 2026.

Per accedere alla procedura sono richiesti strumenti di identità digitale e firma digitale, firma elettronica qualificata o firma elettronica avanzata.

Nel 1946 gli italiani scelsero di votare per la Repubblica, seguendo le regole del suffragio universale. Anche quest’ann...
02/06/2026

Nel 1946 gli italiani scelsero di votare per la Repubblica, seguendo le regole del suffragio universale. Anche quest’anno festeggiamo questa tappa importante della nostra storia

Investimenti innovativi PMI: contributo in conto impianti, le condizioniSostegno degli investimenti innovativi e sosteni...
30/05/2026

Investimenti innovativi PMI: contributo in conto impianti, le condizioni
Sostegno degli investimenti innovativi e sostenibili di PMI: regole MIMIT per gli investimenti ammessi, i requisiti per averli e la procedura di domanda

Il MIMIT con un comunicato del 20 maggio informa dell'avvio della nuova misura nota come Transizione 4.0 PMI.
In particolare, al fine di rafforzare la crescita sostenibile e la competitività delle piccole e medie imprese nei territori delle Regioni meno sviluppate, dando attuazione agli obiettivi di sviluppo perseguiti nell’ambito dell’obiettivo specifico 1.3, azione 1.3.2 del Programma Nazionale “Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027”, con Decreto 18 marzo si definiscono le modalità di sostegno per la realizzazione di programmi di investimento rispettosi dei principi e della disciplina in materia di tutela dell’ambiente e coerenti con il piano Transizione 4.0.
1) Investimenti innovativi PMI 2026: che cos'è
Le agevolazioni disciplinate dal presente decreto sono concesse a favore di programmi di investimento proposti da PMI rispettosi dei principi e della disciplina in materia di tutela dell’ambiente e coerenti con il piano Transizione 4.0. Priorità è assegnata ai programmi che, in aggiunta alle predette caratteristiche, sono in grado di contribuire al raggiungimento degli obiettivi climatici e ambientali definiti dall’Unione europea e perseguiti dal PN RIC 2021 – 2027.
2) Investimenti innovativi PMI: risorse e ripatizione per tipologia
er la concessione delle agevolazioni sono disponibili risorse complessivamente pari a euro 447.595.808,76 così articolate:
a) quanto ad euro 81.661.219,19 a valere sulle economie afferenti ad interventi già attuati nell’ambito della Priorità 1 “Ricerca, innovazione, digitalizzazione, investimenti e competenze per la transizione ecologica e digitale” del PN RIC 2021 – 2027;
b) quanto ad euro 223.294.635,52 a valere sulle risorse derivanti dalla restituzione delle rate dei finanziamenti agevolati nell’ambito dei Programmi Operativi “Impresa e Competitività 2014-2020”, “Energie rinnovabili e Risparmio energetico 2007-2013”, “Attrattori culturali, naturali e turismo 2007-2013” e “Ricerca e Competitività 2007-2013”;
c) quanto ad euro 564.379,56 a valere sulle risorse derivanti dalla restituzione delle rate delle sovvenzioni parzialmente rimborsabili concesse ai sensi del decreto del Ministro dello sviluppo economico 29 luglio 2013;
d) quanto ad euro 6.951.872,78 a valere sulle risorse finanziarie disponibili provenienti dagli interessi maturati sui fondi rotativi relativi al Programma Operativo “Energie rinnovabili e risparmio energetico 2007-2103”;
e) quanto ad euro 135.123.701,71 a valere sulle risorse resesi disponibili nell’ambito della Priorità 1 “Ricerca, innovazione, digitalizzazione, investimenti e competenze per la transizione ecologica e digitale” del PN RIC 2021 – 2027.
3) Investimenti innovativi PMI: requisiti dei soggetti beneficiari
Per beneficiare delle agevolazioni le PMI, alla data di presentazione della domanda, devono essere in possesso dei seguenti requisiti:
a) essere regolarmente costituite, iscritte e “attive” nel Registro delle imprese. Le imprese non residenti nel territorio italiano devono essere costituite secondo le norme di diritto civile e commerciale vigenti nello Stato di residenza e iscritte nel relativo Registro delle imprese e, fermo restando il possesso, alla data di presentazione della domanda di agevolazione, degli ulteriori requisiti previsti dal presente articolo, devono dimostrare la disponibilità dell’unità produttiva oggetto del
programma di investimento nei territori delle Regioni meno sviluppate, alla data di presentazione della prima richiesta di erogazione dell’agevolazione;
b) essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e nonessere sottoposte a procedure concorsuali aventi finalità liquidatorie;
c) trovarsi in regime di contabilità ordinaria e disporre di almeno due bilanci approvati e depositati presso il Registro delle imprese ovvero aver presentato, nel caso di imprese individuali e società di persone, almeno due dichiarazioni dei redditi;
d) essere in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia e urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente;
e) aver restituito somme dovute a seguito di provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero;
f) non aver effettuato, nei 2 (due) anni precedenti la presentazione della domanda, una delocalizzazione verso l’unità produttiva oggetto dell’investimento in relazione al quale vengono richieste le agevolazioni di cui al presente decreto, impegnandosi a non farlo anche fino ai due anni successivi al completamento dell’investimento stesso
4) Investimenti innovativi PMI: investimenti ammissibili
Sono ammissibili alle agevolazioni le spese strettamente funzionali alla realizzazione dei programmi di investimento relative all’acquisto di nuove immobilizzazioni materiali e immateriali, come definite agli articoli 2423 e seguenti del codice civile, che riguardino:
a) macchinari, impianti e attrezzature;
b) opere murarie, nei limiti del 40 (quaranta) per cento del totale dei costi ammissibili;
c) programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo dei beni materiali di cui alla lettera a);
d) acquisizione di certificazioni ambientali, secondo quanto specificato dal provvedimento di cui all’articolo 9, comma 2.
Le agevolazioni sono concesse nella forma del contributo in conto impianti e del finanziamento agevolato, a copertura di una percentuale nominale massima delle spese ammissibili pari al 75 (settantacinque) per cento, di cui il 35 (trentacinque) per cento dell’ammontare complessivo delle spese ammissibili in forma di contributo in conto impianti e il 40 (quaranta) per
cento delle medesime spese in forma di finanziamento agevolato.
5) Investimenti innovativi PMI: regole per gli aiuti
I termini e le modalità di presentazione delle domande di agevolazione sono definiti con successivo provvedimento del Direttore generale per gli incentivi alle imprese del Ministero
Con il medesimo provvedimento, sono resi disponibili gli schemi in base ai quali devono essere presentate le domande di agevolazione e i piani di investimento ed è precisata l’ulteriore documentazione utile allo svolgimento dell’attività istruttoria da parte dell’Agenzia, ivi inclusa la documentazione tecnica che deve accompagnare le istanze al fine della dimostrazione della capacità del programma di investimento di conseguire i particolari obiettivi di sostenibilità ambientale di cui all’articolo 6, comma 2, nonché sono forniti gli ulteriori elementi atti a definire la corretta attuazione degli interventi previsti dal presente decreto.
Le domande di agevolazione devono, in ogni caso, essere presentate, a partire dalla data fissata con il predetto provvedimento, esclusivamente per via telematica, attraverso l’apposita procedura informatica resa disponibile sul sito Internet dell’Agenzia.
Ciascuna impresa può presentare una sola domanda di agevolazione, fatta salva la possibilità di presentazione di una nuova domanda di agevolazione in caso di rigetto dell’istanza in esito alla relativa istruttoria.
Le domande sono valutate sulla base dei criteri e degli indicatori di cui all’allegato n. 5.
Le condizioni e le eventuali soglie minime di ammissibilità per ciascuno dei predetti criteri e indicatori, nonché il punteggio aggiuntivo correlato all’eventuale possesso da parte dell’impresa del rating di legalità o della certificazione della parità di genere, sono definiti con il provvedimento di cui al comma 2.

VIA AL BONUS FOTOVOLTAICO PER LE IMPRESE DEL MEZZOGIORNOFino alle ore 10.00 del 3 Marzo 2026 è possibile presentare doma...
25/05/2026

VIA AL BONUS FOTOVOLTAICO PER LE IMPRESE DEL MEZZOGIORNO
Fino alle ore 10.00 del 3 Marzo 2026 è possibile presentare domanda per ottenere il bonus fotovoltaico per le imprese del Mezzogiorno. La misura permette di installare impianti per autoconsumo in aree industriali, produttive o artigianali nelle aziende localizzate nelle Regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
L’obiettivo è quello ridurre i costi energetici per le aziende e favorire l’indipendenza dalle fonti fossili, incentivando modelli produttivi più efficienti e sostenibili. Istituita con il Decreto n. 424 del 30 Ottobre 2025, l’iniziativa prevista dal Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività (PNRIC) 2021 2027, finanzia progetti di autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Vediamo i dettagli.
COSA FINANZIA
Il bonus finanzia una parte delle spese sostenute dalle imprese del Mezzogiorno per realizzare impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo e interventi collegati all’autoproduzione di energia. Le agevolazioni sono concesse in conto capitale e coprono una quota delle spese ammissibili, calcolata come percentuale variabile in base alla dimensione dell’impresa e alla tipologia di intervento.
Ovvero:
le micro e piccole imprese possono ottenere un contributo fino al 65%;
le medie imprese fino al 55%;
le grandi imprese fino al 45%.
Inoltre, i progetti che presentano caratteristiche premianti, come la presenza di imprese femminili, giovanili o con un impatto occupazionale positivo, possono beneficiare di una maggiorazione fino a +10 punti percentuali.
CHI PUÒ RICHIEDERE IL BONUS
Possono richiedere l’aiuto tutte le imprese, indipendentemente dalla dimensione, che operano nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Gli interventi devono essere realizzati in Comuni con più di 5.000 abitanti e localizzati in aree industriali, produttive o artigianali. Le imprese devono inoltre rispettare i requisiti di ammissibilità previsti dal Programma, compresa la coerenza con il principio DNSH e il divieto di doppio finanziamento, come specificato all’articolo 5 del bando.
COME RICHIEDERLO
Il bonus si può richiedere esclusivamente online tramite l’Area Clienti del GSE, accedendo con lo SPID o le credenziali del sito. Lo sportello resterà aperto fino alle ore 10.00 del 3 Marzo 2026, salvo esaurimento anticipato delle risorse. Prima dell’invio, le imprese devono verificare la conformità tecnica del progetto, la corretta configurazione dell’impianto e il rispetto dei requisiti previsti dal Programma.
Dopo la valutazione e l’ammissione al finanziamento, le imprese possono richiedere un’anticipazione fino al 30% del contributo, presentando una fideiussione, mentre il saldo viene erogato alla conclusione dei lavori, dopo la verifica tecnico amministrativa del GSE.

Nuovo Iperammortamento 2026E’ stata approvata al senato la legge di bilancio per il 2026. Il testo è quindi ormai defini...
11/05/2026

Nuovo Iperammortamento 2026
E’ stata approvata al senato la legge di bilancio per il 2026. Il testo è quindi ormai definitivo. Viene quindi confermata la reintroduzione dell’iperammortamento in sostituzione dell’attuale credito di imposta 4.0 e 5.0.
Con questa novità vengono sensibilmente aumentate le aliquote dei beni industria 4.0 anche se i tempi di godimento del beneficio, per le caratteristiche di questo nuovo beneficio, saranno più lunghi.
Da segnalare che “rientra” nell’iper ammortamento il software 4.0 che era stato escluso degli incentivi 4.0 nel 2025.
Beneficiari
Possono accedere all’ipermammortamento i soggetti titolari di reddito d’impresa che effettuano investimenti in beni strumentali.
Per le imprese ammesse al beneficio, la spettanza è comunque subordinata al rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro applicabili in ciascun settore e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.
Agevolazione
Il costo di acquisizione, con esclusivo riferimento alla determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria, è maggiorato nelle misure di cui alle tabelle qui sotto per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
Investimenti 4.0 e Autoproduzione di energia
L’agevolazione è riconosciuta per gli investimenti in:
a) beni materiali e immateriali strumentali nuovi compresi, rispettivamente, negli elenchi di cui agli allegati IV e V annessi alla presente legge (sostituiscono gli allegati A e B di industria 4.0), interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura;
b) beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo anche a distanza, compresi gli impianti per lo stoccaggio dell’energia prodotta. Con riferimento all’autoproduzione e all’autoconsumo di energia da fonte solare, sono considerati agevolabili esclusivamente gli impianti con moduli fotovoltaici di cui all’articolo 12, comma 1, lettere b) e c), del decreto-legge 9 dicembre 2023, n. 181, convertito,con modificazioni, dalla legge 2 febbraio 2024, n. 11.
a)moduli fotovoltaici con celle, entrambi prodotti negli Stati membri dell’Unione europea, con un’efficienza a livello di cella almeno pari al 23,5 per cento;
b)moduli prodotti negli Stati membri dell’Unione europea composti da celle bifacciali ad eterogiunzione di silicio o tandem prodotte nell’Unione europea con un’efficienza di cella almeno pari al 24,0 per cento.
i beni devono essere prodotti in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo.
Percentuale di maggiorazione del costo:
+180% per investimenti fino a 2,5 milioni € (beneficio fiscale stimato con IRES al 24%: 43,2%)
+100% per la quota oltre 2,5 e fino a 10 milioni € (beneficio fiscale stimato con IRES al 24%: 24%)
+50% per la quota oltre 10 e fino a 20 milioni € (beneficio fiscale stimato con IRES al 24%: 12%)
Modalità operativa
Per l’accesso al beneficio l’impresa trasmette, in via telematica tramite una piattaforma sviluppata dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici), sulla base di modelli standardizzati, apposite comunicazioni e certificazioni concernenti gli investimenti agevolabili.
Procedura ricavata dalla bozza del decreto attuativo
1. FASE PRELIMINARE: PRENOTAZIONE
Invio Comunicazione Preventiva per ogni struttura produttiva.
Contenuto: Dati impresa, tipologia investimenti (Allegati IV/V Autoproduzione FER), importo previsto e calcolo maggiorazione.
Esito: Il GSE verifica e conferma la disponibilità delle risorse.
2. FASE INTERMEDIA: CONFERMA (Entro 60 gg)
Invio Comunicazione di Conferma entro 60 giorni dalla risposta positiva del GSE.
Requisito: Pagamento di un acconto pari almeno al 20% del costo di acquisizione.
3. FASE CONCLUSIVA: COMPLETAMENTO (Entro 15/11/2028)
Invio Comunicazione di Completamento alla fine dell’investimento (max 15 novembre 2028)
Documenti necessari
(dalla bozza del decreto attuativo)
Perizia Tecnica Asseverata che attesti caratteristiche tecniche e interconnessione. Nota: Per beni < 300.000 € può essere sostituita dalla dichiarazione legale rappresentante.
Certificazione Contabile rilasciata da revisore legale per l’effettivo sostenimento delle spese.
Certificato/Dichiarazione di Origine che attesti che il bene è prodotto nello Spazio Economico Europeo (requisito UE).
Cumulabilità
Il beneficio è cumulabile con ulteriori agevolazioni finanziate con risorse nazionali ed europee che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che il sostegno non copra le medesime quote di costo dei singoli investimenti del progetto di innovazione e non porti al superamento del costo sostenuto. La relativa base di calcolo è assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti per le stesse spese ammissibili. La maggiorazione del costo non si applica agli investimenti che beneficiano delle disposizioni di cui all’articolo 1, comma 446, della legge 30 dicembre 2024, n. 207 (Credito di imposta 4.0 o 5.0).
Gestione dei beni acquistati
Se nel corso del periodo di fruizione della maggiorazione del costo si verifica il realizzo a titolo oneroso del bene oggetto dell’agevolazione ovvero se il bene è destinato a strutture produttive ubicate all’estero, anche se appartenenti allo stesso soggetto, non viene meno la fruizione delle residue quote del beneficio, come originariamente determinate, a condizione che, nello stesso periodo d’imposta del realizzo, l’impresa sostituisca il bene originario con un bene materiale strumentale nuovo avente caratteristiche tecnologiche analoghe o superiori. Nel caso in cui il costo di acquisizione dell’investimento sostitutivo sia inferiore al costo di acquisizione del bene sostituito, la fruizione del beneficio prosegue per le quote residue fino a concorrenza del costo del nuovo investimento.
Operatività
Con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di bilancio, sono stabilite le modalità attuative con particolare riguardo alla procedura di accesso al beneficio, nonché al contenuto, alle modalità e ai termini di trasmissione delle comunicazioni periodiche, delle certificazioni e dell’eventuale ulteriore
documentazione atta a dimostrare la spettanza del beneficio

Conto Termico 3.0Il DM 7 agosto 2025 ha individuato, tra i soggetti beneficiari del nuovo Conto Termico 3.0, anche le im...
14/04/2026

Conto Termico 3.0
Il DM 7 agosto 2025 ha individuato, tra i soggetti beneficiari del nuovo Conto Termico 3.0, anche le imprese nel limite annuo di 150 milioni di euro (30 milioni di euro erogabili per singola impresa).
La misura prevede degli incentivi per gli interventi che sono in grado di determinare una riduzione della domanda di energia primaria pari ad almeno il 10% nel caso di intervento singolo, ovvero una riduzione pari ad almeno il 20% nel caso in cui si tratti di un multi-intervento.
Nel caso di interventi di efficienza energetica, l’intensità dell’agevolazione è pari al 25% delle spese ammissibili nel caso di intervento singolo, mentre nel caso di multi-intervento si arriva al 30%. L’intensità può superare le suddette soglie nei seguenti casi:
Gli interventi sono realizzati da piccole imprese (+20%) o da medie imprese (+10%);
+15% in caso di interventi realizzati in zone assistite che soddisfano le condizioni di cui all’art. 107 del TFUE, ovvero nelle Regioni Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna.
+5% per gli interventi realizzati nelle c.d. “zone C non predefinite” ex art. 107 del TFUE;
+15% nel caso in cui l’intervento determini una riduzione della domanda di energia primaria pari al 40%.
L’intensità massima è pari al 45%.
Nel caso di interventi mirati alla produzione di energia termica (sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, ecc.), l’intensità dell’agevolazione è pari al 45% delle spese ammissibili, che può aumentare fino al:
65% nel caso di piccole imprese;
55% nel caso di medie imprese.
Per quanto riguarda la cumulabilità, per gli interventi che hanno per oggetti edifici diversi da quelli di proprietà della P.A. e da essa utilizzati, sono riconosciuti gli incentivi del Conto Termico 3.0 solamente per gli interventi per la cui realizzazione non siano concessi altri incentivi statali, fatti salvi i fondi di garanzia, i fondi di rotazione e i contributi in conto interesse.
È ammessa, altresì, la cumulabilità con altri aiuti di Stato, purché le misure riguardino diversi costi ammissibili individuabili, e con altri aiuti di Stato, in relazione agli stessi costi ammissibili in tutto o in parte coincidenti, unicamente se tale cumulo non porta al superamento dell’intensità indicata precedentemente.
A differenza delle persone fisiche, le imprese intenzionate a fruire delle agevolazioni devono effettuare una richiesta preliminare di accesso prima dell’avvio dei lavori, indicando una serie di informazioni sull’intervento. Per le Pubbliche Amministrazioni è invece prevista la facoltà di accesso mediante prenotazione dell’incentivo.
Il Team OCF S.r.l. vi supporta in tutte le fasi della richiesta dell’agevolazione: dalla verifica dell’ammissibilità del progetto alla presentazione della domanda. Siamo disponibili per chiarimenti e approfondimenti, pronti ad aiutarvi a valorizzare al meglio la vostra iniziativa.

Indirizzo

Via Castellammare, 134
Gragnano
80054

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