OCF srl - Orientamento Consulenza Formazione

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OCF srl - Orientamento Consulenza Formazione OCF S.R.L., società di consulenza direzionale e formazione integrata, qualità aziendale, sicurezza su

OCF S.R.L., società di consulenza direzionale e formazione integrata, si propone come “partner” delle principali imprese nazionali e internazionali offrendo servizi nell'ambito della consulenza strategica, organizzativa, per la gestione ed il miglioramento dei processi, con particolare riferimento alla conformità alle normative nazionali ed internazionali e per l’innovazione tecnologica, creando valore con il talento dei propri Consulenti. Offriamo alle Aziende la nostra assistenza nella definizione delle strategie, ma soprattutto nella realizzazione dei cambiamenti organizzativi, operativi, commerciali e tecnologici, richiesti da tali strategie o semplicemente dal contesto di mercato e competitivo. Si evidenzia che OCF S.r.l. è:

-Centro di formazione accreditato Ente Bilaterale Generale Sicurezza e Lavoro
-Convenzionato con Casartigiani Provincia di Napoli;
-Convenzionato presso il Fondo Interprofessionale FONTER;
-Associato all'Unione Industriali della Provincia di Napoli;
-Associato presso l'Associazione delle Piccole e Medie Industrie di Napoli e Provincia;
-Accreditato presso Forma. Temp.;
-Fornitore diretto ADECCO TRAINING;
-Accreditato UNI EN ISO 9001:2008 URS ITALIA per i settori EA35 ed EA37.
-Associato ASSOCONSULT Regione Campania.

Patente a punti nei cantieri: come evitarne la perdita e ottenere il contributo 80% per la certificazione ISO 45001La si...
01/10/2026

Patente a punti nei cantieri: come evitarne la perdita e ottenere il contributo 80% per la certificazione ISO 45001
La sicurezza nei cantieri è un aspetto cruciale per tutte le imprese del settore edile e impiantistico. Il rischio di incidenti, sanzioni e perdita di punti sulla patente a punti può avere conseguenze devastanti. Fortunatamente, il Bando INAIL offre un’opportunità unica per ottenere la certificazione ISO 45001 con un contributo a fondo perduto dell’80%. Vediamo perché questa certificazione è un investimento strategico per la tua azienda.

Rischi per le imprese edili e impiantistiche: perché serve la certificazione ISO 45001
🚧 Patente a punti nei cantieri: attenzione alla perdita di crediti
Ogni azienda che opera nei cantieri è soggetta alla patente a punti per la sicurezza sul lavoro. Se il punteggio scende sotto 15 crediti, l’impresa rischia sanzioni fino al 10% del valore della commessa (minimo €6.000). Inoltre, in caso di gravi incidenti, la patente può essere revocata o sospesa, bloccando l’attività lavorativa.

Avere la certificazione ISO 45001 aiuta a prevenire incidenti e garantisce il rispetto delle normative, proteggendo l’azienda da sanzioni e sospensioni.

🏗 Settori obbligati ad avere la patente a punti per operare nei cantieri
La patente a punti è obbligatoria per diversi macro settori che operano nei cantieri, tra cui:

Costruzioni edili (imprese di costruzione e ristrutturazione)
Installazione di impianti elettrici e fotovoltaici
Impiantistica idraulica e termoidraulica
Movimentazione terra e scavi
Montaggio e manutenzione di ponteggi e strutture metalliche
Lavori di carpenteria metallica
Opere stradali e asfaltature
Installazione e manutenzione di impianti antincendio e di sicurezza
Lavori in quota e su fune
Bonifiche ambientali e rimozione amianto
💰 Risparmiare migliaia di euro sui contributi INAIL
Le imprese che ottengono la certificazione ISO 45001 possono beneficiare di uno sconto sui premi INAIL dei dipendenti fino al 28% , e del 24% per le aziende con più di 15 operai.

Ecco tre esempi di risparmio triennale:

Con 10 operai: Se l’azienda versa €10.000 anno, con uno sconto del 28%,
In 3 anni, il risparmio totale è di €8.400.
Con 20 operai: Con lo sconto medio del 24%,
In 3 anni, il risparmio totale è di €14.400.
Con 40 operai: Sempre con il 24% di sconto,
In 3 anni, il risparmio totale è di €28.800.
Un vantaggio economico significativo che può essere reinvestito in sicurezza e crescita aziendale.

Perché approfittare del Bando ISI INAIL ?
✅ Ottenere la certificazione ISO 45001 ti permetterà di avere benefici sulla patente a crediti per cantieri, riducendo il rischio di sospensioni e sanzioni.

Il bando copre l’80% delle spese per la consulenza e la certificazione ISO 45001. Ecco i principali vantaggi:

✅ Migliore sicurezza nei cantieri, con riduzione del rischio di incidenti e sanzioni.
✅ Mantenimento della patente a punti, evitando multe e sospensioni.
✅ Risparmio fino al 28% sui premi INAIL per ogni dipendente certificato.
✅ Vantaggio competitivo nelle gare d’appalto pubbliche e private.
✅ Miglior reputazione aziendale, un bonus di 5 punti sui BANDI INAIL FUTURI, dimostrando l’impegno per la sicurezza sul lavoro.

Il contributo 80% copre anche le spese per il Modello Organizzativo 231?
Sì, il contributo copre anche la Certificazione 231.

Questa certificazione aiuta a mitigare il rischio di responsabilità amministrativa e penale dell’azienda e dei suoi dirigenti in caso di infortuni o illeciti commessi dai dipendenti. Con la 231, l’impresa può dimostrare di avere un sistema di controllo interno efficace, riducendo il rischio di sanzioni e sospensioni.

Sabatini e Iperammortamento: due misure cumulabili per i tuoi investimentiSe stai pianificando l’acquisto di nuovi macch...
25/09/2026

Sabatini e Iperammortamento: due misure cumulabili per i tuoi investimenti

Se stai pianificando l’acquisto di nuovi macchinari, infrastrutture IT o soluzioni digitali nei prossimi mesi, il 2026 è l’anno giusto per farlo. La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) ha confermato la Nuova Sabatini e introdotto il nuovo regime di iperammortamento, due misure che – usate insieme – permettono alle PMI di recuperare tra il 50% e il 60% del costo netto di un investimento in beni strumentali 4.0.

Non si tratta di opportunità teoriche: i due strumenti sono già operativi, cumulabili, e la finestra temporale per accedervi è aperta. L’unica variabile da gestire è il tempo: le risorse Sabatini 2026 sono limitate e lo sportello può chiudersi prima della fine dell’anno.

Nuova Sabatini e Iperammortamento 2026: come ridurre il costo reale dei tuoi investimenti in tecnologia
Categoria
Bandi

Data di pubblicazione
28 Aprile 2026

Se stai pianificando l’acquisto di nuovi macchinari, infrastrutture IT o soluzioni digitali nei prossimi mesi, il 2026 è l’anno giusto per farlo. La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) ha confermato la Nuova Sabatini e introdotto il nuovo regime di iperammortamento, due misure che – usate insieme – permettono alle PMI di recuperare tra il 50% e il 60% del costo netto di un investimento in beni strumentali 4.0.

Non si tratta di opportunità teoriche: i due strumenti sono già operativi, cumulabili, e la finestra temporale per accedervi è aperta. L’unica variabile da gestire è il tempo: le risorse Sabatini 2026 sono limitate e lo sportello può chiudersi prima della fine dell’anno.



Cos’è la Nuova Sabatini e come funziona nel 2026
La Nuova Sabatini è un’agevolazione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) destinata a micro, piccole e medie imprese. Funziona come un contributo in conto interessi: lo Stato eroga un contributo a fondo perduto calcolato sugli interessi convenzionali di un finanziamento quinquennale, che l’impresa può stipulare tramite banca o leasing con un intermediario convenzionato MIMIT.

Le aliquote operative per il 2026 sono:

BENI ORDINARI: Tasso convenzionale 2,75% → Contributo effettivo circa 7,72% dell’investimento
BENI 4.0 E GREEN: Tasso convenzionale 3,575% → Contributo effettivo circa 10,08% dell’investimento
BENI 4.0 + RICAPITALIZZAZIONE (micro/piccole): Tasso convenzionale 5,00% → Contributo effettivo circa 14,26% dell’investimento
Il finanziamento copre da un minimo di 20.000 euro fino a un massimo di 4 milioni di euro per impresa. Per importi fino a 200.000 euro il contributo viene erogato in un’unica soluzione; per importi superiori in cinque quote annuali.

Un dettaglio importante: la domanda deve essere presentata prima di avviare qualsiasi titolo di spesa. Qualsiasi ordine con acconto o prima fattura emessa prima della domanda telematica rende l’investimento non ammissibile.

Attenzione alle risorse disponibili. La dotazione 2026 è di 100 milioni di euro. Lo sportello può esaurirsi prima della fine dell’anno: chi ha già identificato il bene e il finanziatore ha interesse a presentare domanda senza attendere.



Cos’è il nuovo Iperammortamento e come funziona
L’iperammortamento 2026 (art. 1, commi 427-436, L. 199/2025) sostituisce i crediti d’imposta Transizione 4.0 e 5.0. Non è un credito compensabile in F24: è una maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto del bene, che si traduce in deduzioni più elevate ai fini IRES/IRPEF lungo tutto il piano di ammortamento.

Le aliquote di maggiorazione per investimenti in beni 4.0:

Fino a 2,5 milioni di euro: +180% → il costo fiscale riconosciuto è il 280% del costo effettivo
Da 2,5 a 10 milioni di euro: +100% → costo fiscale al 200%
Da 10 a 20 milioni di euro: +50% → costo fiscale al 150%
Il risparmio fiscale effettivo dipende dall’aliquota applicabile: 24% IRES per le società di capitali, aliquote marginali IRPEF per imprese individuali e società di persone. A differenza del vecchio credito d’imposta 4.0, il beneficio si realizza progressivamente lungo il piano di ammortamento, non in compensazione immediata.

Finestra temporale: investimenti con consegna del bene dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Conta la data di consegna, non quella dell’ordine.

Condizioni da verificare prima dell’acquisto:

Il bene deve essere nuovo e incluso negli elenchi degli Allegati IV e V della L. 199/2025
Deve essere interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione
È richiesta una comunicazione preventiva tramite piattaforma GSE (Gestore dei Servizi Energetici) prima di fruire del beneficio


Perché i due strumenti sono cumulabili
La norma (art. 1, comma 432, L. 199/2025) conferma esplicitamente la cumulabilità tra i due strumenti. Il motivo è semplice: agiscono su leve diverse.

La Nuova Sabatini abbatte il costo del finanziamento (contributo in conto interessi sull’importo finanziato). L’iperammortamento maggiora la base deducibile fiscale (impatto sull’imposta sul reddito). Non c’è sovrapposizione di quote di costo.

C’è però una regola da rispettare: il contributo Sabatini ricevuto riduce la base imponibile su cui calcolare la maggiorazione dell’iperammortamento (principio di nettizzazione). Questo calcolo va applicato correttamente per evitare contestazioni in sede di controllo.



Simulazione: quanto recuperi su un investimento da 200.000 euro
Prendiamo il caso concreto di una piccola impresa manifatturiera costituita come S.r.l. (IRES 24%) che acquista in leasing una soluzione IT 4.0 del valore di 200.000 euro (IVA esclusa), con piano di ammortamento decennale.

Contributo Nuova Sabatini (beni 4.0): 200.000 × 10,08% = 20.160 euro a fondo perduto, erogati in 5 quote annuali.

Iperammortamento (fascia fino a 2,5M €, maggiorazione +180%): Base netta: 200.000 − 20.160 (contributo Sabatini) = 179.840 euro. Maggiorazione: 179.840 × 180% = 323.712 euro di deduzione aggiuntiva totale. Risparmio fiscale IRES (24%): 323.712 × 24% = 77.691 euro, distribuiti in 10 anni.

Totale recupero stimato: circa 97.851 euro, pari al 49% del costo netto IVA.

Questi numeri mostrano con chiarezza perché la combinazione Sabatini + Iperammortamento rappresenta oggi una delle leve più concrete per abbattere il costo reale di un investimento tecnologico.

Brevetti+, Disegni+ e Marchi+ È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che programma 32 milioni di euro per l...
15/09/2026

Brevetti+, Disegni+ e Marchi+

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che programma 32 milioni di euro per la riapertura delle
tre misure dedicate alla valorizzazione della proprietà industriale delle piccole e medie imprese italiane.
Il prossimo passaggio sarà la pubblicazione degli avvisi di riapertura dei bandi, che dovranno essere
adottati dalla competente Direzione generale per gli incentivi alle imprese del MIMIT entro 30 giorni dalla
pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale. Saranno i nuovi provvedimenti a definire termini e
modalità per la presentazione delle domande.

🚀 **MARCHI+, DISEGNI+ E BREVETTI+ TORNANO NEL 2026!**

Buone notizie per le **micro, piccole e medie imprese italiane**: sono previsti **32 milioni di euro** per sostenere la valorizzazione della proprietà industriale.

Tre importanti misure per trasformare **marchi, design e brevetti** in un vero valore per l’impresa:

🔵 **MARCHI+ 2026 – 2 milioni di euro**
Per la tutela dei marchi all’estero:
🇪🇺 **Misura A:** registrazione di marchi dell’Unione Europea presso EUIPO, con contributo fino all’**80%** delle spese, fino a **6.000 € per marchio**.
🌍 **Misura B:** registrazione di marchi internazionali presso OMPI, con contributo fino al **90%**, fino a **9.000 € per marchio**.

🟠 **DISEGNI+ 2026 – 10 milioni di euro**
Per valorizzare disegni e modelli e portarli sul mercato.
👉 Contributo fino all’**80%** delle spese ammissibili, per un massimo di **60.000 €**.

Le spese possono riguardare, tra le altre, **prototipi, stampi, consulenze tecniche, certificazioni, marketing e tutela legale**.

🟢 **BREVETTI+ 2026 – 20 milioni di euro**
Per sostenere la valorizzazione economica dei brevetti e rafforzare la competitività delle PMI.
👉 Contributo a fondo perduto fino all’**80%** dei costi ammissibili, per un massimo di **140.000 €**.
In alcuni casi la percentuale può arrivare fino al **100%**.

⚠️ **ATTENZIONE:** il decreto è stato pubblicato, ma **i termini e le modalità per presentare le domande saranno definiti con i prossimi avvisi di riapertura dei bandi**.

📌 Se la tua impresa ha un **marchio, un disegno/modello o un brevetto**, questo è il momento giusto per iniziare a verificare i requisiti e prepararsi.

📞 **Contattaci per una valutazione preliminare della tua impresa e per capire quale misura può essere più adatta al tuo progetto.**

Regione Campania: contributi finoall’80% per i progetti del Terzo SettoreLa Regione Campania sostiene nuovi progetti di ...
01/09/2026

Regione Campania: contributi fino
all’80% per i progetti del Terzo Settore
La Regione Campania sostiene nuovi progetti di rilevanza locale promossi dagli Enti del Terzo Settore. L’Avviso è rivolto alle Organizzazioni di Volontariato, alle Associazioni di Promozione Sociale e alle Fondazioni iscritte al RUNTS, che devono partecipare attraverso un partenariato.
La dotazione finanziaria complessiva ammonta a 4.772.609 euro. Il contributo pubblico può coprire fino all’80% del costo complessivo del progetto, mentre almeno il 20% deve essere assicurato dai soggetti partecipanti.
Le domande possono essere presentate esclusivamente online fino alle ore 17:00 del 24 settembre 2026.
Cos’è il nuovo Avviso Terzo Settore della Regione Campania
L’Avviso finanzia iniziative e progetti di rilevanza locale coerenti con le attività di interesse generale previste dal Codice del Terzo Settore.
L’obiettivo è sostenere interventi capaci di rispondere ai bisogni delle persone, delle famiglie e delle comunità, valorizzando il ruolo delle organizzazioni radicate sul territorio.
Non sono finanziabili progetti costituiti esclusivamente da eventi, campagne di comunicazione o attività promozionali dell’ente. Le proposte devono prevedere servizi e interventi concreti, collegati a una o più attività di interesse generale effettivamente svolte dal capofila e dai partner.
Chi può partecipare
Possono presentare progetti, esclusivamente in partenariato:
• Organizzazioni di Volontariato – OdV;
• Associazioni di Promozione Sociale – APS;
• Fondazioni iscritte al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore.
Ogni soggetto partecipante deve:
• essere iscritto al RUNTS alla data di presentazione della domanda;
• mantenere l’iscrizione per tutta la durata del progetto;
avere sede legale in Campania oppure una sede operativa stabile, organizzata e riconoscibile nel territorio regionale;
• svolgere attività statutarie coerenti con le azioni previste dal progetto.
Il requisito dell’iscrizione al RUNTS deve essere posseduto sia dal capofila sia da
ciascun partner.
Quali soggetti non possono ricevere il contributo
Non possono partecipare come beneficiari:
• i Centri di Servizio per il Volontariato;
• le imprese sociali;
• le cooperative sociali;
• gli enti non appartenenti alle categorie espressamente ammesse dall’Avviso.
Le imprese sociali e le cooperative sociali possono tuttavia essere coinvolte come soggetti collaboratori, senza ricevere quote del finanziamento.
Come deve essere formato il partenariato
Il partenariato varia in base alla dimensione territoriale del progetto.
Progetti comunali o sovracomunali
Devono essere presentati da:
• un soggetto capofila;
• almeno un partner.
Progetti interprovinciali o regionali
Devono essere presentati da:
• un soggetto capofila;
• almeno due partner.
I soggetti collaboratori, anche quando partecipano attivamente alle iniziative, non vengono conteggiati per raggiungere il numero minimo di partner.
Ogni ente può partecipare a un solo partenariato. Il capofila può presentare una sola proposta e ogni partner può aderire a una sola iniziativa. Inoltre, ciascun ente può partecipare soltanto a una delle due linee progettuali previste dall’Avviso.
Le due tipologie di progetto finanziabili
Linea A: progetti comunali o sovracomunali
Sono progetti collegati alle esigenze di uno specifico Comune, di più Comuni o di un territorio provinciale.
Il costo complessivo deve essere:
• non inferiore a 25.000 euro;
• non superiore a 49.999 euro.
Per questa linea è prevista una riserva finanziaria di 1.400.000 euro.
Linea B: progetti interprovinciali o regionali
Sono interventi che rispondono a bisogni sociali presenti in un’area più ampia e coinvolgono territori appartenenti a più province o all’intera regione.
Il costo complessivo deve essere:
• non inferiore a 50.000 euro;
• non superiore a 170.000 euro.
Una quota di cofinanziamento superiore al 20% può attribuire un punteggio aggiuntivo. Per ogni punto percentuale di cofinanziamento oltre il minimo può essere riconosciuto un punto, fino a un massimo di 10 punti.
Quali progetti possono essere presentati
Le proposte devono perseguire uno o più obiettivi generali individuati dall’Avviso.
1. Contrasto alla povertà
Sono ammesse, tra le altre, iniziative per:
• contrastare la marginalità e l’esclusione sociale;
• sostenere persone e famiglie vulnerabili;
• recuperare eccedenze alimentari, farmaci e beni sanitari;
• prevenire la povertà minorile;
• rafforzare reti di prossimità e mutuo aiuto.
2. Agricoltura sostenibile e agricoltura sociale
Possono essere sviluppati interventi di:
• inclusione socio-lavorativa attraverso l’agricoltura;
• educazione ambientale e alimentare;
• valorizzazione della biodiversità;
• sviluppo sostenibile dei territori rurali;
• inserimento di persone con disabilità o in condizioni di svantaggio.
3. Salute e benessere
Rientrano, a titolo esemplificativo:
• prevenzione sanitaria e oncologica;
• attività sportive;
• sostegno alle persone con disabilità;
• contrasto alle dipendenze;
• benessere psicologico e sociale;
• servizi domiciliari e territoriali.
4. Educazione inclusiva
Possono essere sostenute attività riguardanti:
• contrasto alla povertà educativa;
• educazione alla legalità;
• sviluppo delle competenze digitali e STEM;
• contrasto al bullismo e al cyberbullismo;
• uso etico e consapevole dell’intelligenza artificiale;
• inclusione scolastica e sociale. 5. Uguaglianza di genere
Sono previste iniziative rivolte a:
• prevenzione della violenza;
• parità tra donne e uomini;
• conciliazione tra vita e lavoro;
• empowerment delle donne;
• sviluppo di competenze digitali e tecnologiche tra ragazze e giovani donne.
6. Crescita economica e lavoro dignitoso
Gli interventi possono favorire:
• inclusione socio-lavorativa;
• attivazione dei giovani NEET;
• contrasto allo sfruttamento;
• formazione linguistica e civica;
• orientamento al lavoro;
• sviluppo dell’economia sociale.
7. Riduzione delle disuguaglianze
Tra le attività ammesse figurano:
• accompagnamento ai servizi;
• sviluppo delle competenze digitali;
• sostegno scolastico;
• inclusione delle persone con disabilità;
• contrasto alle solitudini involontarie;
• welfare generativo di comunità.
8. Città e comunità sostenibili
I progetti possono riguardare:
• rigenerazione di spazi;
• cittadinanza attiva;
• tutela dei beni comuni;
• valorizzazione dei beni confiscati;
• sport come strumento di aggregazione;
• turismo sociale e accessibile.
9. Produzione e consumo responsabili
Sono previste attività per:
• economia circolare;
• riuso e riciclo;
• riduzione degli sprechi;
• consumo sostenibile;
• recupero delle eccedenze alimentari e farmaceutiche;
• uso responsabile delle risorse naturali. 10. Contrasto al cambiamento climatico Possono essere realizzati:
• percorsi educativi nelle scuole;
• attività formative sui cambiamenti climatici;
• iniziative di sensibilizzazione;
• azioni per favorire comportamenti responsabili;
• attività sulla mitigazione e sull’adattamento climatico.
L’elenco completo delle aree prioritarie deve essere verificato nell’articolo 3 dell’Avviso.

Le cose più belle della vita non si guardano con gli occhi ma si sentono con il cuore.Un caloroso augurio di buon Ferrag...
15/08/2026

Le cose più belle della vita non si guardano con gli occhi ma si sentono con il cuore.
Un caloroso augurio di buon Ferragosto Da OCF
🎉

Se la vacanza fosse un libro non sarebbe rilegato, non avrebbe pagine numerate… poggiato sul davanzale di una finestra a...
08/08/2026

Se la vacanza fosse un libro non sarebbe rilegato, non avrebbe pagine numerate… poggiato sul davanzale di una finestra aperta, racconterebbe le storie del vento e del mare. (CIT.)
Buone ferie dallo Sta di OCF - Ci Rivediamo il 31 Agosto

☀️

Regione Campania: contributi finoall’80% per i progetti del Terzo SettoreLa Regione Campania sostiene nuovi progetti di ...
07/08/2026

Regione Campania: contributi fino
all’80% per i progetti del Terzo Settore

La Regione Campania sostiene nuovi progetti di rilevanza locale promossi dagli Enti del Terzo Settore. L’Avviso è rivolto alle Organizzazioni di Volontariato, alle Associazioni di Promozione Sociale e alle Fondazioni iscritte al RUNTS, che devono partecipare attraverso un partenariato.
La dotazione finanziaria complessiva ammonta a 4.772.609 euro. Il contributo pubblico può coprire fino all’80% del costo complessivo del progetto, mentre almeno il 20% deve essere assicurato dai soggetti partecipanti.
Le domande possono essere presentate esclusivamente online fino alle ore 17:00 del 24 settembre 2026.

Cos’è il nuovo Avviso Terzo Settore della Regione Campania
L’Avviso finanzia iniziative e progetti di rilevanza locale coerenti con le attività di interesse generale previste dal Codice del Terzo Settore.
L’obiettivo è sostenere interventi capaci di rispondere ai bisogni delle persone, delle famiglie e delle comunità, valorizzando il ruolo delle organizzazioni radicate sul territorio.
Non sono finanziabili progetti costituiti esclusivamente da eventi, campagne di comunicazione o attività promozionali dell’ente. Le proposte devono prevedere servizi e interventi concreti, collegati a una o più attività di interesse generale effettivamente svolte dal capofila e dai partner.
Chi può partecipare
Possono presentare progetti, esclusivamente in partenariato:
• Organizzazioni di Volontariato – OdV;
• Associazioni di Promozione Sociale – APS;
• Fondazioni iscritte al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore.
Ogni soggetto partecipante deve:
• essere iscritto al RUNTS alla data di presentazione della domanda;
• mantenere l’iscrizione per tutta la durata del progetto;
avere sede legale in Campania oppure una sede operativa stabile, organizzata e riconoscibile nel territorio regionale;
• svolgere attività statutarie coerenti con le azioni previste dal progetto.
Il requisito dell’iscrizione al RUNTS deve essere posseduto sia dal capofila sia da
ciascun partner.
Quali soggetti non possono ricevere il contributo
Non possono partecipare come beneficiari:
• i Centri di Servizio per il Volontariato;
• le imprese sociali;
• le cooperative sociali;
• gli enti non appartenenti alle categorie espressamente ammesse dall’Avviso.
Le imprese sociali e le cooperative sociali possono tuttavia essere coinvolte come soggetti collaboratori, senza ricevere quote del finanziamento.
Come deve essere formato il partenariato
Il partenariato varia in base alla dimensione territoriale del progetto.
Progetti comunali o sovracomunali
Devono essere presentati da:
• un soggetto capofila;
• almeno un partner.
Progetti interprovinciali o regionali
Devono essere presentati da:
• un soggetto capofila;
• almeno due partner.
I soggetti collaboratori, anche quando partecipano attivamente alle iniziative, non vengono conteggiati per raggiungere il numero minimo di partner.
Ogni ente può partecipare a un solo partenariato. Il capofila può presentare una sola proposta e ogni partner può aderire a una sola iniziativa. Inoltre, ciascun ente può partecipare soltanto a una delle due linee progettuali previste dall’Avviso.
Le due tipologie di progetto finanziabili
Linea A: progetti comunali o sovracomunali
Sono progetti collegati alle esigenze di uno specifico Comune, di più Comuni o di un territorio provinciale.
Il costo complessivo deve essere:
• non inferiore a 25.000 euro;
• non superiore a 49.999 euro.
Per questa linea è prevista una riserva finanziaria di 1.400.000 euro.
Linea B: progetti interprovinciali o regionali
Sono interventi che rispondono a bisogni sociali presenti in un’area più ampia e coinvolgono territori appartenenti a più province o all’intera regione.
Il costo complessivo deve essere:
• non inferiore a 50.000 euro;
• non superiore a 170.000 euro.
Una quota di cofinanziamento superiore al 20% può attribuire un punteggio aggiuntivo. Per ogni punto percentuale di cofinanziamento oltre il minimo può essere riconosciuto un punto, fino a un massimo di 10 punti.
Quali progetti possono essere presentati
Le proposte devono perseguire uno o più obiettivi generali individuati dall’Avviso.
1. Contrasto alla povertà
Sono ammesse, tra le altre, iniziative per:
• contrastare la marginalità e l’esclusione sociale;
• sostenere persone e famiglie vulnerabili;
• recuperare eccedenze alimentari, farmaci e beni sanitari;
• prevenire la povertà minorile;
• rafforzare reti di prossimità e mutuo aiuto.
2. Agricoltura sostenibile e agricoltura sociale
Possono essere sviluppati interventi di:
• inclusione socio-lavorativa attraverso l’agricoltura;
• educazione ambientale e alimentare;
• valorizzazione della biodiversità;
• sviluppo sostenibile dei territori rurali;
• inserimento di persone con disabilità o in condizioni di svantaggio.
3. Salute e benessere
Rientrano, a titolo esemplificativo:
• prevenzione sanitaria e oncologica;
• attività sportive;
• sostegno alle persone con disabilità;
• contrasto alle dipendenze;
• benessere psicologico e sociale;
• servizi domiciliari e territoriali.
4. Educazione inclusiva
Possono essere sostenute attività riguardanti:
• contrasto alla povertà educativa;
• educazione alla legalità;
• sviluppo delle competenze digitali e STEM;
• contrasto al bullismo e al cyberbullismo;
• uso etico e consapevole dell’intelligenza artificiale;
• inclusione scolastica e sociale. 5. Uguaglianza di genere
Sono previste iniziative rivolte a:
• prevenzione della violenza;
• parità tra donne e uomini;
• conciliazione tra vita e lavoro;
• empowerment delle donne;
• sviluppo di competenze digitali e tecnologiche tra ragazze e giovani donne.
6. Crescita economica e lavoro dignitoso
Gli interventi possono favorire:
• inclusione socio-lavorativa;
• attivazione dei giovani NEET;
• contrasto allo sfruttamento;
• formazione linguistica e civica;
• orientamento al lavoro;
• sviluppo dell’economia sociale.
7. Riduzione delle disuguaglianze
Tra le attività ammesse figurano:
• accompagnamento ai servizi;
• sviluppo delle competenze digitali;
• sostegno scolastico;
• inclusione delle persone con disabilità;
• contrasto alle solitudini involontarie;
• welfare generativo di comunità.
8. Città e comunità sostenibili
I progetti possono riguardare:
• rigenerazione di spazi;
• cittadinanza attiva;
• tutela dei beni comuni;
• valorizzazione dei beni confiscati;
• sport come strumento di aggregazione;
• turismo sociale e accessibile.
9. Produzione e consumo responsabili
Sono previste attività per:
• economia circolare;
• riuso e riciclo;
• riduzione degli sprechi;
• consumo sostenibile;
• recupero delle eccedenze alimentari e farmaceutiche;
• uso responsabile delle risorse naturali. 10. Contrasto al cambiamento climatico Possono essere realizzati:
• percorsi educativi nelle scuole;
• attività formative sui cambiamenti climatici;
• iniziative di sensibilizzazione;
• azioni per favorire comportamenti responsabili;
• attività sulla mitigazione e sull’adattamento climatico.
L’elenco completo delle aree prioritarie deve essere verificato nell’articolo 3 dell’Avviso.

Bando Volontariato 2026Rivolto a organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale di Basilicata, Cala...
23/07/2026

Bando Volontariato 2026
Rivolto a organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, il bando mette a disposizione 4 milioni di euro per sostenerne le attività ordinarie. Scade il 30 settembre.

La Fondazione con il Sud promuove una nuova edizione del bando dedicato al volontariato, rivolto a organizzazioni di volontariato (odv) e associazioni di promozione sociale (aps) di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

L’iniziativa è rivolta ai piccoli comuni delle aree interne del Mezzogiorno con popolazione residente non superiore a 5000 abitanti, dove si intende valorizzare il ruolo del volontariato come presidio sociale di prossimità.

Il sostegno non è legato alla presentazione di una proposta progettuale, ma intende consolidare e sviluppare le attività ordinarie di volontariato, favorendo anche il coinvolgimento di giovani e donne sia nella base associativa sia negli organi di governance delle organizzazioni.

L’iniziativa mette a disposizione 4 milioni di euro e per partecipare c’è tempo fino al 30 settembre 2026. Le richieste di sostegno dovranno essere presentate esclusivamente online attraverso la piattaforma Chàiros.

Saranno selezionate le organizzazioni più valide e capaci di generare valore sociale ed impatto sul territorio.

La Regione Campania ha approvato due bandi del CSR Campania 2023-2027 rivolti al settore agricolo: SRE01 – Insediamento ...
13/07/2026

La Regione Campania ha approvato due bandi del CSR Campania 2023-2027 rivolti al settore agricolo: SRE01 – Insediamento giovani agricoltori e SRD03 – Azione C – Attività educative/didattiche. Le misure intervengono su due ambiti distinti ma complementari: il ricambio generazionale nelle aziende agricole e lo sviluppo delle fattorie didattiche come forma di diversificazione dell’attività agricola.

Finalità del bando
Il bando SRE01 sostiene l’avvio dell’attività imprenditoriale da parte di giovani agricoltori che si insediano per la prima volta in un’azienda agricola. L’obiettivo è favorire l’ingresso di nuove generazioni nel settore primario e accompagnare la realizzazione di piani aziendali orientati allo sviluppo dell’impresa agricola.

Il bando SRD03 – Azione C sostiene invece investimenti destinati alla diversificazione delle aziende agricole attraverso attività educative e didattiche. La misura è collegata allo sviluppo delle fattorie didattiche e mira a rafforzare la funzione sociale, formativa e territoriale dell’impresa agricola.

SRE01: insediamento di giovani agricoltori come capo azienda.
SRD03 – Azione C: investimenti per attività educative e didattiche nelle aziende agricole.
Beneficiari
Per l’intervento SRE01 possono presentare domanda i giovani agricoltori che si insediano, o si sono insediati nei ventiquattro mesi precedenti il rilascio della domanda di sostegno, per la prima volta in un’azienda agricola. L’insediamento può avvenire come titolare di impresa individuale oppure come rappresentante legale di una società agricola.

Per l’intervento SRD03 – Azione C i beneficiari sono imprenditori agricoli, singoli o associati, che svolgono attività agricola ai sensi dell’articolo 2135 del Codice civile e che risultano iscritti all’Albo regionale delle Fattorie didattiche, sezione A, alla data di rilascio della domanda di sostegno.

Soggetti non ammessi
Le fonti ufficiali indicano specifiche esclusioni per l’accesso alle misure. Le esclusioni riguardano sia la natura del soggetto proponente sia alcune condizioni pregresse dell’impresa o dell’insediamento.

Per SRD03 – Azione C sono esclusi gli imprenditori che esercitano esclusivamente attività di selvicoltura o acquacoltura.
Per SRD03 – Azione C non sono ammessi i soggetti che, alla data di pubblicazione del bando, non abbiano ancora presentato domanda di saldo finale per progetti finanziati sulla Misura 6.4.1 del PSR Campania 2014-2022.
Per SRE01 non è ammissibile l’insediamento in aziende costituite attraverso frazionamenti o passaggi non consentiti secondo le condizioni previste dal bando.
Per SRE01 non può accedere chi abbia già beneficiato, direttamente o indirettamente, di un premio di primo insediamento.
Agevolazione prevista
Le due misure prevedono forme di sostegno differenti. L’intervento SRE01 riconosce un premio forfettario di primo insediamento, mentre l’intervento SRD03 – Azione C prevede una sovvenzione in conto capitale sugli investimenti ammissibili.

SRE01: dotazione finanziaria pari a 30.000.000 euro.
SRE01: premio di 45.000 euro per insediamenti nelle macroaree A e B.
SRE01: premio di 50.000 euro per insediamenti nelle macroaree C e D.
SRE01: erogazione in due rate, con acconto del 60% e saldo del 40%.
SRD03 – Azione C: dotazione finanziaria pari a 1.443.600 euro.
SRD03 – Azione C: contributo in conto capitale pari al 60% della spesa ammissibile.
SRD03 – Azione C: spesa minima ammissibile pari a 15.000 euro.
SRD03 – Azione C: spesa massima ammissibile pari a 150.000 euro.
SRD03 – Azione C: contributo massimo concedibile pari a 90.000 euro.
SRD03 – Azione C: applicazione del regime de minimis ai sensi del Regolamento UE 2023/2831.
Spese ammissibili
Per l’intervento SRE01 il sostegno è erogato come premio forfettario di primo insediamento e non è collegato alla rendicontazione analitica di spese, operazioni o investimenti sostenuti dal giovane agricoltore.

Per l’intervento SRD03 – Azione C sono ammissibili investimenti collegati allo sviluppo di attività educative e didattiche nelle aziende agricole. Le spese devono essere coerenti con il progetto presentato e con le finalità della misura.

Interventi di edilizia libera e opere non strutturali connesse alle attività didattiche.
Acquisto di nuovi macchinari, impianti, arredi e attrezzature funzionali alle attività educative.
Sistemi e microimpianti con finalità didattiche, dimostrative o educative.
Spese generali direttamente collegate all’operazione finanziata.
Software, piattaforme digitali, strumenti interattivi e soluzioni per la promozione digitale delle attività educative e didattiche.
Le spese non direttamente riconducibili alle finalità del progetto, gli acquisti non previsti dal bando e le operazioni non conformi ai requisiti indicati non sono considerate ammissibili.

Scadenze e modalità di presentazione
Le domande di sostegno per entrambi i bandi devono essere presentate in modalità telematica tramite il portale SIAN. L’apertura è fissata al 6 luglio 2026 e la scadenza al 15 settembre 2026 alle ore 14:00.

La presentazione può avvenire tramite un Centro di Assistenza Agricola accreditato, tramite un libero professionista delegato e accreditato ai servizi regionali oppure direttamente dal beneficiario come utente qualificato. Per entrambi i bandi è prevista la possibilità di inviare quesiti agli indirizzi PEC indicati negli avvisi fino a dieci giorni prima della scadenza.

La relazione tecnica o la documentazione progettuale richiesta deve essere predisposta tramite l’applicativo SIARC, secondo le modalità indicate dai bandi.

Requisiti e condizioni
Per il bando SRE01, il richiedente deve avere compiuto 18 anni e non avere ancora compiuto 41 anni alla data di rilascio della domanda di sostegno. Deve inoltre insediarsi per la prima volta come capo azienda, possedere o acquisire adeguate competenze professionali e presentare un piano aziendale.

Costituzione e aggiornamento del fascicolo aziendale.
Possesso dei requisiti di formazione e competenza professionale richiesti.
Presentazione del piano aziendale insieme alla domanda di sostegno.
Avvio del piano aziendale entro 6 mesi dal provvedimento di concessione.
Completamento del piano aziendale entro 18 mesi dal provvedimento di concessione.
Conduzione dell’azienda come capo azienda per almeno 5 anni dal saldo del premio.
Mantenimento di posizione previdenziale INPS, partita IVA e iscrizione alla CCIAA per almeno 5 anni dal saldo del premio.
Per il bando SRD03 – Azione C, il beneficiario deve risultare iscritto al Registro delle Imprese con codice ATECO 01, essere iscritto all’Albo regionale delle Fattorie didattiche, sezione A, e disporre di un fascicolo aziendale aggiornato. Gli investimenti devono essere realizzati nel territorio regionale e all’interno dei beni fondiari nella disponibilità dell’impresa.

Spesa ammissibile non inferiore a 15.000 euro.
Progetto coerente con le finalità educative e didattiche della misura.
Operazioni non completate prima della presentazione della domanda, salvo le attività preparatorie ammesse.
Regolarità contributiva e rispetto dei requisiti di affidabilità.
Stabilità dell’investimento per almeno 5 anni dalla liquidazione del saldo finale.
Completamento del progetto entro 12 mesi dalla concessione.

Indirizzo

Via Castellammare, 134
Gragnano
80054

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