01/09/2026
Regione Campania: contributi fino
all’80% per i progetti del Terzo Settore
La Regione Campania sostiene nuovi progetti di rilevanza locale promossi dagli Enti del Terzo Settore. L’Avviso è rivolto alle Organizzazioni di Volontariato, alle Associazioni di Promozione Sociale e alle Fondazioni iscritte al RUNTS, che devono partecipare attraverso un partenariato.
La dotazione finanziaria complessiva ammonta a 4.772.609 euro. Il contributo pubblico può coprire fino all’80% del costo complessivo del progetto, mentre almeno il 20% deve essere assicurato dai soggetti partecipanti.
Le domande possono essere presentate esclusivamente online fino alle ore 17:00 del 24 settembre 2026.
Cos’è il nuovo Avviso Terzo Settore della Regione Campania
L’Avviso finanzia iniziative e progetti di rilevanza locale coerenti con le attività di interesse generale previste dal Codice del Terzo Settore.
L’obiettivo è sostenere interventi capaci di rispondere ai bisogni delle persone, delle famiglie e delle comunità, valorizzando il ruolo delle organizzazioni radicate sul territorio.
Non sono finanziabili progetti costituiti esclusivamente da eventi, campagne di comunicazione o attività promozionali dell’ente. Le proposte devono prevedere servizi e interventi concreti, collegati a una o più attività di interesse generale effettivamente svolte dal capofila e dai partner.
Chi può partecipare
Possono presentare progetti, esclusivamente in partenariato:
• Organizzazioni di Volontariato – OdV;
• Associazioni di Promozione Sociale – APS;
• Fondazioni iscritte al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore.
Ogni soggetto partecipante deve:
• essere iscritto al RUNTS alla data di presentazione della domanda;
• mantenere l’iscrizione per tutta la durata del progetto;
avere sede legale in Campania oppure una sede operativa stabile, organizzata e riconoscibile nel territorio regionale;
• svolgere attività statutarie coerenti con le azioni previste dal progetto.
Il requisito dell’iscrizione al RUNTS deve essere posseduto sia dal capofila sia da
ciascun partner.
Quali soggetti non possono ricevere il contributo
Non possono partecipare come beneficiari:
• i Centri di Servizio per il Volontariato;
• le imprese sociali;
• le cooperative sociali;
• gli enti non appartenenti alle categorie espressamente ammesse dall’Avviso.
Le imprese sociali e le cooperative sociali possono tuttavia essere coinvolte come soggetti collaboratori, senza ricevere quote del finanziamento.
Come deve essere formato il partenariato
Il partenariato varia in base alla dimensione territoriale del progetto.
Progetti comunali o sovracomunali
Devono essere presentati da:
• un soggetto capofila;
• almeno un partner.
Progetti interprovinciali o regionali
Devono essere presentati da:
• un soggetto capofila;
• almeno due partner.
I soggetti collaboratori, anche quando partecipano attivamente alle iniziative, non vengono conteggiati per raggiungere il numero minimo di partner.
Ogni ente può partecipare a un solo partenariato. Il capofila può presentare una sola proposta e ogni partner può aderire a una sola iniziativa. Inoltre, ciascun ente può partecipare soltanto a una delle due linee progettuali previste dall’Avviso.
Le due tipologie di progetto finanziabili
Linea A: progetti comunali o sovracomunali
Sono progetti collegati alle esigenze di uno specifico Comune, di più Comuni o di un territorio provinciale.
Il costo complessivo deve essere:
• non inferiore a 25.000 euro;
• non superiore a 49.999 euro.
Per questa linea è prevista una riserva finanziaria di 1.400.000 euro.
Linea B: progetti interprovinciali o regionali
Sono interventi che rispondono a bisogni sociali presenti in un’area più ampia e coinvolgono territori appartenenti a più province o all’intera regione.
Il costo complessivo deve essere:
• non inferiore a 50.000 euro;
• non superiore a 170.000 euro.
Una quota di cofinanziamento superiore al 20% può attribuire un punteggio aggiuntivo. Per ogni punto percentuale di cofinanziamento oltre il minimo può essere riconosciuto un punto, fino a un massimo di 10 punti.
Quali progetti possono essere presentati
Le proposte devono perseguire uno o più obiettivi generali individuati dall’Avviso.
1. Contrasto alla povertà
Sono ammesse, tra le altre, iniziative per:
• contrastare la marginalità e l’esclusione sociale;
• sostenere persone e famiglie vulnerabili;
• recuperare eccedenze alimentari, farmaci e beni sanitari;
• prevenire la povertà minorile;
• rafforzare reti di prossimità e mutuo aiuto.
2. Agricoltura sostenibile e agricoltura sociale
Possono essere sviluppati interventi di:
• inclusione socio-lavorativa attraverso l’agricoltura;
• educazione ambientale e alimentare;
• valorizzazione della biodiversità;
• sviluppo sostenibile dei territori rurali;
• inserimento di persone con disabilità o in condizioni di svantaggio.
3. Salute e benessere
Rientrano, a titolo esemplificativo:
• prevenzione sanitaria e oncologica;
• attività sportive;
• sostegno alle persone con disabilità;
• contrasto alle dipendenze;
• benessere psicologico e sociale;
• servizi domiciliari e territoriali.
4. Educazione inclusiva
Possono essere sostenute attività riguardanti:
• contrasto alla povertà educativa;
• educazione alla legalità;
• sviluppo delle competenze digitali e STEM;
• contrasto al bullismo e al cyberbullismo;
• uso etico e consapevole dell’intelligenza artificiale;
• inclusione scolastica e sociale. 5. Uguaglianza di genere
Sono previste iniziative rivolte a:
• prevenzione della violenza;
• parità tra donne e uomini;
• conciliazione tra vita e lavoro;
• empowerment delle donne;
• sviluppo di competenze digitali e tecnologiche tra ragazze e giovani donne.
6. Crescita economica e lavoro dignitoso
Gli interventi possono favorire:
• inclusione socio-lavorativa;
• attivazione dei giovani NEET;
• contrasto allo sfruttamento;
• formazione linguistica e civica;
• orientamento al lavoro;
• sviluppo dell’economia sociale.
7. Riduzione delle disuguaglianze
Tra le attività ammesse figurano:
• accompagnamento ai servizi;
• sviluppo delle competenze digitali;
• sostegno scolastico;
• inclusione delle persone con disabilità;
• contrasto alle solitudini involontarie;
• welfare generativo di comunità.
8. Città e comunità sostenibili
I progetti possono riguardare:
• rigenerazione di spazi;
• cittadinanza attiva;
• tutela dei beni comuni;
• valorizzazione dei beni confiscati;
• sport come strumento di aggregazione;
• turismo sociale e accessibile.
9. Produzione e consumo responsabili
Sono previste attività per:
• economia circolare;
• riuso e riciclo;
• riduzione degli sprechi;
• consumo sostenibile;
• recupero delle eccedenze alimentari e farmaceutiche;
• uso responsabile delle risorse naturali. 10. Contrasto al cambiamento climatico Possono essere realizzati:
• percorsi educativi nelle scuole;
• attività formative sui cambiamenti climatici;
• iniziative di sensibilizzazione;
• azioni per favorire comportamenti responsabili;
• attività sulla mitigazione e sull’adattamento climatico.
L’elenco completo delle aree prioritarie deve essere verificato nell’articolo 3 dell’Avviso.