30/05/2026
Nel 2011, all'apice della sua ricchezza, Al Rajhi ha compiuto un gesto senza precedenti: ha trasferito circa 16 miliardi di dollari (più di metà del suo intero patrimonio) in un fondo di beneficenza (Waqf), distribuendo la restante parte ai suoi figli per evitare future dispute ereditarie.
A causa di questa gigantesca cessione, il suo nome è letteralmente scomparso dalla lista dei miliardari. Le sue quote bancarie, le sue immense fattorie avicole (le più grandi del Medio Oriente) e le sue proprietà immobiliari sono state donate per finanziare progetti legati all'istruzione, alla sanità, alla religione e al contrasto della povertà.
Perché lo ha fatto? Al Rajhi è nato poverissimo, lavorando fin da bambino come facchino e spazzino prima di costruire il suo impero dal nulla. Ha spesso dichiarato di considerare la ricchezza non come una proprietà personale, ma come un "deposito" affidatogli da Dio. La sua filosofia è semplice: "Sono venuto al mondo senza nulla, e voglio andarmene senza nulla."
Oggi, il suo fondo benefico è uno dei più grandi al mondo e continua a generare profitti che vengono interamente reinvestiti in opere di bene.