MEMORIA DEL MONDO E PATRIMONIO DELL’UMANITÀ
NEI SEGNI bruni DELLE EPIGRAFI in bronzo E’ RACCHIUSO L’ALFABETO DEGLI UMBRI
DISCENDENTI DEI POPOLI INDOEUROPEI
‘LE RADICI DELL’EUROPA SONO A GUBBIO’
Lo sostengono studiosi, intellettuali, artisti che hanno firmato la petizione lanciata da Patrizia Zappa Mulas (attrice, scrittrice) e Anna Buoninsegni Sartori (giornalista, editrice) inviata alle mas
sime cariche istituzionali, affinché venga riconosciuta LA LORO UNICITA’, come il più grande documento religioso dell’età classica. Dal 2020 al 6 aprile 2021, hanno aderito:
Philippe Daverio e Franca Valeri (che nel frattempo ci hanno purtroppo lasciato), Andrea Carandini, Goffredi Fofi, Annamaria Guarnieri, Paolo Fallai, Franco Cordelli, Masolino D’Amico, Flavio Caroli, Valerio Magrelli, Alfonso Berardinelli, Claudio Longhi, Marco Senaldi, Guido Fabiani, Filippo La Porta, Davide Rondoni, Oliviero Diliberto, Annarosa Buttarelli, Giacomo Marramao, Mario Martone, Stefano Boeri, Salvatore Carrubba, Maria Giulia Castagnone, Marina Colonna, Elio Pecora, Giorgio Amitrano, Silvia Piera Calamandrei, Renato Minore, Silvia Carandini, Beppe Navello, Paola Mannoni, Lidia Ravera, Sandra Petrignani, Felice Cimatti, Giancarlo Cauteruccio, Nanni Garella, Ruggero Cappuccio, Rodolfo di Giammarco, Piero Maccarinelli, Fabrizio Gifuni, Sonia Bergamasco, Ivan Berni, Riccardo Sabbatini, Ruggero Savinio, Annelisa Alleva, Gianfranco Albano, Francesco Scacciati, Pino Strabioli, Stefano Napoli, Marco Cecchini, Vincenzo Pietrini.
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I segni bruni impressi sul metallo sono le parole di un archivio sacro concepito tremila anni fa, quando Gubbio era solo un villaggio di legno e il Monte Ingino il luogo sacro dove si riunivano ogni anno le venti comunità federate per eleggere i rappresentanti che celebravano i riti prescritti nelle Tavole, amministravano la giustizia per risolvere le contese e raccoglievano i tributi necessari a finanziare la difesa e la cura del territorio. Sono 4.365 parole di una sorta di messale primitivo che prescrive in modo minuzioso le liturgie civiche della confederazione di comunità pastorali umbro-sabine che ha governato il territorio centro italico prima della fondazione di Roma e vi ha tracciato le prime vie di comunicazione. Pur appartenendo alla comunità eugubina, le Tavole sono un riferimento di valori e significati universali, tali da collocare le epigrafi nelle ‘MEMORIE DEL MONDO’.