03/05/2026
Quando una sceneggiatura sta ‘ al passo con i tempi ci parla di cambiamenti che le persone devono affrontare ogni giorno con uno spirito nuovo e rinnovato . Scelte consapevoli 🫶
Esce oggi «Il Diavolo veste Prada 2», vent'anni esatti dopo il primo film, dopo un tour promozionale che ha invaso i feed di mezzo mondo tra outfit iconici sui red carpet, interviste esplosive e maglioncini cerulei indossati dai fan. L'attesa era enorme, e il film non delude: ma lo fa in modo inaspettato, perché il vero villain di questo sequel non è Miranda Priestly. È la crisi dell'editoria.
Runway affonda, gli inserzionisti fanno la voce grossa e i giganti della Silicon Valley divorano quel che resta dei giornali. Miranda oggi vola in economy e il cappotto se lo appende da sola, da quando qualcuno è andato a lamentarsi alle Risorse umane. Lo spirito dei tempi è servito. Anche Andy Sachs, che quel mondo lo aveva lasciato buttando il telefono in una fontana parigina, si ritrova a doverci tornare: ha perso il lavoro, il giornalismo d'inchiesta non è immune alla crisi, e quando arriva una posizione a Runway decide che è il momento. Non intende vendere l'anima, ma fare una scelta adulta. Che poi è quello che ci diciamo tutti quando torniamo a fare una cosa che avevamo giurato di non fare mai più.
In questo scenario, con giornalisti premiati che devono produrre contenuti che la gente scrolla mentre fa p**ì, accade il vero miracolo del film: farci tifare per Miranda. In alcuni momenti sembra quasi addolcita, ma è solo un'impressione: è più stanchezza che vero cambiamento. Ma se tifiamo per il Diavolo insieme ad Andy, vuol dire che il film ha perso la sua ragion d’essere?
Vent'anni fa storcevamo il naso davanti alle sue angherie. Oggi la guardiamo lottare per tenere in piedi un mondo che sta scomparendo e viene quasi da rimpiangere quel mondo insieme a lei. Anche con le angherie dentro, anche con il cappotto sbattuto sulla scrivania. Perché almeno c'era un cappotto da appendere, e una scrivania su cui lanciarlo, e qualcuno disposto a raccoglierlo. Il Diavolo veste Prada 2 ha il coraggio di dircelo, con ironia e senza nostalgia, mentre ci fa fare il tifo per chi quel mondo lo ha incarnato meglio di tutti.
Di Valentina Colosimo