22/05/2026
CiboLibro🤩
𝐋𝐚 𝐃𝐎𝐏 𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐲
Umberto Curti, associazione culturale Genova World
Da anni lo scrivo nei libri 📚, lo pubblico online 🌐, lo specifico nelle conferenze 🎤, e soprattutto lo grido ai miei corsisti: noi viviamo globalmente dentro l’antropocene 🌍, dentro qualcosa che, ove non fronteggiato, va mettendo a repentaglio il futuro stesso del Pianeta ⚠️.
E anche in àmbito alimentare 🍽️, dunque, lo iato non è più fra prodotti che, soggettivamente, più gradiamo o meno, bensì fra prodotti che concorrono alla nostra economia 💶 (talora al nostro buonessere) collettivamente intesa, e prodotti che no…
Personalmente, io vivo e lavoro in Liguria, un “epicentro” della mediterraneità 🌊, e non a caso anche i nostri muretti a secco e il nostro modello gastronomico 🍷🫒 sono via via assurti a Patrimoni Unesco 🏛️. Il Mediterraneo storicamente determinò una sorta di confine anche fra olio e b***o, fra vino e birra 🍺, fra grano e segale 🌾.
L’olio – e beninteso mi riferisco all’extravergine! 🫒 – non è solo un alimento bensì anche una sorta di farmaco 💚, un nostro amico quotidiano. Nondimeno, avverto di continuo che esso costituisce, per i più, un conosciutissimo sconosciuto 🤔. E proprio dentro questa mancata conoscenza s’insinuano i “concorrenti” (mi si perdoni la parola), che sovente occhieggiano dagli spazi delle offerte 🛒, non di rado a prezzi inverosimili 💸.
Per fortuna, nel nostro Paese 🇮🇹 ogni giorno circa 1 milione di persone attiva un comparto produttivo che aggrega più di 180mila imprese agroalimentari le quali si riconoscono nelle certificazioni europee IGP/IGT e DOC/DOP 🏅. Sono realtà di varia dimensione ma che puntano tutte su un protocollo disciplinare, il quale al contempo salvaguarda radicate tradizioni 👨🌾 e promuove la sicurezza e l’eccellenza ✨, di fatto perpetuando un modo d’essere e lavorare pressoché artigianale, sebbene al passo con le migliori tecnologie e prassi 🔬 (non v'è progresso senza ricerca&sviluppo).
Queste risorse, ove ben capitalizzate, incentivano anche turismi del paesaggio 🏞️ e sapienziali, e - last not least! - creano prospettive occupazionali 👩🍳👨🌾 per quei giovani, e potrebbero non esser pochi, che rivedano nella terra e nei giacimenti food qualcosa su cui investire il proprio futuro 🚜🌱.
Sta certamente all’acquirente individuare, nel mare magnum delle merci 🌍, i prodotti di qualità ⭐, e quelle etichette con logotipi e sigle che identificano le indicazioni geografiche e le denominazioni d’origine 🏷️. Sta all’acquirente badare con sempre maggior attenzione 👀 a ciò che finisce nel carrello, e in tavola 🍽️.
A Imperia, città da sempre a vocazione “olearia” 🫒, il 15 maggio 📅 all’Auditorium CCIAA Riviere di Liguria è stato non a caso presentato il saggio di Mauro Rosati “La filosofia della DOP economy. Come il cibo di qualità può generare cultura, comunità e futuro” 📖 (ed. Treccani), prefato dal noto sociologo Umberto Galimberti. E’ davvero un viaggio ✨, inevitabilmente, attraverso il top del made in Italy 🇮🇹, dai pani alle frutta 🍞🍎, dal Parmigiano Reggiano 🧀 all’Aceto Balsamico Tradizionale, dall’Aglio di Voghiera 🧄 al Miele di Lunigiana 🍯.
E “quantificare” il valore di questo impegno lavorativo così tricolore 🇮🇹 contribuisce anche ad ispirare una nuova filosofia dei consumi 💡, attenta al territorio 🏞️ e a quel che l’Italia deve continuare a rappresentare.