26/12/2025
Nelle scorse settimane in molti mi hanno chiesto di progettare per il bando “Imprese Sociali – Agenda Urbana Lamezia Terme” della Regione Calabria.
Un avviso complesso, che mescolava Terzo Settore, progettazione sociale e logiche d’impresa, ma con un formulario di fatto da impresa pura.
La faccio breve.
Ho consigliato a diversi clienti di desistere, soprattutto sulla linea legata all’utilizzo degli spazi comunali: i costi di gestione non erano finanziati e il rapporto costi/benefici risultava, a mio avviso, poco sostenibile.
Ho però deciso di sperimentare la progettazione sulla linea “neutra”, la 3.7.1, quella senza spazi comunali assegnati, per intenderci.
L’ho fatto per scelta professionale, quasi come una palestra: un’idea originale, già abbozzata come “virgola” di una proposta più ampia presentata in passato da Open Space APS e da altre associazioni amiche, nell’ambito della, a mio giudizio, disgraziata, “democraticissima”, “opportuna” e sbagliata co-programmazione PN Metro+.
Lo dico da professionista e me ne assumo la responsabilità, anche a costo di attirarmi qualche antipatia.
Non c’era alcuna aspettativa particolare.
Era un tentativo, utile soprattutto a misurarmi, a rafforzare il mio metodo in vista dei bandi successivi e a poter erogare consulenza davvero mirata ai clienti dello studio.
Ho parlato apertamente di “tentativo” portato avanti dal mio Studio anche con chi mi chiedeva consulenza: non me la sarei mai sentita di lucrare su progettazioni complesse, da impostare in tempi strettissimi, chiedendo sforzi economico-finanziari rilevanti a fronte di un rischio altissimo di non risultare beneficiari.
E invece quel tentativo, non sugli spazi comunali a bando è risultata la prima proposta finanziabile.
Le conclusioni potrebbero essere molte.
Per me, oggi, si riassumono in una sola:
“Basta prudenza. Dopo 14 anni questo lavoro lo so fare. E anche bene.”
Antonio.