Rosati Arte

Rosati Arte Laboratorio artigiano di cornici, argentatura e doratura a foglia, restauro, galleria d'arte, consulenza arredamenti.

La nostra Azienda
Mauro e Massimo Rosati conducono da più di trenta anni l’attività di corniceria presso la “bottega artigiana” di Latina. Nel ’97 decidono di aprire un altro laboratorio nel centro storico di Priverno, paese di rilevante importanza storica, con i suoi musei, basiliche e centro di interessanti scavi archeologici. L’esperienza dei Fratelli Rosati è generazionale, maturata nel centro

storico di Roma, capitale artistica del mondo intero, in Via del Babuino dove i genitori conducevano un importante laboratorio artigiano frequentato dai più grandi artisti contemporanei, pittori, scultori, scrittori, registi, restauratori. Acquisite le tecniche più raffinate della Doratura e del Restauro collaborano al restauro di svariate opere nelle antiche chiese e palazzi della capitale, soffitti, altari, cornici e mobili vari, partecipando con importanti studi di architettura in Roma ad arredamenti di ville e appartamenti antichi e moderni. La professionalità dei due laboratori, di Latina e Priverno, che Mauro e Massimo gestiscono, permette, ai clienti che li frequentano, di usufruire di un servizio di qualità e cortesia nella realizzazione di lavori e nelle consulenze richieste. Nei nostri negozi potrete trovare una importante mostra di opere d’arte che va dai quadri di artisti contemporanei a stampe autentiche e riprodotte antiche, falsi d’autore e poster moderni proposti con incorniciature particolari. Le nostre cornici, accuratamente selezionate da campionari delle migliori fabbriche Italiane ci permettono di assecondare le esigenze dei nostri clienti con proposte originali e di indiscusso effetto. Le nostre proposte si completano con un prodotto personale ed esclusivo, cornici d’orate o argentate a foglia, realizzate nei nostri laboratori, con procedimenti che rispettano il sistema antico di tutti i più accurati e raffinati passaggi di lavorazione adottando i materiali originali, gesso di Bologna, colla di coniglio, bolo, ecc. Visitando i nostri negozi e su vostra richiesta avremo modo di illustrarvi la nostra produzione oppure, perché no, studiare insieme un nuovo modello di cornice che poi realizzeremo. Qui di seguito troverete una scheda che descrive molto sinteticamente i passaggi che permettono di realizzare una cornice, un candelabro, un mobile qualsiasi con la doratura a foglia riuscendo a dare l’idea della complessità della lavorazione.

• Tagliata e composta la cornice in legno viene accuratamente “stuccata” nelle eventuali irregolarità presenti, carteggiate le stuccature la cornice è pronta per ricevere tutti i passaggi di lavorazione.
• Si passa quindi alla preparazione della colla,”colla di coniglio”, che verrà passata su tutta la superficie della cornice che dovremo dorare o argentare fungendo da aggrappante tra il legno ed il “cuscinetto” che andremo a realizzare sopra.
• Una volta che la colla si è asciugata prepariamo il gesso, “gesso di Bologna”, che è un gesso finissimo che andremo ad impastare non con l’acqua ma con la colla di coniglio che permetterà al gesso di legare con la giusta resistenza elastica. Verrà quindi passato sulla cornice con un pennello in due o tre mani finissime.
• Asciutto il gesso tutta la superficie viene “finemente carteggiata”.
• Si passa ora alla “graffitura”, praticamente alla realizzazione di disegni sulla cornice eseguiti a mano libera con l’aiuto di un ferro sagomato.
• E’ finita ora la prima fase di lavorazione, dobbiamo adesso isolare il gesso, comunque polveroso, dal resto dei passaggi, questo avviene passando con un pennello sopra la superficie la “gommalacca” diluita con alcool.
• Preparariamo ora il “bolo”,che daremo sempre con un pennello. Il bolo è un misto di argilla e sego che viene impastato sempre con la colla di coniglio, la sua funzione è di collante e mordente per dare all’oro o all’argento una tonalità di colore più o meno accesa.
• Adesso la cornice è pronta per ricevere la “ posa della foglia d’oro o d’argento”.
• Questa operazione delicatissima, perché i fogli sono sottilissimi, avviene bagnando leggermente con un pennello la cornice e, con un pennello piatto, caricato di elettricità elettrostatica, sollevando la foglia d’oro la si poggia sulla cornice.
• Dorata tutta la cornice, prima che asciughi del tutto, viene “schiacciata” con un batuffolo di ovatta per facilitare l’incollaggio dei fogli.
• Quando l’argentatura della cornice è ben asciutta abbiamo modo di lucidare alcuni pezzi della stessa, “brunitura”, in modo tale da creare dei contrasti lucido/opaco che contribuiranno a valorizzare l’estetica del Nostro prodotto; questo avviene a mezzo della “pietra d’agata”,una pietra di agata debitamente sagomata e innestata su un supporto di legno in maniera tale da essere impugnata per poter eseguire la lavorazione.
• La Nostra cornice è ormai pronta, non rimane altro che “ fissare” con un prodotto il lavoro e “patinare” la cornice secondo il gusto o l’esigenza del cliente. La Doratura e l’argentatura a foglia

Note tecniche

Il termine “doratura” definisce quella tecnica che consiste nell’applicare oro, in foglia o in polvere, su legno o altri materiali a fini decorativi. La doratura, ben conosciuta dagli antichi, fu eseguita sul legno e metallo dagli Egizi e dai Romani. Le civiltà orientali impreziosirono arredi e oggetti con applicazioni d’oro, pratica ancora attuale nei Paesi asiatici. L’Europa ne fece largo uso nei periodi Barocco e Rococò ( dalla metà del ‘600 al 1780 circa ). La conservazione degli oggetti lignei, dorati o argentati,, richiede una particolare attenzione. Un repentino cambiamento di temperatura, d’umidità o semplicemente l’usura dovuta al tempo provoca scrostamenti e screpolature che, una volta avviate, sono difficili d’arrestare. Mentre il legno per sua natura “si muove” gonfiandosi e asciugandosi, lo strato di gesso che fa da cuscino, tra il legno e la foglia d’oro, non varia di volume; rimanendo perciò sollevato dal supporto crea, con l’andar del tempo delle screpolature. Mai usare colle per attaccare le parti sollevate né, tanto meno, mascherare le crepe con vernici similoro che, come tutti i prodotti pigmentati, dopo qualche anno darebbero luogo ad una vistosa macchia. Per un procedimento delicato come la doratura è meglio rinunciare al “fai da te” ( specialmente se il mobile o l’oggetto è di pregio ) per affidarsi alle mani sicure di un esperto. Il lavoro del restauratore avrà come primo obiettivo quello di fissare il gesso al legno con appositi prodotti chimici, successivamente saranno ricostruite le parti perdute, con la medesima tecnica usata all’origine. Esistono vari tipi di dorature, ma le più usate su supporti lignei sono quelle ad acqua e ad olio. In entrambi i casi occorre preparare il legno stendendo uno strato di gesso in più mani, smerigliare il tutto per ottenere una superficie liscia e compatta, completare infine l’operazione con un mordente. A questo punto le due tecniche si differenziano. Per la doratura ad acqua, più complessa e delicata, si procede stendendo sulla superficie il cosiddetto “bolo”, un misto d’argilla, sego e leganti, che ha una duplice funzione: quella di collante, per far aderire la foglia d’oro, e quella di mordente per dare all’oro tonalità di colore più o meno accese. Una volta asciugato il bolo si applica la foglia d’oro, bagnando con acqua e colla la parte da dorare. L’oro o l’argento, in foglia sottilissima, va applicato con un pennello piatto caricato d’elettricità statica per sollevarlo più facilmente. I pezzi dorati ad acqua si possono brunire con la pietra d’agata montata su uno speciale attrezzo. Per la doratura ad olio, più semplice, il mordente era l’olio di lino cotto, ora sostituito da altre miscele più sofisticate sempre a base d’olio, mescolato con ocra gialla o terra di Siena grezza. Anche quest’impasto va steso sulla base di gesso ben levigata. Quando il mordente è quasi asciutto, si applica l’oro in foglia con lo stesso procedimento usato per la doratura ad acqua. L’argentatura è uguale, come tecnica, alla doratura. La superficie finale viene però protetta da una mano di vernice finale per prevenire l’ossidazione.

05/11/2025

ATTENZIONE…..stanno arrivando delle mail da Rosati Arte non sono io, scusate !

Continua la campagna sconto al 50% grandi opportunità!Tutto il pronto in esposizione, specchiere, quadri, poster e corni...
18/10/2025

Continua la campagna sconto al 50% grandi opportunità!
Tutto il pronto in esposizione, specchiere, quadri, poster e cornici disponibili dorate a foglia nel nostro laboratorio, vi aspettiamo!!!

Approfittatene, opportunità per tutti!!!
21/07/2025

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Tanti cari auguri Grande Enrico!!!
14/03/2025

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.... È sempre interessante condividere pensieri di arte su una rilassante panchina !....
20/02/2025

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Restauro di un diploma di laurea, immagini appena smontato dalla cornice, risultato della lavorazione e il processo di l...
11/12/2024

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12/10/2024

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..... Da dove tutto ebbe inizio!...
22/08/2024

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La nostra storia!

Indirizzo

Via Cesare Battisti
Latina
04100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
16:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 13:00
16:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
16:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 13:00
16:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 13:00
16:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 13:00
16:00 - 20:00

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La nostra Azienda Mauro e Massimo Rosati conducono da più di trenta anni l’attività di corniceria presso la “bottega artigiana” di Latina. Nel ’97 decidono di aprire un altro laboratorio nel centro storico di Priverno, paese di rilevante importanza storica, con i suoi musei, basiliche e centro di interessanti scavi archeologici. L’esperienza dei Fratelli Rosati è generazionale, maturata nel centro storico di Roma, capitale artistica del mondo intero, in Via del Babuino dove i genitori conducevano un importante laboratorio artigiano frequentato dai più grandi artisti contemporanei, pittori, scultori, scrittori, registi, restauratori. Acquisite le tecniche più raffinate della Doratura e del Restauro collaborano al restauro di svariate opere nelle antiche chiese e palazzi della capitale, soffitti, altari, cornici e mobili vari, partecipando con importanti studi di architettura in Roma ad arredamenti di ville e appartamenti antichi e moderni. La professionalità dei due laboratori, di Latina e Priverno, che Mauro e Massimo gestiscono, permette, ai clienti che li frequentano, di usufruire di un servizio di qualità e cortesia nella realizzazione di lavori e nelle consulenze richieste. Nei nostri negozi potrete trovare una importante mostra di opere d’arte che va dai quadri di artisti contemporanei a stampe autentiche e riprodotte antiche, falsi d’autore e poster moderni proposti con incorniciature particolari. Le nostre cornici, accuratamente selezionate da campionari delle migliori fabbriche Italiane ci permettono di assecondare le esigenze dei nostri clienti con proposte originali e di indiscusso effetto. Le nostre proposte si completano con un prodotto personale ed esclusivo, cornici d’orate o argentate a foglia, realizzate nei nostri laboratori, con procedimenti che rispettano il sistema antico di tutti i più accurati e raffinati passaggi di lavorazione adottando i materiali originali, gesso di Bologna, colla di coniglio, bolo, ecc. Visitando i nostri negozi e su vostra richiesta avremo modo di illustrarvi la nostra produzione oppure, perché no, studiare insieme un nuovo modello di cornice che poi realizzeremo. Qui di seguito troverete una scheda che descrive molto sinteticamente i passaggi che permettono di realizzare una cornice, un candelabro, un mobile qualsiasi con la doratura a foglia riuscendo a dare l’idea della complessità della lavorazione. • Tagliata e composta la cornice in legno viene accuratamente “stuccata” nelle eventuali irregolarità presenti, carteggiate le stuccature la cornice è pronta per ricevere tutti i passaggi di lavorazione. • Si passa quindi alla preparazione della colla,”colla di coniglio”, che verrà passata su tutta la superficie della cornice che dovremo dorare o argentare fungendo da aggrappante tra il legno ed il “cuscinetto” che andremo a realizzare sopra. • Una volta che la colla si è asciugata prepariamo il gesso, “gesso di Bologna”, che è un gesso finissimo che andremo ad impastare non con l’acqua ma con la colla di coniglio che permetterà al gesso di legare con la giusta resistenza elastica. Verrà quindi passato sulla cornice con un pennello in due o tre mani finissime. • Asciutto il gesso tutta la superficie viene “finemente carteggiata”. • Si passa ora alla “graffitura”, praticamente alla realizzazione di disegni sulla cornice eseguiti a mano libera con l’aiuto di un ferro sagomato. • E’ finita ora la prima fase di lavorazione, dobbiamo adesso isolare il gesso, comunque polveroso, dal resto dei passaggi, questo avviene passando con un pennello sopra la superficie la “gommalacca” diluita con alcool. • Preparariamo ora il “bolo”,che daremo sempre con un pennello. Il bolo è un misto di argilla e sego che viene impastato sempre con la colla di coniglio, la sua funzione è di collante e mordente per dare all’oro o all’argento una tonalità di colore più o meno accesa. • Adesso la cornice è pronta per ricevere la “ posa della foglia d’oro o d’argento”. • Questa operazione delicatissima, perché i fogli sono sottilissimi, avviene bagnando leggermente con un pennello la cornice e, con un pennello piatto, caricato di elettricità elettrostatica, sollevando la foglia d’oro la si poggia sulla cornice. • Dorata tutta la cornice, prima che asciughi del tutto, viene “schiacciata” con un batuffolo di ovatta per facilitare l’incollaggio dei fogli. • Quando l’argentatura della cornice è ben asciutta abbiamo modo di lucidare alcuni pezzi della stessa, “brunitura”, in modo tale da creare dei contrasti lucido/opaco che contribuiranno a valorizzare l’estetica del Nostro prodotto; questo avviene a mezzo della “pietra d’agata”,una pietra di agata debitamente sagomata e innestata su un supporto di legno in maniera tale da essere impugnata per poter eseguire la lavorazione. • La Nostra cornice è ormai pronta, non rimane altro che “ fissare” con un prodotto il lavoro e “patinare” la cornice secondo il gusto o l’esigenza del cliente. La Doratura e l’argentatura a foglia Note tecniche Il termine “doratura” definisce quella tecnica che consiste nell’applicare oro, in foglia o in polvere, su legno o altri materiali a fini decorativi. La doratura, ben conosciuta dagli antichi, fu eseguita sul legno e metallo dagli Egizi e dai Romani. Le civiltà orientali impreziosirono arredi e oggetti con applicazioni d’oro, pratica ancora attuale nei Paesi asiatici. L’Europa ne fece largo uso nei periodi Barocco e Rococò ( dalla metà del ‘600 al 1780 circa ). La conservazione degli oggetti lignei, dorati o argentati,, richiede una particolare attenzione. Un repentino cambiamento di temperatura, d’umidità o semplicemente l’usura dovuta al tempo provoca scrostamenti e screpolature che, una volta avviate, sono difficili d’arrestare. Mentre il legno per sua natura “si muove” gonfiandosi e asciugandosi, lo strato di gesso che fa da cuscino, tra il legno e la foglia d’oro, non varia di volume; rimanendo perciò sollevato dal supporto crea, con l’andar del tempo delle screpolature. Mai usare colle per attaccare le parti sollevate né, tanto meno, mascherare le crepe con vernici similoro che, come tutti i prodotti pigmentati, dopo qualche anno darebbero luogo ad una vistosa macchia. Per un procedimento delicato come la doratura è meglio rinunciare al “fai da te” ( specialmente se il mobile o l’oggetto è di pregio ) per affidarsi alle mani sicure di un esperto. Il lavoro del restauratore avrà come primo obiettivo quello di fissare il gesso al legno con appositi prodotti chimici, successivamente saranno ricostruite le parti perdute, con la medesima tecnica usata all’origine. Esistono vari tipi di dorature, ma le più usate su supporti lignei sono quelle ad acqua e ad olio. In entrambi i casi occorre preparare il legno stendendo uno strato di gesso in più mani, smerigliare il tutto per ottenere una superficie liscia e compatta, completare infine l’operazione con un mordente. A questo punto le due tecniche si differenziano. Per la doratura ad acqua, più complessa e delicata, si procede stendendo sulla superficie il cosiddetto “bolo”, un misto d’argilla, sego e leganti, che ha una duplice funzione: quella di collante, per far aderire la foglia d’oro, e quella di mordente per dare all’oro tonalità di colore più o meno accese. Una volta asciugato il bolo si applica la foglia d’oro, bagnando con acqua e colla la parte da dorare. L’oro o l’argento, in foglia sottilissima, va applicato con un pennello piatto caricato d’elettricità statica per sollevarlo più facilmente. I pezzi dorati ad acqua si possono brunire con la pietra d’agata montata su uno speciale attrezzo. Per la doratura ad olio, più semplice, il mordente era l’olio di lino cotto, ora sostituito da altre miscele più sofisticate sempre a base d’olio, mescolato con ocra gialla o terra di Siena grezza. Anche quest’impasto va steso sulla base di gesso ben levigata. Quando il mordente è quasi asciutto, si applica l’oro in foglia con lo stesso procedimento usato per la doratura ad acqua. L’argentatura è uguale, come tecnica, alla doratura. La superficie finale viene però protetta da una mano di vernice finale per prevenire l’ossidazione.