14/10/2026
La legge di bilancio 2026 ha introdotto alcune modifiche rilevanti al funzionamento del secondo pilastro: gli interventi principali riguardano tre ambiti: il rafforzamento dell’adesione automatica per i neoassunti, la portabilità e una maggiore flessibilità nelle modalità di erogazione delle prestazioni.
Dal primo luglio 2026, per i neoassunti del settore privato è previsto un meccanismo di auto-enrolment nella previdenza complementare, con la possibilità per il lavoratore di rinunciare entro 60 giorni. Si tratta un meccanismo più forte del precedente silenzio-assenso, perché l’iscrizione scatta automaticamente alla data di prima assunzione.
La riforma interviene anche sulla portabilità, prevedendo la possibilità di trasferire il contributo datoriale, con entrata in vigore differita al 31 ottobre 2026. È un passaggio significativo perché, fino a oggi, il trasferimento da un fondo negoziale a un fondo aperto o a un Pip risultava nella pratica poco conveniente per il lavoratore, che rischiava di perdere il contributo del datore di lavoro.
Il terzo fronte riguarda infine la fase di erogazione: la manovra innalza al 60% la quota massima liquidabile in capitale e introduce nuove opzioni accanto alla rendita vitalizia tradizionale: rendita a durata definita, prelievi liberamente determinabili entro determinati limiti ed erogazione frazionata. La logica è rendere più flessibile e meno rigido l’utilizzo del montante accumulato, superando alcune resistenze storiche che hanno frenato l’adesione alla previdenza complementare.
Nel lessico della consulenza finanziaria contemporanea, la previdenza è però ormai una parte di un bisogno sempre piu importante, quello della protezione.
Protezione non significa soltanto coprirsi da un evento negativo, ma dare stabilità al progetto economico di una persona o di una famiglia. Significa difendere il tenore di vita, gestire la longevità, accompagnare le carriere discontinue, preparare il dopo-lavoro, tutelare il patrimonio accumulato e trasformarlo in sicurezza nel tempo.