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Target Comunicazione Attività di formazione e coaching rivolta al mondo della Scuola, degli insegnanti e delle Imprese.

Focus specifico sulla Comunicazione efficace, Public Speaking, educazione civica digitale.

LE TRACCE CHE LASCIA LA GENTILEZZACi sono persone che ricordiamo per quello che ci hanno insegnato.E poi ci sono quelle ...
08/10/2026

LE TRACCE CHE LASCIA LA GENTILEZZA

Ci sono persone che ricordiamo per quello che ci hanno insegnato.
E poi ci sono quelle che ricordiamo soprattutto per come ci hanno fatto sentire.

Le parole di consapevolezza di oggi sono di una donna ed educatrice straordinaria come Maria Montessori che, con semplicità, ci ricorda qualcosa di essenziale: educare non significa soltanto trasmettere conoscenze.
Significa entrare in relazione con l’altro attraverso il rispetto, l’ascolto e l’attenzione.

La gentilezza, allora, non è una semplice forma di buona educazione…
È qualcosa di più potente.

🔹È una scelta educativa
🔹È il tono con cui correggiamo un errore
🔹È il modo in cui diamo un feedback
🔹È la pazienza con cui ascoltiamo.
🔹È la capacità di vedere, dietro un comportamento, una persona.

E questo vale per chi insegna, ma anche per chi guida un gruppo, coordina un team, cresce un figlio o semplicemente vive ogni giorno in mezzo agli altri… nella società.

Spesso sottovalutiamo la gentilezza perché non produce risultati immediati e non fa rumore. Oggi sento dire tante volte che è una debolezza.
Molti pensano: “meglio non essere gentili, tanto non serve a nulla”

Eppure può lasciare una traccia profonda.

Forse educare, formare e persino lavorare insieme significa anche questo:
avere cura delle persone mentre cerchiamo di aiutarle a crescere.

Perché ciò che insegniamo può essere dimenticato… e lo dico soprattutto da genitore.
Ma il “modo” in cui facciamo sentire una persona, è qualcosa che difficilmente si dimentica. Segna in profondità. Eccome!

📌 LA DIFFICILE ARTE DEL CAMBIAMENTO PERSONALE Parlo spesso di cambiamento. E la Filosofia ci può essere di grande aiuto ...
17/09/2026

📌 LA DIFFICILE ARTE DEL CAMBIAMENTO PERSONALE

Parlo spesso di cambiamento. E la Filosofia ci può essere di grande aiuto in questo percorso.
Il cambiamento è utile. Cambiare apre la mente. E cose di questo genere…
Soprattutto quando a cambiare devono essere gli altri.

Lo confesso… Per anni ho pensato di “essere arrivato” e che il cambiamento “spettasse” agli altri.
Perché, in realtà, il cambiamento fa anche un pochino di paura, a volte indispone e non piace affatto.

Eppure vogliamo vedere le cose cambiare.
Vorremmo una società più giusta, relazioni più autentiche, persone più rispettose, ambienti di lavoro più umani.

Davanti a ciò che non funziona, è difficile che ci chiediamo: “Io in cosa (e come) posso cambiare?”

Cambiare il mondo non significa necessariamente compiere grandi gesti.

A volte significa cambiare il modo in cui ascoltiamo.
Scegliere parole diverse.
Assumerci una responsabilità invece di cercare un colpevole.
Uscire da una vecchia abitudine.
Avere il coraggio di metterci in gioco quando sarebbe più semplice rimanere fermi.

👉🏻 Ogni cambiamento autentico comincia da un movimento interiore, nostro, personale, individuale.

Perché non possiamo pretendere di ottenere risultati diversi continuando a pensare, comunicare e agire esattamente nello stesso modo.
Il mondo che ci circonda non dipende soltanto da noi, naturalmente. Ma il nostro modo di stare nel mondo sì.
E forse è proprio da lì che vale la pena cominciare.

👉🏻 Se vogliamo vedere un cambiamento intorno a noi, chiediamoci: quale piccolo cambiamento possiamo attuare in prima persona?

📌 𝐏𝐑𝐈𝐌𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐄 𝐍𝐎𝐒𝐓𝐑𝐄 𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈 𝐂𝐈 𝐒𝐎𝐍𝐎 𝐈 𝐍𝐎𝐒𝐓𝐑𝐈 𝐏𝐄𝐍𝐒𝐈𝐄𝐑𝐈Le parole di consapevolezza di oggi sono quelle di Nancy Kline, esp...
10/09/2026

📌 𝐏𝐑𝐈𝐌𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐄 𝐍𝐎𝐒𝐓𝐑𝐄 𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈 𝐂𝐈 𝐒𝐎𝐍𝐎 𝐈 𝐍𝐎𝐒𝐓𝐑𝐈 𝐏𝐄𝐍𝐒𝐈𝐄𝐑𝐈

Le parole di consapevolezza di oggi sono quelle di Nancy Kline, esperta a livello mondiale di Coaching, leadership e sviluppo personale.
La riflessione della Kline, contiene una domanda che forse dovremmo porci più spesso: quanto della nostra vita è il risultato dei nostri pensieri?
Io ho imparato a chiedermelo molto spesso, durante le mie giornate.

Nel suo libro “𝑴𝒐𝒓𝒆 𝑻𝒊𝒎𝒆 𝒕𝒐 𝑻𝒉𝒊𝒏𝒌”, la Kline ci ricorda che la qualità di ciò che facciamo nasce dalla qualità del pensiero che lo precede.

È un’idea semplice, certo un pochino filosofica…
Ma è così. Semplice e immediata. La qualità dei nostri pensieri è decisiva per le nostre vite.

Prima di un’azione c’è sempre un modo di guardare la realtà.
Prima di una decisione c’è un’interpretazione.
Prima di una parola c’è un pensiero.

E così, lentamente, i nostri pensieri diventano comportamenti. I comportamenti diventano abitudini. Le abitudini finiscono per costruire la nostra esperienza del mondo.

Un pensiero chiuso può trasformare un limite in una condanna… in un “blocco” per tutta la vita.

Un pensiero aperto può trasformarlo in una possibilità.

Forse non possiamo scegliere tutto ciò che ci accade, ma possiamo imparare a pensare diversamente ciò che ci accade.

Ed è proprio lì che può iniziare un cambiamento.
Non sempre dobbiamo fare di più.

A volte dobbiamo semplicemente fermarci per pensare meglio…
Per “produrre” pensieri migliori.

Che le nostre vite possano essere ricche di grandi pensieri per produrre azioni meravigliose 🤩

📌 PERCHÉ ABBIAMO UN DISPERATO BISOGNO DI GENTILEZZA 👉🏻 Le parole di consapevolezza di oggi sono di Sofocle, uno dei più ...
28/08/2026

📌 PERCHÉ ABBIAMO UN DISPERATO BISOGNO DI GENTILEZZA

👉🏻 Le parole di consapevolezza di oggi sono di Sofocle, uno dei più grandi poeti e autori dell’antica Grecia.
Egli ci ricorda che essere gentili ci rende più forti e ci consente di “manifestare” tutta la nostra umanità.

Compiere atti di gentilezza può aumentare l’amore per la vita, migliorare l'umore e favorire l'accettazione da parte degli altri.

👉🏻 La gentilezza aumenta il nostro benessere fisico ed emotivo, stimola il rilascio di serotonina e ossitocina, riduce l’impatto di emozioni come paura e ansia.
Inoltre favorisce l’innalzamento dei livelli di energia personale e quindi anche i legami sociali.

La gentilezza fa bene, a noi e agli altri… eppure…
Eppure viene considerata come una forma di debolezza verso di sé e verso gli altri... ci si vergogna quasi di “mostrarla”.

In una società sempre più chiusa e diffidente, la gentilezza, manifestata con consapevolezza attraverso parole, gesti, modi, toni, azioni, può essere un modo pratico per sentirsi meno soli e per rendere meno soli gli altri.

Che queste parole possano essere un punto di partenza per tanti gesti e parole gentili 😊

📌 IL VALORE DELLE COSE BELLE (E DIFFICILI)Quella  che ho scelto per oggi è una frase semplice, quasi provocatoria, ma ch...
20/08/2026

📌 IL VALORE DELLE COSE BELLE (E DIFFICILI)

Quella che ho scelto per oggi è una frase semplice, quasi provocatoria, ma che in questi giorni di fine agosto mi rimbomba in mente e può diventare una buona domanda da portarsi dietro.
E io me la voglio portare dietro.

Tra poco ripartiamo... forse qualcuno non si è proprio fermato.
Riprendiamo il lavoro, i progetti, gli obiettivi, le responsabilità. E con loro arriveranno anche gli ostacoli e le cose difficili.

La tentazione sarà quella di cercare la strada più breve, la soluzione più semplice, il risultato più immediato.
È sempre sbagliato? No, a volte la via più breve è anche la migliore.
Ma non tutto ciò che conta può essere ottenuto facilmente.
Negli ultimi anni noto (e sono sicuro che l’avete notato anche voi) una costante tendenza a semplificare, ad accontentarsi delle cose facili che, appunto, spesso ci vengono “regalate”.
Un riferimento su tutti che faccio è quello del successo.
Facile, immediato, senza fatica, qualcuno dice “veloce come i tempi che stiamo vivendo”.

Sarò certo fissato con la Filosofia, e comunque mi vengono in mente le parole di Aristotele che ci ricorda che “diventiamo” ciò che siamo attraverso le nostre azioni, le nostre abitudini e la pratica costante.
Motivo per cui è anche nelle difficoltà che costruiamo soprattutto il carattere, le competenze, la consapevolezza e i risultati.

Per questo, forse, dovremmo smettere di chiederci:
“Come posso evitare questa difficoltà?”

E iniziare a chiederci:

“Che cosa può insegnarmi questa difficoltà?”

A volte l’ostacolo non è ciò che ci separa dal risultato.
È ciò che ci “prepara” ad essere all’altezza del risultato… per poi gestire al meglio quel risultato nel medio-lungo termine.

Nella mia personale esperienza ho imparato a diffidare, o comunque a considerare sempre con molta attenzione, tutto quello che si ottiene con grande facilità.

E voi cosa ne pensate? 🤔

07/08/2026

La consapevolezza a proposito delle nostre passa anche per una buona lettura… “Lascia che la felicità accada” di Ana Maria Sepe e Anna De Simone.

📌 𝐔𝐍𝐀 𝐋𝐄𝐓𝐓𝐔𝐑𝐀 𝐂𝐇𝐄 𝐂𝐈 𝐒𝐔𝐆𝐆𝐄𝐑𝐈𝐒𝐂𝐄 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐕𝐈𝐕𝐄𝐑𝐄 (𝐄 𝐕𝐈𝐕𝐄𝐑𝐒𝐈) 𝐌𝐄𝐆𝐋𝐈𝐎Ci sono libri che si leggono. E poi ci sono libri che ci i...
06/08/2026

📌 𝐔𝐍𝐀 𝐋𝐄𝐓𝐓𝐔𝐑𝐀 𝐂𝐇𝐄 𝐂𝐈 𝐒𝐔𝐆𝐆𝐄𝐑𝐈𝐒𝐂𝐄 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐕𝐈𝐕𝐄𝐑𝐄 (𝐄 𝐕𝐈𝐕𝐄𝐑𝐒𝐈) 𝐌𝐄𝐆𝐋𝐈𝐎

Ci sono libri che si leggono. E poi ci sono libri che ci invitano a guardarci dentro.

Uno di questi è “𝑳𝒂𝒔𝒄𝒊𝒂 𝒄𝒉𝒆 𝒍𝒂 𝒇𝒆𝒍𝒊𝒄𝒊𝒕𝒂̀ 𝒂𝒄𝒄𝒂𝒅𝒂”, scritto da due autrici di Psicologia tra le più note in Italia, Ana Maria Sepe e Anna De Simone.
Non è un testo che promette formule magiche né scorciatoie verso la serenità. Offre qualcosa di molto più prezioso: un percorso di educazione emotiva.

Viviamo in una società che ci insegna a raggiungere obiettivi, ma raramente ci insegna a riconoscere ciò che proviamo. A dare un nome alle “situazioni emotive” che, ogni giorno, ci sfidano… ci accadono, ci coinvolgono.
Eppure, la “qualità” delle nostre emozioni influenza la qualità delle nostre decisioni, delle nostre relazioni e, in definitiva, della nostra vita.

Il messaggio che emerge dal libro è tanto semplice quanto potente: la felicità non si rincorre, si “lascia accadere”. Attraverso la consapevolezza, l’accettazione di sé, la capacità di trasformare le ferite in occasioni di crescita, di auto-perdonarsi e il coraggio di lasciare andare ciò che non ci appartiene più.

Da formatore e, soprattutto, da genitore, credo che l’educazione emotiva dovrebbe avere lo stesso spazio dell’educazione tecnica. Perché possiamo acquisire competenze professionali eccellenti, ma senza conoscere il nostro mondo interiore rischiamo di non saperle mettere davvero al servizio degli altri.

Questo per me è stato un libro di scoperte e di conferme…
Mi auguro possa esserlo anche per molti dei miei contatti 😊
Buona lettura…

📌 ETICA VUOL DIRE COMPRENDERE COME E PERCHÉ SCEGLIERE Le Parole di consapevolezza di oggi sono di un imperatore-filosofo...
23/07/2026

📌 ETICA VUOL DIRE COMPRENDERE COME E PERCHÉ SCEGLIERE

Le Parole di consapevolezza di oggi sono di un imperatore-filosofo che amo particolarmente: Marco Aurelio.

Viviamo in un tempo in cui parlare è facile, pubblicare contenuti e idee è immediato e reagire è quasi automatico. Il concetto di Etica sembra diventare sempre più relativo, quasi “sfumato”… eppure, anche per questi motivi, l’etica non è un concetto astratto: è una scelta quotidiana che “serve a misurare” costantemente i nostri passi.

Ogni parola che pronunciamo, ogni contenuto che condividiamo, ogni decisione che prendiamo racconta chi siamo molto più di ciò che diciamo di essere.

👉🏻 Marco Aurelio ci ricorda che esistono due semplici domande capaci di orientare le nostre azioni: È giusto? È vero?

La libertà non consiste nel poter fare qualsiasi cosa, ma nel saper scegliere ciò che è giusto anche quando sarebbe più facile fare il contrario. È in quella scelta che nasce l’integrità, si costruisce la fiducia e prende forma la credibilità, nelle relazioni personali come nel lavoro.

L’etica, in fondo, non è un insieme di regole imposte dall’esterno. È (o dovrebbe essere!) l’espressione più alta della nostra libertà: la libertà di scegliere il bene, la verità e la responsabilità.

Perché il valore di una persona non si misura dalle parole che conosce, ma da quelle che decide di usare. Il valore si misura con le azioni che decidiamo di compiere.

L’etica è anche decisione…

📌 L’ASCOLTO E’ UNA DELLE FORME PIÙ ALTE DI RISPETTOLe parole di consapevolezza di oggi sono dedicate all’ascolto e si is...
16/07/2026

📌 L’ASCOLTO E’ UNA DELLE FORME PIÙ ALTE DI RISPETTO

Le parole di consapevolezza di oggi sono dedicate all’ascolto e si ispirano a uno dei massimi esperti mondiali di Comunicazione e negoziazione, il Professor William Ury.

E’ davvero molto difficile fare silenzio e ascoltare. Perché?
William Ury, cofondatore del Program on Negotiation di Harvard e coautore del libro L’ARTE DEL NEGOZIATO, non ha dubbi sulla risposta.

“Siamo timorosi, abbiamo paura. Paura di non essere presi sul serio, di apparire meno di…”
“Per questo motivo parliamo per primi, per padroneggiare il momento, per assumere il controllo”.
E continua: “parlare per primi comunica all’altra persona che siamo noi a condurre il gioco, ne so più di te, sono io che devo dire…”.
“Se lascio parlare te per primo/a ti cedo il controllo… e chissà questo dove mi porterà…”

Ury sottolinea che cedere il controllo fa paura. E’ nell’indole umana.
Bisogna essere un pochino audaci, folli e coraggiosi… perché l’ascolto è anche queste tre cose.

Se desideriamo avere (e quindi mostrare) una presenza veramente forte nelle interazioni sociali (a tutti i livelli) la pratica dell’ascolto è decisiva.

William Ury conclude dicendo che: “dobbiamo fare, con coraggio, largo agli altri, concedere loro tempo e spazio, senza metterci sulla difensiva mentre ascoltiamo. Superando le paure iniziali.”

Così gli altri si sentiranno veramente rispettati, senza tanti preamboli, senza tante parole. L’ascolto manifesta quella forma di rispetto che mette al primo posto l’umanità di una persona, contro e al di là di ogni forma di pregiudizio.

Se ascoltiamo veramente stiamo rispettando veramente.

📌 𝑳𝑨 𝑷𝑹𝑰𝑴𝑨 𝑹𝑬𝑮𝑶𝑳𝑨 𝑫𝑬𝑳𝑳𝑨 𝑪𝑶𝑴𝑼𝑵𝑰𝑪𝑨𝒁𝑰𝑶𝑵𝑬  “Lei ci deve dire qual è la prima e più importante regola della Comunicazione!”👉 ...
01/07/2026

📌 𝑳𝑨 𝑷𝑹𝑰𝑴𝑨 𝑹𝑬𝑮𝑶𝑳𝑨 𝑫𝑬𝑳𝑳𝑨 𝑪𝑶𝑴𝑼𝑵𝑰𝑪𝑨𝒁𝑰𝑶𝑵𝑬

“Lei ci deve dire qual è la prima e più importante regola della Comunicazione!”

👉 Molto spesso mi viene fatta questa domanda. Come se, per migliorare le nostre relazioni, sia personali che professionali, possa bastare una “tecnica”.

Come è possibile affinare la nostra Comunicazione, rendendola più efficace, coinvolgente, vincente.

Molti si aspettano delle “tecniche neutre e potentissime” che, quasi "magicamente", possono convincere o persuadere (gli interlocutori) di qualcosa.
In verità, le persone rimangono parecchio deluse quando scoprono che è necessario “fondare” la Comunicazione su qualcosa che in prima battuta dobbiamo (NOI) dare agli altri, concederla noi come “emittenti”, con equilibrio e responsabilità.

✅ Sto parlando dell’Ascolto.

Quando si parla di ascolto dobbiamo fare subito i conti con il nostro Ego che, improvvisamente, si erge a nemico della Comunicazione (e spesso del dialogo!).

➡️ Saper ascoltare è una competenza preziosa, frutto di allenamento, autocontrollo e sensibilità, che nella maggior parte dei casi non è innata, bensì frutto di addestramento.
Una capacità di Ascolto poco sviluppata limita la nostra Comunicazione e la rende quasi “atrofizzata”, praticamente “assente”.
Quando non ascoltiamo ecco come rischiamo di diventare:

🔹 auto-referenziali
🔹 poco disposti ad accettare e farsi accettare
🔹 scarsamente empatici
🔹 poco credibili
🔹 poco autorevoli


Uno schema molto bello di Comunicazione efficace, fondata sull’Ascolto, lo descrive l’Apostolo Giacomo, in un libro del Nuovo Testamento, quando dice:
“Che ogni uomo sia pronto ad ascoltare, lento a parlare e lento all’ira”.

👉 L’ascolto crea solide basi per una relazione autentica, rispettosa e umana; ci ricorda che la responsabilità della Comunicazione è la nostra, in prima persona… Sempre e comunque.

E che questa è la “prima regola” della Comunicazione.

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Lentini

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