Analysis For Business

Analysis For Business Ci rivolgiamo ad imprenditori, banche e consulenti coadiuvandoli nella realizzazione di business plan, controllo di gestione, analisi aziendale

Analysis For Business Management è uno studio di consulenza aziendale di Livorno che supporta gli imprenditori nella gestione delle loro imprese. Le realtà che si affidano a noi possono contare su un team di esperti in gestione aziendale, del credito e pianificazione e controllo, in grado di aiutarle ad affrontare anche le sfide più complesse in fatto di planning ed organizzazione strategica e finanziaria.

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Quando chiedi credito per la tua azienda dicendo "mi serve più fido per stare tranquillo", stai chiedendo alla banca di ...
20/05/2026

Quando chiedi credito per la tua azienda dicendo "mi serve più fido per stare tranquillo", stai chiedendo alla banca di fidarsi delle tua sensazioni.

Ma loro non ragionano così.

Gli istituti di credito, infatti, ragionano per fabbisogni, cicli e sostenibilità, e se non sei tu a fornirli saranno loro a fare le ricerche...al costo di condizioni peggiori per la tua azienda.

Il problema è che molte imprese gestiscono il credito come un estintore: ti tira fuori dai guai in un'emergenza, ma di rado risolve i problemi alla radice, e quindi l’emergenza ritorna.

Il punto non è “quanto mi danno”, ma se importi e durata sono coerenti con quello che l’azienda sta davvero finanziando, perché un picco di magazzino e un investimento non hanno lo stesso passo.

Un buon manager, invece, dovrebbe sapere per cosa utilizzare il credito, quantificare con precisione il fabbisogno finanziario dell’azienda nei vari cicli economico-finanziari ed infine definire un piano strategico personalizzato che permetta loro di raggiungere gli obiettivi prefissati.

Il nostro servizio di Consulenza Creditizia serve proprio a questo, a rimettere in ordine i conti della tua azienda.

Si parte dalla valutazione dello storico creditizio e dalla stima del capitale necessario per coprire costi di gestione e investimenti. Poi si quantifica il fabbisogno nei diversi cicli, lavorando a stretto contatto con l’impresa, così da trasformare il vago "mi serve credito" in un vero e proprio piano strategico.

Dentro quel piano rientra anche la scelta delle forme di credito più adatte, partendo dalle soluzioni bancarie fino alle alternative come:

- crowdfunding
- minibond
- factoring
- finanza agevolata
- con la possibilità di arrivare, se necessario, a un piano di ristrutturazione e a un rendiconto delle opzioni più coerenti.

Se ogni stagione riparti con le stesse telefonate e gli stessi rattoppi (perché manca una logica condivisa su tempi, importi e strumenti), se se stai investendo o crescendo e vuoi evitare che la finanza diventi il collo di bottiglia che frena le tue iniziative sane, oppure se devi rinegoziare condizioni di credito...
...la nostra Cosulenza Creditizia è il servizio giusto per te.

Scrivi a [email protected]

C'è una misura fiscale che molte società di capitali potrebbero sfruttare nella dichiarazione dei redditi di quest'anno:...
13/05/2026

C'è una misura fiscale che molte società di capitali potrebbero sfruttare nella dichiarazione dei redditi di quest'anno:

l'IRES premiale, conosciuta anche come "mini IRES".

Questa misura consente di ridurre l'aliquota IRES dal 24% al 20% alle aziende che nel 2025 hanno reinvestito gli utili in nuovi beni strumentali e aumentato l'occupazione stabile.

Il decreto attuativo del MEF 8 agosto 2025, ha stabilito che requisiti da rispettare sono cumulativi, e tutti devono essere soddisfatti contemporaneamente:

occorre aver accantonato almeno l'80% degli utili 2024 in apposita riserva;
almeno il 30% di tale riserva, e comunque non meno del 24% degli utili 2023, deve finanziare investimenti in beni strumentali nuovi rientranti nei piani Industria 4.0 o Transizione 5.0
è richiesto un incremento di almeno l'1% dei lavoratori a tempo indeterminato rispetto al 2024, con almeno una nuova assunzione stabile
l'azienda non deve aver fatto ricorso alla cassa integrazione ordinaria nel 2024 o nel 2025, salvo eventi transitori non imputabili all'impresa.

La Legge di Bilancio 2026 non ha prorogato la misura, che rimane quindi applicabile al solo periodo d'imposta 2025 e trova spazio nella dichiarazione dei redditi 2026, con le prime istruzioni operative già fornite dall'Agenzia delle Entrate nelle bozze del modello Redditi SC.

Le aziende che hanno i requisiti dovrebbero comunque cogliere la palla al balzo, dopotutto quattro punti di aliquota in meno sull'intero reddito imponibile non sono poca cosa

Per quelle che invece non li hanno ancora verificati, vale la pena farlo prima che i termini si esauriscano.

Per farlo, puoi contattarci a:

[email protected]

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Fonte: DECRETO 8 agosto 2025 Riduzione dell'aliquota IRES per le imprese che realizzano investimenti rilevanti. (25A04680) (GU Serie Generale n.190 del 18-08-2025) (https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/08/18/25A04680/sg)

Tutti gli imprenditori hanno un obbligo di legge che probabilmente non stanno rispettando in pieno, e se qualcosa dovess...
06/05/2026

Tutti gli imprenditori hanno un obbligo di legge che probabilmente non stanno rispettando in pieno, e se qualcosa dovesse andare storto, ne risponderebbero con il loro patrimonio personale.

Parliamo dei cosiddetti "adeguati assetti": dal 2019, infatti, il D.Lgs. 14/2019 ha modificato l'art. 2086 del Codice Civile imponendo a ogni imprenditore che opera in forma societaria di dotarsi di un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla propria impresa, funzionale a rilevare tempestivamente i segnali di crisi. L'amministratore ha quindi il dovere di dimostrare di aver gestito in modo informato con dati aggiornati.

La settimana scorsa il nostro fondatore David Micheloni ha portato proprio questo tema all'attenzione Camera di Commercio di Livorno, durante un evento di Impresa Protetta.

I dati pubblicati da Unioncamere mostrano che solo un numero esiguo di imprese ha ad oggi adottato questi assetti, nonostante l'obbligo sia in vigore da anni. Nelle PMI, in particolare, si tende ancora a confondere la conformità formale (riunioni e verbali) con una governance realmente protettiva, in grado di produrre i propri indicatori di allerta e relative procedure per arginare i danni. È inoltre necessario che tali strumenti siano realmente funzionali a garantire il controllo della gestione e la tempestiva rilevazione degli squilibri, rendendo quindi difendibili le proprie decisioni.

Ad Analysis for Business aiutiamo gli imprenditori a mettersi a norma ed a tutelare la propria impresa, grazie ai nostri servizi di business plan, di analisi e di controllo di gestione.

In breve, traduciamo il principio normativo in metodo operativo.

Se vuoi capire a che punto è la tua azienda su questo fronte, scrivici a:

[email protected]

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Fonti:

- Art. 2086, comma 2, Codice Civile
- D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14, Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza (CCII)
- Art. 2381, commi 3, 5 e 6, Codice Civile
- Unioncamere, Seconda edizione dell'Osservatorio sulla Crisi d'Impresa, febbraio 2025

Un'azienda può chiudere l'anno con un buon fatturato e trovarsi senza liquidità per pagare i fornitori.È una delle situa...
04/05/2026

Un'azienda può chiudere l'anno con un buon fatturato e trovarsi senza liquidità per pagare i fornitori.

È una delle situazioni più disorientanti che un imprenditore possa vivere: i numeri sembrano giusti, eppure i conti non tornano.

Il problema, nella maggior parte dei casi, è il capitale circolante mal gestito.

Il capitale circolante è la differenza tra quello che l'azienda ha a disposizione nel breve periodo (crediti verso clienti, scorte di magazzino, liquidità, ecc.) e quello che deve pagare nello stesso arco di tempo. Quando questo equilibrio si rompe, l'azienda inizia a finanziare la propria operatività con risorse che non ha, ricorrendo al credito bancario o accumulando ritardi verso i fornitori.

Le leve su cui intervenire sono principalmente tre:

- i tempi di incasso dai clienti
- i tempi di pagamento ai fornitori
- il livello delle scorte.

Agire su queste variabili con il giusto metodo, anche in modo graduale, può liberare liquidità per la tua azienda senza ricorrere a nuovi finanziamenti. Certo, non è un lavoro semplice, e richiede un'attenta lettura dei numeri combinata con una visione chiara del ciclo operativo dell'azienda.

Tuttavia, i risultati, quando si interviene con il giusto approccio, si sentono.

Se vuoi capire come sta messa la tua azienda su questo fronte, possiamo analizzarlo insieme. Scrivici a:

[email protected]

C'è una convinzione diffusa nel mondo delle PMI italiane: che i dipendenti siano un costo da ottimizzare.Si cerca di ten...
01/05/2026

C'è una convinzione diffusa nel mondo delle PMI italiane: che i dipendenti siano un costo da ottimizzare.

Si cerca di tenerlo basso, si evita di investirci troppo, e quando qualcuno se ne va si sostituisce. È una visione comprensibile, soprattutto per quelle aziende che operano con margini stretti, ma è anche una visione che costa più di quanto sembri.

Una persona che conosce bene il proprio ruolo, che lavora in un contesto stabile e si sente parte di qualcosa, produce di più, sbaglia di meno e non se ne va. Sembra ovvio, eppure le aziende che gestiscono il personale con questa consapevolezza sono ancora una minoranza. Nelle PMI, in particolare, il turnover viene spesso accettato come inevitabile, senza considerare il suo reale peso: pensate al tempo per formare chi arriva, la conoscenza che se ne va con chi lascia, l'instabilità che si propaga al resto del team.

Le aziende più solide che abbiamo incontrato nel nostro lavoro hanno quasi sempre una cosa in comune: un gruppo di persone che ci crede, che conosce gli obiettivi dell'azienda e si sente coinvolto nel raggiungerli.

Oggi, nel giorno in cui si celebrano i lavoratori, vale la pena ricordare la differenza tra un'azienda che funziona e una che fatica sono spesso le persone.

Buon 1° maggio.

Vorresti avere più credito disponibile per la tua azienda, ma ti stupisci quando in banca ti diminuiscono il fido, o il ...
29/04/2026

Vorresti avere più credito disponibile per la tua azienda, ma ti stupisci quando in banca ti diminuiscono il fido, o il tasso del credito non è più quello di un tempo.

Il problema è che non conosci il tuo rating creditizio, quindi non stai controllando i segnali che, senza saperlo, la tua azienda invia al sistema bancario.

Molte PMI, infatti, arrivano in filiale con il bilancio pronto, ma trascurano di analizzare l'utilizzo delle loro linee di credito già esistenti, informazioni che la banca conosce molto, molto bene. E sono informazioni che contano, perché danno una chiara idea di come realmente la tua azienda utilizzerebbe il credito che richiede: eventuali utilizzi scorretti delle fonti di finanziamento, un portafoglio clienti fragile o pregiudizievoli come protesti e procedure concorsuali.

Il nostro servizio di Check del Credito ti aiuta ad avere queste informazioni subito, in modo chiaro e leggibile. Soprattutto, prima di fare brutte figure in banca.
Con il Check del Credito verifichiamo le informazioni comportamentali inviate dal sistema bancario alle banche dati, come CRIF e Centrale Rischi di Banca d’Italia, e le traduciamo in una lettura chiara ed operativa del tuo profilo.

Poi identifichiamo le leve su cui intervenire: coerenza tra investimenti e redditività, relazione tra capitale circolante e liquidità, e costo degli interessi passivi.

Il lavoro infine si chiude mettendo ordine tra debiti a breve e a medio-lungo termine e rafforzando la pianificazione finanziaria; così la prossima trattativa in banca partirà dai fatti, e non da "vediamo cosa mi dicono".

Risolvi subito i tuoi problemi di Rating Creditizio scrivendoci a

[email protected]

Hai un debito con la banca, che ti segnala alla Centrale Rischi, poi un altro istituto ti nega un finanziamento, e la tu...
15/04/2026

Hai un debito con la banca, che ti segnala alla Centrale Rischi, poi un altro istituto ti nega un finanziamento, e la tua azienda ne risente.

Ma la banca non può farlo.

La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 5593 del 12 marzo 2026, ha stabilito infatti che il semplice mancato pagamento non è sufficiente a giustificare una segnalazione a sofferenza alla Centrale Rischi. Prima di procedere, quindi, la banca deve valutare concretamente la situazione economica e patrimoniale complessiva del debitore.

Questo significa che un ritardo nei pagamenti, anche prolungato, non equivale automaticamente a una crisi.

La segnalazione è legittima solo quando il debitore si trova in una situazione patrimoniale realmente deficitaria, grave e non transitoria; se la banca ti segnala senza questa verifica, commette un illecito e può essere chiamata a risarcire i danni.

Anche perché, per una PMI, le conseguenze di una segnalazione illegittima possono essere pesanti: finanziamenti negati, revoca delle linee di credito, con conseguente abbassamento del rating creditizio. Tutti danni che si ripercuotono sulla capacità operativa dell'azienda, spesso in un momento già di per sè delicato.

Conoscere i propri diritti, e capire come si è visti dal sistema bancario è il primo passo per tutelarsi.

Per capire come le banche vedono la tua azienda, scrivici a:

[email protected]

Fonte: Corte di Cassazione, ordinanza n. 5593 del 12 marzo 2026 [https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-5593-del-02-03-2021]

A Pasqua ci si ferma, almeno, ci si prova!Per chi gestisce un'azienda, staccare davvero dal lavoro è difficile, lo sappi...
04/04/2026

A Pasqua ci si ferma, almeno, ci si prova!

Per chi gestisce un'azienda, staccare davvero dal lavoro è difficile, lo sappiamo: ci sono sempre quei problemi dell'ultimo momento che sembrano sempre così urgenti.

Eppure fermarsi, anche solo per qualche giorno, fa bene.

Fa bene alle persone, e fa bene anche alle aziende, perché è nella pausa che si riesce a guardare le cose con un po' più di distacco, a mettere a fuoco quello che per noi conta davvero e a ripartire con le idee po' più chiare.

Buona Pasqua a tutti gli imprenditori e manager che ci leggono, e alle loro famiglie.

- Il team di Analysis for Business

Molti imprenditori di PMI sentono parlare di ESG e pensano: "non fa per me".Pensano che sia per le grandi aziende, per i...
01/04/2026

Molti imprenditori di PMI sentono parlare di ESG e pensano: "non fa per me".

Pensano che sia per le grandi aziende, per i report da centinaia di pagine, per chi ha un ufficio dedicato.

Un'idea comprensibile, ma sempre meno fondata.

Un articolo pubblicato dal Sole 24 Ore il 9 marzo scorso* riporta che le informazioni di sostenibilità stanno diventando sempre più importanti per ottenere finanziamenti dalle bache, anche per le PMI. Oltre che per ragioni etiche e reputazionali, le banche usano i dati ESG per valutare il rischio di un'impresa, la sua resilienza nel tempo, la stabilità dei flussi di cassa.

Chi non produce queste informazioni diventa più difficile da valutare, e quindi più costoso da finanziare.

Lo standard VSME (Voluntary Sustainability Reporting Standard), pensato appositamente per le imprese di dimensioni minori, risponde esattamente a questa esigenza: propone uno schema di rendicontazione proporzionato, senza gli oneri della rendicontazione obbligatoria, che permette alle PMI di strutturare e comunicare i propri dati ESG in modo leggibile per il sistema bancario.

La questione, quindi, non è se occuparsene, ma quando.

Le imprese che iniziano a strutturare queste informazioni adesso si troveranno in una posizione migliore nelle trattative di credito dei prossimi anni; quelle che aspettano si troveranno a rincorrere le banche.

Una domanda per voi: nella vostra esperienza, le banche hanno già iniziato a chiedere informazioni di questo tipo? O è ancora presto per il tessuto produttivo toscano?

📩 Se vuoi capire come questo cambiamento può ricadere concretamente sulla tua azienda, siamo a disposizione: [email protected]

*Barbara Zanardi, "Pmi: le informazioni di sostenibilità sono rilevanti per l'accesso al credito", Sole 24 Ore, Norme e Tributi - Diritto dell'Economia, 9 Marzo 2026

Molti imprenditori scoprono la composizione negoziata quando è già tardi.Eppure è proprio uno strumento pensato per esse...
25/03/2026

Molti imprenditori scoprono la composizione negoziata quando è già tardi.

Eppure è proprio uno strumento pensato per essere usato prima, quando c'è ancora qualcosa da salvare.

La composizione negoziata è una procedura volontaria e stragiudiziale introdotta nel 2021 e oggi sempre più diffusa: nel 2025 è diventata il principale strumento di soluzione della crisi d'impresa in Italia, con oltre 3.600 istanze presentate e casi di successo raddoppiati rispetto all'anno precedente.

In breve: un'azienda che si trova in una situazione di squilibrio finanziario (non necessariamente in crisi) può attivare questo percorso per trattare con i creditori in modo strutturato, con il supporto di un esperto indipendente nominato dalla Camera di Commercio.

La cosa buona è che l'imprenditore mantiene la gestione dell'impresa e può richiedere misure protettive che sospendono eventuali azioni esecutive durante le trattative.

Il punto critico, però, è la tempistica.

Più si aspetta, più si riducono le opzioni: le aziende che attivano la procedura in anticipo, con una documentazione solida e un piano credibile, hanno probabilità di successo significativamente più alte.

Ed è proprio nella preparazione che si gioca buona parte del risultato: avere i numeri in ordine, un'analisi chiara della situazione finanziaria e un piano strutturato non è solo un requisito formale, è quello che rende credibile la trattativa agli occhi dei creditori.

Se stai attraversando un momento difficile o vuoi semplicemente capire se questo strumento è rilevante per la tua azienda, possiamo fare un'analisi della situazione insieme.

Scrivici a [email protected]

Indirizzo

Via Grande, 225
Livorno
57123

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00

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