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Analysis For Business Ci rivolgiamo ad imprenditori, banche e consulenti coadiuvandoli nella realizzazione di business plan, controllo di gestione, analisi aziendale

Analysis For Business Management è uno studio di consulenza aziendale di Livorno che supporta gli imprenditori nella gestione delle loro imprese. Le realtà che si affidano a noi possono contare su un team di esperti in gestione aziendale, del credito e pianificazione e controllo, in grado di aiutarle ad affrontare anche le sfide più complesse in fatto di planning ed organizzazione strategica e finanziaria.

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Dal 1° gennaio 2026 la Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1, commi 427-436) ha sostituito il credito d'imposta Tr...
16/09/2026

Dal 1° gennaio 2026 la Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1, commi 427-436) ha sostituito il credito d'imposta Transizione 4.0/5.0 con l'iperammortamento, una maggiorazione fino al 180% del costo fiscale dei beni strumentali nuovi, richiedibile per gli investimenti effettuati fino al 30 settembre 2028.

Il beneficio ora segue il piano di ammortamento del bene, distribuendosi su più esercizi invece di essere compensabile subito in F24 come il vecchio credito d'imposta. Le domande si presentano sulla piattaforma del GSE, ancora chiamata "Transizione 5.0" per continuità con la misura precedente, anche se il meccanismo di beneficio è completamente diverso.

A metà agosto risultavano presentate quasi 15mila comunicazioni preventive, per circa 4,75 miliardi di euro di investimenti: cifra distinta dai 9,8 miliardi di risorse pubbliche stanziate fino al 2035, perché la misura aumenta la deduzione fiscale invece di erogare fondi da un plafond limitato.

Cos'altro cambia?

- Il software torna tra i beni agevolabili dopo l'esclusione del 2025, ma solo se acquisito con licenza e capitalizzato a bilancio. I software in abbonamento, il modello più diffuso oggi, restano fuori dal beneficio: la normativa li considera un costo di esercizio ricorrente, estraneo alla logica dell'ammortamento.

- Cambia anche la documentazione richiesta: la perizia tecnica asseverata serve per ogni bene, senza la soglia dei 300.000€ sotto cui bastava un'autodichiarazione nel vecchio credito 4.0. Un business plan costruito per tempo, con le proiezioni corrette sull'ammortamento e la documentazione già impostata, intercetta questi dettagli prima di firmare un ordine, quando è ancora possibile scegliere la soluzione giusta.

Se stai valutando un investimento in digitalizzazione o autoproduzione energetica, scrivici a [email protected] per capire come impostarlo con l'iperammortamento.

Fonti utilizzate

- L. 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, commi 427-436
- Confindustria Toscana Centro, IPSOA/Quotidianopiù
- Sole 24 Ore su dati GSE, ripreso da Rete Agevolazioni; PMI.it; Agenda Digitale
- EC News, GBsoftware, Isinet Consulting

Dal 1° gennaio 2025 è in vigore il CRR3, il regolamento europeo che aggiorna i requisiti patrimoniali delle banche, noto...
02/09/2026

Dal 1° gennaio 2025 è in vigore il CRR3, il regolamento europeo che aggiorna i requisiti patrimoniali delle banche, noto agli operatori come Basilea IV. La disciplina sui rischi di mercato è stata rinviata due volte, da ultimo al 1° gennaio 2027, ma per le PMI italiane gli effetti sul rapporto con la banca si vedono già oggi.

Il cuore della riforma è l'output floor, una soglia minima che impedisce alle banche di sottostimare, tramite i propri modelli interni, il capitale da accantonare a fronte dei prestiti concessi: entrerà a regime entro il 2030. È stato però mantenuto lo SME Supporting Factor, la misura che riduce il capitale richiesto alle banche per i finanziamenti alle PMI: fino a 2,5 milioni di euro di esposizione, la ponderazione del rischio scende al 76,19% invece del 100%, con un'ulteriore riduzione all'85% per la parte eccedente.

In parole povere, il credito bancario alle imprese di minori dimensioni resta agevolato rispetto alle grandi aziende, ma la banca ha meno margine per scostarsi dai propri modelli di valutazione. Il rating diventa quindi centrale quanto le garanzie reali, e si costruisce su bilanci aggiornati, centrale rischi e una pianificazione finanziaria che l'istituto a cui chiedete credito possa verificare.

Analysis for Business affianca le imprese nella verifica del proprio rating creditizio prima ancora di rivolgersi in banca, individuando gli indicatori che pesano di più nella valutazione e costruendo la documentazione che permette di presentarsi con un profilo solido e verificabile.

Se vuoi capire come il tuo rating viene letto oggi dalle banche, scrivici a [email protected]

In Italia le imprese familiari rappresentano circa il 65% del tessuto delle PMI, e nel decennio in corso, migliaia di qu...
26/08/2026

In Italia le imprese familiari rappresentano circa il 65% del tessuto delle PMI, e nel decennio in corso, migliaia di queste aziende affronteranno il passaggio generazionale: la generazione che ha costruito gran parte del tessuto industriale italiano sta progressivamente lasciando le redini dell'azienda.

I numeri dell'Osservatorio AUB dell'Università Bocconi raccontano una fase delicata: solo il 30% delle imprese familiari italiane supera il passaggio alla seconda generazione, appena il 13% arriva alla terza. Eppure solo una su cinque affronta questo passaggio con un piano costruito in anticipo.

La causa più ricorrente riguarda meno la disponibilità di un successore capace e più l'assenza di una governance che regoli per tempo ruoli, deleghe e regole di ingresso in azienda, prima che la successione diventi un'urgenza da gestire sotto pressione.

Quando il passaggio viene pianificato, i risultati migliorano decisamente: le aziende familiari che lo hanno affrontato tra il 2013 e il 2022 registrano una crescita media annua superiore di 7,4 punti nei ricavi e di 3,5 punti nel ROE rispetto al resto del campione.

La differenza, quindi, si costruisce negli anni precedenti al passaggio, quando si definiscono ruoli, deleghe e regole condivise tra chi guida oggi e chi guiderà domani.

Se la tua azienda si sta avvicinando a questo tema, o vuole semplicemente iniziare a parlarne per tempo, scrivici a [email protected]

Fonti: Osservatorio AUB dell'Università Bocconi

Se ti chiedono un Business Plan e il tuo istinto è "prepariamo un PDF e mandiamolo", stai trattando il piano come una pr...
19/08/2026

Se ti chiedono un Business Plan e il tuo istinto è "prepariamo un PDF e mandiamolo", stai trattando il piano come una pratica da smaltire.

In banca o davanti a un socio, però, quel documento viene usato per farti domande scomode, quindi deve poter reggere ad un'analisi e al successivo confronto.

La cattiva abitudine è scrivere una descrizione dettagliata del progetto (prodotto, mercato, mission e vision) e poi aggiungere le proiezioni economico-patrimoniali e finanziarie come fossero un allegato, senza spiegare quali scelte le generino. Quando manca questo legame, il documento diventa carta straccia alla prima domanda concreta su investimenti, ricavi attesi, tempi e persone.

Nel Business Plan, i numeri sono parte costitutiva del progetto quanto la descrizione che lo precede: nascono dalle stesse scelte, e vanno trattati come tali fin dalla prima bozza.

Un Business Plan utile tiene insieme due blocchi che devono parlare la stessa lingua:

1) la storia e i valori dell'impresa
2) le proiezioni, basate su ipotesi chiare e verificabili.

Con Analysis for Business il lavoro è su misura e si fa insieme a te: mettiamo ordine nei materiali già disponibili, completiamo ciò che manca e traduciamo le tue ipotesi in previsioni, così da arrivare a un documento coerente e presentabile.

Il percorso completo parte da una discussione iniziale e prosegue con la valutazione di bozze, ricerche di mercato e analisi dei concorrenti. Seguono colloqui di approfondimento, la condivisione di una bozza e infine la versione definitiva.

A chiudere, ci sono incontri dedicati a come presentarlo, perché anche un piano ben fatto perde forza se viene raccontato in modo confuso.

Se hai bisogno di un Business Plan e non vuoi andare a caso, scrivi a:

[email protected]

Dall'11 gennaio 2026 le banche di maggiori dimensioni operanti in Europa devono applicare le nuove linee guida dell'EBA,...
12/08/2026

Dall'11 gennaio 2026 le banche di maggiori dimensioni operanti in Europa devono applicare le nuove linee guida dell'EBA, l'Autorità Bancaria Europea, sulla gestione dei rischi ESG: un provvedimento di vigilanza bancaria che si ripercuote direttamente sulle imprese che chiedono un finanziamento, comprese le PMI italiane.

Le linee guida chiedono alle banche di raccogliere informazioni ambientali, sociali e di governance sulle imprese affidate, anche quando queste non sono soggette agli obblighi di rendicontazione di sostenibilità della CSRD. Se un'impresa non fornisce questi dati, la banca costruisce comunque una valutazione, usando stime di settore prudenziali che tendono a peggiorare il profilo di rischio del cliente.

Le stesse linee guida chiariscono che le banche possono e devono adeguare condizioni contrattuali, tassi e termini di finanziamento in base al rischio ESG rilevato. Un'impresa con dati propri, verificabili e aggiornati arriva al tavolo con la banca su una base concreta. Un'impresa senza questi dati, invece, viene valutata su studi di settore, quasi sempre meno favorevoli.

Per le banche più piccole l'obbligo scatta dall'11 gennaio 2027, ma nel frattempo molte PMI dialogano comunque con istituti già soggetti alla nuova disciplina, magari senza saperlo.

Analysis for Business affianca le imprese nella verifica del proprio rating creditizio e nella costruzione della documentazione che permette di presentarsi in banca con un profilo di rischio dimostrato, invece che stimato da altri.

Se vuoi capire come queste regole influenzano il dialogo della tua azienda con la banca, scrivici a [email protected]

Fonti: EBA/GL/2025/01, basate sull'articolo 87a(5) della CRD VI

Il Voucher Doppia Transizione 2026, il contributo a fondo perduto promosso da Unioncamere e dai Punti Impresa Digitale d...
05/08/2026

Il Voucher Doppia Transizione 2026, il contributo a fondo perduto promosso da Unioncamere e dai Punti Impresa Digitale delle Camere di commercio per la digitalizzazione e la sostenibilità delle PMI, è entrato nella sua fase più delicata: da luglio a oggi diverse Camere di commercio hanno già aperto e richiuso lo sportello, spesso nel giro di poche settimane:

- a Firenze le domande erano aperte dal 9 al 31 luglio;
- alla Camera di commercio della Toscana Nord-Ovest (Lucca, Massa-Carrara e Pisa) la finestra è durata appena nove giorni, dall'8 al 17 luglio.

Chi ha aspettato l'estate per informarsi, in entrambi i casi, ha trovato lo sportello già chiuso.

In Toscana restano aperti due sportelli:

- quello della Camera di commercio Maremma e Tirreno, che copre Livorno e Grosseto, fino al 10 novembre;
- quello di Arezzo-Siena, fino al 15 dicembre.

Nel resto d'Italia il quadro è simile: alcune Camere, come Brindisi-Taranto, chiudono nel giro di pochi giorni, altre, come Salerno o Frosinone-Latina, restano aperte fino a novembre. Purtroppo gli imprenditori devono controllare nella propria zona, visto che non esiste una scadenza unica: ogni Camera di commercio decide in autonomia quando aprire e quando chiudere lo sportello.

È qui che il tempismo conta quanto i requisiti tecnici del progetto: Analysis for Business segue le imprese su entrambi i fronti, la costruzione del progetto di investimento, digitale o sostenibile, e il monitoraggio delle finestre aperte nella propria Camera di commercio, così da avere la documentazione pronta prima ancora che lo sportello apra.

Se vuoi sapere se nella tua zona il bando è ancora aperto, o vuoi arrivare pronto alla prossima finestra, scrivici a [email protected]

Fonti: UnionCamere, UnionCamere - Punto Impresa Digitale

Dal 2021 la composizione negoziata è lo strumento con cui un'impresa in difficoltà economica può provare a risanarsi tra...
29/07/2026

Dal 2021 la composizione negoziata è lo strumento con cui un'impresa in difficoltà economica può provare a risanarsi trattando con i creditori, assistita da un esperto indipendente e soprattutto senza passare da un tribunale. Secondo l'ultimo Osservatorio Unioncamere, aggiornato a novembre 2025, sempre più imprenditori italiani stanno scegliendo questo strumento.

Le istanze presentate negli ultimi cinque anni hanno superato quota 3.600, con un incremento di 1.800 rispetto all'anno precedente. Tra le oltre 2mila già concluse, 423 si sono chiuse con un accordo positivo, per un totale di oltre 23mila dipendenti coinvolti, con un percorso medio di circa 320 giorni.

Il dato più interessante riguarda però le tempistiche: tra le imprese che hanno risolto positivamente la crisi, il 30,5% aveva attivato la procedura quando la difficoltà economica durava da appena un mese. Tra chi ha aspettato cinque anni prima di muoversi, il tasso di successo scende all'11,5%.

Purtroppo non è l'unico squilibrio in questo ambito: i dati più recenti confermano che le imprese di dimensioni maggiori continuano a chiudere la procedura con successo molto più spesso delle piccole imprese. Le prime, infatti, arrivano al tavolo delle trattative avendo fatto tutti i "compiti a casa": bilanci chiari e leggibili, credibili previsioni per il futuro e soprattutto una squadra di esperti in grado di presentarli al meglio. È soprattutto questa preparazione, più della dimensione dell'azienda in sé, a fare la differenza. Aiutare le PMI a presentarsi nello stesso corretto modo in cui fanno le grandi aziende è quello che stiamo portando avanti da anni.

Tornando sull'argomento, ricordiamo che la composizione negoziata è una procedura volontaria e riservata: si può rinegoziare il debito con banche e fornitori, ristrutturare l'attività, ottenere misure di protezione del patrimonio durante le trattative, sempre restando alla guida della propria azienda.

Quel divario, tra un tasso di successo del 30% e uno dell'11%, si spiega soprattutto con il momento in cui si decide di muoversi, e con quanto l'impresa arriva preparata a quel momento.

Hai il sospetto che qualcosa nella tua azienda non torni come dovrebbe?
Scrivici a [email protected]

Tutte le aziende devono affrontare diverse fasi durante il loro ciclo di vita ed ognuna di esse porta con sé sfide e tan...
22/07/2026

Tutte le aziende devono affrontare diverse fasi durante il loro ciclo di vita ed ognuna di esse porta con sé sfide e tante difficoltà da affrontare.

Nel mentre però l'azienda non può fermarsi, e allora vien fuori la solita gran confusione: si interviene su un problema alla volta, ma non c'è il tempo di chiedersi quale sia la causa che li genera. Nel frattempo l’imprenditore resta il punto di passaggio obbligato per tutto, perché manca un metodo condiviso.

È in questi momenti che serve un parere esterno.

Il nostro servizio di consulenza aziendale serve a questo: ti restituisce una lettura a 360° della tua azienda e un piano d’azione preciso, così sai dove intervenire prima e con quale ordine.

Si parte da obiettivi e informazioni qualitative e quantitative; poi il team, con competenze aziendali, bancarie e di pianificazione e controllo, fa un’analisi preliminare per capire cosa favorisce o ostacola la tua azienda.

Da qui nascono strategie su misura per correggere dinamiche inefficienti, gestire al meglio il tuo core business e favorire lo sviluppo del potenziale aziendale, puntando a risultati misurabili già nel medio periodo.

È il servizio giusto se la tua azienda sta affrontando un passaggio delicato e vuoi mettere ordine prima che siano le urgenze a decidere per te.

Se vuoi mettere ordine nella tua azienda, scrivici a [email protected]

Nel 2025 l'adozione dell'intelligenza artificiale tra le imprese italiane è più che raddoppiata, passando dal 6% al 16,4...
15/07/2026

Nel 2025 l'adozione dell'intelligenza artificiale tra le imprese italiane è più che raddoppiata, passando dal 6% al 16,4% secondo l'ultimo Rapporto Istat. Dietro questo dato si nasconde però una frattura netta: le grandi imprese la usano nel 53% dei casi, le medie nel 27%, le piccole appena nel 14%.

Alle PMI che hanno valutato l'intelligenza artificiale senza poi adottarla, lo stesso rapporto chiede quale sia stato l'ostacolo principale. La risposta più frequente è la solita: la mancanza di competenze interne.

I dati dell'Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI del Politecnico di Milano allargano il quadro: tre PMI italiane su quattro non hanno investito né prevedono di investire nell'intelligenza artificiale, e quasi una su due non ha svolto attività di ricerca e sviluppo negli ultimi tre anni. Questo ha anche senso, perché c'è un passaggio che viene saltato prima ancora di parlare di intelligenza artificiale:

sapere, numeri alla mano, come sta andando la propria azienda.

Questo perché un algoritmo ottimizza un processo solo se quel processo produce dati affidabili e leggibili. Se non si ha alcun controllo sulla propria gestione aziendale, la tecnologia entra in un'azienda che non ha ancora gli strumenti per misurare cosa sta facendo, e cosa potrebbe fare meglio.

Prima della tecnologia, un imprenditore dovrebbe chiedersi: quanto conosco i numeri della mia impresa?

Capita di dover decidere se firmare un finanziamento, aprire una nuova linea di prodotto, valutare nuove assunzioni o ri...
08/07/2026

Capita di dover decidere se firmare un finanziamento, aprire una nuova linea di prodotto, valutare nuove assunzioni o rinegoziare con la banca. Purtroppo, abbiamo visto PMI compiere queste scelte senza conoscere i propri margini, liquidando il tutto con un "magari poi chiedo al commercialista".

Tuttavia, il commercialista segue gli adempimenti fiscali e contabili, un lavoro sempre necessario; dire se un investimento regge, o preparare il dossier giusto prima di parlare con una banca, è un altro mestiere.

Nelle aziende più strutturate questo compito ha un nome: Chief Financial Officer (CFO), per noi "direttore finanziario". È una figura comune nelle imprese medio-grandi e quasi assente nelle PMI italiane, e solitamente per lo stesso motivo:

tenerla in pianta stabile, tutto l'anno, ha un costo importante.

Il modello del Fractional CFO risponde proprio a questo problema: la competenza di un professionista quando serve, magari anche intensa nelle fasi delicate (come prima di una trattativa in banca o di un'operazione straordinaria)m che si alleggerisce quando l'azienda torna a navigare in acque più calme.

Un CFO, a progetto.

Hai una decisione economica importante davanti, e in azienda nessuno che possa leggerla fino in fondo?

Scrivici a [email protected]

Indirizzo

Via Grande, 225
Livorno
57123

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
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