29/05/2026
LA LEZIONE DELLA "NEW COKE" DEL 1985: SIAMO SICURI CHE SIA SERVITA?
Gli ideatori dell'orrido oggetto a quattro ruote (che non voglio nemmeno nominare) avrebbero dovuto riflettere sul fatto che "innovare" non è sinonimo di migliorare.
Nemmeno dal punto di vista del marketing.
E forse avrebbero potuto trarre insegnamento dal clamoroso fallimento della Coca-Cola, quando nel 1985 provò a sostituire l'iconica bevanda con la cosiddetta "New Coke".
Ovvero, con una bevanda diversa, più simile come gusto alla Pepsi, che in quel momento stava guadagnando quote di mercato.
Nei "test di assaggio" (effettuati su oltre 200.000 soggetti), la New Coke aveva superato nel gradimento il classico gusto della Coca, quindi ci sarebbe aspettati un riscontro positivo da parte del mercato.
Che però non ci fu: dopo soli 79 giorni, infatti, la nuova formula venne ritirata dal mercato, e la Coca Cola tornò velocemente alla vecchia ricetta, con la dicitura "Coca Cola Classic".
In quelle poche settimane, le perdite per il colosso di Atlanta furono enormi.
Probabilmente, le "caratteristiche tecniche" (in questo caso il gusto) e le "tendenze di mercato" non sono tutto.
E questo vale soprattutto quando si tratta di prodotti con una fortissima personalità, una storia importante, un marchio storico e, soprattutto, con un legame emozionale che come un filo rosso (non a caso) lega tutto questo al pubblico.
Ogni tanto sarebbe bello ricordarsi che codesto pubblico non è fatto solo di "consumatori", ma soprattutto di esseri umani.
E una cosa che contraddistingue fortemente gli esseri umani è che i loro comportamenti non sono guidati, per fortuna, solo dalla razionalità, ma in gran parte dall'emozione.
Altrimenti saremmo Vulcaniani.