Café Consulting

Café Consulting Level up your business!

Con Café Consulting micro e piccole imprese possono definire il loro modello di impresa, avere un piano strategico di marketing, costruire e comunicare l’identità del loro brand.

Non vorrei limitarmi a dire che in questi giorni sto vedendo luoghi bellissimi. Sarebbe vero, ma sarebbe anche troppo po...
24/08/2026

Non vorrei limitarmi a dire che in questi giorni sto vedendo luoghi bellissimi. Sarebbe vero, ma sarebbe anche troppo poco.

Versailles mi ha ricordato quanto l’uomo possa spingersi lontano nella costruzione della bellezza: magnificenza, raccoglimento, rappresentazione, intimità, ostentazione.

Al Louvre la sensazione è stata completamente diversa. Più vicina al raccoglimento e l’esercizio di misurarsi con la forza che alcune immagini riescono a conservare attraversando epoche, culture e generazioni.

E poi Parigi, che continua a sorprendermi per la capacità di essere riconoscibile nel suo insieme e, allo stesso tempo, nei dettagli più piccoli. La sua magia non l’ho ancora decifrata del tutto. Ci sto lavorando.

Quello che sto facendo in questi giorni è ampliare il mio archivio di forme, proporzioni, colori, atmosfere, riferimenti culturali. Trasformare conoscenze teoriche in esperienza vissuta e costruire un bagaglio visivo sempre più ricco.

Quindi sento che non è qualcosa che rimane confinato a questo viaggio.

È materiale che torna con me e che, inevitabilmente, entra nei progetti. Lavorare sul posizionamento di un brand significa anche saper lavorare al riconoscimento di ciò che ha forza espressiva. Significa saper individuare la bellezza prima ancora di raccontarla.

E per farlo, lo sguardo va continuamente nutrito.

Felice di arricchire il mio archivio qui in Francia .🇫🇷

Cambiare paesaggio cambia lo sguardo.Nuovi colori, nuove palette, altre proporzioni.Osservare altrove, per immaginare di...
14/08/2026

Cambiare paesaggio cambia lo sguardo.
Nuovi colori, nuove palette, altre proporzioni.

Osservare altrove, per immaginare diversamente.

CASA STILE e Veronica Barsotti sono lieti di condividere che, nel nuovo numero di Casastile Web, prende vita una nuova r...
15/07/2026

CASA STILE e Veronica Barsotti sono lieti di condividere che, nel nuovo numero di Casastile Web, prende vita una nuova rubrica dedicata al marketing.

Veronica Barsotti, Marketing & Brand Strategist e founder di Café Consulting, lavora sul posizionamento e sulla crescita di brand e realtà del Made in Italy, con particolare attenzione ai settori casa, design, arredamento e retail.

Il primo approfondimento è dedicato al ruolo contemporaneo dei negozi di quartiere e dei concept store, oggi chiamati a rafforzare la propria identità e il proprio posizionamento.

Il digitale non è il problema, così come non lo è la possibilità per i brand di parlare direttamente con i propri clienti.

La vera sfida è tornare a essere punti di riferimento: luoghi capaci di creare relazione, interpretare gusti e stili e valorizzare il lavoro dei brand presenti al loro interno.

Nell’articolo è presente anche un esercizio pratico per aiutare i negozianti a valutare il proprio posizionamento.

Chi lo desidera potrà condividere il proprio risultato direttamente con Veronica Barsotti, che sarà felice di leggere le vostre riflessioni e aprire un confronto sul ruolo e sul futuro del vostro punto vendita.

Buona lettura.
Veronica Barsotti | Made in Italy brand strategist
Casastile Web


CASA STILE and Veronica Barsotti are pleased to announce the launch of a new marketing column in the latest issue of Casastile Web.

Veronica Barsotti, Marketing & Brand Strategist and founder of Café Consulting, supports the positioning and growth of Made in Italy brands, with a focus on home, design, furniture and retail.

The first article explores the evolving role of neighbourhood and concept stores, today called to strengthen their identity and become trusted points of reference once again.

Digital is not the problem. The real challenge is using it to build stronger relationships, communicate value and enhance the brands showcased in-store.

The article also includes a practical exercise to help retailers assess their positioning and share their reflections directly with Veronica.

Enjoy the read.

Queste settimane mi stanno mettendo alla prova, nel personale e nel lavoro.Il progetto del mio hub mi sta chiedendo molt...
10/06/2026

Queste settimane mi stanno mettendo alla prova, nel personale e nel lavoro.

Il progetto del mio hub mi sta chiedendo molto.
Ci sono momenti in cui, con sincerità, non so se ce la farò.
Eppure è proprio in questo spazio di costruzione, fatica, dubbio e primi passi concreti che oggi mi sento ancora più connessa alle persone con cui sto lavorando.

Molti dei progetti che sto seguendo si trovano esattamente lì: in un momento di passaggio, di crescita, di incertezza, ma anche di possibilità reale.
E io sono con loro in questo cammino.

La vera questione è dare forma alle idee, chiarirle, renderle leggibili, sostenibili, vive.
Capire come stare: nel mercato, nel proprio tempo, senza perdersi.

Forse è anche per questo che, pur stanca, mi sento profondamente grata.
Per la fiducia.
Per la possibilità di condividere questi percorsi di costruzione.
E per l’ambizione, spero non troppo grande, di riuscire ad aiutare chi ho accanto a fare un passo in più verso ciò che sta cercando di diventare.

Prima di arrivare al pubblico, un oggetto fa un percorso lungo.Nasce da un’intuizione, certo.Ma poi passa attraverso dom...
25/05/2026

Prima di arrivare al pubblico, un oggetto fa un percorso lungo.

Nasce da un’intuizione, certo.
Ma poi passa attraverso domande, prove, limiti, aggiustamenti.

C’è la parte creativa, ma ci sono anche tante scelte progettuali molto concrete.

Come si usa.
Come si tiene.
Come sta nello spazio.
Che relazione crea con il corpo, con lo sguardo, con l’ambiente intorno.

C’è anche la prossemica dell’oggetto: quanto si avvicina, quanto invita, quanto resta discreto, quanto invece chiede attenzione.

E poi c’è un tema che per me è centrale: la sua capacità di comunicare.

Un oggetto ben pensato non comunica solo attraverso la forma ma lo fa anche attraverso i materiali, le proporzioni, la luce, il ritmo, l’immaginario che porta con sé.

Per un brand, soprattutto per chi lavora con tempi lenti, studio, ricerca e piccole grandi sfide progettuali, il punto non è semplicemente “vendere un prodotto”.

Il punto è mantenere vivo un messaggio.
Renderlo coerente.
Far sì che arrivi alle persone giuste, a chi può riconoscerlo e comprenderne il valore.

In questi progetti la vendita arriva dopo il mantenimento di una promessa.

Ed è questo che ho ritrovato venerdì 22 maggio, durante la presentazione de “La Bugia”, creazione de Il , azienda fiorentina di alto artigianato.

Un oggetto non arriva mai davvero da solo.
Arriva con tutto il lavoro, le persone, la cultura e le scelte che lo hanno reso possibile.

🇮🇹

Nel mondo dell’alto artigianato e del Made in Italy “classico”, la lentezza non è un limite.Molto spesso è parte del val...
19/05/2026

Nel mondo dell’alto artigianato e del Made in Italy “classico”, la lentezza non è un limite.
Molto spesso è parte del valore: è il tempo necessario per affinare un gesto, correggere una forma, scegliere un materiale, migliorare.

Accanto a questo mondo, però, sta crescendo una nuova generazione di Made in Italy: più smart, più rapida, più pronta a testare, semplificare, decidere, muoversi.
Non è necessariamente più superficiale. È semplicemente cresciuta in un tempo diverso, che chiede velocità e chiarezza.

La sfida non è scegliere tra lentezza e rapidità.
È capire che cosa debba restare lento per custodire qualità e profondità, e che cosa invece debba diventare più pronto, più leggibile, più contemporaneo.

Il proposito che mi pongo è
custodire la profondità del processo senza trasformarla in immobilità, e accogliere la velocità del presente senza perdere sostanza.

Tu credi che oggi si possa essere contemporanei senza rinunciare a un processo lento e profondo?🐢🐇

🇮🇹

Il Made in Italy non ha bisogno del marketing.Lo so, può sembrare un’affermazione forte. Ma oggi, per molte realtà, la s...
07/05/2026

Il Made in Italy non ha bisogno del marketing.
Lo so, può sembrare un’affermazione forte. Ma oggi, per molte realtà, la sfida più grande non è promuovere ciò che fanno: è trovare chi possa raccoglierne l’eredità.

Il Made in Italy è un mondo trasversale e diffuso, fatto di persone che vivono per portare avanti un saper fare, perfezionarlo e innovarlo senza tradirlo. Per molti Maestri Artigiani, il punto non è tanto “proporre meglio” ciò che creano, quanto riuscire a tramandare una competenza che rischia di interrompersi.

Senza continuità, interi patrimoni rischiano di scomparire.
Ed è anche vero che, da sempre, il saper fare si tramanda attraverso il racconto.

Forse oggi la domanda non è solo come applicare il marketing, ma come costruire racconti sinceri, capaci di mostrare non solo l’estetica di ciò che esiste, ma anche la sfida di farlo continuare.

Che cosa serve davvero oggi al Made in Italy: più promozione o più continuità?

Hai presente quei luoghi in cui puoi letteralmente attraversare l’eccellenza?La Galleria Vittorio Emanuele è uno di ques...
06/05/2026

Hai presente quei luoghi in cui puoi letteralmente attraversare l’eccellenza?

La Galleria Vittorio Emanuele è uno di questi.
Un luogo aperto, disponibile a tutti, in cui si può camminare dentro la storicità di maison, librerie, spazi culturali e visioni che hanno contribuito a costruire un immaginario italiano riconoscibile e duraturo.

Borsalino con il suo stile milanese e senza tempo.
Rizzoli, presidio dell’editoria e della cultura italiana.
Bottega Veneta, con intrecci che non hanno bisogno di presentazioni.
L’Osservatorio di Fondazione Prada, che apre alla sperimentazione dei linguaggi visivi.
La Libreria Bocca, custode di una storia culturale che continua.

Forse non tutto ciò che abita questi luoghi è accessibile nel senso del possesso.
Ma c’è un’altra forma di accesso altrettanto reale: quella dello sguardo, della presenza, dell’ispirazione.

Camminare accanto a tanta eccellenza, lasciarsene toccare, riconoscerne la continuità, è già un’esperienza condivisibile.
Ed è forse questo uno degli aspetti più belli della cultura: appartiene soprattutto a chi sa sostare, osservare, assorbirne il valore.

📸Tutte le foto sono state scattate da me lo scorso weekend ☕️😘

Domani si celebra la Giornata nazionale del Made in Italy.Il 15 aprile coincide con la nascita di Leonardo da Vinci e no...
14/04/2026

Domani si celebra la Giornata nazionale del Made in Italy.

Il 15 aprile coincide con la nascita di Leonardo da Vinci e non è una scelta casuale: è un giorno che parla di creatività, ingegno, genio, innovazione.

Quando penso al Made in Italy, non penso solo a qualcosa di bello.
Penso all’artigianato, al gusto, allo stile, al design.
Ma penso anche alla tecnologia, al pensiero progettuale, alla capacità di affrontare sfide vere e trovare soluzioni.

Nelle foto, solo alcuni piccoli frammenti di quello che per me è Made in Italy:
1) Taccia di Flos, disegnata da Achille e Pier Giacomo Castiglioni nel 1962, una delle opere di design che amo di più.
2) Fornasetti, con le sue inconfondibili collezioni di piatti.
3) D-Orbit, azienda italiana fondata nel 2011 e oggi punto di riferimento mondiale nella logistica spaziale e nei servizi di trasporto orbitale.
4) Borsalino, meraviglioso esempio di cappelleria, stile ed eleganza milanese.
5) Virgo, uno dei progetti più prestigiosi ospitati in Italia nel campo della ricerca scientifica, parte di una collaborazione internazionale più ampia.
foto: Cyril FRESILLON / Virgo / CNRS Photothèque
6) La dolce vita di Federico Fellini, con tutto l’immaginario italiano che ancora oggi sa evocare.

15 aprile, Giornata nazionale del Made in Italy.

🇮🇹

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Lucca

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