19/04/2026
Il ritorno all'on-premise, spesso definito come "cloud repatriation" o adozione di modelli ibridi, è una tendenza in crescita che riflette una maturazione delle strategie IT aziendali, non più focalizzate solo sul "cloud-first".
Molte aziende stanno riconsiderando le loro infrastrutture per ottenere maggiore controllo, sicurezza e prevedibilità dei costi, combinando i vantaggi del cloud con la stabilità delle soluzioni locali.
Ecco i principali fattori che spingono verso il ritorno all'on-premise:
- Costi in ascesa e gestione finanziaria: Il cloud pubblico, inizialmente visto come più economico, può diventare molto costoso con l'aumentare dei dati e dei servizi. Molte aziende scoprono che i costi di manutenzione e le tariffe di egress (trasferimento dati) superano i benefici, spingendo verso soluzioni on-premise più vantaggiose a lungo termine.
- Sicurezza e controllo dei dati: La gestione dei dati sensibili all'interno del proprio perimetro aziendale è un fattore cruciale. Il controllo diretto sui server riduce i rischi di esposizione e permette una gestione della conformità (compliance) più rigorosa rispetto al cloud pubblico.
- Performance e stabilità: Per applicazioni che richiedono bassissima latenza o per gestire grandi volumi di dati, le infrastrutture on-premise, incluse quelle di "edge computing", offrono prestazioni superiori e garantiscono la continuità operativa senza dipendere dalla connettività internet.
- AI e sovranità del dato: Con l'avvento dell'intelligenza artificiale, le aziende preferiscono sempre più tenere i propri modelli e dati all'interno dei propri confini, garantendo privacy e controllo totale sul deployment dell'AI
Un approccio ibrido, non un abbandono totale ...
È importante sottolineare che raramente si tratta di un abbandono totale del cloud. La tendenza attuale è un approccio ibrido ("hybrid cloud") o multi-cloud, in cui le aziende scelgono dove posizionare ogni applicazione in base alle esigenze specifiche di flessibilità, costo e sicurezza.