06/06/2026
𝐈𝐥 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐚𝐬𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐟𝐫𝐞𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐨 𝐬𝐯𝐢𝐥𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨
𝐿𝑒 𝑖𝑚𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒 𝑠𝑒𝑔𝑛𝑎𝑙𝑎𝑛𝑜 𝑐𝑟𝑒𝑠𝑐𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑑𝑖𝑓𝑓𝑖𝑐𝑜𝑙𝑡𝑎̀ 𝑛𝑒𝑙 𝑟𝑒𝑝𝑒𝑟𝑖𝑟𝑒 𝑙𝑎𝑣𝑜𝑟𝑎𝑡𝑜𝑟𝑖.
𝑁𝑒𝑐𝑒𝑠𝑠𝑎𝑟𝑖𝑜 𝑎𝑢𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑙’𝑜𝑓𝑓𝑒𝑟𝑡𝑎 𝑑𝑖 𝑎𝑙𝑙𝑜𝑔𝑔𝑖 𝑎 𝑐𝑎𝑛𝑜𝑛𝑖 𝑠𝑜𝑠𝑡𝑒𝑛𝑖𝑏𝑖𝑙𝑖 𝑒 𝑟𝑒𝑐𝑢𝑝𝑒𝑟𝑎𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑝𝑎𝑡𝑟𝑖𝑚𝑜𝑛𝑖𝑜 𝑖𝑚𝑚𝑜𝑏𝑖𝑙𝑖𝑎𝑟𝑒 𝑖𝑛𝑢𝑡𝑖𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑡𝑜.
L’accesso alla casa sta diventando un’emergenza per il sistema produttivo della provincia di Lucca.
Secondo l’analisi di Cna, basata sull’andamento nazionale dei canoni di locazione tra il 2019 e il 2025, i costi degli affitti sono cresciuti in misura nettamente superiore rispetto ai redditi da lavoro.
Questa dinamica colpisce duramente il territorio lucchese, dove la forte vocazione turistica e la presenza di poli produttivi limitano drasticamente la disponibilità di alloggi per la residenza stabile.
Le conseguenze si riflettono direttamente sulla capacità delle imprese di operare: settori chiave come la nautica, la manifattura, l'artigianato e il turismo faticano a trovare tecnici e professionisti disposti a trasferirsi a causa dei costi proibitivi dell'abitare.
In merito a questa situazione, la presidente di Cna Lucca, 𝐒𝐚𝐛𝐫𝐢𝐧𝐚 𝐌𝐚𝐭𝐭𝐞𝐢, sottolinea come la questione abbia ormai superato i confini del disagio sociale.
“Il tema della casa non rappresenta più soltanto una questione sociale – spiega Mattei - È diventato un fattore che incide sulla competitività delle imprese e sulla capacità del territorio di attrarre competenze, professionalità e nuove energie. Se una quota sempre più rilevante del reddito viene assorbita dall’affitto, diventa più difficile per giovani e lavoratori scegliere di vivere e costruire qui il proprio futuro”.
Per Cna la soluzione richiede una visione di lungo periodo che metta al centro il recupero delle migliaia di abitazioni attualmente inutilizzate in provincia.
“Accanto alla necessità di rafforzare le politiche abitative – prosegue Mattei – occorre intervenire sul patrimonio esistente. Nella nostra provincia sono presenti migliaia di abitazioni oggi non utilizzate o sottoutilizzate che potrebbero contribuire ad aumentare l’offerta di alloggi destinati alla residenza stabile. È necessario individuare strumenti che favoriscano il recupero e la rimessa sul mercato di questi immobili, garantendo ai proprietari adeguate tutele e rendendo sostenibili gli interventi di riqualificazione”.
Cna Lucca propone quindi l’avvio di un confronto permanente che coinvolga istituzioni, sindacati e proprietari per bilanciare le esigenze del turismo con quelle della crescita economica e della qualità della vita.
“Non possiamo permetterci – conclude Mattei – che da una parte le imprese fatichino a trovare lavoratori e dall’altra una parte significativa del patrimonio abitativo rimanga inutilizzata. Per questo proponiamo la costruzione di un vero e proprio Patto territoriale per l’abitare, finalizzato ad aumentare l’offerta di alloggi per lavoratori, giovani e famiglie, favorire il recupero degli immobili sfitti e sostenere un equilibrio tra sviluppo turistico, qualità della vita e crescita economica. La casa non è soltanto una risposta a un bisogno individuale: è una delle condizioni essenziali per garantire sviluppo, occupazione e coesione sociale. Per questo il tema dell’abitare deve diventare una priorità nelle politiche di sviluppo della nostra provincia”.