Jobplunger

Jobplunger La prima rete professionale italiana per fare impresa, creare lavoro e rilanciarsi nel mercato globale.

Questo portale non è di chi lo ha ideato e sviluppato, ma di tutti coloro che:

a) ne saranno parte attiva, aiutandoci a renderlo sempre più performante, utile e vicino alle esigenze di una rete virtuosa;

b) sono alla ricerca di un punto di accesso a informazioni di primaria necessità;

c) cercano un mondo del lavoro virtuoso, dove è la meritocrazia a farla da padrone;

d) vogliono ritrovare il v

alore della vecchia stretta di mano;

e) cercano la sicurezza di collaborare con imprese serie ed affidabili;

f) vogliono realmente rilanciarsi, affidandosi a partner validi e attenti, che creano la soluzione più adatta alle proprie esigenze e soprattutto adatta al proprio budget, evitando così di incappare nei soliti tranelli;

g) sono stanchi di sentir parlare ed ora pretendono concretezza.

Diventare Startupper con JobPlunger! (4° capitolo)Di fondamentale importanza è la visibilità del proprio marchio/prodott...
12/11/2013

Diventare Startupper con JobPlunger! (4° capitolo)
Di fondamentale importanza è la visibilità del proprio marchio/prodotto: fare parte della comunità di JobPlunger permette di essere trovato da chi cerca un prodotto/servizio come il tuo, in maniera semplice, veloce ed estremamente precisa.
Una potenzialità molto importante e utile anche a te, per cercare potenziali clienti, partner, o fornitori, che possano fornirti gli strumenti per crescere.
Pensi che un servizio di questo tipo sia utile?

Diventare Startupper con JobPlunger! (3° capitolo)JobPlunger offre una vasta gamma di servizi gratuiti, o a tariffe estr...
25/10/2013

Diventare Startupper con JobPlunger! (3° capitolo)
JobPlunger offre una vasta gamma di servizi gratuiti, o a tariffe estremamente agevolate, creati ad hoc per te. I partner di JobPlunger svolgono un ruolo fondamentale nell’aiutare le aziende di tutte le dimensioni ed i privati a capire cosa fare e come farlo. Grazie a loro ti sarà più semplice conoscere le opportunità per sviluppare la tua impresa e implementare la soluzione ideale per soddisfare le tue specifiche esigenze aziendali.

Su Jobplunger troverai strumenti reali da utilizzare per creare o far crescere la tua impresa: strumenti che derivano dalla nostra esperienza diretta di imprenditori, per gli imprenditori o aspiranti tali.

Sul nostro portale avrai a disposizione servizi riguardanti il finanziamento, il web marketing, l'e-commerce, la formazione del personale, la ristrutturazione aziendale, l'innovation management e molto altro.
Potrai inoltre usufruire dei consigli di esperti in merito ad argomenti come l'internazionalizzazione dei mercati, consulenza legale, fiscale e tributaria, proprietà intellettuale e non solo.
Quali sono i servizi che ritieni essere di primaria necessità oggi?


Marco Lorenzin - staff jobplunger
webmarketing e comunicazione digitale
Innovation Management

Diventare Startupper con JobPlunger! (2° capitolo)Un altro aspetto molto importante per i nuovi imprenditori è sicuramen...
23/10/2013

Diventare Startupper con JobPlunger! (2° capitolo)
Un altro aspetto molto importante per i nuovi imprenditori è sicuramente quello economico.
Se pensi che, nella situazione economica odierna, sia impossibile trovare finanziamenti o finanziatori, ti garantisco che sei in errore. Senza dubbio è molto più difficile di qualche anno fa, ma con una buona idea e basi solide, rimarresti stupito dalle possibilità.
Per questo JobPlunger ti permette di rimanere aggiornato su concorsi e bandi utili a finanziare il tuo progetto e ti dà la possibilità di pubblicare la tua idea per trovare finanziatori privati, partner e soci, oltre ad offrirti la consulenza di esperti, per la ricerca e la selezione delle possibilità adatte a al tuo progetto.
Hai cercato finanziamenti o finanziatori per un tuo progetto?
Com'è andata?

Marco Lorenzin - staff jobplunger
webmarketing e comunicazione digitale
Innovation Management

Diventare Sturtupper con JobPlunger! (1° capitolo)Per diventare Imprenditore/Startupper oggi, serve dedizione, carisma e...
21/10/2013

Diventare Sturtupper con JobPlunger! (1° capitolo)
Per diventare Imprenditore/Startupper oggi, serve dedizione, carisma ed un altissimo know-how tecnico.
Oltre all’idea ed al mix di doti imprenditoriali e manageriali, è di vitale importanza realizzare in modo molto accurato e meticoloso il Business Plan, in quanto si tratta della chiave che aprirà le porte a potenziali finanziamenti, finanziatori, o soci in affari.
Per fare questo è spesso necessario un aiuto esterno e quindi supporto adeguato che permetta di avere il quadro completo degli strumenti e dei servizi a cui è possibile ricorrere.
Su JobPlunger potrai trovare modelli e guide da scaricare gratuitamente, oltre alla possibilità di poterti avvalere della professionalità ed esperienza di consulenti, che ti aiutino nella stesura di un Business Plan che possa mettere in luce le reali potenzialità del tuo progetto.
Hai già realizzato e presentato un Business Plan?
Sei riuscito a mettere in luce il tuo progetto e ottenere quanto ti aspettavi?


Marco Lorenzin - staff jobplunger
webmarketing e comunicazione digitale
Innovation Management

Hai una idea interessante e vuoi fare l'imprenditore?  Ti servono partner affidabili e finanziamenti per la tua start up...
05/10/2013

Hai una idea interessante e vuoi fare l'imprenditore? Ti servono partner affidabili e finanziamenti per la tua start up?

Se hai un’idea una imprenditoriale interessante e non trovi i fondi, sulla piattaforma JobPlunger puoi trovare sia finanziamenti che finanziatori privati. Anche se le Banca non crede nel tuo progetto, non è detto che sia realmente sbagliato, non perdere fiducia nel tuo progetto e nelle tue capacità!
Le iniziali difficoltà di ogni neo imprenditore sono sopratutto trovare partner affidabili e i fondi per partire.
I finanziamenti vanno spesso alle grosse imprese per sanare i debiti di gestioni aziendali circensi e discutibili e non alle buone idee di nuovi imprenditori.

Sentiamo dire che oggi è difficile trovare finanziatori per realizzare la propria idea se non si hanno solide garanzie, ma siete veramente sicuri di questo?

Vi racconterò nelle prossime settimane le storie di alcuni nuovi imprenditori e di come sono riusciti a realizzare la loro impresa nonostante gli ostacoli, affinché questo sia di incentivo, ma anche spunto per tutti voi che avete idee e progetti ma siete scoraggiati da questo sistema.

Vi racconterò la storia di Benedetta proveniente da un paesino Viterbese che a 27 anni è arrivata alla sua settima collezione di borse che vende nei negozi più Glamour del mondo.
Oppure quella di Giuditta che a 37 anni ed una laurea in disegno industriale, ha creato un marchio di vinili adesivi per decorare le camerette dei bambini, che oggi vende in Italia, Europa, Canada e Corea del Sud.
O infine quella di Rosa, che dopo la laurea con colleghi universitari, fonda un birrificio artigianale di successo nonostante aver affrontato molti imprevisti e il fatto che molti li prendevano per matti e nessuno avrebbe scommesso su di loro.
Non bisogna pensare di andare all'estero per trovare un lavoro in linea con le proprie ambizioni pensando che siano tutte rose e fiori. Ci sono anche opportunità di restare in Italia e mettersi in proprio per dare una svolta alla carriera creando la propria impresa, nel proprio paese.

In risposta alla crisi ed alla perdita di un posto fisso, si può scegliere di fare impresa insieme ad altri, facendo aumentare l'imprenditoria, magari incentrata sull'arte del reinventarsi, rompendo gli schemi e riprendendosi il proprio futuro, oppure dando vita ad una propria idea anche condivisa.

La rottura degli schemi e la fuga dalla routine, che è ciò che serve per chi decide di reinventarsi nel lavoro e nella vita, senza soccombere sotto una cappa di autolesionismo.

La piattaforma JobPlunger è nata proprio dall'idea di migliorare e aiutare l’imprenditoria in modo nuovo e innovativo, fornendo tutti gli strumenti a oggi necessari.
Lancia il cuore oltre l'ostacolo e segui JobPlunger e ricorda che il sogno ci deve sempre accompagnare nei nostri progetti. Serve entusiasmo per non farsi avvilire dalla crisi e potete dimostrarlo realizzando i vostri progetti.

Vorresti realizzare un progetto?
Quali sono le cifre che vi servirebbero per partire?

Marco Lorenzin
webmarketing e comunicazione digitale
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Sul lavoro meglio i premi o gli incentivi ? € € €Si sente parlare poco ultimamente di incentivi e premi.Fanno entrambe p...
24/09/2013

Sul lavoro meglio i premi o gli incentivi ? € € €
Si sente parlare poco ultimamente di incentivi e premi.
Fanno entrambe parte del sistema “premiante” usato nelle aziende per “allineare il comportamento delle risorse umane (cioè noi/voi ) rispetto alle aspettative dell'organizzazione, incentivando in questo modo i comportamenti desiderati e disincentivando quelli indesiderati. C'è una stretta integrazione tra il sistema premiante e il sistema di valutazione delle prestazioni del personale.
Ma che differenza c'è tra un incentivo e un premio?
Voi quale preferireste avere ?

Che cosa intendete voi per sviluppo ?La mia idea considera tre dimensioni:  crescita materiale, la dimensione relazional...
20/09/2013

Che cosa intendete voi per sviluppo ?

La mia idea considera tre dimensioni: crescita materiale, la dimensione relazionale ed infine quella culturale.
Credo sia importante un equilibrio tra queste dimensioni e che tutto sia collegato all'AMORE.
Non scandalizzatevi perché l'amore ha anch'esso tre dimensioni ed è strettamente legato all'economia.
Gli antichi sostenevano che l'amore ha tre dimensioni: Eros, Filia e Agape.
Eros è il desiderio dell'avere, che in economia è ciò che alimenta uomo economico ed il suo individualismo. Filia è il sentimento di amicizia che non è contemplato nell'economia politica dove “business is business” e non si guarda in faccia a nessuno.
Agape significa donazione di sé, entusiasmo verso l'altro meglio tradotto come ca**tà.

Due di queste dimensioni sono mancanti nell'economia che ci ha portato a questa situazione economica.

Secondo voi quali sono?

Marco Lorenzin
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Salve internautiMi occupo di internet da molto tempo e ultimamente si parla con insistenza di quanto sia importante la d...
31/07/2013

Salve internauti

Mi occupo di internet da molto tempo e ultimamente si parla con insistenza di quanto sia importante la diffusione della cultura digitale nelle imprese e quanto fondamentale sia sfruttare le opportunità offerte dal web.
Senza dubbio un argomento interessante, ma siete pronti per stare sul web?

Molti promuovono con tecno-entusiasmo la presenza delle aziende su internet, altri più cauti e tecno-scettici mettono in guardia dalle criticità dello strumento. La terza via , quella del tecno-realismo, sembra essere quella più sensata.

L'approccio utopistico della rete come strumento risolutore di molte questioni, si sta rivelando fallimentare e richiede una maturità ed una consapevolezza che oggi sono rare.

Una prima considerazione è che il web tende a spostare il mercato verso una struttura tipo ideale a concorrenza perfetta dove il cliente ha tutte le informazioni sui prodotti e questo influisce sul prezzo di mercato e sulla qualità dell'offerta.

Questa prima considerazione deve farci riflettere su cosa significherà essere on line con la propria azienda. Una corretta analisi della propria situazione aziendale ed una pianificazione dei propri obiettivi è la prima cosa da fare. La soluzione web potrebbe anche non essere la soluzione migliore da percorrere nell'immediato.

Se pensate di investire qualche migliaio di euro sperando che il sito proceda da solo, è preferibile investire queste risorse in una vacanza o in qualche progetto che sognate di fare da tempo perché rischiate di avere lo stesso risultato.

Le aziende con cui spesso ci si paragona in rete o per l'e-commerce, hanno investito tempo e risorse economiche ingenti e quando si muovono nel web lo fanno con obiettivi chiari e con programmi di parecchi mesi, se non addirittura anni. Spesso si tratta di grosse imprese o multinazionali che non rappresentano il tessuto imprenditoriale italiano disseminato di PMI che hanno esigenze diverse.

Essere in rete è senza dubbio importante ma è "come" esserci il focus di tutto.
Il sito aziendale permette di promuoverci e far conoscere la nostra attività in modo innovativo. Se il sito web è completato anche con un e-shop possiamo offrire i nostri prodotti e servizi a qualsiasi ora del giorno allargando così confini geografici e la clientela potenziale.

I clienti possono informarsi on line sulle offerte ed acquistare successivamente in negozio oppure con pochi click e, pagando on line, possono avere a casa l'oggetto in poco tempo.
Un canale di e-commerce aziendale permette di agevolare la vendita di prodotti in esubero, creare business parallelo, organizzare prevendite, proporre servizi aggiuntivi e tanto altro.

Questo significa che il venditore deve essere organizzato in tal senso e dietro i semplici passaggi per l'acquisto vi sono cambiamenti aziendali non di poco conto e purtroppo non è sufficiente fare un "bel sito" per vendere, perché se nessuno lo cerca, lo trova e lo consulta è uno strumento perfettamente inutile.

Purtroppo ci sono molti improvvisati del web sul mercato. Fare qualche corsetto nei week end non fa esperti del digitale ed un bel sito non fa primavera, come neppure essere un programmatore non significa essere un esperto di marketing, di tendenze o di comunicazione.

Essere ritrovabili sui motori di ricerca implica tecniche di ottimizzazione ed un lavoro costante di contenuto e rinnovamento che pochi sanno veramente fare.

E' importante pianificare una strategia di marketing e comunicazione digitale valutando gli strumenti idonei alla vostra impresa. Questo lavoro implica tempo e soprattutto bisogna valutare bene il ritorno dell'investimento.

Solo l'analisi dei report di analitica sulle performance del vostro strumento diranno se avete centrato l'obiettivo nel giro di un anno e non prima. Bisogna essere percepiti come affidabili e competenti nel vostro settore, e bisogna lavorarci per farlo capire.

Bisogna farsi una chiara analisi del proprio mercato, della clientela, dei concorrenti, ed una valutazione della propria azienda e dei margini di miglioramento; insomma bisogna mettersi in discussione, altrimenti si rischia di fare un madornale errore!

Oltre al sito ed all'e-commerce si parla anche di social network, ma sapete veramente cosa significa usare questo strumento? Scordatevi la vostra paginetta con le foto del mare, o che avere tanti “i like” faccia di voi dei leader del social network.

Avere una pagina sociale, significa creare relazione con gli utenti, essere esposti alle critiche ed all'analisi di concorrenti e clienti che hanno uno strumento potente per far valere i propri reclami e potenzialmente demolirvi, e se vi va bene pareggiate i conti.

Vi ricordo che la memoria di internet non ha oblio, e tutto rimane scritto, per ora potenzialmente per sempre. Se non si investe in competenza in questi strumenti si
rischia di uscirne male.
Come affrontate i problemi con la clientela diventa visibili a tutti e la mancanza di pro-attività è controproducente e vi si ritorce contro.

Non dimentichiamo inoltre che tra coloro che vi criticano possono nascondersi concorrenti che vi stanno mettendo in cattiva luce di proposito, oppure stanno sondando il vostro customer care. Quindi una delle domande da farsi è se siete pro-attivi in azienda.

Sino ad ora posso avervi dato l'impressione di essere Tecno-scettico, e questo è dovuto alle esperienze avute in aziende che con presunzione non si sono messe in discussione.

In realtà sono realista e penso che il digitale potrebbe aiutare molto le piccole medie imprese italiane ad allargare il proprio mercato, fare rete e risollevarsi da questo contesto economico attuale.
Lo strumento del web va usato con equilibrio e se integrato con le attività già presenti in azienda potrebbe dare risultati inattesi.

E' comprensibile che in un momento economicamente sfavorevole come questo sia difficile pensare di investire risorse in un progetto digitale, ma forse non sapete che potrebbe costarvi meno di quello che pensate.

Le criticità sono solo dentro di noi, il cambiamento comporta un costo spesso più interiore che economico. Basta valutare bene le cose prima di fare il primo passo.
Se ben fatto è l'inizio di un grande viaggio.

Marco Lorenzin
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Piccola riflessione personaleOggi ci troviamo di fronte ad un’economia fortemente mutata, dove i punti di riferimento e ...
26/06/2013

Piccola riflessione personale
Oggi ci troviamo di fronte ad un’economia fortemente mutata, dove i punti di riferimento e le certezze, che ci hanno sempre sostenuto ed accompagnato fino ad oggi, sono totalmente crollate.

Questo ha portato molti imprenditori, come noi, in una condizione di stallo, in quanto ci troviamo a far fronte ad una situazione mai affrontata prima e senza nessuno che sappia indicarci la giusta via per uscirne. Alcuni imprenditori rimangono legati alle proprie convinzioni, non capendo il motivo per il quale non riescano più a vendere i propri prodotti o servizi e vedendo la propria attività peggiorare di mese in mese; altri puntano a tagliare drasticamente le spese, lasciandosi allettare da servizi a bassissimo costo e abbandonando i fornitori storici, con l’effetto di un calo importante della qualità e in molti casi la perdita dei propri clienti, perché scontenti del prodotto o servizio offerto; altri ancora si trovano ad accettare lavori senza effettuare le dovute verifiche, trovandosi in molti casi a sostenere insoluti e cause.

Credo che, mai come oggi, sia necessario un nuovo modello di business. Cooperazione, onestà e fiducia: sono queste le caratteristiche, a mio avviso, necessarie per impostare un cambiamento significativo. Dobbiamo ritrovare la sicurezza della vecchia stretta di mano, di quando questo bastava a chiudere un contratto; la tranquillità nell’affidarci ad un fornitore, essendo certi che opererà con la massima perizia e professionalità; la possibilità di rivolgersi a nuovi clienti senza il terrore di non essere retribuiti, ma lavorando in maniera serena, sapendo che i nostri sforzi verranno ripagati.

Proprio dalla crisi attuale dobbiamo sapere estrarre i vaccini per combatterla. Le imprese devono cogliere la sfida e guardare alla attuale situazione di difficoltà come ad un'opportunità per rafforzare, o trasformare, le loro strategie, traendo lezioni che possano essere utilizzate da imprenditori, banche e consulenti d’impresa di vario genere.
Nelle circostanze attuali alcuni imperativi diventano imprescindibili per attraversare la crisi ed essere pronti per competere in uno scenario fortemente mutato:

Controllare i costi, le risorse e gli investimenti
L'azienda deve utilizzare le risorse in modo efficace ed efficiente. Per arrivare a questo risultato ci vuole:
1. un’ attenta analisi della struttura di costo dell'azienda in modo da capire come viene utilizzata la capacità produttiva,
2. una verifica dei costi diretti e indiretti,
3. la capacità di riuscire a costruire il costo di prodotto.
In alcune aziende non c’è, o perlomeno non c’è stato, uno stretto controllo dell’utilizzo delle risorse poiché, nei decenni passati, in caso di impossibilità a sopperire alla richiesta, si assumeva, aumentando il personale dei settori produttivo e amministrativo, non avendo però il tempo di riorganizzare il lavoro di ogni reparto a causa dei tempi stretti di consegna. Si cercava di recuperare alla disorganizzazione con la previsione di riunioni di fine anno, che rimanevano comunque disattese l’anno successivo in quanto la produzione e il lavoro occupava il 100% delle risorse aziendali.
Ora non è più così: ora ci accorgiamo che, solo se siamo efficienti nelle varie posizioni aziendali, si riesce ad avere un prodotto competitivo: è quindi indispensabile il coinvolgimento di tutto il personale aziendale.

Conservare la base clienti e crescere
Cambiano i tempi e cambiano i rapporti con i clienti. In questa situazione attuale incerta, emerge l'esigenza di rispondere sempre più tempestivamente alle richieste dei propri clienti, potenziando parallelamente servizi sempre più personalizzati e carichi di contenuti (conoscenze su nuove tecnologie, aggiornamenti normativi, ecc...).

Massimizzare l’efficienza operativa
Anche qui, le tecnologie, in primis, e il periodo che stiamo attraversando ci danno i mezzi per migliorare l'operatività all'interno della nostra azienda. Primi fra tutti sono verificare, codificare e analizzare metodi e tempi per le azioni comuni: assistenza clienti e pianificazione manutenzione sono alcuni esempi di come e dove operare. Questo periodo, in particolare, deve essere utilizzato per riorganizzare e ridisegnare metodi all'interno dell'azienda e capacità di collaborazione tra le varie parti che la compongono, in primo luogo le persone, il vero core delle aziende.

Innovare
Pensiamo al motto: "CHI SI FERMA E' PERDUTO". Sino a qualche anno fa si facevano prodotti azzeccati, che vendevano, che avevano mercato, e si pensava solo ai numeri di produzione: non c'era tempo per altro se non per produrre. Per anni, con gli stessi metodi e gli stessi componenti, veniva fabbricato lo stesso prodotto, per un mercato che ne richiedeva solamente un determinato numero di pezzi. Ecco, questo sottolinea, in modo conciso, cosa significa innovare. Non basta oggi produrre una buona macchina o un buon prodotto: bisogna guardarsi attorno, pensare alle esigenze di mercato di domani e dei clienti futuri. E’ necessaria l'implementazione di nuove tecnologie che permettano di ridurre i tempi di realizzo, i fermi macchina, la manutenzione ordinaria e/o straordinaria. E’ infine fondamentale essere in prima linea sulle normative di settore, per essere pronti alle nuove regole di efficienza o di emissioni: questa è la nuova idea di azienda.

Cristian Fiacchi
Un imprenditore come tanti

Difficile essere imprenditori oggi e sopratutto in Italia.Credo capiti anche a voi di chiedervi dove questa situazione d...
18/06/2013

Difficile essere imprenditori oggi e sopratutto in Italia.
Credo capiti anche a voi di chiedervi dove questa situazione di crisi ci porterà, se abbiamo già toccato il fondo o se siamo solo all'inizio di un baratro.

Per chi di voi non conosca la teoria economica della mano invisibile e del comportamento del mercato nel lungo periodo forse un ripasso sarebbe utile.

Questa crisi sta facendo uscire in malo dal mercato modo moltissime imprese che, per far fronte alle criticità ed alla mancanza di credito, hanno impegnato risorse accantonate durante periodi migliori.

I problemi maggiormente incontrati dalle imprese della nostra regione (oltre al calo vistoso del mercato) sono dovuti soprattutto ai mancati incassi dei crediti, all’aumento di tasse (vedi IMU sui capannoni), mancanza di credito bancario per i propri investimenti e molto altro.

Difficile rimanere attivi e positivi in una situazione simile.
I politici ormai non sanno più cosa raccontare o inventarsi.
Purtroppo è dura far aumentare il PIL quando lo stato, che non può fare investimenti e stimolare i consumi, è bloccato all'angolo dal patto europeo che lo vincola a rispettare la questione del debito pubblico, e l'unica cosa che gli rimane da fare è tassare le imprese, e cittadini.

Questo è un circolo vizioso che continua e che trascina con sé la vita professionale e privata di molti di noi: imprenditori, lavoratori e professionisti.

Sentire che alcuni con un gesto estremo si sono tolti la vita, il loro dono più prezioso, perché sopraffatti dalla situazione, ci fa arrabbiare e sale la voglia di reagire.

Un fattore però tutto italiano che ci penalizza, è l'individualismo che ci caratterizza ed il non riuscire a fare squadra tra di noi in modo più costruttivo.
Questa crisi però può aiutarci in questo.

E' infatti in periodi fortemente critici che nascono le idee ed i progetti migliori, ed è favorito il cambiamento di mentalità e di approccio alle cose ed alle persone, e ci si avvicina gli uni agli altri per fare gruppo.

Già da tempo è in cantiere un progetto per le PMI in Emilia Romagna che si chiama JobPlunger.
Nato proprio per fare rete tra imprese e aiutarci a fare squadra come sappiamo fare qui in pianura padana, dove conta ancora la stretta di mano e la parola data e dove non ci facciamo fermare neanche dal terremoto.

JobPlunger abbraccia la filosofia Anglosassone del Win Win, dove quando si collabora il beneficio viene condiviso ed il surplus totale aumenta; quando la torta cresce, la fetta è più grande per tutti.

L’idea prende vita in uno studio di professionisti di Lugo, i quali hanno pensato a qualcosa di utile a tutti come strumento di lavoro e che aiutasse a risolvere molti dei problemi che ora ci troviamo ad affrontare come imprese e lavoratori.

Al suo interno servizi, news, database, e aiuti concreti per la risoluzione di problemi.
JobPlunger è il 1° portale professionale italiano che risolve i problemi delle impresse e che punta a creare lavoro.

Se stanco di chiacchiere e parole, ma alla ricerca di fatti concreti e soluzioni, segui JobPlunger come stanno già facendo molti imprenditori e professionisti come te.

Marco Lorenzin

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L'Italia è il paese dei disoccupatiOra che avete letto con attenzione il rapporto ISTAT intuite che siamo il paese dei d...
18/06/2013

L'Italia è il paese dei disoccupati

Ora che avete letto con attenzione il rapporto ISTAT intuite che siamo il paese dei disoccupati.
Infatti l numero dei nuovi disoccupati creati dalla crisi ha superato circa il milione ed a questi si aggiungono i due milioni di disoccupati "preesistenti" al periodo 2008-2013 e quindi andiamo ad un totale a tre milioni di persone in cerca di lavoro nel nostro Paese.

Se leggete bene, non c'è settore che si sia salvato.
La disoccupazione è l'aspetto più drammatico della recessione che continua incessante a penalizzare il nostro paese ormai da oltre cinque anni.

Oltre a questo consideriamo le molte crisi locali, fronteggiate con coraggio e disperazione da operai che lavorano a paga ridotta o si danno da fare come possono in azienda pur di mantenere lavoro e dignità.
A pagarne le spese anche aziende gloriose come l ex Pininfarina di Grugliasco che rischiano di essere cancellati dalla mappa dell'economia italiana.

Mancano al conteggio statistico la massa di precari (senza alcuna garanzia né certezza), quelli che hanno rinunciato a cercare un posto di lavoro, gli "inattivi" che vanno avanti con piccoli lavoretti in nero, chi stenta a sopravvivere con una misera pensione sociale ed i cassaintegrati.

Su questi ultimi le cifre della cassa integrazione sono drammatiche .
I cassintegrati non figurano ancora ufficialmente come disoccupati, in qualsiasi delle tre categorie ricadano: la cassa ordinaria (attribuita nel caso di conclamate crisi di settore), quella straordinaria (che riguarda i casi di ristrutturazione aziendale), e quella in deroga.

Non abbiamo considerato le piccole aziende con meno di 15 dipendenti, gli artigiani, i commercianti, i dipendenti del settore turistico e tanto altro .

La cassa integrazione nel complesso interessa oggi circa 500mila lavoratori. Se si aggiungessero ai tre milioni di disoccupati le cifre sarebbero ancor più da brivido.

Insomma la crisi del lavoro assume sempre più, ogni giorno che passa, i toni di un'emergenza nazionale.

Le cause ed i fattori che hanno contribuito a penalizzare il nostro Paese sono spiegati da Gary Pisano, il docente di management ad Harvard che è considerato uno dei più prestigiosi studiosi del settore e ha fatto da consulente a Barack Obama per risolvere la disoccupazione in America.

"Negli ultimi vent'anni in tutto il mondo - spiega Pisano - si è sottovalutata l'importanza della manifattura come fonte stabile e sicura di lavoro.
Si è scelta la finanza o i servizi, dimenticando che solo dalle gloriose fabbriche, per quanto tecnologicamente evolute, viene l'apporto-lavoro più significativo di lungo periodo".

Quindi una bella fetta delle colpe è anche della finanza . Il lavoro sia del dipendente che dell'impresa, è sempre stato più penalizzato fiscalmente rispetto alla finanza.

Un bel lavoro da fare per il nostro governo, ma non possiamo rimanere ad aspettare e delegare la soluzione perché molto possono farlo che le imprese ed il territorio.

Su jobplunger le aziende provano a trovare soluzioni concrete insieme facendo rete. Perché l'unione fa la forza e non bastano più solo parole, servono concretezza e lungimiranza.

Marco Lorenzin

Mail: [email protected]
sito: www.jobplunger.com
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18/06/2013

le informazioni "critiche ", sono quelle importanti
Di seguito gli indicatori chiave del nostro contesto economico e sociale

http://www.istat.it/it/files/2013/05/indicatori_chiave.pdf

Indirizzo

Via Di Giù, 8
Lugo
48022

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