08/06/2026
Essere un "Mediatore Puro": una professione autonoma.
Ieri mattina, durante l’Assemblea AIMEF, le parole della Presidente e della Vicepresidente mi hanno toccato nel profondo.
Mi hanno ricordato, se mai ce ne fosse bisogno, perché ho scelto questa strada.
Io sono un mediatore familiare puro.
È stato detto, e ribadisco con orgoglio, che non è una professione da utilizzare come un "piano B" o una specializzazione secondaria o aggiuntiva.
Avere una rete di professionisti intorno è fondamentale, ma gli altri professionisti non possono vestire la mediazione.
Non ci si improvvisa mediatori.
Troppo spesso assistiamo a confusioni di ruolo:
-Il Mediatore non è un avvocato che applica tecniche di negoziazione.
-Non è uno psicologo che fa una terapia diversa.
-Non è un assistente sociale che sa trattare la gestione del conflitto.
La Mediazione Familiare è una professione autonoma, tutelata dalla legge, con confini scientifici e deontologici chiari.
Non è un'appendice di altri studi, non è una succursale.
La mediazione non si "indossa" all'occorrenza o su richiesta del cliente.
Si incarna.
Ogni giorno entro in stanza e vedo famiglie. Ogni giorno faccio mediazione pura, rispettando la legge 151.
E ogni giorno, con i fatti, difendo ciò in cui credo.
Questa non è una semplice competenza, è un'esperienza che si costruisce quotidianamente, migliorando, studiando e formandosi – ma sempre e solo nella mediazione.
Il nostro è uno spazio neutro, una postura precisa che accoglie la complessità delle relazioni per supportare genitori (e figli) in modo concreto.
Garantire e difendere questo CONFINE non è solo una scelta professionale: è una responsabilità etica che abbiamo nei confronti delle famiglie che si fidano di noi.
C'è ancora tanto da fare, ma la direzione è chiara. E io continuo a fare la mia parte. Con purezza, rispetto e onestà.
In linea totale con il Direttivo AIMEF.