09/05/2025
Con un calice intarsiato di lapislazzuli,
aspettala.
Presso la fontana, avvolto dal profumo della sera e della colonia alle rose,
aspettala.
Con la pazienza di un cavallo caricato su per le montagne,
aspettala.
Con la grazia del più nobile degli emiri,
aspettala.
Tra sette cuscini gonfi di nuvole,
aspettala.
Con l’incenso che le donne accendono per amore,
aspettala.
Avvolto dal profumo maschile del sandalo, dorso di cavallo,
aspettala.
E non avere fretta.
Se tarda,
aspettala.
Se giunge in anticipo,
aspettala.
Se arriva in tempo,
aspettala.
Non spaventare gli uccelli che abitano le sue trecce,
aspettala.
Falla sedere rilassata, come un giardino in fiore,
e aspettala.
Che respiri l’aria nuova e che le entri nel cuore,
aspettala.
Che sollevi piano il suo vestito come foschia che sale per le sue gambe,
aspettala.
E portala sulla terrazza a vedere la luna che annega nel latte,
aspettala.
Offrile l’acqua prima del vino,
non guardare le due pernici addormentate sul suo petto,
aspettala.
Toccale la mano piano, quando posa il bicchiere sul marmo,
come se sfiorassi rugiada,
aspettala.
Parlale come un flauto parla a una corda tremante,
come se vedeste l’uccello che annuncia un domani lontano,
aspettala.
Lucidale la notte, anello dopo anello,
aspettala.
Finché la notte non ti dica:
Solo voi due siete rimasti al mondo.
Allora portala dolcemente verso la tua morte amata…
e aspettala
Mahmoud Darwish (cercatene la biografia)
Una delle mie poesie preferite.
Mi fa riflettere su cosa aspetto.
Io aspetto la pace.
La fratellanza.
Tra palestinesi e israeliani.
Tra indiani e pachistani.
Tra uomini e donne.
Tra uomini e natura…
Un altro mondo é possibile.