07/09/2025
Progetto “ LA RELAZIONE SI CURA”
“PREVENIRE RELAZIONI ASIMMETRICHE, POTENZIALMENTE
PRODROMICHE ALL’ESCALETION DELLA VIOLENZA”
FAQ
1) – NON HO BEN CHIARA LA SUA FIGURA PROFESSIONALE POTREBBE DESCRIVERMELA?
Partiamo dal chiarire l’aspetto della criminologia investigativa, si tratta di una branca della criminologia che studia i fenomeni criminosi da molteplici punti di vista, una specializzazione che pone le sue basi in discipline diverse. Di fatto, le vicende vengono analizzate sia dal punto di vista psicologico che dal punto di vista tecnico-scientifico. Essa, dunque, studia e analizza fatti delittuosi, autori di reato e reazioni sociali al crimine da un punto di vista multidisciplinare: medicina, biologia, psichiatria, psicologia, sociologia, statistica, antropologia e pedagogia. La criminologia è anche un settore interdisciplinare, dalla commistione di saperi diversi è capace di creare modelli, approcci e strumenti nuovi.
2) - QUINDI COSA FA IL CRIMINOLOGO INVESTIGATIVO?-> Il Criminologo Investigativo si occupa di investigazioni in ambito di crimini violenti (omicidio, stalking e violenza sessuale). Grazie alle competenze tecnico scientifiche e psicologiche-forensi, questa figura è in grado di applicare strumenti criminologici (tradizionali e non) all’area delle investigazioni criminali. Si tratta in un certo senso della professione che negli stati uniti viene definita come
“criminologo profiler”: un professionista con conoscenze nel campo psicologico quindi di scienze e tecniche psicologiche, capace di comprendere la mente del criminale e le dinamiche dei suoi comportamenti; dotato di vaste competenze in campo investigativo è in grado di elaborare le informazioni raccolte mettendo in evidenza i fatti. Chi si occupa di criminologia investigativa non deve essere confuso con il criminalista. Quest’ultimo svolge accertamenti di tipo tecnico (es. i rilievi della Polizia scientifica) effettuati durante l’attività investigativa successiva ad un reato.
3) - COSA SIGNIFICA CONSULENZA AMBITO VALUTAZIONE E GESTIONE RISCHIO POTENZIALE DI VIOLENZA NELLA COPPIA DISFUNZIONALE?
Le coppie disfunzionali sono individui che adottano comportamenti abusanti o dannosi l'uno nei confronti dell'altro, spesso sfociando in atti violenti o criminali. Questi individui possono manifestare una serie di comportamenti, tra cui gelosia, possessività e problemi di controllo. Quando questi comportamenti degenerano in azioni criminali, come aggressione o omicidio, i profiler criminali possono essere chiamati ad analizzare il caso e a fornire informazioni sulle motivazioni e le caratteristiche degli autori. Un aspetto chiave della profilazione criminale nei casi che coinvolgono coppie disfunzionali è la comprensione delle dinamiche della relazione. I profiler devono analizzare le dinamiche di potere, i modelli di comunicazione e la storia della relazione per comprendere i fattori che potrebbero aver contribuito al comportamento criminale. inoltre, i profiler devono considerare eventuali precedenti episodi di violenza o abuso all'interno della relazione, poiché questi possono essere indicatori di futuri atti criminali. In caso di violenza domestica, inoltre, possono anche essere incaricati di valutare il
rischio di ulteriori danni per la vittima, analizzando il comportamento dell'autore. Un altro aspetto importante della
profilazione criminale nei casi che coinvolgono coppie disfunzionali è l'identificazione di schemi comportamentali.
Non conta solo la preparazione la conoscenza in materie psico-criminologiche, questa nuova figura professionale richiede
un elevato livello di intelligenza emotiva ed empatica, capacità analitiche e competenza nel comportamento criminale,
analizzando le dinamiche della relazione, identificando modelli comportamentali e sviluppando profili psicologici degli
autori di reato, non dimenticando che ci muoviamo in ambiti probabilistici e non deterministici, vista la complessità della
mente umana. Gli addetti ai lavori sanno che un criminologo nella scena del crimine dovrà rispondere a 5 quesiti: CHI
COME, DOVE, QUANDO e PERCHE'; nel caso della coppia disfunzionale, per il profiler, si pongono sostanzialmente 3 quesiti
importanti: SE, QUANDO, DOVE. Pertanto si richiede una sola parola: Prevenzione! Spiego meglio gli utlimi tre quesiti.
SE….(Il condizionale ovviamente è d’obbligo) - il soggetto ha le potenzialità criminali di poter colpire. La potenzialità criminale racchiude una serie di componenti psico- sociali unite alle variabili socio demografiche, ovvero quanto, e con quale intensità, esse possono dare vita alla dark side nella psiche del soggetto, alle cosiddette fantasie criminali alimentate da uno stato emotivo negativo associato a frustrazione, ira, aggressività e vendetta. Occorre altresì considerare l’esistenza, in capo all’offender, di potenziali disturbi della personalità, come detonatori di particolari
patologie ossessive.
QUANDO/DOVE…Il profiler, ovviamente, non avendo la sfera magica, non potrà soddisfare il requisito della certezza;
solo canalizzando ed esaminando l’insieme di elementi in suo possesso, potrà, in linea di massima, indicare i potenziali
momenti o le potenziali circostanze di tempo e di luogo idonee a poter prevedere, l’eventuale azione criminale da parte
dell’offender.
4) PERCHE’ QUESTO PROGETTO?
Non si discute sulle iniziative di legge che negli anni hanno dato vita a interventi normativi importanti a favore delle vittime di Stalking e delle violenze in ambiti familiari. Il problema che appare chiaro a tutti è che purtroppo tali iniziative non soddisfano degli standard di sicurezza della vittima che, per svariati motivi si
trova, anche dopo l’ennesima denuncia, sola ad affrontare una situazione che le crea disagi, paure, incertezze, quindi un malessere. In poche parole si sente sola. Questo progetto che si basa sulla PREVENZIONE, viene incontro alle esigenze di persone che potenzialmente rischiano di subire violenze di diversa specie, spesso inconsapevoli di essere vittime, sino a all’evento tragico che tutti conosciamo.
5) - POSSO FRUIRE DELLA CONSULENZA DEL SUO STUDIO SENZA AFFRONTARE IL PROGETTO?
L’articolazione del progetto e le vaste problematiche che affronta necessita incontri, approfondimenti; pertanto, il rapporto con assistita/o non può ridursi ad una banale ed improvvisata diagnosi, ovvero occorre che ci sia interrelazione tra assistita/o e professionista al fine di acquisire tutti gli elementi necessari per un completo ed esaustivo intervento. In pratica si instaura un rapporto di fiducia tra assistita/o ed il professionista. E’ possibile avere un preliminare incontro esplorativo con il professionista il quale potrà consigliare se intervenire o meno, e con quali modalità. Tale
incontro non ha valenza diagnostica.
6)- SU COSA SI BASA IL PERCORSO? -
Il lavoro del professionista si basa sugli elementi acquisiti nel corso delle sedute comunque della fase diagnostica, è una fase di accolta e analisi di informazioni che permette di prendere decisioni. La veridicità dei dati e delle notizie riferite dall’assistito/a risultano basilari per soddisfare i corretti esiti della prestazione professionale. Pertanto il cliente si impegna ad assumere un atteggiamento collaborativo alle richieste di acquisizione dati e notizie e si impegna a riferire tutti gli elementi utili alla soluzione della criticità esposta. In tal senso viene sottoscritto un documento ove sono presenti termini e condizioni ai quali l’assistita/o deve attenersi; viceversa, il professionista non risponde delle conseguenze che derivano da iniziative intraprese dall’assistita/o, non concordate in ambito progettuale.
7- QUALI SONO GLI OBIETTIVI CHE SI PREFIGGE IL PROGETTO? Premetto che l’assistita/o prende atto che l’esito del programma di assistenza e consueling sopra esplicitato potrebbe non condurre ad una totale soluzione della problematica affrontata, in quanto le tecniche professionali poste in essere si confrontano con variabili psico-socio demografiche dei soggetti osservati, ed assumono un aspetto probabilistico e non deterministico della soluzione del
singolo caso. Comunque l’assistita verrà seguita con tutta la professionalità nel settore, messa in campo.
Gli obiettivi preposti sono:
a) Supporto psicologico e consueling finalizzato al benessere psicofisico dell’assistita/o, nell’ottica di un recupero del rapporto della coppia e nell’ambito di una corretta relazione.
b) Giungere ad un quadro esaustivo comunque probabilistico, del contesto disfunzionale della coppia, finalizzato alla previsione di ulteriori manifestazioni di violenza (qualora sussista) e la sua potenziale escalation da parte del partner, anche con incontri organizzati con quest’ultimo.
c) “Extrema ratio” garantire l’intervento di protezione ravvicinata ad personam da parte di personale altamente qualificato, compatibile con tempi modalità e oneri richiesti dai singoli casi
8- SE DURANTE IL PROGETTO DOVESSI INTRAPRENDERE DELLE INIZIATIVE NON CONDIVISE E
NON VALUTATE DAL PROFESSIONISTA?
In tal caso l’assistita/o si assume le responsabilità personale nei
casi sottoelencati:
a) nel caso di omissione volontaria di dati e notizie in sede di audizione o interviste, durante le sedute inerenti l’istruzione della pratica;
b) la NON osservanza, dei consigli /avvertimenti /disposizioni, comunicati dal professionista nell’ambito della
gestione pratica;
c) dei comportamenti che comprometterebbero l’efficacia dell’intervento professionale e nel contempo l’esposizione a pericolo fisico dell’assistita (es: Vittima attiva/violenta e provocatoria in ambiti di criticità nei
confronti del partner)
9- POSSO CONDIVIDERE CON IL MIO PARTNER LA DECISIONE DI ESSERE SEGUITA DALLO SUO STUDIO?
Tale decisione non può essere presa a priori, occorre prima acquisire il quadro relazionale e analizzare le criticità, pertanto è sconsigliabile tale iniziativa. Valutate le circostanze e le psicodinamiche del partner, qualora ci fossero i presupposti, si potrà procedere in tal senso. Potrebbe essere utile, sempre qualora ci fossero i presupposti, che il partner si renda disponibile a percorrere il progetto in modalità di coppia, specialmente nel caso in cui sia consapevole dell’elevata componente di personalità aggressiva. In tal caso il professionista lavorerà su tale componente. Ciò contribuirebbe a raggiungere una elevata percentuale di possibilità di portare al termine con successo il progetto.
10- COME È STRUTTURATO IL PROGETTO, CON QUALI MODALITÀ SI ESPLICA?
Con lo schema sotto riportato si descrivono gli strumenti a disposizione del professionista per la soluzione del caso. Tali procedure si applicheranno anche parzialmente, per tre tipologie di tempistiche : 30gg/90gg/120gg/ 365gg, ovviamente con costi
differenti, caso per caso.
ITER ISTITUZIONE FASCICOLO DEL CASO/ CONFERIMENTO INCARICO
AUDIZIONE SULLA PROBLEMATICA DEL CLIENTE (ACQUISIZIONE DATI E NOTIZIE)
SCREENING PSICOLOGICO SOMMINISTRAZIONE TEST PSICOMETRICI
SEDUTE DI AGGIORNAMENTO A RICHIESTA DEL CLIENTE (MAX 1/SETT.) – ANCHE ONLINE- MEET.
ETC
OCCASIONAL TELEPHONE MONITORING (counseling telefonico con modalità e a discrezione del professionista)
AUDIZIONE PARTNER (OPZIONALE)
RISK ASSESSMENT &RISK MANAGEMENT - PROFILING ASSISTITA E PARTNER.
REPORT PSICO - CRIMINOLOGICO SU RISCHIO POTENZIALE DI ESCALATION VIOLENZA
(VALUTAZIONE STRUTTURATA/ SEMISTRUTTURATA)