07/05/2024
Giorgio De Chirico diceva che “un pittore di talento, dipingendo una natura morta, dipinge veramente la vita silenziosa delle cose create dalla natura o fatte dagli uomini”.
“Vita silenziosa”, dunque, e se ci pensiamo un attimo, le lingue anglosassoni, che ci sembrano così dure e parche di musicalità e sentimento, rendono il termine “natura morta” con parole più corrette delle nostre: “still leben” per il tedesco, “still life” per l’inglese. Ed ecco quindi, rappresentate da artisti per la maggior parte “nostrani” con mani che definirei quasi empatiche, la vita silenziosa di oggetti e cose, un’esistenza espressa esclusivamente dalla plasticità della forma e del volume, e dalla scelta dell’artista di disporli in un preciso ordine, in un accurato rapporto tra essi. E non è un caso che, perché questa particolare forma di pittura esplodesse, perché si rompesse lo schema della pittura “serva” delle raffigurazioni mitiche, o religiose, o storiche, ci volle un genio inarrivabile e tormentato come quello di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio.
Ebbene, vi invito a visitare la mostra, che si tiene al Museo Correale di Sorrento ( ) fino al 29 settembre 2024, e ringrazio il Presidente della Fondazione Museo Correale, Dott. Gaetano Mauro ( ), e il Dott. Andrea Fienga ( ), per avermi voluto a curare la grafica (e parte della stampa) dei pannelli e delle didascalie: un grande onore per un piccolo “laboratorio” come quello di Impronte Grafiche. E, last but not least, voglio ringraziare anche chi, in un tempo e in un luogo diversi e lontani, disponeva con cura sul tavolo bianco di una piccola cucina una mela, un’arancia e una pera, e metteva dei pastelli nelle piccole mani di tre pesti, affinché imparassero la forma e il volume, e giocassero con la luce e i colori delle cose. Grazie dunque a mammà, la mia prima insegnante di storia dell’arte...