Goccine - piccole dosi di consapevolezza

Goccine - piccole dosi di consapevolezza "Goccine - piccole dosi di consapevolezza" propone laboratori, incontri, corsi, esperienze, dedicati

RICORDA LA TUA LIBERTÀ DI SCEGLIERE Finché hai forza e voce, rivendica il tuo diritto di decidere ciò che è meglio per t...
05/03/2025

RICORDA LA TUA LIBERTÀ DI SCEGLIERE

Finché hai forza e voce, rivendica il tuo diritto di decidere ciò che è meglio per te, sempre nel rispetto di chi ti sta vicino.
Ogni scelta è un atto d’amore.
Decidere, anche nei momenti più delicati, ci rende liberi, capaci di onorare la vita in tutta la sua bellezza.
VIP (vecio in pension)

CHI AUMENTA IL SAPERE MOLTIPLICA IL DOLORE è una frase attribuita a Seneca, filosofo e scrittore romano. La frase signif...
19/01/2025

CHI AUMENTA IL SAPERE MOLTIPLICA IL DOLORE
è una frase attribuita a Seneca, filosofo e scrittore romano. La frase significa che più si sa, più si è consapevoli della sofferenza del mondo e della propria.

Ma non è tutto negativo. Aumentare il sapere può anche portare a una maggiore comprensione di se stessi e degli altri, e a una maggiore capacità di affrontare la sofferenza.

Quindi, sebbene il sapere possa aumentare il dolore, può anche portare a una maggiore saggezza e compassione.
angelantoni - fotografo

LA CONTRADDIZIONE CI FA ANDARE AVANTIQuando cerchiamo di eliminare o negare gli opposti, perdiamo forza e finiamo in un ...
27/12/2024

LA CONTRADDIZIONE CI FA ANDARE AVANTI

Quando cerchiamo di eliminare o negare gli opposti, perdiamo forza e finiamo in un vicolo cieco. L’invito è a lasciar andare la lotta continua e a usare quel problema che sembra irrisolvibile come punto di partenza per metterci in gioco. Così emergono percorsi alternativi che ci aiutano a capire cosa ci sta succedendo. Dare un nome a ciò che sentiamo è un gesto liberatorio.

Per questo, non dobbiamo negare la colpa né cercare di farla sparire. Al contrario, dobbiamo ascoltarla, darle spazio, un nome, una forma, studiarla e consumarla fino a esaurirla. La colpa può essere un portale attraverso cui possiamo riconoscere i racconti mentali binari di vittima e carnefice, e in questo modo liberarci dai giochi di potere.

Nicolás Alvarez. Creatore audiovisivo e cartomante.

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LA CONTRADICCIÓN NOS HACE AVANZAR
Al querer disolver o negar los opuestos perdemos fuerza y terminamos en un callejón sin salida. La invitación es a soltar la eterna batalla y tomar ese problema irresoluble como punto de partida para ponernos en juego. Así se revelan caminos alternativos que nos ayudarán a comprender lo que nos pasa. Ponerle palabras a lo que sentimos es un acto liberador.

Por eso, no tenemos que negar la culpa ni intentar disiparla; por el contrario, tenemos que atenderla, hacerle lugar, ponerle nombre, darle forma, estudiarla, gastarla, agotarla. La culpa puede ser un portal a través del cual podemos identificar los relatos mentales binarios de víctima y victimario, y así, poder liberarnos de los juegos de poder.

Nicolás Alvarez. Creador audiovisual y tarotista.

LA CONTRADDIZIONE CI FA ANDARE AVANTIQuando cerchiamo di eliminare o negare gli opposti, perdiamo forza e finiamo in un ...
27/12/2024

LA CONTRADDIZIONE CI FA ANDARE AVANTI

Quando cerchiamo di eliminare o negare gli opposti, perdiamo forza e finiamo in un vicolo cieco.
L’invito è a lasciar andare la lotta continua e a usare quel problema che sembra irrisolvibile come punto di partenza per metterci in gioco.
Così emergono percorsi alternativi che ci aiutano a capire cosa ci sta succedendo. Dare un nome a ciò che sentiamo è un gesto liberatorio.

Per questo, non dobbiamo negare la colpa né cercare di farla sparire. Al contrario, dobbiamo ascoltarla, darle spazio, un nome, una forma, studiarla e consumarla fino a esaurirla.
La colpa può essere un portale attraverso cui possiamo riconoscere i racconti mentali binari di vittima e carnefice, e in questo modo liberarci dai giochi di potere.

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LA CONTRADICCIÓN NOS HACE AVANZAR
Al querer disolver o negar los opuestos perdemos fuerza y terminamos en un callejón sin salida. La invitación es a soltar la eterna batalla y tomar ese problema irresoluble como punto de partida para ponernos en juego. Así se revelan caminos alternativos que nos ayudarán a comprender lo que nos pasa. Ponerle palabras a lo que sentimos es un acto liberador.

Por eso, no tenemos que negar la culpa ni intentar disiparla; por el contrario, tenemos que atenderla, hacerle lugar, ponerle nombre, darle forma, estudiarla, gastarla, agotarla. La culpa puede ser un portal a través del cual podemos identificar los relatos mentales binarios de víctima y victimario, y así, poder liberarnos de los juegos de poder.

Nicolás Alvarez. Creatore audiovisivo e cartomante.

PER ANDARE AVANTI, PER UN ATTIMO, BISOGNA PERDERE L’EQUILIBRIOIo in ansia, lui in hangover. Molti dei momenti della mia ...
27/12/2024

PER ANDARE AVANTI, PER UN ATTIMO, BISOGNA PERDERE L’EQUILIBRIO

Io in ansia, lui in hangover.
Molti dei momenti della mia vita possono essere riassunti così. Qualcuno che non si preoccupa delle conseguenze, io che mi preoccupo di tutto e questo tormento che mi congela.

La comfort zone è, per me, la minaccia più grande. Il colpo di scena: innescare il movimento.
Perché per muoversi, per spostare un piede davanti all’altro, è necessario, anche solo per un momento, sbilanciarsi, sentire il vuoto, aver paura di cadere.

E più si è capaci di sopportare i colpi di scena, più si è in qualche modo capaci di approfittare della velocità con cui la vita si consuma, invece di rendersene conto troppo tardi.

Ci si salva solo muovendosi. Si resta vivi soltanto, anche solo per un momento, cadendo.

Ilaria Padovan - Client Manager

“Il modo in cui parliamo a nostro figlio oggi sarà il modo in cui parlerà a se stesso in futuro”Ogni parola che diciamo ...
20/12/2024

“Il modo in cui parliamo a nostro figlio oggi sarà il modo in cui parlerà a se stesso in futuro”

Ogni parola che diciamo ai nostri figli lascia un segno. Spesso non ci rendiamo conto del potere che hanno le parole: una frase detta distrattamente può spegnere una scintilla, mentre una parola scelta con cura può accendere la fiducia.

Essere genitori intenzionali significa fermarsi un momento e chiedersi quale messaggio stiamo trasmettendo davvero.
Significa essere consapevoli che il modo in cui parliamo diventa, giorno dopo giorno, la voce interiore dei nostri figli.
Quella che sentiranno quando si troveranno davanti a una sfida, quella che sussurrerà loro che possono farcela o, al contrario, che non sono abbastanza.

La nostra voce diventa la loro forza. Scegliere con intenzione significa costruire basi solide, un mattone alla volta, creando lo spazio perché possano crescere sicuri, liberi e capaci di credere in se stessi.

Giulia Galli - Coach Genitoriale

“NON HO UN’OPINIONE SU TUTTO”E tu che opinione hai? “Non lo so” questa rivoluzionaria e sorprendente risposta può non fa...
17/12/2024

“NON HO UN’OPINIONE SU TUTTO”

E tu che opinione hai? “Non lo so” questa rivoluzionaria e sorprendente risposta può non farci guadagnare un seggio in Parlamento, ma mette una distanza temporale tra noi e il qualunquismo. “Ci penso, mi informo, rifletto, mi interessa, confrontiamoci.” Quel che nasce da uno scambio accurato è molto più potente di una risposta immediata. Sei d’accordo?

PRENDITI IL TUO TEMPOA volte nella vita si intraprendono percorsi che sembrano fatti apposta per rimescolare le carte, r...
10/12/2024

PRENDITI IL TUO TEMPO
A volte nella vita si intraprendono percorsi che sembrano fatti apposta per rimescolare le carte, rompere gli equilibri e farci sentire instabili. Ci sono anche giorni in cui ci svegliamo e accadono eventi che non avremmo mai voluto affrontare. È in quei momenti che ci ritroviamo a dover colmare i vuoti delle stanze e il peso dei silenzi che ci circondano.

Siamo abituati a vivere una quotidianità frenetica che a volte non dà spazio ai pensieri, ma arriva un punto in cui corpo e anima chiedono una pausa. Un tempo per noi, necessario per metabolizzare, rielaborare e provare a sistemare i pezzi sparsi di quel puzzle che si chiama vita.

La settimana dedicata a DesignMind è stata il mio momento per “prendermi il mio tempo” dopo mesi intensi e difficili. Grazie a quel percorso, ma soprattutto alle persone che hanno avuto il coraggio come me di mettersi a n**o e rivelare i propri lati nascosti, ho capito che ognuno di noi ha il suo Everest da scalare, qualsiasi esso sia ed ho capito che quando tutto sembra perso, c’è sempre una luce in fondo al tunnel che ti aspetta, così come dopo ogni tempesta torna sempre il sole.

“SEMBRA MISTICISMO, MA È REALTÀ”È una frase che ho sentito durante interventi di persone appassionate e piene di vita, d...
02/12/2024

“SEMBRA MISTICISMO, MA È REALTÀ”

È una frase che ho sentito durante interventi di persone appassionate e piene di vita, durante l’esperienza di , e mi ha colpito profondamente.

Da bambino smontavo ogni giocattolo per ricostruirne altri e sognavo di fare l’inventore, quello che risolve problemi che magari nota solo lui… ma che poi migliora la vita di qualcuno.

Scoprendo il design, ho capito che quel sogno poteva trasformarsi in un lavoro reale. Guardando e ascoltando i professionisti della Design Mind Academy che ‘giocano’ per lavoro, sento ancora di più che quel sogno è possibile.

Andrea Geminiani - studente

“TANA LIBERA TUTTI”Nel gioco del nascondino, “tana libera tutti” è la frase che pronuncia il giocatore nascosto per libe...
02/12/2024

“TANA LIBERA TUTTI”

Nel gioco del nascondino, “tana libera tutti” è la frase che pronuncia il giocatore nascosto per liberare chi è già stato catturato.
Questo semplice concetto riflette perfettamente la mia esperienza alla Design Mind Academy: durante questa settimana, mi sono sentita come quel giocatore nascosto che, una volta rivelato, ha potuto “liberare” e portare alla luce aspetti personali e professionali che erano rimasti in ombra.
Questo processo è avvenuto grazie al confronto diretto con gli ospiti e al lavoro condiviso con gli altri partecipanti e mentori, che mi hanno donato riflessioni e stimoli.
Partecipare per la seconda volta alla Design Mind è stata una vera sfida. Riuscire a vedere un luogo con occhi nuovi e proporre idee e trasformazioni innovative non è semplice, specialmente quando si ha già un’esperienza precedente. Tuttavia, mi sono resa conto che non solo io ero cambiata nell’arco di un anno, ma anche un piccolo paese come Castellania aveva subito trasformazioni.

È stato stimolante accogliere queste evoluzioni, e allenare così la mia capacità di progettista a non rimanere ancorata a un’unica idea, ma a essere pronta e aperta al cambiamento continuo.
Grazie mille!

Noemi Aondio - studentessa

“RESPIRA, AGISCI, CREDI”Con questa frase, anzi più esattamente con queste parole, voglio trasmettere quelle che sono sta...
02/12/2024

“RESPIRA, AGISCI, CREDI”

Con questa frase, anzi più esattamente con queste parole, voglio trasmettere quelle che sono state per me le esperienze con Design Mind Academy e che mi hanno portato a maturare e a comprendere molti aspetti della vita e del design.
Con la parola “respira” voglio far capire l’importanza di prendersi un momento per fermarsi a riflettere su tutto ciò che è intorno a noi, con la parola “agisci” voglio indicare l’azione di agire e fare qualsiasi cosa quasi di impulso, concetto in realtà in contrasto con la prima affermazione.
Poi con la parola “credi” voglio far capire l’importanza di credere in tutto quello che uno fa, l’importanza di progettare e di fare qualsiasi cosa senza perdere la fiducia in sé stessi, uno degli aspetti più importanti e più difficili da realizzare, ma trovando le persone giuste la fiducia può solo aumentare
Il significato della frase è credere nelle proprie capacità e nei rapporti che uno crea.
Samuele R. B. - studente

“VA BENE COSÌ” Ricordo che all’inizio della mia vita con la malattia, facevo finta di nulla.Ero giovane, stavo bene e po...
03/11/2022

“VA BENE COSÌ”
 
Ricordo che all’inizio della mia vita con la malattia, facevo finta di nulla.
Ero giovane, stavo bene e potevo farlo. Facevo finta che non fosse cambiato nulla, che tutto fosse come sempre. Mi comportavo come se non ci fosse la stanchezza, la preoccupazione, i limiti che naturalmente esistevano. Le mie giornate erano invariate, paradossalmente più faticose di prima.
 
Se camminavo con gli amici, stavo sempre per ultima, se il posto era difficile da raggiungere, accampavo una scusa. Soffrivo se i miei amici mi escludevano da un programma che non avrei potuto fare.
 
Ma la cosa più singolare era che non facevo mistero della mia malattia con nessuno, tranne che con me stessa.
 
Un giorno ho deciso, e l’ho deciso a tavolino, mi sono imposta di non avere paura di farmi vedere come sono e di non aspettarmi nulla dagli altri. Se non mi invitano, pazienza, va bene così.

Antonella Cumani - copywriter




Indirizzo

Milan
20154

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