24/04/2023
Giusto per ribadire il concetto.... aboliamo la traduzione automatica!!!!
Contesto solo una cosa nell'articolo (vedi ultime due frasi). Si poteva affidare la traduzione a qualche bravo traduttore di madre lingua (non italiano, come dice l'autore dell'articolo, evidentemente non è un traduttore, si traduce sempre verso la propria lingua madre, a meno di essere bilingue). Un qualsiasi traduttore tedesco, inglese o di qualsiasi altra lingua che traduce dall'italiano, sa perfettamente che Prato è una città e non un prato, e che Camerino non è il guardaroba.
Ecco comunque la parte più interessante dell'articolo:
"A parte quel “Come to live italian” che fa drizzare i peli e altre perle, è la traduzione in tedesco che dà maggiori soddisfazioni. I nomi di alcuni paesi e città italiani infatti sono stati tradotti dall’intelligenza artificiale come fossero nomi comuni. Quindi abbiamo la pagina su Brindisi che diventa la pagina sulla città di “Toast” (che vuol dire brindisi in tedesco, ma il brindisi che si fa col vino), oppure Fermo, la città delle Marche, che diventa “Stillstand“, che significa “fermo” nel senso di “arresto” o fermata. Ma anche la città di Prato che diventa “Rasen”, che è appunto il prato verde, Cento che diventa “Hundert”, ovvero “centinaio”, la calabrese Scalea che è tradotta come “Treppe”, cioè “scala” e molto altro. Il premio alla traduzione più esilarante però va a alla cittadina marchigiana Camerino che nella traduzione tedesca diventa un meraviglioso “GARDEROBE”, cioè camerino/guardaroba. Che voglio dire, non incoraggia il particolarmente il turismo nelle Marche, visto che l’idea di passare una settimana in un guardaroba non credo entusiasmi nessuno. Neppure i tedeschi che per ca**tà, te li trovi ovunque nel mondo, ma non esageriamo.
In tutto questo aggiungo che sì, la faccenda si aggiunge agli altri tasselli esilaranti del mosaico, ma per la verità non c’è molto da ridere. Il sito e i suoi contenuti fanno infatti parte del progetto per il Tourism Digital Hub, finanziato dal PNRR, per 114 milioni di euro, per sviluppare digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo.
Direi che visto che manca il lavoro, le traduzioni anziché all’intelligenza artificiale si sarebbero potute affidare a qualche bravo traduttore italiano. Poteva costare 50 euro in più, ma direi che ci avrebbe risparmiato l’ennesima meraviglia di una campagna che, appunto, non smette di meravigliarci."
Alla fine “Open to meraviglia” era davvero il claim azzeccato per questa campagna di promozione turistica dell’Italia che, davvero, non smette mai di meravigliarci. Dopo la scoperta delle immagini girate in Slovenia, degli outfit della Venere influencer copiati da immagini di repertorio di var...