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Superbonus, altro buco da 6,1 miliardi. Senza la “sorpresa” dei crediti fantasma, deficit al 2,8%L’extra costo spinge il...
25/04/2026

Superbonus, altro buco da 6,1 miliardi. Senza la “sorpresa” dei crediti fantasma, deficit al 2,8%

L’extra costo spinge il rapporto deficit/Pil al 3,1% e riapre la partita con l’Europa. Il conto totale sfiora i 130 miliardi

ROMA — Un’altra batosta da 6,1 miliardi di euro. Il Superbonus continua a far tremare i conti pubblici, con un effetto a sorpresa che ha vanificato i piani del governo rispedendo il deficit sopra la soglia del 3%. A marzo, quando gli uffici tecnici hanno chiuso le stime definitive sul 2025, è emerso un ammanco imprevisto: una lunga scia di crediti edilizi legati a lavori partiti lo scorso anno ma comunicati in ritardo, che il fisco è stato comunque costretto a riconoscere.

L’effetto sul bilancio è stato immediato. Senza questa posta straordinaria, l’Italia avrebbe chiuso l’anno con un deficit al 2,8%, abbondantemente sotto il parametro del 3% previsto dai trattati europei e con un anno di anticipo rispetto alle previsioni. L’improvviso extra-costo da 6,1 miliardi ha invece fatto scattare il rapporto al 3,1%, costringendo il ministro dell’Economia a rivedere al rialzo le attese e a preparare una nuova tornata di contatti con Bruxelles.

Numeri da capogiro. Il costo complessivo maturato del Superbonus ha ormai abbondantemente superato i 130 miliardi di euro, una cifra che continua a lievitare man mano che si presentano nuove richieste di cessione dei crediti. E il conto non è ancora chiuso: per il solo biennio 2026-2027 restano sul piatto impegni residui per circa 60 miliardi, di cui 40 già iscritti in bilancio e altri 20 di possibile ulteriore assestamento.

Lo scontro politico è immediato. Dalla maggioranza arriva una bordata durissima: “Questa è la sciagura che abbiamo ereditato”, attacca un esponente di spicco della Lega, “una voragine senza fine che rischia di far saltare ogni piano di risanamento”. Diversa la linea dell’opposizione, che difende la misura come uno dei più potenti stimoli all’economia post-Covid. “Il Superbonus ha tenuto in piedi il Pil nei momenti più bui”, replica il Partito Democratico, “e oggi siamo qui a pagare il conto di una gestione ideologica del passaggio generazionale dei crediti”.

Le prossime settimane saranno decisive. Il governo dovrà trovare una quadra per evitare che l’effetto dei 6,1 miliardi si traduca in una nuova procedura d’infrazione. L’ipotesi più accreditata è quella di una riprogrammazione delle spese già autorizzate e di un inasprimento dei controlli sugli ultimi bonus residui. Intanto, gli uffici di Ragioneria continuano a setacciare i cassetti fiscali in cerca di eventuali altre “sorprese” pronte a emergere.

Fusione Bper-Sondrio: un disastro annunciato (e i clienti che accettano l'inaccettabile)La fusione tra Bper e Banca Popo...
24/04/2026

Fusione Bper-Sondrio: un disastro annunciato (e i clienti che accettano l'inaccettabile)

La fusione tra Bper e Banca Popolare di Sondrio si sta rivelando un disastro annunciato. Eppure, qualcosa non torna.

I problemi ci sono, eccome. E sono pesanti:

· Saldi visibili solo in parte o per niente.
· Anagrafiche dei clienti ex Sondrio che non funzionano.
· Gente che si lamenta solo ed esclusivamente agli sportelli, senza alcun risultato.

Nessuna protesta pubblica. Nessun post virale. Nessuna segnalazione massiccia alla stampa o a ABI. Solo code silenziose e lamentele a mezza voce davanti al bancario di turno.

Ma la domanda che mi faccio è questa: perché i clienti ex Popolare di Sondrio stanno zitti?

Perché non urlano? Perché non scrivono? Perché accettano di non vedere i propri saldi e di avere le anagrafiche sbagliate come se fosse normale?

Forse perché sono abituati al "sistema valle", alla banca amica, al rapporto personale. Forse perché si fidano ancora ciecamente. Ma la verità è che la fiducia non basta più quando il saldo non si vede.

Se continuate a lamentarvi solo allo sportello, nulla cambierà. Il silenzio dei clienti ex Sondrio è assordante.

E questo silenzio assordante è l'indice che gli italiani sono cambiati in peggio. Rassegnati, incapaci di reagire, disabituati a pretendere. Si accontentano di un "vedremo" e tornano a casa senza i propri soldi visibili in banca. E questo, forse, è il dato più inquietante di tutta questa storia.

Indirizzo

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20122

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