18/06/2026
Oggi, giovedì 18 giugno 527mila studenti e studentesse stanno affrontando gli esami di maturità. Tra le tracce proposte c’è “Passerò per piazza di Spagna” (1950) di Cesare Pavese, un testo tratto da “I piaceri” di Vitaliano Brancati, un brano del giornalista scientifico Bianucci, un saggio sul conetto di confine di Frank Furedi, un brano sull’Assemblea costituente, e riflessioni sul concetto di meraviglia e su quello di fatica.
Nonostante rappresenti una delle questioni più urgenti della generazione zeta, la crisi climatica resta la grande assente fra i banchi. Negli ultimi sette anni, solo tre tracce su quarantadue (nel 2020 e nel 2021 la prova scritta di italiano è stata sostituita da un maxi-esame orale) hanno proposto considerazioni l’ambiente e le sfide climatiche del presente.
Prima di oggi, le tracce recenti (negli ultimi sei anni) che hanno investigato su ambiente e crisi climatica sono state tre. Nel 2025, un brano tratto da “Un quarto d’ora (geologica) di celebrità” di Telmo Pievani ha portato una riflessione sull’impatto dell’uomo sul pianeta, in termini di oggetti e manufatti umani. Agli studenti veniva chiesto: dato il consumo incessante di prodotti, dove finiremo?
Nel 2022, una traccia partiva da un discorso pronunciato da Giorgio Parisi, premio Nobel per la Fisica, che faceva il punto su riscaldamento climatico, risorse energetiche e fonti rinnovabili. Tutto estremamente attuale. Un’altra dello stesso anno analizzava gli effetti della pandemia da Covid-19, tra cui quello collaterale delle tante catastrofi ecologiche.