30/04/2026
L'interesse dei giganti Tech per la connettività satellitare non è mai stato così esplicito. Amazon ha annunciato pochi giorni fa l'acquisizione di Globalstar per circa 11,57 miliardi di dollari, segnando un punto di svolta decisivo per il futuro delle reti di comunicazione.
Con questa operazione, che dovrebbe chiudersi nel 2027, Amazon ottiene non solo le infrastrutture fisiche di Globalstar, ma soprattutto preziose licenze di spettro Mobile Satellite Services (MSS) su scala globale. L'obiettivo è integrare queste risorse nella propria costellazione in orbita bassa (Amazon Leo) per lanciare servizi Direct-to-Device (D2D) proprietari a partire dal 2028. In aggiunta, Amazon eredita un partner fondamentale: Apple, che già utilizza i satelliti Globalstar per i servizi di emergenza dei suoi iPhone.
Questa mossa aggressiva conferma una direzione chiara già intravista lo scorso autunno negli Stati Uniti. A settembre 2025, infatti, SpaceX aveva investito 17 miliardi di dollari per acquistare da EchoStar 50 MHz di spettro in banda S (oltre alle relative licenze globali). La motivazione era chiara: svincolare Starlink dalla necessità di "affittare" frequenze dagli operatori mobili per far funzionare i servizi Direct-to-Cell.
L’acquisizione di Globalstar da parte di Amazon rafforza una direzione che negli Stati Uniti era già emersa nei mesi scorsi con l’accordo tra Starlink ed EchoStar: i grandi player digitali stanno puntando con crescente decisione sulle comunicazioni satellitari direct-to-device.
Per gli operatori di telecomunicazione tradizionali, la convergenza tra reti mobili terrestri e costellazioni satellitari riscriverà le regole del mercato, la gestione dello spettro e il rapporto diretto con gli utenti finali.