Modelli di Comunicazione - PNL Sistemica

Modelli di Comunicazione - PNL Sistemica Istituto di PNL Sistemica: master PNL, counseling e coaching, training per le aziende

Le capacità di comunicare, relazionarsi, capire dinamiche e tendenze dei sistemi di cui si fa parte, sono le più importanti per concretizzare ogni obiettivo personale e professionale. Dal 1993 lavoriamo su questo tema, elaborando e proponendo – come dice il nostro marchio - modelli di comunicazione sempre più efficaci e raffinati. Sviluppiamo nuove idee e strategie per cambiamenti evolutivi che a

ttivano un nuovo tipo di "intelligenza", che fa capo alla visione sistemica, attuando progetti di consulenza, training, coaching e counseling. Il cuore di ogni nostro intervento è lo sviluppo del potenziale umano: a livello organizzativo, di team, individuale.

01/09/2026

Non esiste una versione autentica di te: esistono solo quelle che hai già interpretato oggi. Questa è la settimana di rientro dalle vacanze: quante ne hai già indossate?

In questo video Andreas Schwalm intervista Valentina Ferrari su un caso reale portato in sessione di coaching: una manager che, in ogni riunione, indossa la stessa maschera. E' quella della persona troppo gentile, anche quando il momento chiederebbe il contrario.

Cosa succederebbe se quella scelta smettesse di essere automatica e diventasse consapevole?

C'è un'obiezione che su questo tema torna sempre: la maschera implica falsità, il volto autentico di una persona è uno solo. Nel video trova una risposta diversa da quella che ci si aspetta: usare consapevolmente una maschera calibrata sul contesto non nasconde l'identità, ma è spesso la condizione per esprimerla.

Quale maschera indossi più spesso nel tuo ruolo attuale?
La scegli tu, o è lei a scegliere te?

L'intelligenza artificiale legge un'azione, ottimizza un processo, riconosce un pattern. Non si accorge che un valore st...
24/08/2026

L'intelligenza artificiale legge un'azione, ottimizza un processo, riconosce un pattern. Non si accorge che un valore sta cambiando forma dentro una persona, o che dietro una decisione difficile si muove un'identità intera.

💡 È qui, nel passaggio tra il livello dei comportamenti e quello dell'identità, che si gioca il vero tema sull'evoluzione del coaching: cosa possiamo delegare, e cosa invece resta, per definizione, umano.

Un confronto che ci interessa da vicino, e a cui parteciperemo anche noi come scuola sponsor della Conferenza Nazionale ICF Italia, il 9 e 10 ottobre a Roma.

La domanda "AI sì o AI no nel coaching" ha già smesso di avere senso: la tecnologia è e sarà ovunque (una commodity). Quello che conta è come e con quanta lucidità la esploriamo fin da ora, con etica e visione verso il futuro. 👇

Ci siamo: OUT OF OFFICE.Ma anche quando siamo in vacanza ci sono delle "trappole" che possono sabotarci. Perché saper ri...
14/08/2026

Ci siamo: OUT OF OFFICE.
Ma anche quando siamo in vacanza ci sono delle "trappole" che possono sabotarci. Perché saper riposare è una competenza.

Domani è Ferragosto, il giorno in cui ci promettiamo: adesso mi fermo davvero. Poi, sotto l'ombrellone, non riesci a stare fermo un attimo. Guardi il cellulare, pensi a cos'altro fare.

C'è chi resta agganciato al lavoro: email, to-do list, la sensazione di essere indispensabile anche a duecento chilometri dall'ufficio. E c'è chi trasforma la vacanza in un progetto da eseguire: itinerario ora per ora, ogni slot occupato, l'ansia se per un giorno non c'è niente di programmato.

Dietro entrambi, spesso, la stessa credenza: se non stai facendo qualcosa di specifico, stai sprecando il tempo.

Una domanda da farsi ogni giorno di vacanza potrebbe essere: oggi, cosa vuoi davvero portarti a casa da questa giornata?
E cosa stai facendo, proprio adesso, che ti sta allontanando da lì?

L'articolo completo, con le tecniche di PNL per un relax che funziona davvero, nel primo commento.

GENTILEZZA = PERTURBAZIONETrattiamo spesso la gentilezza come un conto in banca: più gesti gentili facciamo, più fiducia...
11/08/2026

GENTILEZZA = PERTURBAZIONE

Trattiamo spesso la gentilezza come un conto in banca: più gesti gentili facciamo, più fiducia si accumula nel tempo.

E se invece funzionasse diversamente? Non è questione di quanti gesti fai, ma di quando li fai. Un gesto piccolo, arrivato nel momento giusto, può cambiare le cose più di dieci gesti grandi arrivati fuori tempo.

Vale per un'organizzazione, per un team, per una relazione di lavoro, per una famiglia.

In questi giorni estivi molte relazioni si allentano nella forma, ma restano intatte nella sostanza: chi tornerà a settembre ricorderà come è stato trattato prima di partire. È un buon momento per seminare, non per accumulare: un messaggio, un riconoscimento senza aspettarsi nulla in cambio, un confine rispettato invece che ignorato all'ultimo momento.

👉 L'articolo completo è nel primo commento.

C'è chi è già in vacanza e non riesce a staccare del tutto. C'è chi deve ancora partire, e nel frattempo corre per chiud...
06/08/2026

C'è chi è già in vacanza e non riesce a staccare del tutto. C'è chi deve ancora partire, e nel frattempo corre per chiudere tutto in tempo. E c'è chi resta al lavoro, ma nota qualcosa di diverso nell'aria: le email arrivano più diradate, i telefoni squillano meno.

Situazioni diverse, stesso fenomeno: il lavoro rallenta da solo, come succede solo d'estate. I pensieri no. Quelli, se vogliamo fermarli, tocca farlo a noi.

Ed è proprio in quello spazio, quando per un attimo ci si concede di allargare il pensiero invece di correre da un'urgenza all'altra, che può entrare qualcosa che di solito non trova posto: un gesto gentile verso chi ci è vicino, o verso di sé. che raramente ci concediamo.

Ne parliamo nel numero di agosto della nostra newsletter, appena uscito. Link nel primo commento 👇

Il benessere sta cambiando casa. Per anni lo abbiamo pensato come una cosa clinica, fatta di sintomi e diagnosi.Oggi lo ...
23/07/2026

Il benessere sta cambiando casa. Per anni lo abbiamo pensato come una cosa clinica, fatta di sintomi e diagnosi.

Oggi lo ritroviamo altrove: nello stress che ci portiamo a casa la sera, nella stanchezza che non passa nemmeno nel weekend, in quel disagio che spesso preferiamo nascondere sotto il tappeto piuttosto che guardarlo davvero. Lo vediamo nel lavoro, quando lo stress diventa burnout e la fatica si trasforma in perdita di senso. Ma lo vediamo anche fuori dal lavoro: nelle famiglie che faticano a ritrovarsi, nei ragazzi e nelle ragazze che sembrano smarrire punti di riferimento in una socialità sempre più fragile.

Ed è proprio in questo spazio (che spesso derubrichiamo) che il counseling trova il suo terreno più autentico: non per dare etichette diagnostiche, ma per aiutare le persone a capire cosa significa, per loro, stare bene.

Se ne parlerà al Congresso Nazionale CNCP, il 10 e 11 ottobre a Riccione, dove ci sarà anche Modelli di Comunicazione. Due giorni per confrontarsi su una domanda che sembra semplice e non lo è affatto: cosa intendiamo, oggi, quando diciamo "benessere"?

Arriva una manager. Il coaching non è stata una sua scelta: gliel'ha proposta l'HR, o il responsabile diretto, dopo l'ul...
17/07/2026

Arriva una manager. Il coaching non è stata una sua scelta: gliel'ha proposta l'HR, o il responsabile diretto, dopo l'ultima valutazione. L'obiettivo? Quasi sempre lo stesso: migliorare la leadership, gestire meglio lo stress, aumentare le performance del team.

Poi si comincia a lavorare insieme. E il più delle volte, quell'obiettivo era solo un punto di partenza: il vero motivo per cui è lì è un altro.

Raramente è una questione di competenze. Più spesso è una domanda più scomoda: come si abita un ruolo che è cambiato più in fretta di quanto l'azienda se ne sia accorta.

Non siamo i soli a notarlo. Lo dice anche Sonja Caramagno, presidente ICF Italia, intervistata nella mappatura sulle scuole di coaching in Italia appena pubblicata da HR Link (ci siamo anche noi): sempre più aziende scelgono di portare il coaching dentro l'organizzazione, non solo per formare nuovi coach, ma come modo di lavorare ogni giorno.

Articolo completo nel primo commento 👇

10/07/2026

Marta ha 49 anni. Ha un lavoro in cui crede, una famiglia che ha tenuto insieme, una cooperativa sociale che coordina da anni. Dovrebbe andare tutto bene, ma non è così.

Non è una crisi eclatante, ma qualcosa di più silenzioso: la motivazione che calava, calava, finché un giorno si è accorta che quello che la faceva alzare al mattino era diventato un peso.

In un percorso di coaching con Marta, il perno potrebbe essere questo: “Cosa le impedisce di pensarsi diversa?”

Quello che emerge è una credenza precisa: "Ho paura che sia troppo tardi."
Troppo tardi per cambiare lavoro, per scegliere qualcosa di più leggero, per mettere sé stessa al centro invece che ai margini. La responsabilità (verso la famiglia, verso la mamma anziana, verso le persone che coordina) ha smesso di essere carburante ed è diventata il perimetro dentro cui si muove e che ora le va stretto. Uscirne sembra impossibile, prima ancora di provarci.

E allora come fare?

Nella simulazione, Valentina Ferrari e Andreas Schwalm esplorano un pezzo di mondo di Marta, obiettivi, paure e leve possibili: guarda il video e lascia una riflessione, se vuoi. Nel primo commento trovi anche il link all’intero webinar sulle generazioni X, Z e Boomer da poter rivedere.

PS Tra l’altro, quello di Marta è uno dei profili più frequenti tra chi arriva alla nostra scuola per fare un percorso per diventare Coach ICF o Counselor CNCP, persone che quella mappa la riconoscono in sé, prima ancora di volerla studiare.

C'è un disegno di Escher, fatto nel 1948: due mani che si disegnano a vicenda. Guardandolo viene da chiedersi: l'individ...
22/06/2026

C'è un disegno di Escher, fatto nel 1948: due mani che si disegnano a vicenda. Guardandolo viene da chiedersi: l'individuo forma il sistema in cui vive, o è il sistema a formare l'individuo?

🐣 È la versione più seria della domanda sull'uovo e la gallina. E la risposta è scomoda: entrambe le cose, insieme. Non c'è un punto di partenza, c'è solo un loop.

Pensa alla polarizzazione che vediamo ogni giorno in Italia e in Europa: ogni posizione estrema alimenta quella opposta, che a sua volta la giustifica e la rafforza ancora di più. Nessuno dei due fronti "ha iniziato", si tengono in vita a vicenda.

Succede anche su scala piccola, dentro di noi: assorbiamo le regole non scritte del contesto in cui viviamo, e ogni nostro comportamento contribuisce a mantenerlo com'è. Non siamo vittime del sistema né indipendenti da esso. Lo abitiamo e lo creiamo, insieme, di continuo.

Allora dove si può davvero cambiare qualcosa?

Se un comportamento che vorremmo cambiare continua a tornare (anche quando diciamo sul serio di volerlo modificare) è perché sta facendo un lavoro preciso dentro il sistema. Cambiarlo senza guardare cosa lo sostiene è come curare un sintomo senza capire cosa lo genera: il sistema trova il modo di tornare come prima. Si chiama omeostasi.

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💡Non si può riformare un'istituzione senza riformare le menti. Ma non si possono riformare le menti senza riformare le istituzioni." [Edgar Morin, *La testa ben fatta*, 1999]
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Il salto che ci serve oggi non è elaborare più informazioni (per quello c'è già l'intelligenza artificiale, ed è brava). È imparare a vedere questa complessità circolare come lo sfondo di ogni cosa che pensiamo.

Da dove partiresti tu? (articolo nel primo commento)👇

09/06/2026

C'è un personaggio che molti di noi hanno incontrato,
in ufficio, qualche volta nello specchio. Si chiama Luciana, ha 64 anni (è tecnicamente una "boomer"), conosce il suo lavoro meglio di chiunque, è impeccabile, affidabile, sempre presente.

Eppure i colleghi più giovani le fanno il giro largo, nessuno che voglie nemmeno bere con lei un caffé, e lei non riesce a spiegarsi perché.

In una sessione di coaching emerge una catena logica che, a sentirla così, suona quasi ragionevole: l'età porta esperienza, l'esperienza produce competenza, la competenza genera indispensabilità. E quindi "dovreste essermi grata se vi bacchetto tutti i giorni" o ancora meglio "senza di me qui va tutto alla malora".

Quella sequenza ha funzionato per decenni. In ambienti dove oggi conta la collaborazione orizzontale, la stessa mappa produce isolamento, anche con la migliore delle intenzioni.

Chi riconosci in questo ritratto?
Quale parte di te ti risuona?
Ci sono altri schemi di pensiero tipici che individui intorno a te?

Nel video una breve simulazione di coaching con Valentina Ferrari e Andreas Schwalm

Indirizzo

Via Garofalo 4
Milan
20133

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